Spiragli di luce: Ogni progetto che realizziamo insieme a loro è un traguardo

Matteo SIMONE

 

L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali.

L’Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto.

0024-%281%29Invitato dalla presidente dell’associazione, Elisa Tempestini, mia amica runner dalla staffetta della transumanza da Anzio a Jenne organizzata da Ivano Caronti, sono felice di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017, come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere.

Di seguito approfondiamo la conoscenza dell’associazione e della sua presidente.

In che modo lo sport contribuisce al benessere degli atleti di Spiragli di Luce?Lo Sport per i ragazzi di spiragli di Luce è fondamentale, siamo riusciti ad ottenere dei grandi risultati, la prima è l’integrazione, la seconda è la prevenzione.”

Come arrivano gli atleti alla tua associazione?Gli Atleti ci contattano tramite l’informazione che diamo sul nostro territorio, tramite i servizi sociali, i social, e passaparola.”

Come scelgono lo sport gli atleti sport?Gli atleti scelgono lo sport in base alle loro esigenze e patologie, di cui vengono selezionati.”

Quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione nella tua associazione?I ragazzi sono tutti tesserati e assicurati, ma il rischio è sempre in agguato, basta una distrazione e può succedere una tragedia, per questo è una grande responsabilità.”

0074 1.jpgCosa e quali persone hanno contribuito al buon andamento dell’associazione?Hanno contribuito nell’associazione i sponsor per la parte economica, e i volontari per la parte tecnica, e la Fondazione Porfiri, che ci aiuta con i nostri progetti.” Continua a leggere

Annunci

Andrei Nana, ultrarunner: Spartathlon, la gara più stupefacente al mondo

Spartathlon, the most amazing race in the world where I had to most spiritual experiences

Matteo SIMONE

 

Andrei Nana non solo è un atleta fortissimo sulle lunghe distanze ma è anche laureato in Psicologia presso l’Università del Tennessee e promuove la corsa di lunghe distanze attraverso l’International 100 + UltraRunning Foundation, Inc.

Inoltre Andrei Nana è fondatore del Nana Endurance Training che fornisce allenamento di resistenza di alta qualità incentrata sulla combinazione di aspetti fisici, mentali ed emotive necessarie per aiutare a raggiungere obiettivi di resistenza e crescita personale.

Andrei Nana è anche Responsabile/Amministratore della squadra degli Stati Uniti Spartathlon.

Di seguito si presenta attraverso risposte ad un mio questionario.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho iniziato a fare sport molto giovane a circa 6 anni con il judo, atletica, calcio, pallamano e continuai con le arti marziali. Ho praticato arti marziali per oltre 35 anni. Un po’ più di 7 anni fa mi sono imbattuto nella corsa su lunga distanza e in qualche modo mi sentivo molto ispirato dalla corsa di resistenza.”

AN 01 (2).jpgQuali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Sono stato fortunato a rendermi conto che per avere successo in una ultrarunning bisogna allenare non solo il corpo, ma anche la mente e creare l’abitudine di finire sempre le gare. Ho anche imparato che è meglio sul treno piuttosto che sotto un treno così sono andato a ogni gara molto preparato.”

Molto simpatico Andrei, ha capito subito che con le ultramaratone non si scherza, non si può improvvisare e che non è solo questione di fisico, di muscoli, di forza o resistenza ma ci vuole tanta testa, bisogna allenare la mente ad andare oltre, ad andare lontano, diventa importante creare non una mentalità vincente ma una mentalità che arriva a destinazione che porta a termine la gara per non sperimentare di trovarsi sotto un treno e questo si può fare allenandosi bene ed arrivando alle gare ben preparati con il corpo e con la mente.

