Aurelia Rocchi, seconda donna all’Ultramaratona Milano Sanremo 285km

Matteo SIMONE

 

Una gara non per tutti, una gara per gente abituata ad andare avanti nonostante le avversità, persone che dimostrano di essere resilienti e determinati nel raggiungere il loro obiettivo, di seguito l’esperienza raccontata da Aurelia Rocchi rispondendo ad alcune mi domande.

18222618_2247859362105365_8475623449024550667_n.jpgCiao, complimentissimi, se ti va ho qualche domanda per te, com’è andata? Soddisfatta? “Andata bene. Soddisfatta anche se sono arrivata con 48 minuti di ritardo. Ultime ore ha diluviato forte e il freddo e la stanchezza ci hanno bloccato.”

Hai sofferto, momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara? “Sì, ho un po’ sofferto ma è normale correre per 49 ore non è uno scherzo ma ho ormai imparato a superarli tutti i momenti di crisi che mi vengono, mi ricordo sempre le parole di Gianni Miniego: se riesci a superare quei momenti arriverai al traguardo sempre. Grande Gianni!”

Aurelia Rocchi, ha incontrato la corsa per caso grazie a un atleta della squadra Villa De Sanctis, e da lì non si è più fermata, ha iniziato a macinare chilometri a più non posso, partecipando a gare sempre più lunghe e più dure, gare a circuito, gare di lunga distanza, ultimamente anche trail e ultratrail. Gianni Miniego, un atleta e uomo di riferimento di molti ultrarunner, non poteva che dare consigli utili e preziosi ad Aurelia così come li ha dati al sottoscritto e a tanti altri atleti.

18209051_2247858912105410_5076441214763501244_oAvevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che non avevi considerato? “Ho avuto tutto con me, non mi è mancato niente e poi quando hai l’assistenza è diverso.”

Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Pensieri , emozioni? “A me non mi basteranno mai le parole per esprimere le grandi emozioni di questa gara. Prima di tutto ti metti a una prova dura che non sai mai come può reagire il tuo fisico per 48 ore. Tutto il percorso non ho fatto altro che pensare di tagliare il traguardo bagnandomi le mani in acqua del mare come diceva il regolamento. E così è stato. La cosa più bella è stata quando sono arrivata al traguardo, piangevo dalla gioia, ho abbracciato il mio figlio e ho sentito le parole: grande mamma, ce l’hai fatta.” Continua a leggere