Stefania Gabrielli, ASD “La Sbarra & I Grilli”, vince la Spartan Divertical Race

Alle donne voglio dire che non si molla mai

Matteo SIMONE

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Il 1° maggio si è corsa la IV^ edizione della Spartan Divertical Race, gara podistica di 10 km organizzata a Monte Compatri dalla Spartan Sport Academy e vinta da Mirco Gaffi che ha preceduto Domenico Ponzo e Claudio Fiorentini mentre la prova femminile è stata vinta da Stefania Gabrielli seguita da Giovanna Albertini e Stefania Pizzuti. Tra i premiati anche l’atleta più giovane Gianmarco Testani di anni 22 e l’atleta meno giovane Sergio Molinari.

Screenshot_20190501-135538.jpegDi seguito, la vincitrice Stefania Gabrielli, mia amica di squadra, racconta le sue impressioni rispondendo ad alcune mie domande: Complimenti Stefania, come è stata la gara? Sempre davanti o hai sgomitato con le avversarie?Ciao Matteo grazie, sono sempre stata avanti era molto difficile la discesa.” Come mai la scelta di questa gara? Eri preparata?Ho voluto provare a fare un trail, non ero molto preparata ma ero partita consapevole che sarebbe stata dura e di testa non ho mai mollato.”

 

Grande Stefania, un bell’esempio e un chiaro messaggio utile a tutti, a volte bisogna sperimentarsi e osare, provare a mettersi in gioco anche in terreni e percorsi dove si è poco esperti e cercare di fare del proprio meglio incrementando sempre di più la consapevolezza delle proprie possibilità e capacità e sviluppando sempre più fiducia in se stessi, così facendo podi e vittorie arrivano e si desiderano come fossero ciliegie, l’appetito viene mangiando e si crede sempre in più in se stessi con la consapevolezza che si tratta sempre di un gioco amatoriale che fa star bene e non nuoce alla salute: Cosa hai portato a casa?Ho vinto un cesto di prodotti alimentari.”

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Marco Menegardi vince il Passatore, ancora una volta Campione Italiano 100km

Il primo posto, dato i partenti e i margini di miglioramento che ho, era impronosticabile

Matteo SIMONE

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Marco Menegardi della Bergamo Stars Atletica ha vinto la 47^ edizione della 100 km del Passatore, da Firenze a Faenza, in 7h12’47” con una media di 4’19” al km, correndo la parte più lenta in salita da Borgo San Lorenzo a Colla di Casaglia 16.4 km alla media di 4’58” mentre la parte più veloce è stata i successivi 5 km fino a Casaglia alla media di 3’26”.

received_565805190613201.jpegAl 2° posto si è classificato l’ucraino Serhii Popov 7h19’26”, il croato Dejan Radanac 7h23’37”, Andrea Zambelli 7h26’12”, Silvano Beatrici 7h29’45”, al 6° posto e prima delle donne si classifica la croata Nikolina Sustic 7h31’05”, a seguire Giorgio Calcaterra e Francesco Lupo.

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Rosanna Sarno: Ho un sogno, quello di avvicinare i ragazzi all’atletica

L’ultima mia soddisfazione a 52 anni sono diventata tecnico FIDAL

Matteo SIMONE

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La vita è un attimo ma anche tanto lunga, si può fare tutto o niente, importante è sentire se stessi, ascoltare proprie sensazioni, emozioni, esigenze e bisogni e mobilitarsi per fare ciò che piace o che fa star bene, o che soddisfa, c’è sempre tempo, basta decidere e passare all’azione mobilitando le energie occorrenti e poi il resto viene da solo con passione, motivazione, interesse, impegno, costanza, determinazione e tanta resilienza per continuare ad andare avanti.

IMG_20190505_072655_699Di seguito Rosanna racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande: Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita?Inizio con la frase di un grande campione che porto sempre con me è del grande Pietro Mennea ‘la fatica non è mai sprecata soffri ma sogni’ ed è quello che mi ripeto in tutte le gare, se mi sono sentita almeno una volta campione? Sempre tutti i giorni quando mi sveglio metto le scarpette ed esco a correre.”

