Davide Bassi, trail running: Lo sport in qualche modo mi “ha salvato la vita”

Mi insegna ogni giorno il valore della fatica 

Matteo SIMONE 

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Lo sport è molto utile per tante persone, permette di aderire a un sano stile di vita, permette di trovare motivazioni per andare avanti, per mettersi alla prova, per ritrovare un senso alla propria vita, per apprezzare valori come la fatica, la correttezza, permette di raggiungere obiettivi con impegno e determinazione; permette di sviluppare consapevolezza, fiducia in sé e resilienza. Di seguito Davide, istruttore di primo livello di trail running (Federazione Fisky), racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport? “Da piccolo, quando facevo atletica, 9/10 anni (vincevo). Dopo speciale, ma non campione.”  

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Faccio sport da quando avevo 5 anni. Sempre cambiato discipline, mai smesso. Privilegiando gli sport individuali.” 

Lo sport permette di prendere direzioni verso mete e obiettivi ambiti, permette di allenarsi e costruire progetti per portare a termine competizioni difficili e sfidanti- 

Chi contribuisce alla tua performance? “Trovo le motivazioni in me stesso, sono difficilmente condizionabile.”  

La gara della tua vita? La gara più difficile? “Il mezzo Ironman a Wiesbaden (2016). La più difficile emotivamente la prima maratona. Materialmente sono andate entrambe bene.” 

Lo sport fa sperimentare di far parte di un mondo fatto di persone che si incontrano per allenarsi e gareggiare, uno sport che permette a persone, culture e mondi di avvicinarsi, incontrarsi confrontarsi. 

Quale esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Che gli obbiettivi si ottengono con il sacrificio. Mentre li prepari, stai già dando forma alla “risoluzione del problema”.”  

C’è un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? Mai avrei pensato che nella corsa trail ci fossero così tante donne.”  

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamenti, pre-gara, gara, post-gara? “Sempre e solo divertimento. Solo il pre-gara di alcune gare dove so di poter far bene mi genera tensione.” 

Lo sport permette di approfondire la conoscenza di se stessi, di apprendere sempre più dall’esperienza propria e degli altri, di sviluppare consapevolezza delle proprie caratteristiche, capacità, possibilità e limiti- 

Quali sono difficoltà e rischi? “Difficoltà non sono sempre prevedibili. Il proprio fisico e la propria mente lo diventano, se non ci si conosce bene. I rischi sono di infortunarsi. Per questo serve allenarsi propriamente.”  

Come superi eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Solitamente mi demotivo molto, ma con la stessa intensità rinasco.”  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Che sono molto costante e appassionato. E che amo trasferire questa mia passione (ma si riesce poco, per i motivi di cui prima. Troppa distanza tra generazioni anche prossime).” 

Lo sport permette di superare momenti difficili, pesanti, faticosi; si impara a essere fiduciosi e pazienti, a essere coraggiosi e risolutivi, la fatica diventa amica dell’atleta quando la si riconosce e non preoccupa ma rafforza corpo e testa- 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Ci penso spesso. Il mio amore era innato. Però a me in qualche modo ‘ha salvato la vita’. Mi insegna ogni giorno il valore della fatica. ‘La fatica’ è un bellissimo valore. Purtroppo i giovani di oggi sono estremi: o sono invasati e fighetti. O sono disinteressati. Bisogna partire con dei programmi formativi nelle scuole e coinvolgere anche i genitori, Far fare sport assieme ai genitori e figli.” 

Lo sport fra uscire fuori dalla zona di confort, a volta fa osare, a volte fa barare, importante essere attenti e onesti. 

C’è stato il rischio di incorrere nel doping? “No, mai nel mio caso.”  

Un messaggio per sconsigliarne l’uso? “Conoscenza. Ormai esistono fonti di informazioni ovunque. Sia nei pro che nei contro. Io insegnerei a mangiare bene piuttosto.”  

Familiari e amici cosa dicono del tuo sport? “Che sono un matto. Però di nascosto mi invidiano molto.”  

Ritieni utile lo psicologo dello sport?  “Non saprei. Non al mio livello quantomeno.” 

Lo sport permette di fissare appuntamenti e impegni sportivi programmando e pianificando allenamenti e viaggi e cercando anche sponsor o sostegno. 

Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare? “Continuare il più a lungo possibile e se possibile con un pettorale affrancato!” 

Matteo SIMONE 

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Alessandro Macale: Nel 2015 mi sono classificato per gli europei di Spartan race

Stare lì tra i big di tutta europa, pronti a darsi battaglia, è stata una bella soddisfazione 

Matteo SIMONE 

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Lo sport permette di coltivare una passione con impegno, costanza e determinazione; permette di poter sperimentare sia benessere che performance eccellendo e cercando di partecipare a competizioni non solo nazionali ma anche internazionali, sperimentando emozioni forti e intense. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alessandro Macale attraverso sue risposte ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, nel 2015 mi sono classificato per gli europei di Spartan race 2016 a Edimburgo, leggere l’email di invito è stata un emozione immensa e il giorno della gara, stare lì tra i big di tutta europa, pronti a darsi battaglia con più di 25km, 30 ostacoli da superare con + di 3000m di dislivello è stata una bella soddisfazione.” 

