René Cuneaz: Sono contento di essere tornato vicino al personale sulla mezza

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Lo sport aiuta a prendere direzioni per seguire sogni, obiettivi e mete. A volte ci sono imprevisti durante questi lunghi percorsi che portano alla performance come gli infortuni e il vero campione è colui che sa trarre lezioni importanti, sa essere resiliente nel capire di dover riorganizzare la sua vita mettendo da parte una fetta importante che è lo sport.

gara423 (1).jpgRenè dopo aver raggiungto l’apice della sua carriera con notevoli risultati soprattutto in mezza maratona e full maratona entrando nel giro della Nazionale e partecipando a ritiri importanti, si è dovuto arrendere a causa di un infortunio protratto nel tempo che l’ha lasciato ai box. Renè ha partecipato alla 2^ Milano Half Marathon, in novembre 2018 vincendo in 01h06’05”. Di seguito Renè racconta le sue impressioni rispondendo ad alcune mie domande: Ciao carissimo, complimneti per il tuo ritorno in forma e i tuoi risultati di prestigio?Grazie mille sono contento di essere tornato vicino al personale sulla mezza e di averla gestita in quel modo.”

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Hideaki Yamauchi, 100 km 06h18’22”, Campione Mondiale nel 2016 e nel 2018

Spain 100km world championship is most beautiful emotion

Matteo SIMONE

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La miglior prestazione sulla distanza della maratona dell’ultrarunner giapponese Hideaki Yamauchi è di 02:18:24 ottenuta a Tokyo (JPN) il 25 Febbraio 2018, mentre la sua miglior prestazione sulla 100 chilometri è di 06h18’22” ottenuta a Los Alcázares (ESP) il 27 Novembre 2016 vincendo il titolo di Campione Mondiale della 100 km davanti al sudafricano Bongmusa Mthembu 06h24’05” e lo statunitense Patrick Reagan bronzo 06h35’42”, mentre il nostro Giorgio Calcaterra si classificò al 7° posto in 06h41’16”.

article-hideaki-yamauchi-y-kristin-bull-campeones-del-mundo-de-100-km-ruta-iau-los-alcazares-583d1ba950be4.jpgNel 2018 Hideaki Yamauchi conquista di nuovo il titolo di Campione Mondiale della 100 km a Sveti Martin na Muri, in Croazia, in 06h28’05” precedendo il suo connazionale Takehiko Gyoba 06h32’51” e il sudafricano Bongmusa Mthembu 06h33’47” mentre il nostro Giorgio Calcaterra si classifica di nuovo in 7^ posizione 06h42’35” e primo degli europei .

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Insieme è molto meglio nella condivisione dell’esperienza di fatica

Passa la fatica, rimane la consapevolezza della forza interiore acquisita

Matteo SIMONE

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Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. La fatica diventa amica, più è grande la fatica e più ne sarai riconoscente quando è finita, più è ripida la salita e più sarai soddisfatto quando sei in cima. Se vuoi, se ci credi, tutto passa, tutto cambia, passa la fatica, passa la salita, quello che rimane è la consapevolezza della forza interiore acquisita che aiuterà non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana, lavorativa, familiare, relazionale, individuale.

50758741_10212928239976511_2915959241212690432_nInsieme è molto meglio nella condivisione dell’esperienza di fatica e poi anche di gioia, entusiasmo, soddisfazione. Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull’obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni ed essendo sempre pronti a rimodulare tutto cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue, che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili. Questo è il vantaggio dello sport.

Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

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Lo sport avvicina persone e culture per condividere fatica e divertimento

Matteo SIMONE

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Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi. Puoi salire quando vuoi sul treno dello sport, non c’è un età per iniziare o per smettere, puoi stare davanti o dietro, se sei stanco puoi rallentare, decidi tu quando scendere, non devi dar conto a nessuno se non a te stesso, puoi arrivare ultimo ma sarai sempre acclamato.

50673270_10212929035636402_7482536485145542656_n.jpgA volte lo sport contagia, confonde, fa perdere il senso del tempo, il tempo che passa, il traguardo che arriva; a volte lo sport fa incontrare persone e paesaggi, fa viaggiare nei sogni e nella realtà. Questo è lo sport che vogliamo, certi treni passano, bisogna prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi e monti.

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Simone Leo: La Brasil 135 per chiudere il cerchio delle 7 ultra più dure al mondo

Mi mancava nell’elenco delle gare che sognavo!

Matteo SIMONE

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Da un po’ di anni seguo le imprese degli ultramaratoneti e partecipo io stesso ad alcune gare per conoscere questo mondo sorprendente e privilegiato, per comprendere cosa passa nella mente degli ultrarunner e nella mia stessa mente. Mi imbatto in ultramaratoneti che si metono in gioco sfidando se stessi e portando a termine gare considerate imprese e lunghi viaggi della durata superiore ai 200km con condizioni climatiche assurde e terreni anche impervi e con dislivello.