 

E’ importante avere dei modelli di riferimento, delle persone esperte che sono riuscite a fare cose importanti e che trasmettono la voglia di mettersi in gioco e cercare di fare il meglio per se stessi: Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica?Ho iniziato a correre in tarda età avevo circa 30 anni dopo la nascita di mia figlia un po’ per superare la depressione post-partum un po’ perché volevo fare qualcosa per me.”

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Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida (Edizioni Psiconline)

Matteo SIMONE

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La Resilienza e l’Autoefficacia sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. Il termine Resilienza deriva dalla metallurgia; indica la proprietà di un materiale di resistere a stress, ossia a sollecitazioni e urti, riprendendo la sua forma o posizione iniziale, così come le persone resilienti possono affrontare efficacemente momenti o periodi di stress o disagio.

IMG_8806.pngCosì come avviene negli sport di endurance, resistere e andare avanti, lottare con il tempo cronologico e atmosferico, con se stessi, con i conflitti interni; a volte sei combattuto e indeciso, tentato a fermarti, a rinunciare. Gli atleti sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, scoprono di possedere capacità insospettate: l’ultracorsa diventa una palestra di vita.

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Stefano Romano, Nove Colli Running 202,4km: E’ sempre la testa che muove le gambe

Ritengo che la possibilità di andare ai Mondiali della 24 ore sia concreta e realizzabile

Matteo SIMONE

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La 22^ edizione della Nove Colli Running di 202,4km è stata vinta da Paolo Bravi in 19h42’09” che ha preceduto Matteo Grassi 20h40’19”, Luca Verducci 21h16’16”, Stefano Romano 21h52’07”. Tra le donne vince Maria Ilaria Fossati in 24h13’52” che precede l’italo-polacca Emilia Aleksandra Kotkowiak 26h57’35” e l’italo-albanese Mirela Hilaj 27h 51′ 54″.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Stefano Romano attraverso risposte ad alcune mie domande: Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Sinceramente no. Anche dopo aver vinto gare importanti con molti iscritti non ho mai avuto la sensazione di essere un campione, per quanto molte persone intorno a me iniziassero ad usare questo appellativo nei miei confronti. È possibile che questa percezione non mi apparterrà mai completamente, anzi lo ritengo probabile. Nell’ultramaratona la sfida è sempre con se stessi e il risultato è relativo, con il tempo ho compreso che il percorso è molto più importante della prestazione e che il vero miglioramento è pensare di non aver fatto ancora nulla ed avere ancora molto da dimostrare e da dare. Per questo motivo non solo non mi ritengo un campione, ma fisso il livello per potermi considerare tale ad un punto molto elevato.

 

Ogni vissuto è soggettivo con proprie sensazioni, emozioni, percezioni. Ognuno porta avanti progetti, sfide, sogni. E’ importante il percorso che si intende fare mettendosi in gioco e impegnandosi per raggiungere mete e obiettivi: Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Come molti altri ultramaratoneti, sono sportivo per caso. Non ho mai praticato nessuno sport fino a 22 anni, quando iniziai a nuotare in piscina. La corsa arrivò solo 3 anni dopo, ma sempre solo a livello amatoriale, senza fare più di una gara all’anno. Solo dal 2012, anno in cui terminai la mia prima maratona, scattò qualcosa dentro di me. Iniziai seriamente con il triathlon con l’obiettivo di terminare un Ironman, ma con il tempo mi specializzai nell’ultramaratona quando, in seguito ad un problema fisico alla fine del 2015, volli provare la Sei ore di Torino a marzo del 2016. Pensai che se dovevo correre piano tanto valeva farlo a lungo. Rimasi folgorato dall’esperienza e dall’enorme soddisfazione che provai nel percorrere 66 km, all’altalena di emozioni che mi attraversò, all’orgoglio per essere arrivato per la prima volta fra i primi 10 assoluti. L’anno dopo vinsi con oltre dieci km in più e da quel momento mi dedicai ancora più intensamente all’allenamento. In seguito ad alcuni problemi personali fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 la mia crescita atletica si interruppe, ma da un anno a questa parte mi sto dedicando anima e corpo all’ultramaratona. Prima facevo due o tre gare all’anno con tre o quattro allenamenti settimanali, mentre oggi se posso mi alleno tutti i giorni ed effettuo una decina di gare all’anno.”