Si inseguono sogni ma non bisogna essere nemmeno troppo rigidi, è importante a volte avere un piano B, e cercare qualcosa di diverso che comunque appassiona e fa sperimentare comunque di essere capace ottenendo risultati e prestazioni eccellenti. 

Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Ho 39 anni, fin da piccolo ho praticato il calcio e piscina, svaniti i sogni di calciatore alla soglia di 28/29 anni ho iniziato a fare atletica, triatlon, ciclismo, trail, fino ad oggi a partecipare gare di spartan race (ocr) e crossfit.” 

Sono tanti i vantaggi dello sport, diventa una valvola di sfogo, un modo per elaborare pensieri e situazioni, uno stile di vita che porta a stare bene in salute. 

Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere e performance nello sport? “Amo lo sport, lo sport è benessere, fisico e mentale, è una valvola di sfogo per affrontare lo stress della società in cui viviamo, è importante la serenità in famiglia, mi aiuta sia nelle performance e nel star concentrato nell’attività che svolgo.” 

Possiamo dire che Alessandro è in una botte di ferro, coccolato e supportato da famiglia, amici e preparatore. Conosco suo fratello Umberto abbiamo gareggiato tante volte insieme, molto forte e anche suo papà sempre fiero dei suoi 2 figli Alessandro e Umberto. 

C’è qualcuno che contribuisce al tuo benessere e performance nello sport? “Sono fortunato ad aver molte persone affianco che mi appoggiano e curano in quello che faccio, dai mie coach di crossfit, il mio fratellone che mi prepara la parte atletica, ma in particolare devo ringraziare a mio padre, è stato con me sempre, in allenamento, in gara, è il mio mental coach.” 

Nella mente degli atleti ci sono sempre allenamenti e gare da portare a termine, sfide importanti da superare ma a volte le persone che gli stanno vicino sono un po’ preoccupate, un po’ apprensive, si tratta di trovare un sano equilibrio e fare tutto con attenzione e moderazione, prendendosi ogni tanto delle pause o comunque staccando un po’ per poi riprendere più forti e intenzionati di prima. 

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Mia madre, e la maggior parte degli amici, mi dicono che esagero, che alla mia età bisogna rallentare, puntandomi il dito soprattutto quando subisco un infortunio, ma finché Dio vorrà, credo di non fermarmi, anzi ho molti obiettivi e sogni da portare avanti.” 

Lo sport permette sempre di mettersi in gioco, di fare esperienze strane, bizzarre, assurde; di avere fantasie e pensieri catastrofici ma che a volte si tramutano in energie positive da canalizzare per il gesto sportivo il più efficace possibile che ti porta a sperimentare il flow e la peak performance. 

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Soffro di ansia di prestazione, alla gara Roma Ostia, ero nella griglia di partenza a 5’ dallo start, mi scappa di andare al bagno, scavalco le transenne, faccio i miei bisogni in un angoletto, tutto di corsa, mentre stavo saltando le transenne per tornare in posizione di partenza, c’erano gli stuart che cercavano di placcarmi, credendo che mi stavo intrufolando irregolarmente, scappo come fossi un ladro, non avevo temp per le spiegazioni, salto le transenne come fossi una gazzella, contemporaneamente allo sparo di partenza, comunque quel giorno feci il mio best sulla mezza, 1h23’.” 

Lo sport in genere tira fuori il meglio delle persone, le fa diventare più mature e responsabili, più fiduciosi in se stessi, più consapevoli delle proprie capacità e limiti, più resilienti nel superare momenti e crisi. 

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Il mio carattere si è rinforzato molto, mi sento più forte di testa, sono molto più determinato. Praticando le spartan e il crossfit, ti mette a dura prova, sei sempre nei limiti, è facile pensare “basta, mi fermo qui…”. 

Che significato ha per te praticare il tuo sport? “Libero, non avere limiti, stare tra la natura, sfidare sempre il propio limite, scoprire che non ci sono confini mi rende libero.”  

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “Sono un sognatore e quindi ne ho tantissimi, questo sport mi ha insegnato che non ci sono limiti, ho fatto un ultra beast di 50km con dislivello +2500m +di 60 ostacoli in Slovacchia, in poco meno di 8ore, per ora sto focalizzando di fare gare di 100 km , non so quando e come ma lo farò.” 

Intanto Alessandro ha comprato il libro “Ultramaratoneti e gare estreme” e questo sembra essere un buon approccio nel fare le cose gradualmente documentandosi attraverso esperienze di altri atleti più esperti e leggendo notizie e suggerimenti di coloro che sono entrati nel mondo bizzarro e sorprendente delle ultramaratone da più tempo. 

Cosa ti fa continuare a fare attività fisica, hai rischiato di mollare di fare sport? “Il pensiero di non fare sport è impossibile, lo sport fa parte di me, non fare sport annullerei me stesso. Ci sono state più situazioni dove ho dovuto fermarmi per un paio di mesi per infortuni, ma il tempo di riprendersi e ripartire, ho scoperto una cosa meravigliosa, il corpo umano è più forte di quello che immagini.” 

Lo sport richiede una forte passione, un grande impegno quando si tratta di competere ad alti livelli e confrontarsi con atleti di livello internazionale ma sempre senza timore e con la consapevolezza che vinca il migliore, rispettando tutti. 

