Fare sport per sentirsi meglio e pieni di vita

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

Per tante persone, la risposta alla mia domanda: Cosa spinge le persone a fare sport, che è anche titolo di un mio libro edito da Aracne Editrice, è il senso di benessere che deriva dalla pratica dello sport da soli o in compagnia, uno “stare bene” che motiva le persone a fare sport.  

http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazione che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. Di seguito alcune risposte. 

Cosimo Guerra: “Fare sport per sentirsi meglio pieni di vita. Camminare o correre, l’importante è stare bene“. 

Davide Bassi: Inconsapevolmente la mia vita è cresciuta attorno allo sport, come una pianta di vite attorno al suo palo. Sinceramente oggi non mi domando perché lo faccio ma mi domando se potrei farne a meno e la risposta è sempre la stessa: no! 

Lo Cascio Dorotea: “La sensazione di benessere a 360 gradi! La magia che regalano🔝🔝🔝🔝le competizioni sane,”. 

Franco Piccioni: “Stare bene per prima cosa”. 

Margherita Fraternali: “Il benessere”. 

Patrizia Melchior: “Endorfine”. 

Matilde Staffa: “Il senso di benessere che si prova dopo aver corso per almeno un’ora e la soddisfazione dopo due ore di palestra! Lo sport cura corpo mente e spirito. È una fonte inesauribile di felicità”. 

Perché fare sport? Per sperimentarsi, per mettersi in gioco, per raccontare, incontrare, confrontarsi, per sperimentare freddo e caldo, per apprendere dalla scuola della vita; questo è lo sport che vogliamo, di tutti e per tutti, senza età e con ogni modalità. 

Una delle motivazioni che spinge le persone a fare sport è la voglia di uscire dalla zona di confort per mettersi in gioco e sviluppare resilienza cercando di allenare il corpo e la mente e migliorare il tenore di vita.  

Flavio Gioia: “Uno dei tanti motivi è la voglia di uscire dalla zona di comfort, per cercare di allenare il corpo e la mente e migliorare il tenore di vita. La costanza, la voglia di stressare il corpo per portarlo a ottenere una forma adeguata e il benessere psicofisico sono, secondo il mio modesto parere, tutte cause che invogliano a fare sport. Poi gli amici simpatici come Patrizio Di Antonio, Matteo Simone, Massimo Castellano e tanti altri sono l’altra causa che spinge i matti come noi a fare sport! Presto voglio tornare prima a camminare e poi a correre. C’ho  voja che me se porta via!”. 

Marco Soldati: “Spirito di sacrificio e alla fine tanta soddisfazione 💪”. 

Rolando Marzorati: “Fondamentalmente il passare degli anni non han mutato la mia spinta a fare sport, sono cambiati i riscontri in termine di prestazioni ma la voglia di mettermi in gioco con traguardi calibrati all’età è la stessa di quando avevo 20 anni”. 

Massimo Castellano: “Grazie al grande motivatore, triatleta e psicologo dello sport, dott. Matteo Simone che spinge a fare sport aggregando tutti noi atleti e alla lettura dei suoi libri che invogliano a praticare sport affrontando con resilienza qualsiasi fatica per arrivare al traguardo”. 

Si impara sempre dall’esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.  

Praticando sport ci si accorge di poter fare qualcosa di importante, di raggiungere mete e obiettivi sfidanti, superare crisi e difficoltà.  

Luca Parisi: “Le persone come te che danno valore alle persone che essi realizzino grandi oppure piccoli traguardi”. 

Sandro Paduano: “La cosa più bella è sudare 😅 e raggiungere la meta che da calore alla vita e possiamo parlare fino all’infinito, 💪👍amo lo sport”. 

Tra le risposte più gettonata e frequenti vi è il senso di libertà, in effetti lo sport permette di evadere dalle incombenze e preoccupazioni quotidiane, prendendosi un tempo proprio da soli o con amici per dedicarsi a sé stessi curando corpo e mente. 

Kawauchi, l’impiegato maratoneta 100 volte sotto le 2 ore e 20: ha vinto a Boston e rifiuta il professionismo (CORRIERE.IT): “…non corro per vincere premi in denaro o per trovare degli sponsor. Corro per soddisfare il mio interesse personale e per sfidare me stesso“.  

Mimma Caramia: “Il senso di benessere e appagamento. La corsa mi dà quel senso di libertà, una sensazione di benessere che rimane incollata come una seconda pelle”. 

Nunzio Improta: “Il senso di libertà”. 

Giampiera Farre Chanel: “La sensazione di libertà che si ha durante l’attività”. 

