Lorenzo Nazzaro: Il bisogno di correre va oltre tutto seriamente

Matteo SIMONE

 

Lo sport quando lo conosci impari a praticarlo, ad approcciarti un po’ per volta apprendendo, poi man mano che vai avanti ti accorgi che si tratta da un lato di un’opportunità di svago e condivisione e dall’altra parte ti accorgi che si tratta di una cosa seria, ti da delle regole da rispettare per sentirti meglio, per sperimentare benessere, per andare più forte, per modellare il corpo, per risolvere problemi. Diventa una pratica quotidniana di benessere.

11214248_10205728820851159_3239987358950757569_nDi seguito Lorenzo ci racconta la sua espereinza di atleta rispondendo ad alcune domande di un po’ di tempo fa.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Si mi è capitato di arrivare 1° nella mia categoria ed una volta 3° assoluto in una gara.”

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “La sensazione di avere sempre “gli occhi aperti” ed essere sempre propositivo. Avevo problemi di refusso e frequenti emicranie. Spariti. Ho cominciato anche a mangiare in maniera più bilanciata. Tutti questi benefici fisici mi hanno permesso di sentirmi meglio con il mio corpo.” Continua a leggere

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La sconfitta fa male ma serve per portare a casa grandi insegnamenti

Matteo SIMONE

 

“Ciò che non mi uccide mi rende più forte”                                                             Friedrich Nietzsche

 

sconfittaNello sport così come nella vita si sperimentano sconfitte ma la cosa importante è quello che ci si fa con la sconfitta, perché serve tutto, serve vincere per aumentare fiducia in sé ma serve anche perdere per conoscerti meglio e apprendere sia dai propri errori che dalla bravura dell’avversario, di seguito l’esperienza di Sara Errani dopo la sconfitta nei quarti agli Us Open di settembre 2014, quand’era n.14 del mondo:: “E’ stata più forte di me soprattutto fisicamente, questa è stata la differenza più grande. Lei è una giocatrice intelligente, solida, ordinata, spinge sempre la palla e non fa mai errori. Se gioca così penso possa vincere il torneo. Ho cercato di cambiare qualcosa nel secondo set, ho provato ad essere più aggressiva a cercare più la rete ma non ci sono riuscita. Sapevo che era molto in forma, ma non così tanto… speravo sbagliasse qualcosina invece oggi non ha fatto neanche un errore. Io ho sbagliato all’inizio a giocarle troppo sul rovescio, ho provato a cambiare ma ero già un po’ cotta. C’era tanto vento, ma c’era per tutte e due. Lei non ha problemi con il vento, è intelligente e sa gestirlo. E’ stata brava anche sotto quell’aspetto. E’ stato un buon torneo, ho fatto belle partite, ho avuto buone sensazioni. Fa male perdere, ma lei è stata superiore. Spero comunque di continuare con queste sensazioni ci sono ancora tanti tornei in stagione. Ora andrò a Tokyo, Wuhan e Pechino”.

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Gianni Girod: Se ci sono con la testa, il fisico ha delle risorse incredibili!

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Il fantastico mondo dell’ultratrail, qualcosa di sorprendente, di eccezionale, di oltre ogni razionalità, immersi nella natura, espressione di massima libertà, sentirsi liberi di correre e saltare in salita e discese, quasi volare a volte, affrontare estreme condizioni fisiche e climatiche, correre per giorni per decine di ore, con privazione di sonno, con depersonalizzazioni, stati alterati di coscienza, per permettere il fisico di andare oltre le ordinarie possibilità, solo se ci sei con la testa puoi affrontare e portare a termine tali gare. Di seguito Gianni Girod racconta la sua esperienza di ultratrailer.

14707878_10210740007807222_8247939090131331779_o.jpgTi sei sentito campione nello sport? “Si, anche se nel mio piccolo.”

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Sotto tutti i punti di vista. Mi ha costruito fisicamente, ma a livello mentale è una valvola di sfogo.”

Come hai scelto il tuo sport? “Fin da ragazzo ho sempre fatto corsa in montagna e poi con la nascita dei trail mi sono appassionato alle distanze lunghe.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Sicuramente il grande caldo perché porta il fisico al limite e bisogna stare molto attenti ad idratarsi bene, ma al tempo stesso fare attenzione perché il mal di stomaco è sempre in agguato. L’alimentazione ha un ruolo fondamentale e spesso capita di non riuscire ad alimentarsi come si vorrebbe.”

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