Aurelia Rocchi: Non smetterò mai di essere una ultramaratoneta

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Il mondo delle ultramaratone permette di incontrare e conoscere tanta gente, tante persone speciali e straordinarie che si mettono in gioco in questo sport di fatica. Di seguito, Aurelia racconta la sua esperienza sportiva rispondendo ad alcune mie domande di un po’ ti tempo fa: Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Per me essere una ultramaratoneta vuole dire ess ere grande, forte.”

 

51682673_2733187403572556_3135721348970577920_nAurelia ha scoperto anche il mondo degli atleti con disabilità visiva del progetto Achilles International Roma e si sperimenta come guida sia in allenamento che in gara, a disposizione degli altri ma arricchendosi con l’esperienza fatta. Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? Il mio percorso è stato molto, molto duro e vedendo che posso lottare con me stessa mi dà tanta forza.”

 

Aurelia ha scoperto la corsa per caso e si è appassionata soprattutto al mondo delle ultramaratone dove eccelle e si sperimenta divertendosi e faticando in gare sempre più lunghe e difficili. La corsa per Aurelia è come un treno che la porta in giro per paesi, città e nazioni faticando e divertendosi e spesso è sui treni per raggiungere i luoghi di partenza e per tornare a casa dopo aver terminato la gara. E’ un mondo che l’affascina e porta a casa sempre qualcosa, tante esperienze, pacchi gara e tanti premi: Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?La grande passione che ho per la corsa e la mia grande volontà per correre.

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E’ importante sviluppare la consapevolezza delle proprie capacità, possibilità e limiti e cercare di fare quello che si può fare alzando sempre l’asticella e osando ma senza strafare: Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?Non penso mai di smettere e prego sempre, anche quando corro, di avere la forza di continuare questa grande passione.” Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?Per fortuna fino adesso non ho mai avuto infortuni e se mi succedesse qualche cosa di brutto non smetterò mai di essere una ultramaratoneta, magari andrò più piano in gara però non penso mai di mollare.”

 

Aurelia, donna resiliente e performante per aver portato a termine la Nove Colli Running 202,4 km e la Milano – San Remo Running 285km, dimostrando il suo valore atletico e di essere resiliente superando pioggia e freddo con busta dell’immondizia e bottiglia di tè caldo sulla pancia: Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?La forza e la grande passione che ho per la corsa mi fa continuare ad essere una ultramaratoneta.Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?Si lo sperimento in gara sempre.”

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Aurelia Rocchi ha incontrato la corsa per caso grazie a un atleta della squadra Villa De Sanctis e da lì non si è più fermata, ha iniziato a macinare chilometri partecipando a gare sempre più lunghe e più dure, gare a circuito, gare di lunga distanza, ultimamente anche trail e ultratrail. Gianni Miniego, un atleta e uomo di riferimento di molti ultrarunner, non poteva che dare consigli utili e preziosi ad Aurelia così come li ha dati al sottoscritto e a tanti altri atleti: Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile?La prima, il passatore però andata pure bene 12h e 22’.”

 

La felicità è superare muri, crisi, ostacoli, difficoltà, superare sfide, e lì che scatta l’incremento di resilienza, l’essere consapevole che ce l’hai fatta, con le tue forze, con la tua forza di volontà, con il tuo impegno, passione e determinazione: Quale gara estrema ritieni di non poter mai riuscire a portare a termine?Vorrei provare tutti le gare. Se ci sarà una dura che non potrò finirla per qualche motivo, riproverò fino a che ci riuscirò perché non c’è niente più forte del mio cervello, avrò tanta pazienza per riprovare.”

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Aurelia ha fatto tanta esperienza, tantissime gare lunghissime e durissime, una partecipazione alla Spartathlon non conclusa, gara durissima di 246km da Sparta ad Atene, ed anche ultratrail, ha avuto anche degli infortuni, insomma tanta esperienza e tante scoperte, tante amicizie: Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?Mi spinge ad andare avanti, fuori dei miei limiti, la voglia di migliorare.” Che significa per te partecipare ad una gara estrema?Partecipare a una ultra dura per me vuol dire sfidare un’altra volta me stessa.”

 

La corsa prolungata per chilometri e ore mette davanti a se stessi fa incontrare il vero se, è una sfida con se stessi, è durante tante ore di sport che si incontra se stessi, si conosce meglio se stessi e si esci fuori dalle gare più rafforzati, si capisci sempre qualcosa di più di se e della vita per affrontare meglio la quotidianità: Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?In ogni ultra che faccio scopro una cosa nuova di me, è come se forse dentro di me c’è un’altra personalità che è ancora da scoprire che conosco poco di lei.

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La soddisfazione ripaga di tutto e dura tantissimo a lungo. Le sensazioni sperimentate non hanno prezzo: Cosa pensano familiari e amici della tua partecipazione a gare estreme?Sono molto contenti i miei figli di quello che faccio e quando parto per fare una ultra gli dico sempre, correrò per i miei figli perché loro mi danno tanta forza. Amici sono quelli che condivido le grandi emozioni della corsa perché corrono anche loro.” Come è cambiata la tua vita familiare e lavorativa?La mia vita famigliare è cambiata positivamente, al lavoro tutti hanno un grande rispetto per tutto quello che faccio, dopo un ultra condivido le emozioni anche con le famiglie dove lavoro.

 

Se vuoi raggiungere il tuo obiettivo, ORA è il momento di agire, di passare all’azione, non rimandare, segui l’esempio di campioni resilienti e determinati come Aurelia che non teme pioggia, freddo e sonno: Se potessi tornare indietro cosa faresti o non faresti?Se potessi tornare indietro correrei ogni giorno, mi rendo conto di tutto quello che ho perso. Corro da poco, da 3 anni.” Usi farmaci, integratori? Per quale motivo?Uso solo barrette per darmi un po’ di energia.”

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Aurelia è menzionata nei libri “Sport, benessere e performance”, “L’ultramaratoneta di Corato” e “Ultramaratoneti e gare estreme”.

Nel libro “Lo sport delle donne” riporto un’intervista ad Aurelia Rocchi.

Venerdì 8 marzo alle ore 18.30 Presso bar Caffettiamo (Via Olevano Romano 35 – Roma) verrà presentato il libro “Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti” di Matteo Simone. Moderatrice dell’evento sarà l’ingegnere e atleta Alessandra Penna, inoltre saranno presenti, per testimoniare le loro esperienze descritte nel libro, le atlete Francesca Boldrini, Elisa Tempestini, Anna Giunchi, Cecilia Polci.

Venerdì 8 marzo alle ore 18.30 Presso bar Caffettiamo (Via Olevano Romano 35 – Roma) verrà presentato il libro “Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti” di Matteo Simone. Moderatrice dell’evento sarà l’ingegnere e atleta Alessandra Penna, inoltre saranno presenti, per testimoniare le loro esperienze descritte nel libro, le atlete Francesca Boldrini, Elisa Tempestini, Anna Giunchi, Cecilia Polci.

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=425&controller=product

 

Matteo SIMONE21163@tiscali.it

+393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta

https://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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