Quali capacità, caratteristiche, qualità ti aiutano nel praticare il tuo sport? Ho una buona capacità di adattamento in varie situazioni, la costanza e specificità degli allenamenti sono elementi importanti per affrontare gare estremi e infine la passione, è un motore che ho dentro lo stomaco, ciò che per gli altri è roba da matti, a me mi rende felice, anzi …mi esalta.” Quali sono le sensazioni relative a precedenti espereinze di successo? “Le soddisfazioni sono molte, è una bella sensazione anche in atletica quando fanno il tuo nome per andare al podio, autostima va alle stelle, mi cambia l’umore del giorno. leggere un articolo sul giornale locale che parla di te….bè, non ero abituato a tutto ciò ed è emozionante.” 

Lo sport a volte è considerato una scuola di alta formazione fisico e mentale, permette di costruire la personalità di una persona se fatto con consapevolezza e lealtà affidandosi e fidandosi di persone qualificate ed esperte. 

Quali sensazioni sperimenti nello sport? “La spartan race è una gara molto particolare, ci vuole resistenza, tecnica, forza, agilità, veloce, devi essere un atleta completo, non solo fisicamente, devi allenare molto la tua mente in situazioni molto critiche. Mi realizza come persona, come uomo, la considero come educatore fisico mentale.”  

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? “Moltissimo, ho letto molti libri di psicologia dello sport e non solo, con l’esperienza ho capito che la fase più importante è nella adolescenza, ma ne hanno bisogno tutti dal professionista al dilettante. Essere seguiti da un esperto è importante per farti capire molti valori educativi che trasmette lo sport, poi nella vita non sempre viviamo momenti facili e le prestazioni diminuiscono, trovare qualcuno che ti da giusti consigli può motivarti per andare avanti nel proprio obiettivo.” 

Il titolo del mio primo libro è proprio “Psicologia dello sport e non solo” e alla presentazione c’era proprio Umberto, fratello di Alessandro Macale. Nel testo si parla di incontro di professionalità, di mondi, l’atleta porta il mondo dello sport fatto di sudore, delusioni, infortuni, incoraggiamenti, rinunce, pressioni; lo psicologo porta il mondo psicologico teorico esperienziale e quindi il relazionarsi, l’accogliere, l’invitare l’altro, il contatto, il dialogo. 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854838833

Certi sport prevedono la cura di capacità tecnico atletiche e mentali molto particolari, si tratta di coordinazione, equilibrio, forza, resistenza e se si riesce a curare tutti gli aspetti dedicandosi a queste pratiche sportive complesse poi nella vita è tutto in discesa, tutto sembra più semplice. 

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nella pratica del tuo sport? “Le difficoltà sono molteplici, come detto prima, devi possedere molte caratteristiche atletiche, veloci nella corsa, forza per i trasporti dei tronchi, catene, sacche e altro, agili nel saltare muri fino a 3m, stare in equilibrio camminando su un tronco o la slackline e ostacoli in sospensione come il classico monkey, il 90% dei percorsi sono sentieri naturali e gli infortuni sono dietro angolo.”  

Sei consapevole delle tue possibilità, capacità, limiti? “Sì, a mente lucida, ma in gara è tutta un altra cosa, oso sempre pagando anche lo scotto, in gara sono sempre nei limiti delle mie possibilità, ed è facile andare oltre, per me non è gara se non dai tutto e anche di più. Non improvviso una gara impegnativa, senza una adeguata preparazione, sono molto meticoloso negli allenamenti.” 

È importante avere sempre un’amica salita a disposizione perché solo quando riesci a faticare superando qualsiasi salita arrivando in cima, sarai veramente soddisfatto e consapevole di avercela fatta e incrementerai l’autoefficacia in quel compito e l’autostima in generale. 

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti ostacolano nella pratica del tuo sport? “Fisiche…nessuna, mi sento una macchina da guerra, ambientali…. Purtroppo vivo a Cisterna di Latina, dove è prevalentemente pianura e posso allenarmi in altitudine solo nel fine settimana, quando ho più tempo libero, per i resto mi alleno in una palestra di crossfit, “crossfit castelli”, dove posso curare la parte atletica e tecnica degli ostacoli e mi accontento di correre in campagna della mia zona durante la settimana.”  

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi al tuo sport? “In questo sport non è importante arrivare primo, accresce l’autostima, portare a termine una gara ti fa sentire orgoglioso di te stesso e ti cambia il modo di vedere le difficoltà sociali.” 

A volte nella mente degli atleti ci sono sabotatori e aiutatori, si tratta di confrontarsi con i sabotatori mettendoli a tacere ma prima ascoltando quello che vogliono comunicare, a volte è importante quello che trasmettono e poi si tratta di dare il benvenuto agli aiutatori che danno coraggio e fiducia in allenamenti e gare considerati difficili e non alla portata. 

Quanto ti senti sicuro, quanto credi in te stesso? “Sicuro mai, sono sempre concentrato, la troppa sicurezza ha portato a compiere errori banali (il non superamento degli ostacoli comporta la penalità di 30 burpees) che comportano perdita di tempo e dispendio di energia. Credo sempre in me altrimenti avrei fallito in partenza. Nella mia testa ho eliminato tutte le parole che danno per significato la negazione….no….non.”  