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E’ importante sviluppare la consapevolezza delle proprie capacità e capire cosa si può fare riorganizzandosi sempre in base a quello che si scopre giorno per giorno: Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance?Credo che il fatto di sentirsi amati, apprezzati e compresi nelle proprie passioni sia importante in ogni aspetto della vita. Quindi, anche nello sport e a maggior ragione in una specialità dove ci si mette a nudo e in discussione fino in fondo. La sensazione di avere incontrato nel mio cammino alcune persone che hanno coltivato e incoraggiato la mia anima, oltre a prendersi cura del mio corpo, ha contribuito in modo decisivo ad aumentare le mie prestazioni, soprattutto a partire dall’estate scorsa.”

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Jacopo Pretolani: Mi sono laureato Campione Italiano Fidal 50km categoria M50

…emozione indescrivibile ed inaspettata

Matteo SIMONE

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Il 25 aprile si è svolta a Castel Bolognese la 50 km di Romagna, valida anche come Campionato Italiano Assoluto e Master. Il vincitore è stato l’atleta del Marocco Tariq Bamaarouf 2h56’23” che ha preceduto il connazionale Zituoni Youness 2h59’52”, mentre Mohamed Hajjy 3h02’12”, 3° arrivato, si aggiudica il titolo italiano precedendo Simone Pessina e Andrea Zambelli.

Campione Italiano Fidal 50km categoria M50 2.jpgFederica Moroni vince la prova femminile in 3h34’57” e diventa Campionessa Italiana precedendo Chiara Milanesi 3h41’13”, segue l’atleta di Malta Josann Attard 3h44’28” mentre Denise Tappatà 3h52’10” arriva 4^ assoluta e 3^ nella classifica nazionale precedendo Sara Trevisan 3h56’19”.

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Giuliano Caputo, calcio e bici: Stare bene con me stesso e poter mangiare senza rimorsi

Quando ti dicono che non puoi farcela, ti stanno mostrando i loro limiti. Non i tuoi

Matteo SIMONE

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A volte lo sport lo incontri da piccolo e te lo porti per sempre con te, puoi iniziare giocando per strada e poi puoi pensare di diventare un campione, un professionista, ma la vita nello sport non è facile per tutti, campioni ne diventano in pochi e allora bisogna darsi da fare per trovare un lavoro per campare con la propria famiglia e una volta sistemati si può pensare a uno sport amatoriale che nel caso dell’amico giuliano è la bici dopo aver provato il calcio professionale.

Beretti Casarano - sogno di calciatore.jpgDi seguito Giuliano racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande: Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? Si. Nel momento in cui ho raggiunto un traguardo che mi ero prefissato, sono diventato campione.” Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica?Ho iniziato per gioco in strada con il calcio, poi è diventata una pratica più accurata fino a diventare una professione per poi terminare e ricominciare con il ciclismo che ancora pratico.”

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Nanda Bianconi: Il Passatore è un viaggio bellissimo, un sogno ricco di emozioni

Matteo SIMONE

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La 47^ edizione della 100 km del Passatore è stata vinta da Marco Menegardi che ha preceduto l’ucraino Serhii Popov e il croato Dejan Radanac 7h23’37”. Al 6° posto e prima delle donne si classifica la croata Nikolina Sustic precedendo Federica Moroni la croata Veronika Jurisic e Sara Trevisan. Di seguito, le impressioni di Nanda Bianconi attraverso risposte ad alcune mie domande: Come ti è sembrato il Passatore? La parte più critica?Il Passatore è un viaggio bellissimo, un sogno ricco di emozioni. La parte più critica, la discesa della Colla, quando mi ha abbandonato la lampada frontale e mi sono ritrovata sola ho avuto un po’ paura del buio poi ho pensato che potevo usare la luce del telefonino.”

