Per mantenersi in buona salute con l’attività fisica basta poco

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Bisogna andare avanti con coraggio, fiducia, speranza e resilienza. Abbiamo tanti progetti, sogni, mete, da portare a compimento. La vita può durare 100 anni ma anche un attimo, come un sorriso, un pianto, una caduta. Accorgiamoci di essere vivi, di essere sopravvissuti notando il nostro respiro, il cuore che palpita, la nostra pelle.

94983493_10216146129621741_5373932586210951168_nÈ dura davvero facciamo del nostro meglio e seminiamo bene, creiamo comunità resilienti che diano buoni esempi e buone prassi. Bisogna essere pazienti e fiduciosi e aspettare tempi migliori per potersi allenare e scegliere una prossima gara, c’è tempo per tutto, ora la priorità è sopravvivere e vivere nel miglior modo possibile, poi si vedrà.

È una dura prova che può unirci e rafforzarci facendoci sentire una comunità resiliente, fiduciosa, responsabile, collaborativa. Continuiamo così, ce la possiamo fare senza accusare e giudicare ma tollerando e rispettando gli altri, noi possiamo essere da esempio, gli altri con il tempo possono riflettere e tornare sui loro passi, senza imposizioni, senza dure critiche. Ne usciremo anche questa volta, come abbiamo dimostrato in tante ultramaratone e Ironman.

Ebbene sì, si resta a casa a fare potenziamento, ginnastica, esercizi, circuiti, si resta a casa con famiglia, facendo compiti a casa, pulendo casa, ma poi arriverà il momento che si uscirà di casa per allenarsi e cercare gare per mettersi in gioco, per testarsi, per incontrare amici e avversari, per vedere quanta forma si è persa e quanta forma si è mantenuta, per ritornare a soffrire e gioire, a far parte di una squadra.

95142948_10216146130661767_7040642336740605952_nNon viviamo lo stare a casa ora come una costrizione ma come un’opportunità, una scelta consapevole e condivisa, approfittiamo per ricaricarci, per inventarci qualcosa che poi servirà anche dopo, facciamo uscire chi è in prima linea.

È importante che i cittadini si sentano collaboratori e non esecutori, sviluppare la consapevolezza che insieme possiamo contribuire se non ad azzerare quanto meno a non incrementare il contagio anzi a ridurlo. Ognuno può fare il possibile per non ostacolare il processo di risoluzione di questo grande e grave malessere.

Per chi resta a casa è possibile trovare alcuni consigli utili nell’estratto dal libro di Simona Giampaoli e Jeremiah Stamler (epidemiologi) dal titolo “Per mantenersi in buona salute basta poco”, edito da “Il Pensiero Scientifico Editore”, dove è possibile trovare alcuni esercizi semplici, per i quali occorre poco tempo, ma considerati fondamentali per preservare il corpo e la mente.

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/Giampaoli_Stamler_Bevilacqua_Basta_poco_Esercizi.pdf

95225430_10216197098055920_268680539718811648_oOgni tanto fa molto bene fermarsi e riflettere per comprendere a che punto ci si trova, da dove si è partiti, dove si vuol arrivare, ogni tanto bisogna ricordare quanta fatica abbiamo fatto per iniziare e tutto era difficile e poi con l’impegno e fiducia siamo riusciti a ottenere tanto grazie prima di tutto a noi stessi e quindi possiamo volere continuare per cercare di osare e alzare l’asticella e andare a prenderci soddisfazioni più grandi e sfidanti ma raggiungibili con impegno e duro lavoro facendoci amica la fatica che ci permette di guardarci indietro per apprezzare quello che siamo riusciti a fare.

Certo, in questo momento presente è importante focalizzarsi sul grande problema umanitario che sta facendo tante vittime e tanta sofferenza bisogna avere un obiettivo unico e condiviso cercare il meno possibile di propagare il virus, quindi si resta in attesa di tempi migliori cercando di fare del proprio meglio per sé stessi e per gli altri per andare comunque avanti nella vita che sta cambiando per tutti.

95251399_10216197096855890_8397804392564129792_nSono bellissime le esperienze dei runner e dei maratoneti, sia in allenamento che in gara, soprattutto in maratone internazionali dove tutti scendono per le strade per gareggiare o per acclamare gli atleti, c’è un contagio di emozioni positive e intense che gratificano l’atleta. Ora tutto ciò non è possibile, questo dobbiamo ricordarcelo per apprezzare un domani la libertà di correre e soprattutto accanto l’un l’altro aiutandosi e sostenendosi a vicenda.

Il messaggio da dare è sì che lo sport fa bene, soprattutto in questi casi di stress prolungato, ma bisogna considerare le altre priorità ed eventuali controindicazioni, quindi meglio non propagandare l’attività sportiva all’aperto, perché tanti vorrebbero ascoltare questo per fiondarsi nelle strade rischiando di farsi del male e con il rischio di continuare il contagio.

95259732_10216190912941296_1074044876892405760_nÈ importante avere piani e programmi per portare a compimento propri sogni così come è importante essere sempre pronti a rimodulare propri sogni per circostanze impreviste e inaspettate come quelle che stiamo vivendo in questo particolare momento, ma si tratta solo di rimodulare mete, traguardi e sogni per riprenderli più in là con più serenità.

Non possiamo aspettare di andare in congedo dal lavoro per dedicarci allo sport ma dobbiamo da subito coltivare la passione dello sport, bisogna far passare il messaggio che lo sport aiuta le persone a stare bene fisicamente e mentalmente.

