Camilla Patriarca, ex ginnasta: Dobbiamo allenare oltre al fisico la concentrazione

Lo sport mi ha aiutata a crescere, a maturare, a responsabilizzarmi

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Camilla Patriarca, ex ginnasta, argento ai mondiali di ginnastica ritmica 2013 a Kiev. Argento europei di ginnastica ritmica 2014 a Baku. Argento ai Mondiali di ginnastica ritmica 2014 di Smirne. Nel 2014 entra nel Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare. Nel 2015 prima tappa di World Cup a Lisbona, oro nel concorso generale e alla finale cerchi e clavette. World Cup di Pesaro, argento nel concorso generale e oro nella finale cerchi e clavette. World Cup di Tashkent, bronzo nella finale di specialità cerchi-clavette. World Cup di Budapest, bronzo nel concorso generale a squadre e oro alla finale di specialità cerchi e clavette.

13692833_554102801439498_5190610974263584595_o.jpgMondiali di ginnastica ritmica 2015 a Stoccarda, Campionessa del Mondo finale di specialità ai nastri e Vicecampionessa del Mondo finale di specialità ai cerchi-clavette. Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 con le compagne Alessia Maurelli, Marta Pagnini, Sofia Lodi e Martina Centofanti qualificate in finale con il quarto punteggio generale, confermano la stessa posizione anche nella finale.

A settembre 2016 annuncia il suo ritiro dalla pedana. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Camilla attraverso risposte ad alcune mie domande di alcuni anni fa: Ti sei sentita campionessa nello sport?Mi sento campionessa quando al termine della competizione capisco di aver portato a termine con la mia squadra una buona gara e so di aver dato il massimo. Ancora meglio quando queste prestazioni portano a vincere una medaglia.

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Lo sport permette di prendersi cura di se stessi, di sviluppare la consapevolezza delle proprie possibilità e capacità, di far parte di una squadra, di condurre un sano stile di vita, di sperimentare anche performance se c’è passione, motivazione, impegno, determinazione e anche talento: In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere?Lo sport mi ha aiutata a crescere, a maturare, a responsabilizzarmi, anche molto più velocemente rispetto ai miei coetanei. Lo sport inoltre aiuta anche a livello fisico, ad avere un corpo in forma e allenato seguendo allo stesso tempo una dieta e uno stile di vita sano ed adeguato.” Cosa mangi prima, durante e dopo una gara?Prima della gara solitamente un piatto di pasta/riso e verdura, durante nulla, solo integratori, e dopo un secondo, quindi carne o pesce con verdure e frutta.”

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Lo sport permette di sperimentarsi e mettersi in gioco, permette di apprendere dall’esperienza e coltivare passioni che a volte portano a diventare atleti di livello internazionale: Come hai scelto il tuo sport?Ho iniziato con la ginnastica artistica a 6 anni e piano piano una delle allenatrici ha voluto aprire e sperimentare il settore della ritmica con alcune bambine e tra queste c’ero anche io.” Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport?La grande passione per questo sport insieme all’emozione che si prova nell’entrare in pedana con le mie compagne mi permettono di avere la voglia di continuare a praticare ginnastica.Hai rischiato di incorrere nel doping?Soprattutto l’anno olimpico i controlli per quanto riguarda il doping sono giustamente aumentati, ma personalmente non ho mai avuto problemi.”

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Lo sport non è solo forza, potenza, resistenza ma anche tanta attenzione, focalizzazione, concentrazione e resilienza: Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione? Quali abilità bisogna allenare?Nel nostro sport il rischio principale in gara è la possibilità di perdere gli attrezzi, dobbiamo quindi allenare oltre al fisico la concentrazione e l’abilità di recuperare in caso di l’errore.” Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale?Una scarsa prestazione può essere data da mancanza di concentrazione, mentre per quanto riguarda i fattori esterni capita in alcuni palazzetti di avere alcune luci o fari che riducono la visibilità sugli attrezzi in volo, l’aria condizionata o l’eccessiva umidità.”

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Dietro l’atleta ci sono tante persone che supportano, aiutano, sostengono, condividono, tifano, ad iniziare dalla famiglia, amici, squadra: Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance?I miei genitori a continuare, i miei allenatori a migliorare costantemente la performance e le mie compagne di squadra ad avere ogni giorno la forza per affrontare allenamenti e gare.Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport?Sia amici che famigliari sono contenti per me e mi supportano nelle mie azioni e decisioni.” Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport?Ritengo sia fondamentale per uno sportivo l’aiuto e il supporto di uno psicologo, non solo per affrontare le gare ma anche e soprattutto gli allenamenti quotidiani.”