Quale tua esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “La mia beast a barcellona, a metà a gara, mi sentivo svuotato, pensavo di finirla lì, fisicamente non ne avevo più, vedere un ragazzo con una gamba che continuavano suo percorso, mi ha dato una forza interna che ho finito la gara focalizzando solo il mio obiettivo e i dolori sono passati in secondo piano.” 

Lo sport non ha età, né imiti. A volte papà e figli praticano sport assieme trasmettendo belle emozioni e dando begli esempi, ho conosciuto il papà di Alessandro sempre interessato ai suoi figli e sempre a fargli tifo. Importante avere modelli di riferimento, se poi il modello di riferimento corrisponde a una persona cara vicina allora tutto diventa più semplice e più coinvolgente. 

Hai un modello di riferimento? Ti ispiri a qualcuno? “Risposta secca, Papà, uno sportivo doc, 71 anni e non sentirli, usciamo insieme in bici, faccio fatica ad ammetterlo, non è facile stargli dietro, dopo l’ennesima salita, ancora che ne cercava altre e dentro di me volevo morire. L’esperienza più bella è stata la legion run del 2017, gara non competitiva, sempre a ostacoli, l’ho iscritto a sua insaputa e abbiamo fatto la gara dall’inizio fino alla fine insieme, lo sport non ha età e ne limiti; è questo ciò che mi ha trasmesso fin da piccolo e può darti solo benessere a 360°.” 

Lo sport aiuta a diventare più resilienti, a incassare colpi, crisi, sconfitte e infortuni. 

C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci e impegnarti? “Ci sono 2 frasi in particolare: ‘siate affamati, siate folli Steve Jobs; un’altra tratta dal film di Rocky nel dialogo con il figlio: ‘non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, se finisci al tappeto, hai la forza di rialzarti, così sei un vincente’ questa è la mia filosofia nella vita e nello sport.”  

Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà? “Posso dire grazie ai miei familiari, la mia compagna che mi sopporta quando sono tutto rotto e mi accudisce, il mio fratellone pronto a trovarmi soluzioni o suggerimenti e il mio papà disponibile in qualsiasi cosa.” 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta  
380-4337230 – 21163@tiscali.it 
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Cosa spinge le persone a fare sport? La voglia di mettersi in gioco

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

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Tra le motivazioni che spinge le persone a fare sport è mettersi in gioco sviluppando resilienza. Praticando sport ci si accorge di poter fare qualcosa di importante, di raggiungere mete e obiettivi sfidanti, superare crisi e difficoltà. Di seguito alcune testimonianze attraverso risposte alla domanda che è anche titolo del mio libro: Cosa spinge le persone a fare sport? 

Rolando Marzorati: “Fondamentalmente il passare degli anni non han mutato la mia spinta a fare sport, sono cambiati i riscontri in termine di prestazioni ma la voglia di mettermi in gioco con traguardi calibrati all’età è la stessa di quando avevo 20 anni”. 

Luca Parisi: “Le persone come te che danno valore alle persone che essi realizzino grandi oppure piccoli traguardi ”. 

Massimo Castellano: “E proprio grazie al grande motivatore triatleta e psicologo dello sport il dott. Matteo Simone che spinge aggregando tutti noi atleti leggendo i suoi libri a praticare e affrontando con resilienza qualsiasi fatica al traguardo”. 

Per tanti c’è la voglia di provvedere alla propria salute, prevenire, promuovere sani abitudini, avere un salutare stile di vita, non ingrassare, tenersi in forma. 

Francesca Ruffa: “Il cibo”. 

Luciano Ciurleo: “La voglia di volersi bene, la voglia di evadere dalla propria routine”. 

Armando Quadrani: “Il rinfresco”. 

Matteo Stelluti: “La bilancia”. 

Paolo Giorgetta: “La panza …”. 

Roberto Tognalini: “Mangiare”. 

Per tanti è vero che lo sport aiuta a tenere in forma il fisico e la mente sviluppando consapevolezza, fiducia, resilienza e poi da grandi attraverso lo sport si ha a disposizione un piano B per evadere dai problemi quotidiani lavorativi e familiari ma poi quando si torna sia a casa, sia al lavoro sia dalle mogli si è più efficaci e produttivi. 

Aldo Siragusa: “Alcuni lo praticano per un po’ lontano dal coniuge”. 

Franco Varesio: “Da ragazzi per conquistare le fidanzate, da adulti per scappare dalle mogli”. 

Francesco Tieri: “La moglie in casa è un buon motivo per fare sport all’aperto”. 

Tra le risposte più gettonata e frequenti vi è il senso di libertà, in effetti lo sport permette di evadere dalle incombenze e preoccupazioni quotidiane, prendendosi un tempo proprio da soli o con amici per dedicarsi a sé stessi curando corpo e mente, di seguito alcune risposte. 

Nunzio Improta: “Il senso di libertà”. 

Giampiera Farre Chanel: “La sensazione di libertà che si ha durante l’attività”. 

Veronica Bellenna Mattioli: “Liberare la mente stressata e ritagliare quel spazio solo per te! Ecco perché mi avventuro a correre nel bosco”. 