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Sono sempre entusiasta ma preoccupato prima della gara, mi sento grato per la possibilità di correre la gara e considero l’esperienza come un test in cui il fallimento non è un’opzione. Durante la gara sperimento emozioni di estremo benessere (alimentazione) e molto basso benessere (debolezza) che mi fa in discussione me stesso e la mia stessa esistenza. Dopo la gara in generale, mi sto concentrando sulla prossima gara e il processo ricomincia.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere e performance? “All’inizio ho chiesto ad altri corridori con esperienza, ma dopo un po’ ho deciso che è meglio seguire la mia strada e scoprire le risposte da solo. Dal punto di vista fisico mi sto avvalendo di un agopuntore medico (Andrew Farretta) ogni volta che ho infortuni.” Continua a leggere

Una Campagna per i Sordociechi

Sara Carboni

Blogger e Copywriter

 

Le iniziative sociali sono tante e ogni anno crescono numericamente. Sono promosse da Onlus, associazioni e ONG e si pongono lo scopo di portare avanti una missione di solidarietà verso chi vive condizioni di disagio e disabilità. La loro presenza sul territorio italiano mette in evidenza quanto l’azione solidale sia presente nel nostro paese e la capacità che ha di portare novità e energia in questo settore. Queste organizzazione del terzo settore sono no-profit e le varie iniziative che creano diventano una forma di auto finanziamento per portare avanti le attività.

storia_agostino_hpUna Onlus importante

La Lega del Filo d’Oro è stata fondata da Sabina Santilli e un gruppo di volontari nel 1963 per aiutare adulti e bambini sordociechi e pluriminorati psicosensoriali. L’associazione attiva da decenni è riuscita a radicarsi sul territorio di nascita, Osimo. La creazione di strutture per la riabilitazione si è espansa arrivando a coinvolgere le maggiori città italiane. Questo è un anno importante per la Lega perché verrà finito di costruire la nuova sede che raccoglierà in un singolo edificio tutti gli ambulatori, uffici amministrativi e dormitori. Diventerà un centro funzionale all’avanguardia e un punto di riferimento per la riabilitazione a livello nazionale e europeo.

Continua a leggere

Vito Rubino e Palas con il team Caltrek: La nostra gara nel deserto del Mojave in Nevada

Matteo SIMONE

 

Vito Rubino e Palas Policroniades sono una coppia di ultrarunners, triatleti e praticanti di sport di endurance e multisport. Ogni volta che li incontro o sento parlare di loro, ci sono racconti di storie affascinanti ed avventurose, ora è la volta di una “adventure race” nel deserto con la pratica di diverse discipline sportive, di seguito il loro racconto.

Mi racconti la vostra gara multisport? Quali sport? “L’adventure racing è uno sport di squadra dove l’obiettivo è raggiungere una destinazione in un percorso non segnalato, orientandosi con l’aiuto di cartina e bussola. La destinazione viene mantenuta segreta fino a poco prima dell’inizio della gara. Tipicamente, le attività sono la corsa/trekking/orienteering, la mountain bike, il kayaking e la discesa in corda doppia. La nostra gara è stata nel deserto del Mojave in Nevada con una durata limite di 35 ore.”

16602763_10158121334105363_6601319322207212169_n (2).jpgIn questo tipo di gara vi sono tutti gli elementi della mentalità degli atleti di endurance, tante ore in gara, sorprese, pronti al cambiamento ed all’imprevisto, condizioni difficili di percorso e climatiche come è l’ambiente del deserto, ma tutto ciò non spaventa gli atleti avventurieri del limite, anzi sono nuove sfide che stimolano entusiasmo ed endorfine.

Chi sono i componenti della squadra, c’è una capitano? “Noi eravamo una squadra mista da quattro. Io ho rivestito il ruolo di capitano reclutando gli altri componenti della squadra, coordinando l’organizzazione e discutendo gli obiettivi e le aspettative. Il primo componente che ho reclutato è stata mia moglie, Palas. Data la sua propensione per l’avventura, (quasi) non è stato difficile convincerla a partecipare. Gli altri due componenti hanno accettato perché non avevano previe esperienze di adventure racing e dunque non sapevano ciò a cui andavano incontro. Però erano entrambi desiderosi di avventura. Nick, un geologo, ha esperienza di alpinismo e orienteering mentre Marja, un astrofisica, oltre ad avere esperienza di trail running, ha esperienza in lunghe spedizioni in posti remoti. Entrambi in ottime condizioni di fitness.”

Continua a leggere

La stracittadina di 5 km per l’Associazione “Spiragli di Luce”

Matteo SIMONE

 

Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere non più i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio.

