Samuel Faella: Run to feel better, dal divano alla maratona di New York!

Durante il Tor des Geants porti il tuo corpo al limite 

 Matteo SIMONE 

Si fa sempre in tempo per allontanarsi dal divano e mettersi in movimento facendo sport e cercando di portare a termine gare importanti e sfidanti con impegno e determinazione, credendoci e superando crisi e difficoltà. 

Di seguito Samuel racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione almeno un giorno? “Si, negli ultimi tre anni almeno due volte, nel 2018 ho fatto la mia prima maratona a New York in 3.30 ore. Nel 2019 finisher al Tor des Geants”. 

Incredibile come una persona può essere coinvolto e motivato nel praticare uno sport e raggiungere obiettivi importanti ed estremi come  il Tor des Geants che ha una lunghessa di percorso di circa 330km e dislivello incredibile. 

Qual è stato il tuo percorso nello sport? “Dopo un passato da calciatore semi-professionista, dopo qualche stop per infortuni più o meno gravi, ho smesso di giocare a calcio anche per lasciare posto alle nuove leve. Nel 2017 a seguito di un problema personale ho raggiunto il peso di 93 kg…ero diventato un sedentario, svogliato, con abitudini alimentari sbagliati. Ma……Nel novembre 2017 sono stato selezionato da Michele Stefani, l’ideatore di un progetto innovativo chiamato Run to feel better ….dal divano alla maratona di New York! Lo scopo di questo progetto è  far  capire alla gente che con l’attività fisica e la sana alimentazione si può vivere meglio e recuperare fiducia in se stessi.  

Seguito da preparatori atletici, nutrizionista, psicologo, coach personali, sponsor…..tutto a titolo completamente gratuito, in un anno mi hanno permesso di ritornare informa sotto l’aspetto mentale e fisico tornando al mio peso forma di  78kg e di coronare un sogno, portare a termine la mia prima maratona a New York, con un tempo per me molto soddisfacente. È  stato un anno duro fatto di allenamenti, sana alimentazione,  ma la condivisione con un gruppo di altre 9 persone è stato di aiuto, aiuta a superare i momenti di difficoltà, condividendo emozioni , esperienze, gioie e dolori, oltre a far crescere nuove amicizie, unito dallo scopo comune di raggiungere un obiettivo grande. 

La ciliegina sulla torta è  stata prepararmi per un altro grande progetto per il 2019 completamente diverso, superare me stesso e rimettermi di nuovo in gioco in una gara di corsa in montagna di 330km con 26000m di dislivello, da completare in massimo 160 ore, il Tor des Geants. Arrivare al traguardo con gli amici che ti hanno supportato lungo tutta la gara e poi rivederli all’arrivo è  stata un emozione pazzesca”. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Run to feel better……questo progetto mi ha dato tanto ….mi ha fatto superare un momento difficile e mi ha rimesso in pista sia mentalmente che fisicamente”. 

Questo è un ottimo esempio per dimostrare che si può spingere persone a fare sport occupandosi della propria salute e ritrovando se stessi in una quotidianità a volte pigra e passiva. Complimenti a Michele per avere ideato questo progetto anti divano e complimenti a Samuel per aver aderito al progetto, aver ottenuto grandi risultati e per testimoniare questa esperienza utile per tante persone. 

Nello sport cosa e chi contribuisce al benessere e/o performance? “In primis la testa, la motivazione, la forza nel non arrendersi e superare le difficoltà step by step senza fretta ma con determinazione, la sana alimentazione è  una componente importante sia per la testa che per il corpo, l’allenamento mirato all’obiettivo inutile dire che non sia fondamentale”. 

Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Per quali aspetti e fasi? “Mi ha aiutato nel progetto a superare alcuni limiti non fisici della maratonaDurante le gare lunghe dalla maratona alle ultra ci sono momenti in cui la testa ti dice basta….in quel momento il lavoro fatto prima mentale aiuta a superare il momento e a ripartire più carichi”. 

Tanti sono gli ingredienti per il successo e tanti professionisti che possono affiancare l’atleta per compiere sfide importanti da portare a termine. 

Un’esperienza che ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “Il progetto ‘Run to feel better”. 

Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva? “Sia amici che parenti sono tutti molto felici del mio cambiamento e dei risultati raggiunti, ne giova l’umore e l’autostima oltre lo sport essere una buona valvola di sfogo”. 

Un grande cambiamento in positivo è sempre ben gradito per la persona che ne è artefice e che ne beneficia e per chi gli è vicino che apprezza i risultati. 

Quale è stata la tua situazione sportiva più difficile? “Sicuramente una gara come il ‘Tor’ è  molto impegnativa sia sotto l’aspetto fisico, ma ancor di più mentale”. 

Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Durante il Tor des Geants porti il tuo corpo al limite, dormendo pochissimo e portandolo a uno stress fisico importante. Mi è  successo durante una delle notti, dove la frontale è  la tua migliore amica per non cadere o scivolare in qualche traverso, di vedere alzando lo sguardo per pochi secondi, come se ci fosse una donna che affacciata alla finestra con la luce accesa, stesse chiudendo le persiane di casa, in realtà dopo quel flash che è  durato pochi secondi ho realizzato che fosse un allucinazione anche perché ero in mezzo al bosco e di case non ce n’erano”. 