Natascia Panzavolta: “L’ attività sportiva nasce e si esprime come senso di libertà nell’ essere umano…io lo vivo così il mio sport…mi sento libera…libera di esprimere ciò che sono!”. 

Giada Paolillo: “La voglia di vivere”. 

Jana Brafči: “Libertà, la vita migliore senza i pensieri inutili e benessere assoluto durante e dopo ☺”. 

Chiara Lorenza Velocci: “Il senso di Libertà”. 

Altra risposta frequente è il senso di benessere che deriva dalla pratica dello sport da soli o in compagnia, uno stare bene che motiva le persone a fare sport, di seguito alcune risposte. 

Franco Piccioni: “…di stare bene… Per prima cosa”. 

Margherita Fraternali: “Il benessere”. 

Mimma Caramia: “Il senso di benessere e appagamento”. 

Lo Cascio Dorotea: “Benessere a 360 gradi!”. 

Patrizia Melchior: “Endorfine”. 

Matilde Staffa: “Il senso di benessere che si prova dopo aver corso per almeno un’ora e la soddisfazione dopo due ore di palestra! Lo sport cura corpo mente e spirito. È una fonte inesauribile di felicità. Bacio dott.”. 

Per tanti attraverso lo sport si conosce gente, si fa gruppo, ci si confronta, è un’occasione per ridere, sorridere, divertirsi. 

Michele Ricucci: “Fare nuove amicizie? Una Vita meno sedentaria e poltronosa? L’azione che ci rende agili, liberi di camminare con le nostre gambe verso cose belle e costruttive?”. 

Francesco Di Pierro: “Noia, stress, crisi di mezza età, abitudine, edonismo, voglia di conosce gente. Siamo tutti diversi, non credo ci sia un motivo comune”. 

Mauro Ippoliti: “Vedere gente sorridente”. 

Marco Maria Mongiardini‎: “Mi spinge il fatto di star bene, conoscere gente speciale, migliorare il proprio stile di vita e crescere a livello mentale”. 

Per tanti lo sport diventa una medicina, una terapia naturale meglio di tanti altri farmaci a volte anche considerato meglio dello psicologo. 

Chicca Falvo: “Tengo a bada il mio diabete tipo 1 e le complicanze”. 

Michele D’Adamo: “È la medicina n1”. 

Domenico Manzella: “Le scarpe da running costano meno dello psicologo”. 

Gianluca Achille: “La corsa è terapia (per ne). Per dirla alla Ernesto Calindri: ‘contro il logorio della vita quotidiana’. 

Le motivazioni a fare sport sono le più disparate: performance, benessere, non ingrassare, dimagrire, conoscere gente, fuggire da casa e dai problemi.  

Italo Merolli: “Matteo a prescindere dalle funzioni che ha lo sport e sono tante, ciò che spinge le persone a praticarlo va sicuramente ricercato nell’aspetto motivazionale. E le motivazioni possono essere le più disparate”. 

Carlo Spairani: “Il motivo opposto a quello che spinge le persone a stare sul divano…visioni diverse della vita”. 

Ringrazio Massimo Castellano per le sue parole e per la sua poesia

Grande Dott. Matteo Simone! Una poesia per le sue imprese: Forza Matteo che con tè abbiamo sempre un pensiero! La tua amicizia rende gioiosa ogni volta che esci senza alcuna pigrizia, spesso con una volontà che solo chi a resilienza vince ad ogni partenza questa è la realtà! Sei un amico di tutti e questo ci rende sempre più orgogliosi della tua bontà senza malizia perché il tuo modo di essere e vivere in piena amicizia. Donare per te un semplice sorriso e come praticare uno sport all’improvviso. Condividi emozioni vivendo i momenti più preziosi con tutti gli amici alcuni campioni altri tapascioni! La tua personalità non è fatta di apparenza, vivi per i valori, è questa la vera sostanza, il resto non ha importanza. Sei per tutti un grande esempio, come un maestro dai sempre il consiglio giusto. L’amica salita è il tuo motto, in ogni momento ci aiuti a non mollare per non piangerci addosso, sai come vincere ogni avversità con coraggio, con parole da saggio augurandoci di arrivare vittoriosi al nostro traguardo!”. 

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Sito web: www.psicologiadellosport.net 

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/ 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Corentin Lefer, triathlon: Lo sport è un farmaco multifunzione

Le sport est un médicament multifonction 

Matteo SIMONE 

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Il francese Corentin Lefer (La Berrichonne Chatearoux ATH), Campione Europeo Junior di Cross Duathlon 2019, ha vinto la “Les Foulées du Bord de Loire”, l’11 ottobre 2020, in 30’49” precedendo di 2 minuti e 6 secondi il secondo arrivato Jean-baptiste Aubanton 32’55”. 

Il 2 luglio 2019 Corentin Lefer (Le Mans Triathlon) ha vinto a Târgu Mures in Romania i Campionati Europei Junior di Cross Duathlon in 53’30” precedendo i due italiani Filippo Pradella 54’22” e Francesco Podda 55’04”.  

Di seguito approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Come hai gestito il periodo COVID? “Il periodo COVID è stato vissuto abbastanza bene per me. Sono tornato a Vendôme con i miei genitori, avevo a disposizione dei campi per correre e un giardino per fare l’Home Trainer con il bel tempo. Lo stesso vale per la costruzione muscolare come compensazione per il nuoto”. 

