Marinella Satta: Quando finisci la maratona è sempre un successo

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

La mitica Marinella Satta, già nel guinness dei primati del Mondo per aver portato a termine la maratona di Rimini palleggiando con due palloni da basket, ci riprova a Roma con percorso e tempo ostile ma comunque portandola a termine e correndo per l’Associazione “Spiragli di Luce”.

L’Associazione operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali e per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto.

17635394_1261911823923072_2262227182226082550_o-1024x851.jpgDi seguito Marinella racconta la sua esperienza attraverso rispose a un mio questionario.

Ciao Marinella, se ti va ho qualche domanda, com’è andata? Hai sofferto? Hai avuto momenti critici? “Rispondo molto volentieri, direi che, tutto sommato è andata molto bene, quando finisci la maratona è sempre un successo. Diciamo che ho sofferto molto i sanpietrini e la pioggia, i palloni rimbalzavano male, ho dovuto fare tanta fatica per terminare la gara, mi sono leggermente smontata, con tutte le difficoltà del percorso. Fisicamente stavo bene, sicuramente non avessi palleggiato avrei fatto una bella gara. Con la pioggia corro bene. E’ stato più difficile (a livello mentale) che correre una 24 ore o una 6 giorni. In genere non mi concentro più di tanto. Durante la maratona sono stata troppo concentrata a guardare per terra per non perdere i palloni. Qualche volta i palloni scappavano, prendevo qualche sanpietrino. Su asfalto non ho mai perso la palla.”

Il fantastico e bizzarro mondo degli ultramaratoneti, è un esempio Marinella che per tutto il percorso della maratona sotto la pioggia ha palleggiato continuamente per 42,195km con un percorso ostile non solo per i piedi ma anche per le palle da basket, ma voleva e l’ha fatto.

17795832_1678600985775911_6691508777719834805_n.jpgAvevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa? “Per abbigliamento, nulla in particolare, corro come sono abituata, e anche gli integratori non ho avuto bisogno. Bevevo ad ogni ristoro acqua e un bicchiere di sali. Durante la gara ho mangiato 3 o 4 biscotti e mezza banana. Ogni ristoro mi fermavo per 2 – 3 minuti a chiacchierare con i volontari.”

Ogni tanto un po’ di recupero non guasta soprattutto se la gara è tanto lunga e la fatica si fa sentire.

Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Pensieri durante la maratona, belli, brutti, tentazione di fermarmi, per le avverse condizioni del tempo, paura di non potercela fare, per tutte le difficoltà. Poi km dopo km sono riuscita ad arrivare, più andavo avanti nei km, più mi convincevo che dovevo arrivare fino alla fine. Dentro di me pensavo, vai tranquilla, fregatene del tempo finale, non aver fretta, prenditi tutte le pause che vuoi, nel tempo massimo arrivi. Questa è un’impresa anche solo arrivare, se qualcuno critica, provi a correre anche solo con 1 palla se ci riesce, con queste condizioni. Verso il 30° km (credo) ha cominciato a piovere più forte e folate di vento, le palle scappavano da una parte all’altra (però non le ho perse) sinceramente mi sono smontata, poi il vento si è calmato e mi sono ricaricata. Dopo il 35° km, mi ero caricata, perché mancando solo 7 km, pensavo di farcela in 6,15 o 6,20, avevo fatto male i conti con i sanpietrini, non pensavo che fosse così il percorso, difatti ho fatto gli ultimi 7 km in circa 1,20h, non terminavano più i km.”

17626288_10208337200696490_9068401402035696941_n.jpgE’ fantastico e straordinario il mondo degli ultramaratoneti, lo spiega Marinella, km dopo km bisogna pensare senza fretta per arrivare fino alla fine senza temere giudizi, godersi il percorso, accogliere eventuali problemi e crisi ma poi lasciarle andare e ripartire sempre con più entusiasmo, la fatica ti fa compagnia per ricordarti che sei al mondo forte e resiliente.

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stessa? “Tanta forza di volontà, oramai avevo lanciato la sfida con me stessa, ero molto determinata a finire la maratona, oramai ero lì e non potevo ritirarmi, anche perché durante il percorso ho notato tante persone che mi guardavo increduli e stupiti, sicuramente erano convinti che non terminavo la gara. Inoltre, non potevo deludere Gianni Interbartolo, mio primo tifoso.”

Se c’è volontà e credi in te puoi andare molto lontano, e Marinella abituata a corre per giorni sia su strada che su tapis roulant non molla sa gestire ore e ore di fatica avanzando sempre un po’ fino ad arrivare al traguardo rispettando i tempi e mantenendo le sue promesse.

Organizzata bene la gara, pacco gara, percorso, ristori? “Ottima organizzazione, pacco gara buono, gentilezza nei ristori.”

17761146_1314439088624282_2416256109182100840_o.jpgTifo, sostegno, famiglia, amici, com’era? “Lungo il percorso ho avuto parecchio tifo, sia da parte dei volontari che da parte dei turisti, specialmente stranieri. Gli italiani capiscono meno, certe prestazioni, tipo la mia. Sostegno da parte di tanti amici e colleghi e parenti.”

Roma è Roma, una città speciale ricca di turisti e di band musicali durante il percorso che ti allietano l’impresa e smorzano la fatica.

Cambia qualcosa dopo questa prova? “Non cambia nulla, la vita continua come sempre, nulla in particolare.”

Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine? “Obiettivi non ne ho, man mano che capitano le cose, valuto. Non voglio stressarmi, qualsiasi cosa faccio, comunque vada va bene, perché devo stare bene con me stessa. Prossima gara, la 6 giorni del Pantano di Policoro (Matera), ci tengo a partecipare, mi piace la gara, ottima organizzazione e passione da parte di Pasquale Brandi.

Ultramaratoneti e gare estreme 429-thickbox_default.jpgAnch’io ci ho messo corpo, testa e cuore per percorrere non i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km ed è possibile a donare soldi per questo valido e prestigioso progetto associativo fino al 17 aprile 2017.

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce

Interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti di sport di endurance mi hanno permesso di scrivere il libro dal titolo “Ultramaratoneti e gare estreme“, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, Collana: Sport & Benessere, anno edizione: 2016, pagine: 298 p., Brossura.

https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

 

 

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

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