Matteo Nocera: Il sogno è conquistarmi un posto nella nazionale ultramaratona

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Un posto in Nazionale dà molto prestigio e diventa il sogno di tanti poter rappresentare la propria Nazione in gare di livello Internazionale e mondiale, di seguito l’esperienza sportiva di Matteo Nocera che corre per la Napoli Nord Marathon.

16343571_1373931916004767_1128381020_nTi sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si per i risultati ottenuti e per gli avversari battuti!”

Quando vinci una competizione sportiva ti rendi conto di essere un campione ma l’esperienza di Campione è ancora più vera se gli avversari che hai battuto sono di qualità elevata.

Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica? “Come tutti i bambini un semplice avviamento allo sport da parte dei genitori accompagnato sicuramente da una mia passione innata…che poi man mano visto i risultati è divenuta sempre più una cosa seria … un lavoro…”

Funziona così, qualcuno ti fa scoprire uno sport, di solito i genitori, o l’insegnante di educazione fisica, se c’è passione, si continua, si è disposti ad allenarsi ed a continuare a fare sport, Poi se ti accorgi di essere un talento, aumenta la motivazione e scatta la voglia di fare l’atleta professionista, facendo della passione sportiva un lavoro.

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere? “Al mio benessere ha contribuito solo lo sport, l’amore per lo sport… poi chiaramente le soddisfazioni nel vedere le persone care, la famiglia, i genitori su tutti soddisfatti e felici per i risultati ottenuti.”

Lo sport ti permette di sperimentare benessere se c’è passione per quello che fai, se sperimenti la performance, se le persone che ti circondano ti sostengono nella tua passione e fanno il tifo per te.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere? “Il mio primo allenatore e i miei genitori su tutti…”

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Il fatto di aver battuto atleti che ancora oggi sono stati tra i migliori al mondo e la consapevolezza che ogni qual volta mi sono allenato con decisione alla fine in gare importanti sono arrivato sempre tra i primi.”

Riuscire in qualcosa incrementa l’autoefficacia, emergere nello sport aumenta l’autoefficacia e ti dà la convinzione che se veramente la vuoi una cosa la ottieni, sai che ti devi impegnare veramente e lo fai sapendo che riuscirai, otterrai le tue soddisfazioni avendolo sperimentato altre volte.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Sanno che posso stupirli ancora… in fondo… anche se molte volte è difficile starmi dietro.”

16358621_1373931919338100_2059569018_n.jpgTi va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “La mia prima gara; Rivisondoli 1988 avevo 11 anni e non ero allenato né mai avevo partecipato ad una gara di ciclismo (facevo atletica leggera). Beh partecipai ad una cronoscalata con una bmx molto più grande della mia altezza e molto molto pesante… soprattutto in salita… gli altri bimbi ovviamente correvano e avevano bici da corsa… a me mancavano anche i freni… ma era tutta in salita non ne avevo bisogno…! Vinsi per distacco. Da lì iniziò una piccola storia sportiva che va ancora avanti.”

Se scopri di aver talento puoi proseguire allenandoti duramente e credendoci per diventare campione.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica? “Che mi piace andare in fondo alle cose. Oppure non le faccio proprio.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Credo decisone. Essere caparbio quando vuoi raggiungere a tutti i costi un obiettivo.”

Che significa per te praticare attività fisica? “Finalizzare alla vittoria.”

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo attività fisica? “Fatica. Tanta fatica…”

16402007_1373931926004766_1928675916_n.jpgQuali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nella pratica della tua attività fisica? “Stare bene fisicamente. L’alimentazione. Il riposo.”

Per diventare campione e per consolidare la posizione di leader nello sport è importante considerare non solo il duro e costante allenamento fisico ma diventano importanti anche l’alimentazione sana e calibrata per l’individuo, per l’allenamento, per la gara e diventa ugualmente importante il sapersi gestire, i riposi, recuperi.

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti ostacolano nella pratica dell’attività fisica? “Quasi nulla, mi adatto. Cerco di superarle considerando tutto come un avversario da battere prima mentalmente e poi con l’applicazione fisica.”

16343853_1373930632671562_39089885_nIl primo avversario da battere è se stessi, a volte ci si sente insicuri, non si crede sufficientemente in se stessi, si pensa che l’obiettivo sia irraggiungibile, ed allora il primo lavoro da fare è mentale, vedersi vincitore, sconfiggere le credenze negative, e poi la strada diventa più percorribile.

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare attività fisica? “Mollare, si alcune vicissitudini della vita… continuare? Mia moglie i miei figli e il mio papà.”

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi all’attività fisica? “E’ molto personale. Non so. Deve partire fa te. Poi possiamo parlarne.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport nella pratica dell’attività fisica? Per quali aspetti ed in quali fasi? “No. Lo psicologo di te stesso sei tu.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Da ragazzo ho vinto alcune gare a cui tenevo molto. Ma è passato tanto tempo. Da realizzare? Quest’anno sto lavorando sulla distanza…il sogno è conquistarmi un posto nella nazionale assoluti di ultramaratona e arrivare il più avanti possibile alla 100 km del Passatore per tanti ottimi motivi. Prima o poi qualcuno dovrà vincere e non si chiamerà più Calcaterra.”

Non si finisce mai di sognare, importante ricordare le esperienza di riuscita, ma è altrettanto importante puntare sempre più in alto. Pianificare e programmare obiettivi sempre sfidanti e difficili ma raggiungibili come sta facendo Matteo Nocera che oltre ad avere uno studio di fisioterapia suo e di sua moglie, sta pianificando e programmando le sue prossime gare a partire il 18 Marzo con la 6 ore di Caserta e poi la 6 ore di Corato e quella di Dugenta. A maggio il Passatore e poi forse la Pistoia Abetone.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.psicologiadellosport.net

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