Vincitori della Maratona di Ravenna: Samuel Kimutai Kiptum e Marja Vrajc

Matteo SIMONE

 

Hanno tagliato il traguardo 1.190 atleti, vince la gara femminile la Croata Marja Vrajc con il tempo di 2h48’29” che precede la polacca Agnieszka Kuzik tempo 2h59’08” e completa il podio l’italiana Francesca Patuelli 3h11’18”.

23518990_10210177423767825_2621819978758091570_nVincitore della gara maschile in 2h21’20” è Samuel Kimutai Kiptum, atleta del Kenya; secondo classificato è il suo connazionale Samuel Njeru Karani Kenya 2h34’55”; terzo classificato l’ungherese Elöd Zsigmond 2h35’08”.

Cosa c’è dopo una maratona?

Un misto di stanchezza e contentezza; un fiume di emozioni dopo tanti allenamenti per la preparazione; dopo tante incertezze ma l’importanza è l’esperienza che si porta a casa, tanti incontri, abbracci, sorrisi. Una parte importante di vita, esperienze uniche, dense, forti, intense.

Lo sport aggrega, rende felici, ti permette di prenderti cura di te stesso, di sperimentare benessere, e di raggiungere gradualmente obiettivi importanti come portare a termine una maratona di corsa a piedi. Lo sport diventa una medicina naturale per il corpo e per l’anima, si tratta di volersi bene facendo sport e accorgersi di apprezzarsi per quello che si riesce a fare.

Questo è il fantastico mondo dello sport, si fatica, ci si impegna, rinunce, sacrifici, ma trattasi di un investimento molto redditizio, quando riesci a fare la gara della tua vita le sensazioni e le emozioni ti rimangono attaccate sulla pelle a vita e servono poi nei momenti più bui per ricordarti che sei stato in grado di fare qualcosa di importante, di sperimentare la performance e tutto ciò aiuta ad andare avanti serenamente e fiduciosamente.

26635409659_94c9a6a87e_o (2)Lo sport forma e trasforma le persone, insegna a superare ostacoli, crisi e difficoltà, non si tratta solo di allenare il muscolo, ma attraverso lo sport si forgia il carattere, si struttura la personalità.

Correre la maratona significa diventare manager di se stessi, bisogna avere una grande consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti, bisogna conoscersi bene, sapere qual è il miglior carburante per i propri muscoli sia alla partenza della gara, sia gli ultimi chilometri e bisogna sperimentare anche in allenamento l’integrazione in gara per capire cosa e come assumere determinati alimenti per continuare lo sforzo prolungato nel tempo e terminare la gara senza incontrare il cosiddetto muro. Lo sport ti permette di scoprire capacità inusuali, la maratona rimane una gara importante che comprende il superamento del muro dopo il 30° km.

Piano piano si fa tutto, basta trovare le giuste motivazione, segnarsi gli obiettivi mentalmente e per iscritto, prendere la direzione giusta del percorso verso il raggiungimento degli obiettivi.

MDR17Q_3352 (2)Percorrere la maratona significa anche vivere l’esperienza di una giornata di eccessivo caldo oppure una giornata di pioggia, sentire l’acqua addosso, inzupparsi le scarpe nelle pozzanghere, insomma, osservare, sentire, percepire, giocare, tutto questo è anche maratona, come riporto nel libro O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Edizioni ARAS, Fano, 2013, p. 124.

https://www.ibs.it/obiettivi-risorse-autoefficacia-modello-di-libro-matteo-simone/e/9788896378991

 

Matteo SIMONE

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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