Succede a tanti atleti in gare di endurance dove lo sforzo prolungato e considerato a volte estremo fa edere e sentire cose che non ci sono, si tratta di allucinazioni visive e uditive, è importante ritornare al momento presente e vedere se stesso in azione verso la meta da raggiungere con accortezza e capendo quale può essere il bisogno del momento, bere, mangiare, coprirsi, riposare, rallentare.  

Quali capacità, risorse, caratteristiche possiedi nel tuo sport? “La determinazione, oltre a essere una persona molto competitiva”. 

Che significa per te praticare attività fisica? “Oltre a essere una bellissima valvola di sfogo, mi permettere di mettermi in sana competizione prima con me stesso e poi con gli altri”. 

Ben venga la competizione e la determinazione se si tratta di curare corpo e mente attraverso la dedizione a uno sport che porta a migliorare se stesso confrontandosi con difficoltà e avversari per apprendere ogni giorno dall’esperienza. 

Quali sensazioni sperimenti facendo sport? “Gioia, libertà, competizione”. 

A cosa devi prestare attenzione nella pratica del tuo sport? “Non devo mai dimenticarmi di ascoltare il mio corpo e le sensazioni che mi trasmette”. 

Lo sport come da così può togliere pertanto è sempre importante essere in ascolto delle proprie sensazioni corporee per capire proprie esigenze e necessità di eventuale riposo o altro cercando di osare ma senza esagerare.  

Quali sono le difficoltà e i rischi? “Sicuramente non è  facile essere sempre motivati, soprattutto in questo 2020 di restrizioni, e i rischi di farsi male sono sempre in agguato quindi è importante prevenire gli infortuni con esercizi appositi”. 

Hai rischiato di mollare? “Di mollare no, ma di perdere motivazioni in questo periodo instabile, si. Non avere un obbiettivo per cui prepararsi rende tutto più difficile”. 

A tutto c’è una soluzione, per ogni problema difficoltà o avversità c’è un modo per affrontarla e gestirla accettando, adattandosi, rimodulando piani, programmi e obiettivi con pazienza e fiducia.  

Quali condizioni ti ostacolano nella pratica dello sport? “Sicuramente il tempo, non essendo un  professionista ….devo quindi dividere il mio tempo oltre che con il lavoro, con la casa, la famiglia…..e  il tempo che rimane non è  mai sufficiente o meglio devo ritagliarmi a volte spazi in orari non molto inusuali”. 

E’ importante non perdersi e non  perdere di vista né se stessi né chi ci circonda, sono tanti gli orti che è importante coltivare oltre a una passione sportiva è importante non perdere di vista la famiglia, il lavoro, gli amici.  

Cosa ti fa continuare a fare attività fisica? “Ipiacere di farlo, è  ormai una valvola di sfogo e un momento solo per me”. 

Lo sport a volte procura un piacere immenso, diventa una grande coccola per la persona.  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Fin da quando avevo 6 anni sui campi da calcio e tutt’ora nella corsa , non mi piace solo partecipare…..ma do tutto me stesso per  una soddisfazioni e gratificazione personale”. 

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La prima e unica  Maratona a New York e l’arrivo del Tor des Geants….adrenalina pura!”. 

Due gare che sono nei piani e nei sogni di maratoneti e ultrarunner, una grande sfida, una grande soddisfazione esserci riusciti.  

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Lo sport all’80% è  questione di testa, volontà, e la competizione fa il resto”.  

Hai un riferimento? “Nell’ultimo anno volendo migliorare le mie prestazioni, mi sono affidato all’aiuto di una persona speciale che oltre a essere un coach è un ultra-runner, ama questo sport e lo trasmette a tutti noi, dandoci motivazione, supporto, presenza…..il tutto per pura passione. Quindi mi è  doveroso ringraziare Paolo Vialardi Coach della sezione corsa Pietro Micca Biella Running per il suo impegno ed entusiasmo, per la sua presenza e professionalità”. 

E’ importante affidarsi a qualcuno più esperto e competente che possa trasmettere motivazione e insegnamenti importanti per affrontare grandi imprese sportive. 

Una parola o una frase che ti aiuta a crederci e impegnarti? “Nei momenti di gara più duri penso sempre alle persone che stanno tifando per me, questo mi da la forza di non mollare”. 

E’ importante presentarsi in gara con ancoraggi positivi che ricaricano e fanno superare eventuali momenti di crisi dove è facile mollare ma si può, se si vuole, andare avanti con risorse residue ed entusiasmo.  

Prossimi obiettivi e sogni realizzati e da realizzare? “Se il periodo me lo permetterà a settembre vorrei provare a fare l’Iron Man a Cervia 2021”. 

Mete sempre più difficili e complesse, oltra alla maratona anche il nuoto e la bici per distanze importanti per mettesi alla prova e godere quando si porta a termine una grande impresa dopo periodi di impegno e fatica.  

Come ti vedi a 65 anni? “Bella domanda, ma solo il destino può rispondere…..non smetterò mai di fare qualsiasi tipo di sport…come sto facendo oggi”. 

Questa sembra essere un’ottima cura, la pratica dello sport aiuta a curare corpo e mente alla ricerca di sfide importanti difficili  ma non impossibili. 

Quanto credi in te stesso? “Negli ultimi anni con i risultati ottenuti in cosi poco tempo devo dire e non vorrei essere narcisista, credo molto nella mia forza di volontà….e il fisico gli va a ruota”. 

Il fisico segue sempre la testa, più si è motivati e più si eccelle, più si crede in sé e più le mete sono difficili e sfidanti. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

http://www.psicologiadellosport.net 

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

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