50542051_1984448088334983_1502907811053436928_nQualcuno direbbe che sono pazzi, che sono masochisti, che non hannno altro di importante da fare. Ma io approfondendo questo mondo noto che ci sono persone molto mature e respondabili che approfondiscono al conoscenza di loro stessi partecipando a queste gare con preparazione anche estrema e dettagliata con attenzione al proprio corpo e alla propria salute e integrità. Inoltre per certe gare è prevista un’asistenza obbligatoria a cura di persone che costituiscono un team e che diventao indispoensabili per il buon esito dell’impresa. Tutto ciò si costruisce nel tempo cautamente e gradulamente faciendo esperineza sul campo partecipando a gare sempre alzando l’asticella e provando a organizare anche gare impegnative a seguito dell’esperienza acquisita.

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Antonello Landi, Campione del Mondo corsa con le ciaspole categoria Master 40

Matteo SIMONE

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Si è svolta in Val di Non la 46° edizione della Ciaspolada, il cui titolo Mondiale maschile è stato vinto da Cesare Maestri dell’AMORINI TSL TEAM ITALY VALLI BERGAMASCHE LEFFE in 28’46” che ha preceduto lo statunitense Joseph Gray dell’ELMORE GRUPPO in 29’30” e Alessandro Rambaldini dell’AMORINI TSL TEAM ITALY VALLI BERGAMASCHE LEFFE in 30’12”.

50539544_10212941017695946_7320225393242275840_nIl titolo Mondiale femminile è stato vinto da Anna Laura Mugno dell’ORECCHIELLA GARFAGNANA in 36’54” che ha preceduto Isabella Morlini dell’ATLETICA REGGIO – BALDAS in 37’19” e la statunitense Michelle Hummel dell’ELMORE GRUPPO in 37’35”.

Per quanto riguarda la classifica a squadra, il titolo maschile è andato all’Italia grazie, oltre che a Cesare Maestri e Alessandro Rambaldini, anche a Filippo Barizza del BARIZZA SPORT LIBERTAS 30’31” con un tempo totale di 01h29’29” precedendo gli Stati Uniti 01h34’59”, la Spagna 01h35’01”, il Canada 01h37’18”, la Francia 01h46’10”, il Regno Unito 02h12’27” e la Germania 02h14’35”.

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Luca Parisi: Mi sono sentito campione ogni volta che ho tagliato il traguardo

Matteo SIMONE

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Si è svolta la “Corsa di Miguel” il 20 gennaio 2019 e in tale occasione Luca Parisi ha provato a puntare in alto cercando di vincere la competizione ma si classifica al terzo posto con il crono di 30’20” sperimentando comunque una vittoria personale. Di seguito, Luca racconta la sua passione per la corsa rispondendo ad alcune mie domande: Ti sei sentito campione nello sport?Mi sono sentito campione ogni volta che ho tagliato il traguardo di una competizione.Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport?Ho imparato a vincere le difficoltà e a superare gli ostacoli così come nello sport anche nella vita.Come superi eventuali crisi, sconfitte, infortuni?Guardo sempre al futuro ma anche al passato al fine di evitare di rifare gli stessi errori.

50534690_10212935304473119_3557770351876243456_nLa corsa in particolare a volte diventa una sana abitudine, un’opportunità di svago, di crescita personale gestendo allenamenti e gare in compagnia o anche da soli: Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta?Premesso che non mi definisco un vero e proprio atleta, gli atleti quelli veri sono stipendiati per fare la propria attività sportiva e a me interessa solo superare i miei limiti. Ho iniziato a correre in un parco vicino casa in compagnia di un ragazzo di nome Raffaele, che mi ha fatto conoscere la corsa in maniera molto più seria, rispetto a un primo approccio da principiante, poi ho avuto diversi allenatori, tra i quali Armando Martini venuto a mancare da qualche giorno, e infine da meno di un anno corro allenandomi completamente da solo, corro da circa 18 anni.”

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La corsa di Miguel per condividere lo sforzo e la fatica insieme

Matteo SIMONE

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La corsa di Miguel cos’è? È una classica della capitale, è una gara da non mancare in ricordo di un desaparecido argentino Miguel Sanchez, lavoratore, runner, poeta.

Perché partecipare? Per esserci con il cuore, il corpo e la mente; per condividere un ricordo; per condividere lo sforzo e la fatica insieme raggiungendo traguardi importanti o simbolici; un’occasione per conoscere gente uguale a noi, diversa da noi, ordinaria o straordinaria, veloce o lenta, abile o con altre abilità. Tanti incontri, tanti amici per fare parte di un team e condividere fatica e divertimento.

50519311_813332105673275_5621403696953819136_oPerché esserci? Per incontrare amici prima della partenza, durante il percorso, dopo l’arrivo; per incontrare nuovi amici; per apprendere da se stessi mettendosi in gioco, per apprendere dagli altri diversi o più esperti.

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