Patrizia Losacco: La mia prima 21 km “le Cattedrali” è il ricordo più euforizzante

Matteo SIMONE

 

E’ un’esperienza di tanti lo scoprire lo sport e tutto quello che significa, cioè essere più autonomi e autoefficaci, pensare più a se stessi, farsi del bene da soli, svagare e divertirsi con i compagni di avventura, ritagliarsi del tempo oltre a quello dedicato al lavoro e alla famiglia. Scoprire sempre più se stessi, le proprie capacità, il proprio modo di essere e di fare.

20424321_1515125568531050_949787340642793471_o.jpgDi seguito Patrizia racconta la sua esperienza di atleta rispondendo a un mio questionario.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta, qual è stato il primo sport che hai praticato, com’è stato il passaggio agli altri sport? “Ho sempre amato lo sport, volevo diventare insegnante di educazione fisica, il primo sport praticato è il basket, il passaggio agli altri è stato per pura curiosità, in questo momento solo running.” Continua a leggere

Lorena Brusamento vince la 100km Asolo running, la più dura d’Europa

Matteo SIMONE

 

Si è corsa ad Asolo la 7^ edizione della 100km ritenuta una delle più dure di Europa e i vincitori sono stati il giovane Enrico Maggiola in 08h12’48” e Lorena Brusamento 10h16’54”. Oltre al vincitore solo il secondo e il terzo classificato hanno impiegato meno di 10 ore, Spiga Pablo 9h45’16” e Morstabilini Luca 9:55:16. Ottime le prestazioni del 4° e 5° classificato, entrambi della categoria M55, Cattelan Franco 10h09’14” e Barichello Gastone 10h13’22”.

IMG-20170721-WA0004Al secondo e terzo posto della classifica femminile salgono sul podio Caraffa Braga Silvia 10h26’06” e De Stefano Daniela 10h37’47”. Gli atleti arrivati sono stati 182 di cui 143 uomini e 39 donne. Da rilevare la prestazione di un atleta classe 1941, Zanon Gianfranco 17h24’07” e le prestazioni delle ragazza più giovane La Serra Alessia, classe 1989, in 12h59’03”.

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Nico Leonelli, Mondiali 24h: Sin dall’inizio ho sentito le gambe girare bene

Matteo SIMONE

 

Con la maglia azzurra addosso da una parte c’è più responsabilità, più tensione, più pressioni ma dall’altra parte ce la voglia di far bene, c’è l’energia dei fan che l’atleta sente arrivare da ogni parte del copro, si cerca di attingere le risorse residue da ogni anfratto del proprio corpo.

19961364_10211780678365036_7462844269951392689_nDi seguito Nico racconta la sua esperienza al Mondiale di Belfast di 24 ore di corsa su strada.

Ciao Nico, che sapore ti ha lasciato questo mondiale? “Ciao Matteo, alla vigilia ero un po’ preoccupato per non essere riuscito a fare tutto ciò che necessitava la partecipazione a questo importante evento. Mi sono allenato ed ho curato gli aspetti di contorno (quali alimentazione, fisioterapia e preparazione mentale) in maniera inferiore, rispetto alle gare precedenti, per cui il timore di non riuscire a reggere le 24 ore di corsa era abbastanza forte. Ed invece sin dall’inizio ho sentito le gambe girare bene e questa condizione l’ho tenuta per molte ore, tanto da fare il mio PB sui 100 km in 8 ore e 27.”

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