Francesco Di Pierro, 100km: Più lunga è la distanza più la corsa mi rilassa

Matteo SIMONE

 

Più è lunga la distanza e meno si è competitivi con gli altri ma si tratta di sfide con se stessi, diventa importante non più il cronometro quanto portare a termine la gara e se stai a pensare ai ritmi che saltano, ai minuti al chilometro diventi nervoso, si tendono i muscoli, ti viene mal di pancia, ti viene da vomitare, e allora meglio buttare gli orologi per gli amatori e vivere l’esperienza sentendo le sensazioni di gioia e fatica condivisa.

Di seguito Francesco che non avevo riconosciuto a Roma nel corso della maratona, racconta le sue impressioni rispondendo ad alcune mie domande.

Gara di 100km del Passatore, cosa significa per te? “La 100 km del Passatore è una bellissima festa, un luogo di incontro con tantissimi amici.”

FB_IMG_1496351393167E’ un appuntamento da non mancare, è una fiera delle ultra, ognuno si presenta con i propri amici e la propria squadra per far parte di questa carovana di persone che attaversa paesi e città, salendo e scendendo per strade, fermandosi a ristori e a cambiarsi per il caldo o il freddo.

Hai avuto particolari problemi, difficoltà, momenti critici? “Quest’anno la prima parte di gara è stata caratterizzata dal caldo estremo, ma l’ho gestita tenendo un ritmo inferiore a quello che l’allenamento mi avrebbe permesso di mantenere sino alla Colla, cosa che mi ha permesso dopo di finire la gara in scioltezza, arrivando un quarto d’ora prima (dodici ore e cinquantacinque) di quanto mi ero immaginato.”

FB_IMG_1496351310059In scioltezza sembra essere un parolone ma rispetto a persone che si trascinano, arrivare correndo significa essere ancora sciolti, avere ancora energie residue da consumare fino allo striscione del traguardo poi ci sarà sempre qualcuno pronto a raccogliere gli alteti dopo aver varcato il traguardo.

Come decidi obiettivi e strategie di gara, team, famiglia, amici, figure professionali? “Gli eventi a cui partecipo li scelgo in base alla bellezza del percorso in cui si svolgono, o per accompagnare amici che intendono parteciparvi.”

FB_IMG_1496351422280Diventa una festa la partecipazione a gare lunghissime, una festa dei sensi che vedono e osservano prati e montagne, città e paesi, gente e animali lungo i lunghi percorsi, in compagnia diventa molto meglio, ci si incontra, si scambiano abbracci e racconti e si condividono bevande e cibi pregara ma anche durante e dopo la gara.

Con l’esperienza è cambiato il tuo modo di allenarti? “L’esperienza ha cambiato totalmente il mio modo di allenarmi, ma non solo, ha cambiato il mio modo di vivere questo sport. Da tempo ho abbandonato l’orologio e mi alleno e faccio le gare badando solo alle sensazioni che il mio corpo mi trasmette, aumentando il ritmo quando mi sento di farlo, camminando quando mi va di camminare, nella concezione che questo nostro sport è innanzitutto un passatempo in cui salute e divertimento devono incontrarsi.”

Quando ti accorgi che non riesci ad andare alle Olimpiadi, non riesci a vincere un titolo Mondiale o Italiano, non riesci a salire sul podio di categoria allora si butta tutto ciò che serve a contare alla perfezione i metri e i secondi, meglio vivere intensamente l’esperienza presente.

Curi la preparazione mentale? “Per quanto riguarda la preparazione mentale, io corro perché correre mi diverte e mi rilassa, permettendomi di “staccare la spina” dai problemi quotidiani, più lunga è la distanza più la corsa mi rilassa e diverte, questa condizione mi permette di non avere “cadute” mentali durante le lunghe distanze.”

FB_IMG_1496351441215La filosofia di Francesco è di non avere nulla da perdere, la strada di corsa piace e rilassa, lontano dal lavoro e dai problemi, si vive sulle gambe, con la passione che alimenta il motore e la testa che dirige verso traguardi sempre più sfidanti e ambiti.

Coccole e autoprotezione hanno posto nella tua preparazione o nel post gara? “Per quanto riguarda le “coccole e l’autoprotezione”, cerco sempre di non esagerare negli allenamenti e di curare il riposo dopo la gara al fine di non arrivare troppo stanco a lavoro.”

Importante avere anche tanta attenzione verso se stessi, la gara è gara, ma dopo la gara riposo e coccole sono ben accolte.

Quali sono le sensazioni sperimentate prima, durante e dopo la gara? “Le sensazioni di questo sport sono sempre molto positive, permettendoti di vedere il mondo da una prospettiva che solo i corridori possono conoscere e regalandoti momenti di vera serenità ed allegria.”

La prospettiva degli ultrarunner è privilegiata e anche incompresa.

Hai un tuo idolo, modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno? “Non ho un idolo o un modello sportivo, perché il mio modo di fare sport è troppo personale per potersi conformare a modelli ho alcuni punti di riferimento nella vita.”

C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci ed impegnarti? “La vita io l’ho castigata vivendola, sin dove il cuore resse, arditamente mi spinsi”… questa frase (si tratta della prima strofa della poesia “alla deriva” di Cardarelli) rappresenta ciò che vorrei si possa raccontare di me.”

Per approfondimenti si può consultare il libro “Ultramaratoneti e gare estreme“, inoltre è in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, edizioni-psiconline, 2017, Brossura, Pagine 240 circa, Formato 15×21 cm, Prezzo 20.00 euro, ISBN 978-88-99566-16-6

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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