Roberto Beretta: Ho realizzato il sogno più grande di vincere davanti a mio figlio

Matteo SIMONE

 

Roberto Beretta vince la Gargano Raid di 80 Km, con 3050 D+, partenza e arrivo nella cittadina di Mattina con il crono di 9h33’34”. Di seguito Roberto racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.

Ciao Roberto, se ti va ho qualche domanda per te, com’è andata? Soddisfatto? “Ciao Simone volentieri ti rispondo. Sono molto soddisfatto, non per il risultato molto fine a se stesso, ma per il fatto che al traguardo ci fosse la famiglia ad aspettarmi, e non è così così scontata. Il resto l’ha fatto mio figlio, orgoglioso del suo papà e questo vale ogni millilitro di sudore perso.”

Momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara? “Qualche problema di crampi dovuti soprattutto al caldo, ma tutto sommato poteva anche andarmi peggio, pertanto meglio non lamentarsi.”

18118870_765268293639994_9154535873224153677_n.jpgPensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Durante la gara, essendo da subito in testa, ho vissuto un po’ male l’evento, io che di solito arranco dietro sono diventato la lepre. Ho sentito la pressione dico bravissimi a chi la sa reggere.”

Bella testimonianza quella di un vincitore, di un atleta in testa alla corsa, tutti all’inseguimento, in testa c’è più responsabilità, bisogna avere la giusta condotta di gara, la giusta andatura, bisogna essere attenti a seguire le indicazioni del percorso, l’esperienza dell’uomo in fuga è particolare, c’è la speranza di arrivare in testa fino alla fine, bisogna essere solidi mentalmente, fare del proprio meglio soprattutto in una gara lunghissima dove si può vincere o perdere anche l’ultima ora di gara, gli ultimi chilometri, dove può entrare in gioco la fatica accumulata, la mancanza di energia.

18119386_10213047833617479_7434187946352150166_n.jpgHai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stesso, negli altri atleti? “In me stesso la gioia di abbracciare la famiglia a fine gara, negli altri la conferma che sono grandi uomini prima che grandi atleti.”

Grande esperienza emozionante quella di vincere una gara durissima con la famiglia che esulta al traguardo, grande consapevolezza per quello che si è riusciti a fare, uno sport molto duro.

Organizzata bene la gara, percorso, ristori, premiazioni? “La gara è organizzata molto bene, qualche attenzione sulla segnaletica è da mettere in preventivo, ma il resto è stato ottimo. Manifestazione semplice ma costruttiva.”

Arrivogarganoraid17.jpgCambia qualcosa dopo questa prova? “Assolutamente nulla, anzi quasi un “peso” svanito. Sono lo stesso di prima, solo un po’ più vecchio.”

Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine? ““Non mi fermo mai nei mesi primaverili estivi. Che bella fatica fare ultratrail, anche questa settimana gara da 125 km fatta, finchè mi diverto non smetto.”

Sogni realizzati, da realizzare? Ho realizzato il sogno più grande: poter vincere davanti a mio figlio. Ora non mi serve più nulla, ciò che verrà sarà solo divertimento. Grazie per avermi considerato.”

Interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti di sport di endurance mi hanno permesso di scrivere il libro dal titolo “Ultramaratoneti e gare estreme“, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, Collana: Sport & Benessere, anno edizione: 2016, pagine: 298 p., Brossura.

Ultramaratoneti e gare estreme 429-thickbox_defaulthttps://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

 

Matteo SIMONE

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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