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Riuscire a portare a termine una 100km è davvero un sogno soprattutto per una ragazza che si è inoltrata nel mondo delle ultramaratone passando dalla maratona alla 6 ore e poi al grande salto della 100km, un sogno che si avvera ma dopo una proficua preparazione e convinzione di potercela fare: La parte più bella?La parte più bella quando al 75° si è unito in corsa con me mio figlio Matteo, una gioia indescrivibile una carica che sarei arrivata anche a Ravenna, non sentivo più la stanchezza!

 

La compagnia in gare lunghe e faticose, soprattutto nei tratti notturni non può che fa piacere e provare entusiasmo stimolando l’atleta nella ricerca di energie e forze rinnovate: Prima, durante, dopo com’è stato?Il pre gara è stato agitato, essendo per me il primo avevo paura di non farcela di aver sognato troppo in alto, ma grazie ad un mio grande compagno di squadra Riccardo che mi è stato vicino fino al 50° km ho ritrovato il mio sorriso che mi ha accompagnato fino al traguardo e mi ha permesso di condividere l’emozioni dei partecipante e la bellezza del paesaggio. Dopo la Colla, quando sono rimasta sola, continuavo a ripetermi mentalmente: ‘Nanda sei forte, Nanda sei una leonessa, Nanda non mollare’ e Nanda mi ha dimostrato di esserlo, non ha mai pensato di mollare. Ho incoraggiato durante il percorso molte persone, soprattutto i ‘nonnini’, quanta stima per loro.”

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Grande merito a Cotugno Giovanni per la 1^ ed. “1 ORA SUL PORTO”

Memorial “Gianni Grilli”, Manfredonia 02 Giugno 2019

Matteo SIMONE

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Grande merito a Cotugno Giovanni che si occupa del mondo dello sport a 360 gradi, prima grande atleta, poi allenatore, presidente di una grande e utile squadra, scopritore di talenti, organizzatore di gare soprattutto memorial dedicati ad atleti che non sono più con noi ma che hanno lasciato un segno positivo alle loro famiglie e al mondo dello sport di Manfredonia.

61258413_10213706369589265_2476432736479346688_nConosci Manfredonia? Una piccola cittadina che attraverso lo sport riesce a trovare opportunità di aggregazione e condivisione attraverso tante società sportive e soprattutto tanti atleti guidati dai più esperti in allenamenti, uscite e gare sempre più stimolanti.

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Valentina Spano, ultrarunner: La componente psicologica influisce tantissimo

Matteo SIMONE

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Nella disciplina di endurance bisogna addomesticare la fatica, bisogna fare attenzione al fisico ma allo stesso tempo anche ai limiti mentali che possono sabotare, pertanto bisogna crescere con l’esperienza e con l’aiuto di persone esperte: Ti consigli con un team? Famiglia, amici, figure professionali? “Sono supportata da Luca Sala che mi allena. Molti consigli soprattutto su come affrontare la gara dal punto di vista mentale, alimentare, ecc. Anche il presidente della mia società, Ernesto Croci, mi dà una grossa mano dal punto di vista psicologico.

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Importante fidarsi e affidarsi a qualcuno che ne sa di più, più esperto, Luca Sala sembra essere il punto di riferimento di tanti atleti di alto livello ma anche amatori, soprattutto una figura di riferimento dei giovanissimi di interesse nazionale ma anche un po’ di tutti, sembra essere conteso da tanti che lo vorrebbero sempre vicino e pronto a sostenerli e darli una mano, dirli una parola: E’ cambiato nel tempo il tuo modo di preparati a gare importanti? “Ho cambiato il modo di allenarmi perché da quando mi segue Luca Sala il lavoro è impostato meglio. Gli allenamenti sono tutti mirati alla 24 ore. Questo non vuol dire che in gara riesco a fare al meglio perché la componente psicologica influisce tantissimo.”

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