Corentin a 20 anni è consapevole che non può fermarsi ma deve continuare a mantenere lo stato di forma per continuare a essere tra i primi in gare di triathlon, duathlon e corsa. 

Come hai mantenuto la motivazione per continuare ad allenarti seriamente? “Ammetto che la mia motivazione ha subito un duro colpo alla fine del confinamento, visto che tutti i miei obiettivi erano stati posticipati o annullati, ho avuto un periodo di 3-4 giorni in cui non volevo affatto allenarmi”. 

In effetti è dura soprattutto per gli atleti di alto livello continuare ad allenarsi, seguire programmi e piani di allenamento che portano a trovarsi in forma e pronti per affrontare gare importanti dove ci si confronta con i migliori della propria nazione o addirittura con i migliori in Europa o nel mondo. E quando tutto ciò si rimanda si perde la motivazione, l’interesse, la voglia di faticare, di fare sacrifici, ci si rilassa troppo. 

Come ne sei uscito? “Per uscire da questo circolo vizioso, ho annotato un po’ i miei obiettivi a lungo termine nel triathlon per ritrovare la motivazione, avevo anche amici al telefono”. 

Ottima strategia quella di Corentin, infatti è molto importante scrivere, soprattutto scrivere quello che si vuole ottenere nella vita, ciò che si vuol raggiungere, scrivendo facciamo una selezione tra i nostri pensieri e abbiamo chiaro in mente quello che vogliamo e possiamo fare se veramente ci impegniamo e portiamo avanti i nostri propositi in ogni condizioni anche davanti ad avversità che si possono aggirare con fiducia, pazienza e resilienza. 

Sei più motivato, entusiasta, stanco? “Sono uscito dal confinamento totalmente rimotivato e ho iniziato l’estate calmo e pieno di energia all’idea di correre a fine agosto (data delle prime gare in Francia). Sono arrivato a Châteauroux con la D2 più motivato che mai e con molte energie da vendere”. 

Quando si riesce ad accettare la situazione e a organizzarsi al meglio nonostante qualsiasi difficoltà, non si vede l’ora di mettersi in gioco per capire qual è il proprio stato di forma. La prima tappa dei campionati di Francia a squadra di Divisione 1 e 2 si è svolta sabato 22 agosto 2020 a Châteauroux e Corentin si è classificato all’8° posto. 

Sei ancora pronto per prestazioni migliori? “Certo, l’ho visto nel fine settimana del 10-11 ottobre con un record sui 5 km e 10 km. Ho confermato che avevo lavorato bene durante il confinamento ma anche durante l’estate quando lavoravo come bagnino per 35 ore”. 

Corentin dimostra che se si vuole si può fare tutto, si possono trovare le condizioni migliori per allenarsi anche se si hanno limitazioni o altri impegni, è la motivazione e la passione che fanno andare oltre e che non fanno mollare. 

In che modo la famiglia e gli amici si prendono cura e ti sostengono? “La mia famiglia mi ha sempre supportato nei miei progetti. I miei genitori sono stati lì per tutto il periodo di confinamento per accompagnarmi, così come mio fratello che ha potuto scoprire come mi allenavo quotidianamente. Anche i miei nonni mi supportano molto e seguono le mie prestazioni a vari livelli”. 

È importante essere sereni e avere il sostegno soprattutto della famiglia che può essere presente e interessata agli impegni sportivi dell’atleta. 

Hai in mente gare imminenti e / o eventi importanti? “No, ora è la chiusura per molti in Francia, tutte le gare si sono svolte. D’altra parte, mi sto già preparando attivamente per il 2021 e la gara che è già in programma per me è il Campionato del Mondo di Cross Triathlon ad Amsterdam nel settembre 2021. Ma prima ci sarà il campionato D1 Duathlon e D2 Triathlon che si svolgerà”. 

Ogni momento bisogna aver chiaro quello che si vuole e si può fare, avere un bel programma di allenamento per affrontare una pianificazione di gare a lungo termine dove le più importanti sicuramente saranno i campionati nazionali, europei e mondiali. 

Cosa diresti a Corentin 10 anni fa? “10 anni fa avevo 10 anni, gli direi di sfruttare appieno, cogliere ogni opportunità per te, per progredire, non ascoltare chi proverà a spezzarti, tornerà da te una volta che inizi a fare prestazioni onorevoli”. 

Interessante testimonianza di Corentin, è vero per tutti ogni momento è importante e bisogna capire cosa è opportuno fare senza pensarci troppo, senza essere troppo dubbiosi o insicuri, senza aver paura di fallire, ogni momento si può essere pronti e scaltri per non lasciare andar via occasioni importanti, i momenti sono come treni che passano. 

