Ognuno ha un modo per confortare se stesso rispetto ad angosce e dolori fisici

Dott. Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Cosa c’è prima di una gara? Un fiume di pensieri, sensazioni, emozioni, incertezze. Un obiettivo, una sfida, una pianificazione minuziosa, un’attenzione al minimo dettaglio. Incontri, confronti, tensioni, pressioni, paure, insicurezze. 

Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio delle difficoltà, delle risorse personali possedute che possano permettere di affrontare la gara. Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare. 

E’ importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale, la preparazione mentale. Sapere gli esercizi fisici da fare per rinforzare i distretti muscolari carenti o importanti per un determinato gesto atletico. 

La preparazione va programmata con la massima accuratezza, considerando il proprio potenziale atletico e basandosi sulle precedenti. E’ auspicabile stilare un programma di massima di allenamento che comprenda alcuni test importanti di allenamento o di gara, per valutare il grado di preparazione. 

La preparazione mentale può curare diversi aspetti che contribuiscono alla migliore riuscita della prestazione. E’ importante partire dalla consapevolezza dell’atleta nell’impegno che si appresta a prendere. Una volta fissato l’obiettivo, è importante per l’atleta prestare attenzione ai suoi allenamenti, alle sue sensazioni. 

E’ importante sapersi ascoltare, accorgersi di ogni minimo fastidio e capire a cosa possa essere dovuto in modo da poter intervenire in tempo e rimediare per evitare di perdere importanti sedute di allenamento e compromettere la prestazione-obiettivo. 

E’ importante e sviluppare consapevolezza di sé e fiducia in se stessi. La motivazione deve essere solida. E’ necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili. 

Interessante la testimonianza di Carla Fracci nel suo libro:  

“Ognuno ha un proprio rituale scaramantico, e un modo per confortare se stesso rispetto ad angosce e dolori fisici. Per un ballerino lamentarsi tra le quinte è una condizione di vita: il male al polpaccio, la vescica sul tallone, il collo rigido, la storta alla caviglia sono la norma. I  nostri piedi sono fatti di alluci valghi, unghie consumate, piaghe vive…Cerchiamo di esorcizzare le nostre paure con la comicità…A volte io ho esorcizzato alcuni mali facendo la caricatura della vecchietta sciancata con le mani sui reni”. 

L’autoefficacia è la convinzione della propria capacità di fare una certa cosa o di raggiungere un certo livello di prestazione. L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia. 

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia ricorda un evento, episodio, prestazione dove sei riuscito e rispondi alle seguenti domande: quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo? 

Interessante anche la testimonianza di Massimiliano Giattini: 

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamento, pre-gara, gara, post gara)?  

Gli allenamenti pregara sono fondamentali, li affronto con determinazione, sapendo che la gara è imminente e voglio essere al top. Mi domando se sarò pronto, cerco più che mai di lavorare sui miei difetti, i miei pensieri convergono inevitabilmente sul fatidico giorno e non nego che talvolta l’emozione mi rallenta nel prendere sonno durante la notte. E’ una sensazione meravigliosa. La gara, sembra assurdo che siano solo quei due minuti a determinare l’esito di mesi di duro allenamento, ma è proprio per qui due minuti che un atleta si sacrifica ogni giorno. Il giorno della gara è un cocktail assurdo di sensazioni. Più importanti tra tutte emergono le risate con in compagni di squadra che smorzano la tensione dovuta a quel po’ di ansia da prestazione, ma è molto importante concentrarsi e focalizzare su ciò per cui ci si è preparati. Gli ultimi accorgimenti dell’allenatore, gli ultimi lavori sulla tecnica, le cose da tenere a mente sono molte. Post gara ho sempre la sensazione che potevo fare di più. Cerco di accontentarmi sempre del risultato ottenuto e se anche non fosse stato il massimo, non voglio farne un dramma. Di solito al termine delle gare si va a cena tutti insieme per cui si crea sempre un bel momento. Nei giorni seguenti allento un po’ con gli allenamenti ma è inevitabile che ogni giorno mi rivivo tutta la gara attimo dopo attimo cercando di capire cosa è andato bene e cosa posso migliorare.” 

Tenacia, determinazione, resilienza accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il percorso. La persona resiliente ricerca strategie creative di fronte alle difficoltà, possiede autostima, attitudine ad apprendere dall’esperienza, importanti relazioni familiari e amicali. 

Matteo SIMONE 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html   

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