Fratelli Gennari specialisti delle ultramaratone

Matteo SIMONE

 

A volte si dice che è familiare, che una malattia è familiare, a volte anche qualcos’altro diventa familiare come la passione della corsa, l’amore per la corsa, la dipendenza verso la corsa. E’ quello che sembra essere successo alla famiglia Gennari di S. Felice Panaro, alcuni fratelli, tra i quali i gemelli Elvino e Loris e il più piccolo Pietro, hanno preso il virus della corsa, hanno iniziato a provare amore per la corsa, una passione sempre in crescita diventata quasi dipendenza, sperimentando fatica, podi, vittorie, sfide.

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Alcuni anni fa, Elvino Gennari mi disse: “Tre fratelli vincono una maratona in 2h35’24”, che tu sappia ci sono stati altri casi simili? Sono 44 anni che corro, ho fatto 31 100ķm, 20 volte sul podio con 10 vittorie, 200 Maratone, ho girato il mondo: Australia, Cina, Sudafrica, Alaska, Stati Uniti, ecc. ecc.” 

Il 10 Aprile 1983 Pietro Gennari vinse la 1^ edizione della “Maratona della Bassa Reggiana” a Reggio Emilia in 2h32’24”, precedendo Mauro Cilia 2h34’28 e i 2 gemelli Elvino e Loris Gennari arrivati insieme in 2h34’48, a seguire Mauro Manfrdotti 2h37’03”. La prima donna fu Paola Ravazzini in 3h32’45. 

L’8 Aprile 1985 i 3 fratelli Gennari vinsero la maratona “Maratona della Bassa Reggiana” a Rio Saliceto arrivando insieme, mano nella mano, con il crono di 2h35’24”. La gara femminile fu vinta in 3h19’17” da Gloria Gessi. 

I fratelli Gennari hanno scoperto il loro talento e hanno approfittato a girare il mondo vincendo gare contro atleti delle altre nazioni, dei paesi dell’Est, gare estreme per chilometraggio elevato e per condizioni climatiche, specialisti della 100 km nel mondo oltre che in Italia.

Tante le glorie, tanti gli aneddoti, ma anche qualche sconfitta, Elvino, per esempio, non è mai riuscito a vincere la classicissima 100km del Passatore, arrivato diverse volte sul podio, tre secondi posti, alcuni terzi posti, alcune volte tra i primi 10 e il 29 maggio 1977 si è classificato al 2° posto alla 100 km del Passatore in 6h52’12”, quell’anno la gara era lunga 107 km, l’unica volta che credeva fosse la volta giusta, era al comando e al passaggio al 100°km ha ottenuto anche la miglior prestazione al mondo con un crono di 6h20’35”, ma fu sorpassato da uno splendido Vito Melito che lo anticipa sul traguardo, bissando la vittoria dell’anno precedente con un crono migliore e beffando Elvino che comunque porta a casa il record del mondo. Quell’anno il podio è di tre uomini che riescono a concludere la gara di 107 chilometri sotto le 7 ore: Vito Melito in 6h50’02”, Elvino Gennari a 2’10” e Paolinelli Olimoio a 8’10”.

16651944_339926123068197_326592132_n.jpgAi tempi d’oggi è il tassinaro di Roma Giorgio Calcaterra che è agli onori della gloria con il suo strapotere di campione incontrastato soprattutto sulla distanza di 100km vincendo per 12 volte consecutive la 100km del passatore da Firenze a Faenza e tre volte campione al mondo 100km.

Insomma l’Italia può vantare dei campioni del passato e dei campioni attuali, importante e renderne merito e cercare di fare in modo che le loro esperienze siano di insegnamento alle nuove leve trasmettendo il messaggio che la fatica ti permette di sperimentare successo, permette di sperimentare fiducia in se stessi, incrementare autoefficacia, la fatica, l’impegno, la determinazione permette di superare anche momenti di sconforto quando subisci una sconfitta o un infortunio ma si può sviluppare la resilienza ed andare avanti cavalcando l’onda del cambiamento, dell’apprendimento dall’esperienza.

16684512_339926299734846_1602673708_n.jpgInsomma, lo sport diventa una scuola di vita, una palestra all’aperto per sperimentare, per lasciare a casa le comodità e buttarsi nella mischia, lottare per arrivare, lottare per vincere, lottare con le proprie forze impegnandosi sempre di più per far meglio per se stesso, per la squadra, per il proprio paese, per la propria nazione.

Italiani conosciuti al mondo e temuti per essere vincenti in sport di endurance, per essere uomini duri che non hanno paura del terreno di gara, non hanno paura delle condizioni atmosferiche, non hanno paura degli avversari, uomini che si preparano oltre l’attività lavorativa e partono per destinazioni ignote per scoprire nuove sfide da affrontare e tornare a casa arricchiti, soddisfatti, sportivamente ma anche culturalmente per aver conosciuto nuovi mondi, nuove culture.

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I fratelli Gennari diventano una leggenda, soprattutto il più forte Elvino che il 1° maggio 1977 ha vinto la Torino-Saint Vincent 98km in 6h17’02”. Interessanti le parole di Giovanni Bergese sul suo articolo del 2 maggio 1977: “Al traguardo a chi gli propone una doccia o un massaggio, ha risposto ‘Devo sgranchirmi le gambe, non posso stare fermo’ Poi si informa ‘Che tempo ho fatto?’ Saputolo ha un grosso rammarico ‘Sarebbe stato record del mondo se fossero stati 100 chilometri’.” 