Quanto è importante il supporto della famiglia, amicifan? “Il sostegno della famiglia è essenziale, sia moralmente che finanziariamente. Ora i miei genitori coprono completamente le mie spese per il triathlon, a parte quando ero ai campionati europei di cross triathlon e cross duathlon. I miei amici sono per il 90% triatleti ed è lì che trascorro la maggior parte del mio tempo. Mi sono di grande aiuto ogni giorno perché allenarmi con il tuo gruppo di amici è ancora più motivante. E per i miei amici non triatleti, ammirano assolutamente quello che faccio. E per i fan, anche se non mi piace troppo il nome perché non credo di avere davvero nessun fan, è sempre bello vedere persone felici di vederti praticare uno sport a questo livello. Mi piace vedere che metto un sorriso ad alcuni ragazzi del mio vecchio club di triathlon, ma anche ad alcuni adulti che sono orgogliosi di quello che faccio”. 

Lo sport praticato ad alti livelli ha fattori positivi e negativi da considerare, l’impegno dell’atleta è tantissimo a livello di allenamenti ma anche finanziariamente, soprattutto nel triathlon dove bisogna avere l’attrezzatura adeguata, bici che costano migliaia di euro, attrezzatura per nuotare e per correre, viaggi e trasferte per partecipare a gare sfidanti e campionati nazionali e anche fuori nazione. Ma quello che si ricava è tantissimo importante a livello di sensazioni ed emozioni. 

Su cosa ti stai concentrando adesso? Forza, resistenza, tecnica? Al momento, per 3 settimane in cui non mi allenerò affatto. Poi, grazie al confinamento, abbiamo scoperto strumenti come Messenger per fare costruzione muscolare in video, e continueremo a usarlo anche senza confinamento. Oggi, concentro il mio allenamento sulla forza per guadagnare potenza sulla bici e sul piede poiché i miei progressi devono passare attraverso questo se voglio andare più veloce”. 

Grande consapevolezza per Corentin delle sue possibilità, potenzialità ma anche criticità, quindi si tratta di capire cosa e come fare per incrementare la propria performance e soprattutto come fare anche in momenti di crisi e avversità con nuovi strumenti da provare e utilizzare nel migliore dei modi, apprendendo sempre da qualsiasi esperienza. 

Cosa sogni di questo periodo? “Penso che come molte persone su questo pianeta, sogno che finirà, che torneremo alla normalità ma cambiando le cose lo stesso. L’abbiamo visto durante il confinamento, le persone hanno iniziato a correre, a fare sport a casa. Penso che il posto dello sport nella società, e non necessariamente ai massimi livelli, debba essere rivisto. Sappiamo molto bene che lo sport è un farmaco multifunzione utile nella prevenzione di molte malattie, e in questo periodo segnato da un virus, sarebbe un bellissimo simbolo”. 

Bella la dichiarazione di Corentin: “Lo sport è un farmaco multifunzione utile nella prevenzione di molte malattie”. 

Quanto e come soffri e ti rallegri in allenamenti e gare? “Mi piace allenarmi molto, ma non mento molto a me stesso, mi piace allenarmi per fare meglio in gara. Ho sofferto molto nel mio allenamento durante il confinamento perché il mio impegno era totale, ma molto poco in competizione. Ho provato molto piacere nel soffrire durante l’XTerra Nouvelle Aquitaine a cui ho partecipato a fine agosto, senza prepararmi troppo. Mi è piaciuto molto, ma ho sofferto molto nella parte di corsa che di solito è il mio punto di forza”. 

Certo non si può sempre faticare allenandosi, ogni tanto bisogna raccogliere risultati, podi, premi per fare anche un pieno di sensazioni positive di gioia e soddisfazione. Corentin sta dimostrando di essere in la forma classificandosi a ridosso dei primi all’Xterra Full Nouvelle Aquitaine il 29 agosto 2020 dove si è classificato al 4° posto in 02h56’12”. 

A quale campione del passato o del presente ti senti più vicino? “Non ho davvero un modello nel triathlon, anche se mi piace molto Javier Gomez per il suo tocco di tutto. Jan Frodeno è anche un buon esempio per me sulla lunga distanza”. 

È importante guardare e apprendere dagli altri che diventano dei riferimenti importanti, soprattutto se si vuole osare e cercare gradualmente di scalare le vette delle classifiche o ambire a titoli internazionali. Francisco Javier Gómez Noya è stato Campione del mondo di triathlon (Élite) – 2008, 2010, 2013, 2014, 2015; Campione del mondo di triathlon long distance (Élite) – 2019; Campione del mondo di triathlon (Under 23) – 2003. 

Jan Frodeno è un triatleta tedesco laureatosi campione olimpico a Pechino 2008 e 3 volte campione del mondo nel 2015, 2016 e 2019. Il 17 luglio 2016 ha stabilito il record mondiale su distanza ironman a Roth, con il tempo di 7h35’39”. 

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

Corentin Lefer, triathlon: Le sport est un médicament multifonction 

Lo sport è un farmaco multifunzione 

Matteo SIMONE 

http://www.psicologiadellosport.net

Comment avez-vous géré la période COVID? “La période COVID à pour ma part été plutôt bien vécue. Je suis rentré à Vendôme chez mes parents, et j’avais à ma disposition des champs pour courir et un jardin pour faire du Home Trainer sous le beau temps. Pareil pour faire du renforcement musculaire en compensation de la natation”. 

Comment avez-vous maintenu la motivation pour continuer à vous entraîner sérieusement? J’avoue que ma motivation en a pris un coup sur la fin du confinement, en voyant que tous mes objectifs étaient reportés, ou annulés, j’ai eu une période de 3-4 jours où je ne voulais plus du tout m’entrainer”. 