Veronica Bellenna Mattioli: “Liberare la mente stressata e ritagliare quel spazio solo per te! Ecco perché mi avventuro a correre nel bosco”. 

Natascia Panzavolta: “L’ attività sportiva nasce e si esprime come senso di libertà, io vivo così il mio sport, mi sento libera…libera di esprimere ciò che sono!”. 

Giada Paolillo: “La voglia di vivere”. 

Jana Brafči: “Libertà, la vita migliore senza i pensieri inutili e benessere assoluto durante e dopo ☺❤”. 

Chiara Lorenza Velocci: “Il senso di Libertà”. 

Per tanti attraverso lo sport si conosce gente, si fa gruppo, ci si confronta, è un’occasione per ridere, sorridere, divertirsi. 

Michele Ricucci: “Fare nuove amicizie? Una Vita meno sedentaria e poltronosa? L’azione che ci rende agili, liberi di camminare con le nostre gambe verso cose belle e costruttive?”. 

Francesco Di Pierro: “Noia, stress, crisi di mezza età, abitudine, edonismo, voglia di conosce gente. Siamo tutti diversi, non credo ci sia un motivo comune”. 

Mauro Ippoliti: “Vedere gente sorridente”. 

Marco Maria Mongiardini‎: “Mi spinge il fatto di star bene, conoscere gente speciale, migliorare il proprio stile di vita e crescere a livello mentale”. 

Per tanti lo sport diventa una medicina, una terapia naturale meglio di tanti altri farmaci a volte anche considerato meglio dello psicologo. 

Chicca Falvo: “Tengo a bada il mio diabete tipo 1 e le complicanze”. 

Michele D’Adamo: “È la medicina n.1”. 

Domenico Manzella: “Le scarpe da running costano meno dello psicologo”. 

Gianluca Achille: “La corsa è terapia (per me). Per dirla alla Ernesto Calindri: ‘contro il logorio della vita quotidiana’. 

Le motivazioni a fare sport sono le più disparate: performance, benessere, non ingrassare, dimagrire, conoscere gente, fuggire da casa e dai problemi.  

Italo Merolli: “Matteo a prescindere dalle funzioni che ha lo sport e sono tante, ciò che spinge le persone a praticarlo va sicuramente ricercato nell’aspetto motivazionale. E le motivazioni possono essere le più disparate”. 

Carlo Spairani: “Il motivo opposto a quello che spinge le persone a stare sul divano…visioni diverse della vita”. 

Lo sport aiuta a comprendere il significato dello sforzo e dell’impegno, aiuta a conoscersi sempre di più soprattutto nelle condizioni difficili dove si tratta di prendere decisioni e di andare avanti. Lo sport permette di comprendere l’unione del corpo, mente e cuore; l’importanza della passione, il credere nelle cose che si fanno, credere in se stessi.  

Pierluigi Lops: “La pazzia. Lo sport è gioco e divertimento, ogni bambino o adulto ha dentro di sé la voglia di divertirsi e giocare fino a 80 anni. Lo sport, ma soprattutto la corsa, ti permette di scoprire ogni cellula del tuo corpo. La sensazione, mentre corri, è proprio quella di analizzare le sensazioni mentali e confrontarle con il tuo corpo con ogni movimento degli arti, con ogni contrazione muscolare e con ogni respiro”. 

Bosco Giuseppe: “Ciao Matteo, non penso proprio sia la pazzia, io corro dal 1980, 40 anni di emozioni, sacrifici ma tante soddisfazioni, quando non corro mi sento uno schifo, la corse mi rigenera il corpo e la mente, mi rende di buono umore, anche se so bene che con l’età dovrò regolarmi negli allenamenti, ma finche’ avrò questa passione non mollerò, anzi non vedo l’ora che la situazione si sistema, per poter in rivedere tanti amici in gara, abbracciarli condividendo con loro quelle belle emozioni prima, durante e dopo la competizione. Auguri per il 2021 di corsa naturalmente”. 

Per tanti c’è la voglia di provvedere alla propria salute, prevenire, promuovere sani abitudini, avere un salutare stile di vita, non ingrassare, tenersi in forma. 

Criceteam: “Credo che la partenza sia un senso di inadeguatezza. Qualcosa nella nostra vita non ci piace, che sia qualche kg di troppo o altro. Poi scopri quanto è bello e non lasci più perché ti fa star bene“.  

Francesca Ruffa: “Il cibo”. 

Luciano Ciurleo: “La voglia di volersi bene, la voglia di evadere dalla propria routine”. 

Armando Quadrani: “Il rinfresco”. 

Matteo Stelluti: “La bilancia”. 

Paolo Giorgetta: “La panza …”. 

Roberto Tognalini: “Mangiare”. 

