Dario Santoro, runner: Mi aiuta la grande forza di volontà e la determinazione

Matteo SIMONE

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La pratica dello sport costruisce personalità solide e resilienti, lo sport permette di ampliare le proprie vedute, permette di spostarsi dalla propria città per gareggiare in altri posti d’Italia e anche al di fuori per passione o per rappresentare la propria Nazione. Di seguito Dario Santoro racconta le sue impressioni di alteta maratoneta rispondendo ad alcune mie domande: Hai partecipato ai campionati italiani 10.000?Purtroppo non ho potuto partecipare a al Campionato Italiano 10000 mt in pista, per via di un risentimento al nervo sciatico durante un allenamento, devo dire che questa è stata un po’ una delusione per me perché con il mio coach (Luigi di Lello) lo stavamo preparando abbastanza bene e mi sentivo in forma però come sempre ho dovuto fare ricorso alla resilienza cercando di risolvere al più presto il problema.”

 

santoro-1Nella mente degli atleti ci sono sempre tante gare e alcuni obiettivi importanti da preparare con accurateza per cercare di arrivare il giorno della gara nelle migliori condizioni possibili: Prossimi obiettivi: 10.000, mezza, maratona?I miei obbiettivi stagionali sono: fare bene i 10km su strada ad Alberobello a settembre, i campionati italiani di mezza a Foligno ad ottobre, e fare una buona maratona entro fine anno…e in questo periodo fare qualche gara su strada.”

 

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Un mondo dietro lo sport, tanta fatica e impegno con passione e determinazione

Matteo SIMONE

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Un mondo dietro lo sport, tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanto insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare, tante immagini, suoni, odori, abbracci.

FullSizeRenderLo sport permette di sperimentare tanto, dalla fatica negli allenamenti e gare alle soddisfazioni per essere riuscito a raggiungere propri obiettivi. Si impara a conoscere la vita come ciclica, tensione e rilassamento, fatica e gioia, sconfitte e vittorie, seguendo proprie direzioni che portano a mete e a raggiungere obiettivi difficili e sfidanti ma raggiungibili, cercando di trasformare sogni in realtà.

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Cavalcare in modo resiliente l’onda del cambiamento

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Tutto passa, tutto cambia, importante cavalcare in modo resiliente l’onda del cambiamento, individuare sempre nuove mete, nuove possibilità, nuove sfide e prendere la direzione verso dove vogliamo andare, dove vogliamo arrivare e come, cosa vogliamo raggiungere con la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti credendo sempre più in se stessi, fidandosi e affidandosi, together is much better.

IMG_1433Si possono fare grandi cose fino a che arriva un impedimento per qualsiasi motivo ed allora bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, capire cosa si può fare, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi, rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e serve nel futuro a darti sempre una mano per andare avanti con pazienza un passo alla volta con consapevolezza e rispettando i propri limiti. Il passaggio alle ultra ti fa maturare, ti fa scoprire il vero sé, ti fa contattare la tua propria essenza, essendo davvero un viaggio dentro di te introspettivo alla ricerca dei come e dei perché senza giudizio.

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Valeria Roffino: E’ andata bene, ho fatto 16’06” che migliora di 5” il personale

Matteo SIMONE

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Ieri 16 giugno 2018 in Germania ha avuto luogo il Soundtrack-Meeting di Tubinga che prevedeva anche la gara dei 5000 metri che vedeva in campo Valeria Roffino delle Fiamme Azzurre. Di seguito Valeria racconta la sua esperienza al termine di questa competizione: Ciao Valeria, hai gareggiato oggi? Come è andata? Soddisfatta? Era quello che ti aspettavi? Sorprese, criticità?  “Ciao Matteo! Ho corso questa sera, si, ed è andata bene. Ho fatto 16’06” che migliora di 5” il personale fatto la scorsa settimana in Olanda! Sono sulla strada giusta anche se, appunto, la strada è ancora lunga per riuscire ad ottenere i risultati che voglio! Mi spiace soltanto perché in queste 2 occasioni mi sono trovata un po’ da sola e invece speravo di avere un treno a cui attaccarmi per poter condurre una gara migliore e con maggiori aiuti.. ma siamo solo all’inizio di stagione per cui sono positiva.”

 

34018179_1033373836816680_3142984739963535360_nUn passo alla volta si può fare sempre meglio apprendendo sempre di più dall’esperienza ed approfondendo sempre di più la conoscenza di sé stessa e incrementando l’autoconsapevolezza delle proprie possibilità, capacità, caratteristiche, risorse, motivazioni: Ora come stai? Che direzione stai prendendo? Verso dove e come?Ora sto bene, mi sto allenando e dopo un periodo difficile, tra febbraio ed aprile, ora sto molto meglio e sono più serena. Quest’anno ho deciso di iniziare la stagione estiva con dei 5.000 e spero di ottenere i risultati che spero.”