12496482_1019600201434263_474490906419742051_o-2Sono atleta e psicologo dello sport e prescrivo a me stesso e a tanti altri pillole di esercizio fisico a costo zero per permettere a me stesso e a tanti altri di sperimentare benessere attraverso l’attività sportiva praticata in solitudine o anche in compagnia.

L’Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto.

L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali.

La presidente dell’associazione, mia amica runner conosciuta in occasione della staffetta della transumanza da Anzio a Jenne, mi ha coinvolto in questo progetto e io sono felicemente pronto ad aderire come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere.

Continua a leggere

Doping. Il cancro dello sport

Matteo SIMONE

 

Doping. Il cancro dello sport, editore: FerrariSinibaldi, formato: EPUB, cloud: Sì Scopri di più, compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più. Dimensioni: 982,32 KB, nella classifica Bestseller di IBS eBook – Sport – Allenamenti sportivi – Abuso di farmaci nello sport

EAN: 9788867630837

https://www.ibs.it/doping-cancro-dello-sport-ebook-matteo-simone/e/9788867630837

Tutti gli Stati si propongono di combattere il fenomeno doping, anche se con mezzi diversi.

Screenshot_2015-09-21-10-41-41In base alla Legge 376 per la “disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping”, entrata in vigore il 2 gennaio 2001, costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche terapeutiche, non giustificate da condizioni patologiche.

I farmaci potenzialmente dopanti dovranno recare un contrassegno per essere riconoscibili e avere, nel foglietto illustrativo, un paragrafo che ne spieghi gli effetti per chi pratica attività sportiva.

Il doping è reato penale. A differenza che in passato anche gli atleti sono perseguibili.

All’inizio l’autoprescrizione degli Steroidi Anabolizzanti (SA) riguardava solo atleti d’élite praticanti sport di potenza, ma in seguito si estese a macchia d’olio alle altre discipline sportive ed anche ad atleti amatoriali. Gli SA vennero banditi come sostanze proibite dal Comitato Olimpico Internazionale sin dal 1976, ma il loro abuso continuò a diffondersi sempre più nel mondo dello sport, soprattutto nelle palestre di body building. Continua a leggere

William Da Roit: 4K Alpine Endurance Trail, 350 km e 25.000 mt di dislivello

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

La prima edizione del 4K Alpine Endurance Trail della Valle d’Aosta si è disputata dal 3 al 9 settembre, sulle alte vie della valle d’Aosta, con partenza e arrivo a Cogne, attraversando Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. Peter Kienzl è stato il vincitore impiegando quasi 83 ore. La gara femminile è stata vinta da Francesca Canepa.

IMG_9710.JPGDi seguito l’esperienza di William Da Roit che si racconta attraverso una breve intervista.

Com’è stata l’esperienza di gara? “Il 4 K è di 350 km (330 il Tor de Geants) 25.000 i metri di dislivello. È stata una gara incredibilmente intensa, le montagne che hanno fatto da cornice, Gran Paradiso, Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa mi hanno dato un’energia che non sapevo di avere. Mi ci sono voluti 6 giorni per concludere la gara.”

Per chi è amante della montagna, per chi ha la passione della corsa, attraversare giorni e giorni di sentieri e percorsi impervi, irti, scalare montagne, diventa un’avventura stimolante ed eccitante, più vai avanti e più scavi dentro di te per cercare le energie necessarie fisiche e mentali per andare avanti, per arrivare, per concludere un tuo viaggio pianificato e programmato da tanto, preparato bene con allenamenti e studio di cartine, mappe, alimentazione necessaria provata e sperimentata durante lunghi allenamenti, la vista dei passaggi, delle montagne del passare dei momenti che vanno dall’alba al tramonto, l’assaporare la temperatura notturna e l’accogliere tutti i pensieri che ti passano nella testa durante il lungo viaggio ti da tante energie per continuare, per riuscire, per terminare, ti arricchisce, ti fa maturare, ti cambia, ti rimette al mondo in modo nuovo, ti fa scoprire una nuova persona, più sicura, più consapevole, più resiliente.

