Massimiliano De Luca: Non pensavo di riuscire a correre per 42 chilometri

Matteo SIMONE

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Lo sport ti rimette al mondo, ti fa incontrare persone e culture, ti fa pianificare obiettivi, ti fa trasformare sogni in realtà, ti rende felice, ti apre la mente, abbatte barriere mentali, culturali, intergenerazionali, questa è l’esperienza di molti runner, tra i quali Massimo De Luca che si racconta di seguito.

Ti sei mai sentito campione nello sport almeno un giorno nella tua vita? “Per la costanza, caparbietà e perseveranza sì, mi sento un campione. Lo so che queste tre parole sono sinonimi, ma detto tre volte vale di più. Considero comunque campioni nello sport tutti coloro che abbattono i muri dei propri limiti. Lo sport ti fa sentire campione quando realizzi qualcosa a cui non avresti creduto mai.

FB_IMG_1488139569876 (2)Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica? “Da che ricordi ho sempre fatto sport, nuoto, anni di judo, fino a quando ho avuto un infortunio al ginocchio. Ero così abbattuto da non poter più continuare questo sport a livello agonistico che ho deciso di mollare, così per circa due anni non ho praticato alcuno sport. Poi piano piano ho ripreso a frequentare una palestra. Da tre anni mi sono dedicato al running, quasi esclusivamente. È stato un amore arrivato tardi. Ma di una passione forte.”

Quali sono i fattori e le persone che hanno contribuito al benessere e performance nello sport? “Sicuramente ringrazio i miei genitori che hanno permesso di praticare sport fin da piccolo, soprattutto lasciando a me la scelta, sempre. Oggi mi rendo conto di non poterne fare a meno. Quella sensazione di benessere dopo la fatica sportiva è ineguagliabile. E parlo di benessere fisico ma anche, soprattutto, mentale. Mi rendo conto anche di quanto è importante, almeno per me, condividere la fatica. Anche se penso che non è vero che puoi condividerla con chiunque. C’è bisogno di qualcuno con cui stai veramente bene. Perché quando stai bene vai più lontano.”

Qual è una esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare nello sport e nella vita? “Quella che ti fa scoprire che il tuo limite è molto più in là. Perché anche io parlo di abbattere muri e oltrepassare il limite. Ma sono altrettanto sicuro che ognuno di noi ha un suo limite che va oltre quello che immaginiamo di avere.”

FB_IMG_1488139538057 (2)Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Diciamo subito che il supporto maggiore proviene da quelle persone che hanno la tua stessa passione e quindi capiscono a pieno quei comportamenti che a volte proprio normali non sono. Ad esempio tornare tardi a casa dal lavoro e svegliarti all’alba per allenarti. Allenarti per ore. In famiglia il mio super tifoso è mio figlio.” Continua a leggere

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Achilles International, atleti con disabilità visive e guide: “together is better”

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Quest’anno l’Atletica La Sbarra si è unita ai Grilli Runners ed insieme condivideranno le esperienze di allenamento e gare.

In particolare alcuni atleti dal 2015 forniscono il proprio supporto come guida podistica agli atleti con disabilità visiva uomini e donne portando avanti il progetto Achilles International portato a Roma da Ada Nardin e la cui sezione Romana è presieduta da Ada Maria Ammirata che è una runner non vedente che ha già sperimentato la corsa in pista, su strada e anche la corsa campestre con tutte le estreme difficoltà.

14650094_10207379149412715_7297907599577329744_nI campi di allenamento degli atleti dell’Atletica La Sbarra e Grilli runners sono il parco Tor Tre Teste, dove si organizzano anche sedute di allenamento collettivo con l’allenatore Vincenzo Ciurleo, e villa de Sanctis, mentre il progetto Achilles viene portato avanti presso il parco degli Acquedotti, riprendendo gli allenamenti tendenzialmente il lunedì e il giovedì alle 18.00 circa e dove qualsiasi atleta che ha intenzione di sperimentarsi come guida può partecipare così come le persone con disabilità visiva che vogliono provare a correre con una guida.

Per info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915. Ti aspettiamo!