Comment en êtes-vous sorti? “Pour sortir de ce cercle vicieux, j’ai écrit un peu mes objectifs à long terme dans le triathlon pour retrouver la motivation, j’ai eu des amis au téléphone aussi”. 

Êtes-vous plus motivé, enthousiaste, fatigué? “Je suis sorti du confinement totalement remotivé et j’ai attaqué l’été serein et plein d’entrain à l’idée de courir fin aout (date des premières courses en France). Je suis arrivé sur la D2 à Châteauroux plus motivé que jamais et avec énormément d’énergie à revendre”.  

Êtes-vous toujours prêt pour une meilleure performance? “Bien sûr, je l’ai bien vu le week-end du 10-11 octobre avec un record au 5km et 10km. Ca à confirmé que j’avais bien travaille pendant le confinement mais aussi tout au long de l’été où je travaillais en tant que surveillant de baignade à 35h”. 

Comment la famille et les amis se soucient-ils de vous et vous soutiennent-ils? “Ma famille m’a toujours soutenue dans mes projets. Mes parents ont été là tout au long du confinement pour l’accompagner ainsi que mon frère qui a pu découvrir comment je m’entrainais au quotidien. Mes grands parents me soutiennent aussi beaucoup et suivent de plus ou moins loin mes performances”.  

Avez-vous des courses à venir et / ou des événements importants en tête? “Non, c’est désormais la coupure pour beaucoup en France, toutes les courses ont eu lieu. En revanche je prépare déjà 2021 activement et la course qui est déjà programmée pour moi c’est le championnat du Monde de Cross Triathlon à Amsterdam en Septembre 2021. Mais avant ça il y aura le championnat D1 Duathlon et D2 Triathlon qui aura lieu”. 

Que diriez-vous à Corentin il y a 10 ans? “Il y a 10 ans j’avais 10 ans, je lui dirais profite à fond, utilise chacune de tes opportunités pour toi, pour progresser, n’écoute pas ceux qui essaieront de te casser, ils reviendront vers toi une fois que tu commenceras à faire des performances honorables”. 

Quelle est l’importance du soutien de la famille, des amis et de vos fans et comment réciprocations? “Le soutien de la famille est primordial, autant moralement que financièrement. Aujourd’hui c’est en totalité mes parents qui prennent en charge mes dépenses pour le triathlon, mise à part lorsque j’ai été au championnat d’Europe de Cross Triathlon et Cross Duathlon. Mes amis sont pour 90% d’entre eux des triathlètes, et c’est avec eux que je passe la plupart de mon temps. Ils me sont d’une grande aide au quotidien car s’entrainer avec son groupe d’amis est d’autant plus motivant. Et pour mes amis non-triathlètes, ils sont absolument admiratifs de ce que je fais. Et pour les fans, même si je n’aime pas trop ce nom car je considère que je n’ai pas vraiment de fans, c’est toujours plaisant de voir que des gens sont heureux de vous voir pratiquer un sport a ce niveau. J’aime voir que je donne du sourire à certains enfants de mon ancien club de triathlon, mais aussi à certains adultes qui sont fiers de ce que je fais”. 

Sur quoi vous concentrez-vous maintenant? Force, endurance, technique? “Pour le moment comme je l’ai dit, je coupe pendant 3 semaines où je ne vais pas faire de sport du tout. Ensuite, grâce au confinement, on a découvert des outils tels que Messenger pour faire du renforcement musculaire en visio, et on va continuer à l’utiliser même sans confinement. Aujourd’hui, j’oriente mes entrainements vers la force pour gagner en puissance a vélo et à pied puisque ma progression doit passer par là si je veux aller plus vite”. 

Que rêvez-vous de cette période? “Je pense que comme beaucoup de gens sur cette planète, je rêve que ça se termine, que l’on revienne à la normale mais en changeant des choses tout de même. On l’a vu pendant le confinement, les gens se sont mis à aller courir, à faire du sport chez eux. Je pense que la place du sport dans la société, et pas forcement du haut niveau, devrait être revue. On sait très bien que le sport est un médicament multifonction utile à la prévention de beaucoup de maladies, et en cette période marquée par un virus, ce serait un beau symbole

Combien et comment souffrez-vous et vous réjouissez-vous des entraînements et des compétitions? “J’aime beaucoup m’entrainer, mais je ne me mens pas à moi-même comme beaucoup, j’aime m’entrainer pour être plus performant lors de la compétition. J’ai pas mal souffert dans mes entrainements lors du confinement car mon engagement était total, mais très peu en compétition. J’ai pris énormément de plaisir à souffrir lors du XTerra Nouvelle Aquitaine auquel j’ai participé fin aout, sans trop le préparer. J’y ai pris un plaisir fou mais j’ai beaucoup souffert sur la partie course à pied qui est d’habitude mon point fort”. 

De quel champion du passé ou du présent vous sentez-vous le plus proche? “Je n’ai pas vraiment de modèle dans le triathlon, même si j’aime beaucoup Javier Gomez pour son coté touche à tout. Jan Frodeno est aussi pour moi un bel exemple sur le longue distance”. 

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html