Che significa partecipare ad una prima edizione? “A dire il vero non mi aspettavo, come prima edizione, un’organizzazione così perfetta, nulla è stato lasciato al caso, né a fondovalle né tantomeno su in alta montagna. Mi ha stupito molto la spontanea cortesia dei Valdostani ed in particolare dei volontari sul percorso, sempre gentili, sempre una buona parola è un sorriso per tutti!” Continua a leggere

Francesca Innocenti, ultrarunner: Corpo e mente sono strumenti meravigliosi

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

 

La vittoria dà sempre grande gioia, è il coronamento di un periodo o di una lunga carriera di allenamenti, gare, impegno, determinazione ed è bello arrivare al traguardo con le braccia alzate, salire sul podio, leggere il proprio nome sul web o quotidiani, insomma è un esperienza positiva meritata che aiuta anche ad andare avanti nella pratica della propria passione con impegno e fatica.

15123120_1842574552656499_2211707661802643832_o (2).jpgTi sei sentita campione almeno un giorno della tua vita? “Sì, dopo la mia vittoria alla 24h di Montecarlo del 19-20 Novembre 2016 anche se, a dire la verità, mi sono goduta il mio ‘momento di gloria’ solo il giorno dopo, una volta che mi sono ripresa dalla fatica e dal malessere post-gara.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Correvo fin da ragazzina per le strade di campagna del mio paese natio, Castiglion Fibocchi (Ar) senza sapere durante le uscite né i km che stavo percorrendo né il ritmo a cui correvo. Non sapevo neanche dell’esistenza degli orologi con gps incorporato e correvo con la tuta da ginnastica felpata in inverno e le magliette di cotone in estate e senza scarpe da running. Nell’estate del 2011 sono andata a vivere in città ad Arezzo e ho iniziato a correre al Parco Pertini, il principale di Arezzo, a documentarmi su scarpe e accessori da running e a settembre dello stesso anno ho corso la mia prima gara competitiva alla Fratta S. Caterina, frazione della Valdichiana Aretina. Dopo un mese mi sono iscritta alla società Atletica Sestini e ho iniziato ad allenarmi costantemente, a conoscere il significato di ‘ripetute’ e ‘fartlek’, a documentarmi sui tipi di scarpe da running, sull’abbigliamento e accessori da corsa e a fare altre gare, la mia prima mezza maratona è stata quella di Firenze ad aprile 2012.”

Continua a leggere

Maratona di San Valentino 19 febbraio 2017 Risultati

STEFANO SEVERONI

 

Domenica 19 febbraio 2017 Terni con la Valnerina ha ospitato la VII edizione della Maratona di San Valentino. Come nella precedente edizione, oltre alla distanza di maratona quella sulla mezza. La manifestazione capita tre settimane prima della tradizionale Roma-Ostia Half Marathon ( 12 marzo) ed è quindi utile per gli atleti per verificare la propria condizione anche in vista della Maratona di Roma, quest’anno in calendario il 2 aprile.

maratona-di-san-valentino-medaglie  La gara sui 21,097 km è stata vinta al maschile da Yassine Kabbouri (1h08’33”) e al femminile dall’azzurra Deborah Toniolo in 1h19’44”, 28esima assoluta. 1˙012 atleti hanno terminato la gara sui 21,097, di cui 737 uomini e 275 donne.

Sui 42,195 km vittoria tra gli uomini del 38enne marocchino Mohamed Hajjy in 2h19’01”, cioè alla media di 3h18’ al km. Secondo Carmine Buccilli in 2h19’26”. Il vincitore ha buoni personali: 14’40”3 sul 5˙000 m (2007), 1h05’15” (Udine, 2013) sulla mezza e 2h14’08” (Reggio Emilia, 2005) sulla maratona.  Continua a leggere

Ultramaratoneti e gare estreme

Matteo SIMONE

 

Interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti di sport di endurance mi hanno permesso di scrivere il libro dal titolo “Ultramaratoneti e gare estreme“, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

2014-07-06-lunghe-distanze-3Collana: Sport & Benessere, anno edizione: 2016, pagine: 298 p. , Brossura, 11° nella classifica Bestseller di IBS Libri – Sport – Atletica e sport da campo e da pista – Maratona e corsa campestre

EAN: 9788874189441

https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

Continua a leggere