Consapevolezza, autoefficacia e resilienza per il benessere e la performance

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

E’ sempre più chiaro che per stare bene e sperimentare benessere e performance occorre sviluppare tanta autoconsapevolezza, cioè la consapevolezza di se stessi: come ci si sente, come si sta, cosa si vuole, dove si vuole andare, e anche consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, risorse, limiti.

45232442_10212441915618706_41247817938763776_nE’ importante considerare il miglioramento delle capacità psichiche, sviluppare consapevolezza dei propri obiettivi stabiliti nel tempo da raggiungere gradualmente, incrementare la fiducia in sé progressivamente con allenamenti riusciti che testano l’atleta e confermano il suo stato di forma del momento; sviluppare la resilienza, superando sempre imprevisti, difficoltà, infortuni e sconfitte focalizzandosi nel momento presente e rimodulando i propri obiettivi in base alla condizione psicofisica del momento, in base alla risorse residue possedute nel periodo di riferimento, bisogna sempre essere pazienti e disponibili a ripartire per una nuova stagione.

Di fondamentale importanza risulta essere la fiducia in sé che si costruisce fin da piccoli nelle mura domestiche o comunque nella propria famiglia di appartenenza con la presenza dei familiari ad iniziare dai genitori e altre persone di riferimento della propria famiglia più o meno allargata.

Sforzi progressivamente crescenti incrementano l’autoefficacia dell’atleta, incrementa anche l’adattamento mentale alla fatica, favorisce la capacità mentale di affrontare carichi di lavoro, ci si sente più capaci, in grado di far fronte a carichi di lavoro sempre superiori e anche in gara ci si sente più sicuri di affrontare la gara e gli avversari.

45296916_10212441915858712_2870850209020116992_nE’ sempre più importante affrontare, superare, gestire i cambiamenti che, a volte, risultano stabilizzanti. Questa attitudine e capacità, che possiamo chiamare anche resilienza, si sviluppa dalla più tenera età. Da quando impariamo a camminare ci capita di cadere e rialzarci sempre, sperimentando fallimenti e riuscita. Dopo tanti tentativi riusciamo a restare in piedi inizialmente e poi a correre o fare sport, sperimentando sempre più fiducia in noi stessi.

E’ importante che lo sviluppo della consapevolezza, della fiducia in sé e della resilienza sia affiancato da figure di educatori, i cosiddetti care giver, che si prendono cura dei bambini e dei ragazzi fino a che non diventino autonomi. In genere il bambino inizia ad acquisire la propria autonomia dopo aver attraversato il periodo fisiologico dell’adolescenza, durante il quale, a volte, si diventa ribelli per staccarsi dai genitori e dal proprio nucleo familiare, per poi ritornare più maturi, consapevoli e responsabili.

I contesti fondamentali per l’educazione alla fiducia in se stessi e alla resilienza sono essenzialmente rappresentati dalla famiglia, dalla scuola e dallo sport.

Inizialmente la famiglia, poi la scuola e lo sport, diventano punti di riferimento per i ragazzi che, in ambienti sicuri e protetti, possono sperimentare la presenza dell’adulto, che si trova lì in quel momento per trasmettere conoscenze, sempre pronto ad intervenire all’occorrenza.

sportograf-140075271I genitori e gli educatori dovrebbero trovare un sano equilibrio tra presenza e assenza, tra preoccupazione e apprensione, tra il focalizzarsi troppo sui ragazzi e non su se stessi, tra il focalizzarsi solo sul negativo e per niente sul positivo.

La figura dello psicologo può intervenire a sostegno della ricerca di questo equilibrio, disponibile a instaurare un rapporto di fiducia per riflettere, confrontarsi, elaborare situazioni precedentemente vissute, vivere il momento presente e individuare obiettivi futuri, al fine di comprendere lo stato dell’individuo, del gruppo e della famiglia per meglio indirizzare sensazioni ed emozioni, saperle riconoscere e gestirle.

IMG_7183Ecco perché a volte famiglia, scuola e sport non sono sufficienti per garantire un’educazione accurata e approfondita. Affiancare a questi contesti la figura dello psicologo può essere una risorsa in più in grado di intervenire per prevenire, per un lavoro di psicoeducazione, per un lavoro di sostegno alla genitorialità, per un lavoro di definizione di obiettivi sfidanti ma non impossibili, per incrementare la fiducia in sé, sia del singolo che del gruppo, per aiutare a superare blocchi e muri mentali.

E’ auspicabile l’acquisizione di strumenti, metodi e tecniche per gestire ansia e stress, per mantenere alta la motivazione e per essere fiduciosi in se stessi, nelle proprie capacità e possibilità.

 

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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