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Lo sport praticato con impegno, costanza e sacrifici permette di ottenere grande soddisfazioni che ripagano la grande fatica: Qual è stata la gara della tua vita?Il mio primo mondiale nel 2013 dove con la mia squadra abbiamo vinto 2 medaglie d’argento, e nel mondiale 2015 dove siamo diventate campionesse del mondo ai 5 nastri.” C’è un’esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita?Ho avuto vari momenti in cui avrei voluto mollare, ma grazie alla mia forza di volontà sono riuscita a superarli e ad andare avanti. Sono stati proprio questi episodi dai quali sono “uscita” vincitrice che mi hanno dato la conferma che, se lo voglio veramente, posso farcela, nello sport come nella vita.” Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni?Ho reagito a momenti di crisi e infortuni pensando a tutti i sacrifici fatti e a tutti i momenti difficili già superati durante la carriera.” Hai mai rischiato per infortuni o altro di smettere di essere atleta, hai mai pensato di smettere?Per infortuni mai, mi è capitato di voler smettere una volta da piccola in un momento di crisi, ma è durato solo qualche giorno e mi sono subito ripresa.”

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Lo sport permette di condividere momenti e situazioni di fatica e anche di gioia e soddisfazione: Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?Uno degli episodi più strani e a ripensarci anche divertente è stato ad una coppa del mondo a Tashkent, quando dopo aver svolto il nostro esercizio è uscito il punteggio eravamo quarte nella classifica. Un po’ amareggiate ci siamo cambiate e salite sul pullman che ci avrebbe riportato in hotel. Stavamo per partire quando vediamo 2 volontari che correvano verso di noi dicendoci che aspettavano noi per la premiazione. C’erano stati degli errori con il punteggio, eravamo terze e siamo rientrate in palestra correndo e urlando dalla gioia.Quali sensazioni sperimenti o hai sperimentato nello sport: allenamento, pregara, gara, post gara?Allenamento, pre-gara e gara: fatica, concentrazione, determinazione, voglia di fare, unione con le compagne, paura. Post-gara: felicità, gioia, allegria, soddisfazione/ delusione, tristezza, rimpianto.”

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Nella mente degli atleti ci sono sempre allenamenti impegnativi, gare da partecipare, titoli da conseguire, medaglie da portare a casa. E’ importante avere una grande passione e forte motivazione, crederci davvero e impegnarsi quotidianamente e costantemente: Cosa hai scoperto di te stessa?Di me stessa ho scoperto di essere un po’ negativa a volte, ma ho scoperto anche di essere molto “testarda” e lavoratrice, e se mi pongo un obiettivo do l’anima per raggiungerlo.” Quali sono i tuoi pensieri? Pensare a quello che si è investito in termini di allenamenti, e preparazione atletica?Faccio parte di una squadra e penso sempre a questa. Ogni giorno mi impegno per le mie compagne e do il massimo insieme a loro per poter raggiungere unite il nostro obiettivo.”

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Più è grande la lotta e più è glorioso il trionfo. Lo sport praticato a livelli molto alti dove si rappresenta la nazione in competizioni internazionali indossando la maglia azzurra a volte fa sentire la responsabilità e la pressione di fare bene, di non sbagliare, di non fallire: Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?Ci sono state gare molto difficili in cui sono arrivata stanca più di testa che fisicamente, ma non credo di aver raggiunto un limite.Quale è stata la tua gara più difficile?Le gare più difficili sono sicuramente quelle più importanti, dove la posta in gioco è tanta e dove si fa sentire di più anche il peso della responsabilità. Un esempio è il mondiale del 2015, dove bastava un nulla per rimanere fuori dalle squadre che si sarebbero qualificate direttamente per le olimpiadi di Rio.” Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi?Personalmente penso che lo psicologo sia fondamentale per gli sportivi, soprattutto ad alto livello, sia per affrontare le competizioni sia per riuscire e saper reggere gli allenamenti.”

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La vita è fatta di cicli, di momenti, di situazioni, di percorsi, di orti da coltivare. E’ importante l’equilibrio tra le diverse sfere individuali, familiari, lavorative: Hai dovuto scegliere di lasciare uno sport a causa di un percorso di studi o carriera lavorativa?Ora sto dedicando la mia vita allo sport. Sono iscritta all’università e quando ho un po’ di tempo studio e mi preparo da sola per dare qualche esame. Ovviamente sono fuori corso e completerò gli studi per bene una volta terminata la carriera sportiva.Riesci ad immaginare una vita senza lo sport?Non credo di poter immaginare la mia vita senza sport, sia per ora che lo sto vivendo, sia pensando al futuro nella vita “normale”. Lo sport mi ha dato tanto ed è una cosa che mi porterò appresso per tutta la vita.”

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Lo sport permette di scoprire se stessi coltivando passioni e apprendendo dall’esperienza e se c’è talento e passione e impegno costante permette di raggiungere sogni ambiziosi e sfidanti: Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport?La ginnastica ritmica è un bellissimo sport, è molto scenografico e divertente grazie all’utilizzo dei piccoli attrezzi e le bambine possono lasciarsi andare nei movimenti e dare spazio alla loro fantasia.” Quali sono i sogni realizzati?Sogni già realizzati in primis quello di diventare titolare della squadra nazionale, desiderio che avevo sin da quando ero bambina e successivamente gareggiare in pedane importantissime come quelle dei campionati europei e del mondo.”

 

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

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http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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