I fratelli Gennari hanno gareggiato anche fuori dall’Italia con ottimi risultati. 

Elvinio, il 1° ottobre 1977, ha esordito all’estero viaggiando in macchina il giorno prima della partenza e vincendo la “6ème Les 100 km de Millau (FRA)” con il crono di 6h51’36” precedendo il secondo arrivato Jean-Louis Baudet 7h15’00”.

La prima edizione della 100 km di Millau risale al 1972 e il record appartiene a Jean Marc Bellocq 6h28’31” nel 1990 che ha vinto otto edizioni (1980, 1982-83, 1986-87-88-89-90), il crono di Elvino Gennari é ancora il secondo della storia della corsa, mentre il record femminile é di Brigitte Bec 8h24’56” nel 2009.

Un grande anno 1978 per i fratelli Gennari. Il 30 aprile 1978 Elvino bissa la vittoria alla Torino-Saint Vincent in 6h30’50”. Il 28 maggio 1978, Elvino e Loris arrivano rispettivamente 2° e 3° alla 100 km del Passatore. Il 30 giugno 1978, alla “Suomi-juoksu 100 km”, Hartola (FIN), Elvino e Loris arrivarono insieme con lo stesso crono di 6h53’01” dietro al vincitore Donald A. Ritchie 6h18’00”. Il 30.09.1978 Loris vince la 1^ 100 km della Brianza in 7h40’00.

Anche il 1981 è un grande anno per i gemelli Loris ed Elvino che il 30 maggio 1981, alla 9^ edizione della 100 km del Passatore si classificano rispettivamente al 2° e 3° posto. Un anno straordinario soprattutto per Elvino che il 20 giugno 1981 ha vinto la 3^ Camminata delle tre province (UD-GO-TS) di 106km corsa su strada in 8h09’00”. Inoltre il 19 settembre 1981 ha vinto la 4^ edizione della 100 km della Brianza in 8h00’00”.

Loris, il 01.05.1982 vince la XX Torino-Saint Vincent 100 km in 7h04’11”, precedendo il gemello Elvino 7h17’32”.

Il 7.11.1982 i tre fratelli Pietro, Loris ed Elvino Gennari partecipano alla 1^ 100 km di Bologna in pista, classificandosi rispettivamente al 4°, 5° e 6° posto in 7h05’47”, 7h09’09” e 7h23’53”. L’anno successivo, il 16.10.1983, Loris si classifica 3° in 7h19’08”. 

Il 23.04.1983, Elvino vince la 9° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 8h16’00” e tale gara è portata a termine in 11h30’00” anche da Flavio Taverna, classe 1944, che si classifica all’11° posizione. Dopo alcuni anni, il 22.04.1989, Pietro Gennari vince la 15° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 7h37’21”. 

Il 25.10.1986, Elvino conquista la terza posizione alla 4^ 100km dei Gladiatori in 7h52’02”. 

Ai Campionati Mondiali 100km di Torhout in Belgio il 20.06.1987, Pietro Gennari si classifica al 16° posto e 2° italiano in 7h09’37”, l’altro italiano era Boris Bakmaz 7h04’49”, mentre il titolo mondiale è andato allo spagnolo Domingo Catalan Lera che ha vinto in 6h19’35”. 

Elvino definito un guerriero, sì perché nello sport di endurance, nella maratona, nella ultramaratona si lotta con se stessi, con le crisi eventuali, con gli avversari, con tutto ciò che può succedere durante tante ore di gara. E quando torni alla vita quotidiana non ti spaventa più niente, non ti preoccupi se hai o meno l’ombrello quando piove, se ti sporchi i vestiti, vai sempre avanti con il sorriso. Le sfide portate a termine si trasformano in sensazioni ed emozioni che vengono assorbiti da ogni poro della pelle, si attaccano al corpo come tatuaggi indelebili per ricordarti che sei un guerriero, un lottatore, un vincente.

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Le sfide portate a termine si trasformano in sensazioni ed emozioni che si attaccano al corpo come tatuaggi indelebili per ricordarti che sei un guerriero, un lottatore, un vincente. 

Ho dedicato ai fratelli Gennari il mio libro “La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza”, Edizione Psiconline  

https://www.unilibro.it/libro/simone-matteo/100km-passatore-gara-coraggio-resilienza/9788899566258  

La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza: Cosa significa correre una gara di 100km? Quali meccanismi psicologici aiutano ad allenarsi e gareggiare con coraggio e resilienza? La 100km del Passatore è una classica e famosa gara di corsa a piedi da Firenze a Faenza. Lo stesso autore ha partecipato a questa gara sperimentandosi e comprendendo cosa significa fare sport per tante ore, andando incontro a crisi da superare, mettendo in atto strategie per andare avanti e portare a termine la competizione. È un libro che racconta di atleti di livello nazionale e internazionale ma anche di atleti che hanno la passione della corsa di lunga distanza e la lettura delle interviste aiuta a vedere con occhi diversi questa pratica sportiva, una pratica da avvicinarsi con cautela, attenzione, preparazione.  

Sono trattati aspetti della psicologia dello sport quali lo sviluppo della consapevolezza delle proprie capacità e limiti; il grande e importante lavoro della definizione oculata degli obiettivi chiari, difficili, sfidanti ma raggiungibili; il lavoro dell’autoefficacia, il graduale fare affidamento su se stesso. 

 

Matteo SIMONE

380.4337230 – 21163@tiscali.it

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