 

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Esperienza running e non solo in Kenya ad Iten 2.4000 m s.l.m.

Matteo SIMONE

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Per essere campione ci vogliono i geni giusti, ma non basta, non tutti coloro che hanno il corredo per diventare campioni poi riescono, c’è bisogno del contesto che ti coinvolge, che crede in te, e poi te stesso devi essere motivato, ci devi credere, devi trovare stimoli giusti, devi essere resiliente, devi sapere aspettare il momento giusto, devi essere persistente, devi essere amichevole, saperti allenare da solo e anche con gli altri, devi saper ascoltare, e saper chiedere.

FullSizeRender8Un’opportunità può essere un’esperienza running e non solo in Kenya ad Iten 2.4000 m s.l.m. Di seguito racconto la mia personale esperienza presso l’High Altitude Training Centre di Iten in Kenya.

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La Capoeira: sport nazionale brasiliano

Matteo SIMONE

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La capoeira nacque in Brasile da schiavi di origine Bantu provenienti dall’Angola che si esercitavano tra di loro a combattere mentre erano reclusi in celle molto basse. La Capoeira era vietata perché si temeva che gli schiavi si preparassero troppo bene a combattere e questo non era accettabile per le autorità locali, così quando i capoeiristi si accorgevano di essere visti simulavano di danzare. Capoeira non è solo giocare ma è anche suonare, cantare, conoscere la storia, educazione.

FullSizeRender7Manoel dos Reis Machado, conosciuto come Mestre Bimba inaugurò l’allenamento della capoeira nelle scuole, ma Bimba non usava il nome di capoeira nella scuola, la chiamava Luta Regional Bahiana, oggi conosciuta come Capoeira Regional. Mestre Bimba mostrò al mondo intero che la capoeira era educazione e contribui a far praticare capoeira all’Università di Medician dello Stato di Bahia. Nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta come sport nazionale brasiliano.

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Ruolo chiave dello sport come strumento di aggregazione e integrazione

Matteo SIMONE

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Lo sport è una marcia in più nel corso della vita, da tanto a livello di benefici ed aspetti formativi; lo sport aiuta a risolvere situazioni, a essere sempre pronto ad affrontare la vita in tutte le sue sfaccettature. Interessante quello che scrive il CONI sul Bilancio di otenibilità 2016: “Lo sport è un veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale nonché uno strumento di benessere psicofisico e di prevenzione. Inoltre, svolge un ruolo sociale fondamentale in quanto strumento di educazione e formazione che permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per la crescita equilibrata di ciascun individuo. Nella consapevolezza di tale valore, il CONI si impegna affinché la pratica sportiva sia sempre più diffusa soprattutto tra i giovani, garantendo il diritto allo sport nelle aree territoriali più disagiate sviluppando e consolidando partnership con istituzioni pubbliche e organizzazioni private che garantiscono la sostenibilità economica delle iniziative di carattere sociale.

 

DPL_2162-1024x683Lo Sport è importante per la società, per i bambini, ragazzi, adulti, anziani. E’ una scuola di vita, si imparano regole. Si impara a stare con gli altri per condividere e contribuire a obiettivi comuni difficili, sfidanti ma raggiungibili. Interessante quello che viene riportato su Sport e migrazione anche sul libro bianco: “Utilizzare il potenziale dello sport per l’inclusione sociale, l’integrazione e le pari opportunità. Lo sport contribuisce in modo significativo alla coesione economica e sociale e a una società più integrata. Tutti i componenti della società dovrebbero avere accesso allo sport: occorre pertanto tener conto delle esigenze specifiche e della situazione dei gruppi meno rappresentati, nonché del ruolo particolare che lo sport può avere per i giovani, le persone con disabilità e quanti provengono da contesti sfavoriti. Lo sport può anche facilitare l’integrazione nella società dei migranti e delle persone d’origine straniera, e sostenere il dialogo interculturale. Lo sport promuove un senso comune di appartenenza e partecipazione e può quindi essere anche un importante strumento d’integrazione degli immigrati. Per questo, è importante mettere a disposizione spazi per lo sport e sostenere le attività relative allo sport, affinché immigrati e società di accoglienza possano interagire positivamente. La Commissione ritiene possibile sfruttare meglio il potenziale dello sport come strumento per l’inclusione sociale nelle politiche, nelle azioni e nei programmi dell’Unione europea e degli Stati membri. Ciò vale anche per il contributo dello sport alla creazione di posti di lavoro e alla crescita e alla ripresa economica, in particolare nelle zone svantaggiate. Le attività sportive senza scopo di lucro che contribuiscono alla coesione sociale e all’inserimento sociale delle categorie vulnerabili possono essere considerate servizi sociali d’interesse generale.”