Una rappresentanza degli atleti con disabilità visiva e relative guide della società La Sbarra & I Grilli parteciperanno il 19 marzo 2017 alla XXVII “Corri per il parco”, gara competitiva e non competitiva di 10 km, organizzata dalla Podistica Tor Tre Teste 2007.

Inoltre parteciperanno Lunedi 1° maggio alla giornata dello sport presso il Parco Fabio Montagna alla Rustica (RM) dove si corre un cross, tre giri dentro il Parco per un totale di 3 km. Un’occasione per trascorrere una giornata di sport e divertimento all’aria aperta. Un programma fitto di eventi per tutta la giornata: animazione per bambini, la corsa dei colori, campo da beach volley in sabbia, laboratorio per aquiloni, area picnic.

Programma: ore 8.30 appuntamento con inizio iscrizioni

ore 10 gara “Il tremila del parco” per atleti/e tesserati con società, su un percorso di 3 km ricavato nell’interno del parco. Iscrizione 5 euro, premi per i primi/e 10 arrivati. A seguire premiazioni.

ore 11 gara per non tesserati gara adulti unisex (2 km)

ore 11,15 partenza batteria per ragazzi del Liceo (2 km)

ore 11,30 partenza medie (1k) elementari (500 m) materna (100 metri)

ore 12-13 premiazioni e possibilità di staffetta genitori figli.

IMG-20170425-WA0168Inoltre è intenzione del progetto Achilles International partecipare, con una rappresentativa degli atleti con disabilità visiva e relative guide, il il 17 Giugno 2017 ore 21:00 alla Roma 1/2 maratona notturna o Corri Roma 10K notturna.

L’Atletica La Sbarra & I Grilli è una squadra che si impegna anche nel favorire l’inclusione e l’integrazione. Fanno parte della squadra Esalehy Abdellatif, fortissimo atleta del Marocco, inoltre D’Antone Giuseppe di 59 anni, che riesce a competere con i più forti ed a vincere quasi sempre la sua categoria di appartenenza.

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La psicologia dello Sport e dell’esercizio fisico

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Lo psicologo dello sport e dell’esercizio fisico interviene per promuovere la pratica dell’esercizio fisico richiesta per prevenire e combattere l’obesità e le malattie correlate alla sedentarietà, aiuta a stimolare la persona a cambiare stile di vita per il suo benessere, smettere di fumare, camminare, andare in bicicletta, insomma attività fisica.

L’intento è collaborare con medici di famiglia, pediatri, cardiologi, insegnanti per studiare metodi e progetti che coinvolgono popolazione di bambini, adulti, anziani a fare movimento fisico.

Alcuni obiettivi dello psicologo dello sport:

– attuare progetti per motivare le persone ad intraprendere qualche forma di attività fisica, favorendo l’autoconsapevolezza dell’individuo;

– lavorare sul goal setting, cioè contribuire a stabilire obiettivi condivisi, raggiungibili anche se difficili;

– promuovere l’attività fisica nelle scuole, negli ambienti di lavoro, negli ospedali, nelle istituzioni;

– fare rete con le diverse figure professionali soprattutto professionisti dell’educazione come insegnanti ed educatori;

– allearsi con i medici di famiglia, che possono incentivare i propri assistiti a fare prevenzione attraverso la pratica dell’attività fisica;

– stimolare le persone a prendere in mano le redini della propria vita ed avere un corretto stile di vita che contempla anche un periodo di attività fisica settimanale;

– lavorare non solo sulle criticità ma anche sulle risorse, sull’autoefficacia, sulla resilienza.

img_4086-2Lo psicologo dello sport a volte diventa una figura di riferimento per il singolo atleta, per l’intera squadra, per lo staff, tecnici, dirigenti. Lo sport non è tutto rose e fiori, si fatica tanto, possono capitare infortuni, sconfitte, risultati che non vengono, incomprensioni con altri atleti della stessa squadra, con l’allenatore, con i dirigenti.

Lo stato di forma va e viene; con l’impegno, la passione e la determinazione si riesce a stare in forma il più a lungo possibile cercando di durare fino all’obiettivo ambito, così come anche le crisi vanno e vengono e si può cercare di essere pazienti, fiduciosi, rimodulare lievemente gli obiettivi per rifarsi in momenti migliori.

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