I ragazzi devono avere dei riferimenti che inizialmente possono essere i parenti prossimi come fratelli, cugini, genitori, zii e poi possono essere insegnanti o allenatori. Bisogna spiegare dall’inizio ai ragazzi la progressione nello sport dal gioco al benessere, dagli infortuni alle sconfitte, dallo sport amatoriale e quello professionistico.

95277793_10216146130341759_4410810857554968576_nL’insegnamento deve riguardare non solo l’allenamento fisico ma anche l’acquisizione di forza mentale, padronanza delle proprie sensazioni ed emozioni, quindi sarebbe bene affiancare ad allenatori e tecnici anche psicologi, medici dello sport, fisioterapisti.

L’attività fisica promuove il benessere, la salute fisica e mentale, previene le malattie, migliora le relazioni sociali e la qualità della vita, produce benefici economici e contribuisce alla sostenibilità ambientale.

Benessere significa sentirsi bene, stare in forma, sapersi relazionare. Si tratta di una salute fisica e mentale, perché fisico e mente sono in relazione, corpo e mente funzionano insieme, sono alleati, se sta bene l’uno l’altro sta meglio, le due parti hanno bisogno di sperimentare benessere insieme, se sei disposto a metterti in movimento sei più propenso ad affrontare problemi, situazioni, persone. Ti senti più sicuro, coraggioso, fiducioso.

L’attività fisica contribuisce alla sostenibilità ambientale, si è meno propensi a usare veicoli inquinanti, si è più disposti a spostarsi a piedi per brevi o medi tragitti e in bici per tragitti più lunghi. C’è una buona sintonia con altre persone che praticano attività fisica, perché si è complici nell’affrontare la fatica che permette di raggiungere sempre più obiettivi impegnandosi fisicamente e mentalmente.

95387510_10216197097535907_2121830864902946816_nLa Carta di Toronto per l’Attività Fisica diventa un impegno comune dal lontano 2010, un punto di riferimento per tutte le nazioni del mondo fatte di persone e istituzioni, di famiglie e scuole, di lavoratori che insieme ognuno con il proprio impegno, può contribuire a una società e collettività migliore, meno malata, più propositiva.

http://www.globalpa.org.uk/charter/download.php

L’attività fisica diventa un grande investimento per tutti, per le persone, istituzioni, collettività. Una palestra per promuovere corretti stili di vita e un addestramento alla vita per un futuro migliore, più consapevole. L’attività fisica rende più maturi e responsabili.

96138704_10216208058089914_864246826973265920_oLe persone devono essere messe in condizioni di fare sport a qualsiasi età e con ogni modalità e in ogni contesto, dai luoghi di lavoro alle scuole. Uno sport per piccoli e grandi, per persone con qualsiasi difficoltà, deficit, disabilità. Ognuno deve essere messo in condizioni di poter fare un’attività fisica individuale o di gruppo.

Molti sono intenzionati ad iniziare a praticare una forma di esercizio fisico per diversi motivi, ma dall’intenzione al voler iniziare c’è tanta strada da fare, molti intenzionati non hanno ancora iniziato e non inizieranno mai seppur ne abbiano l’intenzione o la necessità.

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Segnalo di seguito i miei ibri pubblicati con Prospettiva Editrice.

DA 10 A 100 Dai primi 10 km corsi alla 100 km per Milano

(Alberto Merex Mereghetti e Matteo Simone)

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84746434_10157739656754526_2969287006858772480_oQuesto testo nasce dall’idea di due persone di cui Alberto Mereghetti, atleta di corsa di lunghe distanze e triatleta e Matteo Simone, psicologo dello sport, scrittore e runner.

Triathlon e ironman. La psicologia del triatleta

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=463&controller=product

Gli atleti vanno alla ricerca di sensazioni positive e di benessere, ed alla ricerca della sfida, per verificare quanto si è capaci a perpetrare uno sforzo nel tempo.

LO SPORT DELLE DONNE. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti

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53488089_10214224666994802_5718809925979734016_oNello sport non è importante solo la forza, la resistenza e i muscoli, ma è importante sviluppare anche la forza e la resistenza mentale che permettono di andare oltre, di consolidare lo stato di forma. Raggiungere traguardi importanti diventa il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo ambito, la ricompensa di tanti sforzi e tanta fatica per ottenere qualcosa che si desidera con determinazione, tenacia, passione e con l’aiuto di qualcuno che sostiene.

SPORT, BENESSERE e PERFORMANCE Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta. Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2017.

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Ultramaratoneti e gare estreme, Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2016.

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15327413_10207672588788516_1732597938099136664_nChi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

Il testo consente di calarsi nella realtà degli ultramaratoneti, grazie all’esperienza diretta dell’autore ed al contributo di centinaia di atleti intervistati che hanno condiviso le loro esperienze di gara. Vi sono i racconti di amanti della corsa e di atleti professionisti. In primo piano è il vissuto esperienziale degli atleti, le loro problematiche, le loro convinzioni, le loro paure, le loro esperienze di vita e i loro successi. Un libro affascinante che riporta le motivazioni di queste persone, che tratteggia le loro strutture caratteriali. Un testo che permette di avvicinarsi a questo tipo di discipline considerate estreme e impossibili.

 

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

Sito web: www.psicologiadellosport.net

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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