 

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Lucia Giordani: Ho trovato la mia reale dimensione nel mondo dell’ultramaratona

L’obiettivo che rincorro ormai da due anni è la Nove Colli Running

Matteo SIMONE

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Lo sport permette di sperimentare, mettersi in gioco, approfondire la conoscenza di se stessi, sviluppare la consapevolezza delle proprie capacità, bisogni e limiti. Di seguito Lucia racconta la sue esperienza rispondendo ad alcune mie domande: Ti sei sentita campione nello sport?Non mi sono mai sentita un campione, ma, al di là dei risultati raggiunti, mi sono sempre sentita felice e fiera del percorso fatto.” Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport?Ho scoperto di essere molto più forte di quello che avrei mai pensato. Da adolescente estremamente insicura, sono diventata finalmente una persona molto più equilibrata che riesce a reagire di fronte a situazioni di stress e di pressione.

 

Gozzano 2017 - 5Nella vita si prendono treni, si inizia a pratica sport, non c’è un’età per iniziare o per cambiare uno sport, importante è quello che si sperimenta e a volte le sensazioni e le emozioni sono ricche e intense: Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta?Ho iniziato a correre dopo una dieta in cui avevo perso parecchi chili. Per molti anni ho usato la corsa come modo per mantenere il peso forma e sfogo dopo una giornata di studio o di lavoro, finché mi sono accorta di essere arrivata a un buon livello e mi è venuta la curiosità di capire fin dove sarei potuta arrivare, così mi sono iscritta alla mia prima maratona. Con la maratona è stato amore a prima vista e da quel momento la passione è cresciuta in modo esponenziale. Ho iniziato a cercare di vivere più tipi di esperienze di corsa possibile, provando anche vari trail fino a che ho trovato la mia reale dimensione nel mondo dell’ultramaratona. Trovo che l’ultramaratona, oltre che adattarsi bene alle mie caratteristiche fisiche (sono più portata per la resistenza piuttosto che per la velocità), rispecchi il mio modo di concepire la corsa, che è soprattutto un viaggio, sia fuori che dentro la propria testa. Un mondo dove più che ascoltare tempi e medie, si cerchi di percepire i messaggi del proprio corpo e ci si possa perdere in paesaggi da favola.”

 

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Lo sport permette di sperimentarsi e mettersi in gioco

Matteo SIMONE

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Lo sport che ti permette di sperimentarti e metterti in gioco; di uscire dalla zona di confort osando e apprendendo sempre dall’esperienza; che ti fa crescere e affrontare la vita cosi come è; che ti fa apprendere dagli altri; che avvicina persone, culture e mondi; che ti fa far parte di un team o di una squadra.

FullSizeRender3Sali in carrozza, la carrozza dello Sport, fatti trasportare e coinvolgere, contribuisci a spingere la carrozza con la tua volontà e le tue forze, segui un coach o un atleta più esperto o diventa il coach di te stesso, non aspettare il momento migliore, non rimandare, è ora il momento, all’inizio può bastare anche un solo minuto al giorno, il resto viene da sé, non vorrai più scendere dal treno dello Sport sperimentando sempre più benessere e performance, inviterai sempre più gente. Lo sport diventerà la tua vera zona di comfort, fidati.

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Bisogna diventare sempre più resilienti e lo sport è una buona palestra

Matteo SIMONE

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Lo sport è la metafora della vita, si sperimenta benessere e vitalità, si conosce sempre nuova gente e ognuno è diverso, quindi spazio a tutti. Bisogna metterci impegno, determinazione, convinzione e tanta passione. Bisogna fare tanta attenzione alle sensazioni corporee e non trascurare nulla, ogni minimo indizio va accolto e compreso, cercare di essere consapevoli il più possibile di se stessi, delle proprie possibilità e capacità e dei propri limiti. Bisogna fare tanta attenzione e non bisogna essere superficiali, bisogna documentarsi bene e consigliarsi su tanti aspetti quali alimentazione, abbigliamento, percorsi.

FullSizeRender4Lo sport è un mondo dove si può scaricare tensione, dove ci si può mettere alla prova, dove puoi sentire il tuo corpo, dove ti puoi testare, dove c’è un percorso, un inizio e una fine come è la vita, dove trovi tanti compagni di viaggio lungo i percorsi e fai dei tratti con qualcuno così come succede nella vita, un mondo dove si attraversano sensazioni ed emozioni, quali ansie, tensioni, paure, stanchezza, incredulità, gioia, precarietà, niente è stabile niente è per sempre.

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