Ringrazio Massimo Castellano per la sua poesia

Grande Dott. Matteo Simone! Una poesia per le sue imprese: Forza Matteo! La tua amicizia rende gioiosa ogni volta che esci senza alcuna pigrizia, spesso con una volontà che solo chi ha resilienza vince a ogni partenza! Sei un amico di tutti e questo ci rende sempre più orgogliosi della tua bontà senza malizia, per il tuo modo di essere e vivere in piena amicizia. Donare per te un semplice sorriso è come praticare uno sport. Condividi emozioni vivendo i momenti più preziosi con tutti gli amici, alcuni campioni e altri tapascioni! La tua personalità non è fatta di apparenza, vivi per i valori, è questa la vera sostanza, il resto non ha importanza. Sei per tutti un grande esempio, come un maestro dai sempre il consiglio giusto. L’amica salita è il tuo motto, in ogni momento ci aiuti a non mollare per non piangerci addosso, sai come vincere ogni avversità con coraggio, con parole da saggio, augurandoci di arrivare vittoriosi al nostro traguardo! ”. 

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Sito web: www.psicologiadellosport.net 

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/ 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Coltivare la qualità del “vivere nel presente”

Matteo SIMONE 

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È importante fare le cose ascoltandosi e osservandosi con attenzione a iniziare dal respiro, dalle sensazioni corporee, una sorta di automonitoraggio per valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio, il proprio bisogno. È un contattare le proprie sensazioni in cerca del meglio per sé e considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno. 

Kabat-Zinn nel suo testo Dovunque tu vada ci sei già. In cammino verso la consapevolezza, illustra l’importanza del non fare, di fermarsi, di sperimentare l’essere: “Un buon modo di interrompere le nostre occupazioni è passare per un momento alla ‘modalità dell’essere’. Valutate semplicemente questo momento, senza tentare affatto di cambiarlo. Cosa sta accadendo? Cosa provate? Cosa vedete? Cosa sentite? Quando ci si ferma, l’aspetto curioso è che immediatamente si diventa se stessi. Tutto appare più semplice. In un certo senso è come se foste morti e il mondo continuasse. Se moriste realmente, tutte le vostre responsabilità e obblighi svanirebbero d’incanto. 

Riservandovi alcuni attimi di ‘morte volontaria’ arginando le pressioni del tempo, finché vivete sarete liberi di ritagliarne una parte per il presente. ‘Morendo’ ora, in questo modo, in realtà divenite più vivi. Questo è il vantaggio di fermarsi. La pausa contribuisce a rendere più vivaci, ricche e articolate le azioni successive, aiuta a inquadrare nella giusta prospettiva tutte le preoccupazioni e insicurezze. Serve da guida. 

Più volte nel corso della giornata, fermatevi, sedetevi. Accettate senza riserve il presente, le vostre sensazioni. In questi momenti non cercate di cambiare nulla, limitatevi a respirare e rilassarvi. Respirate, lasciate correre; astenetevi dal voler produrre qualcosa di diverso in questo momento; mentalmente ed emotivamente lasciate che questo momento sia esattamente com’è e lasciate a voi stessi la libertà di essere così come siete. Poi, quando sarete pronti, muovetevi nella direzione dettata dal cuore, consapevoli e risoluti.” 

Anche William Hart, nel suo testo L’arte di vivere, spiega l’importanza di sedersi e sviluppare l’autoconsapevolezza vivendo nel qui e ora: “Quando ci sediamo tranquilli e fissiamo l’attenzione sul respiro, senza l’interferenza di alcun pensiero, attiviamo e manteniamo un salutare stato di autoconsapevolezza. Questo istante, il presente, è proprio il più importante. Non possiamo vivere nel passato, perché se ne è andato. Non possiamo vivere nel futuro, perché ancora non esiste. Possiamo vivere solo nel presente. Se siamo inconsapevoli delle nostre azioni presenti, siamo condannati a ripetere gli errori del passato, e non potremo mai riuscire a realizzare i nostri sogni nel futuro. Se siamo in grado di sviluppare la capacità di essere consapevoli del momento presente, possiamo servirci del passato, come guida, per regolare le nostre azioni future. 

Questo è il sentiero del qui e ora, della consapevolezza del momento presente. Fissare l’attenzione sul respiro favorisce lo sviluppo della consapevolezza del momento presente. La giusta concentrazione consiste nel mantenere questa consapevolezza il più a lungo possibile, momento dopo momento. Ogni giorno, nel compiere le azioni abituali, dobbiamo essere concentrati.” 

Ci sono attività che aiutano in questa presa di coscienza emotiva, fisica, corporea e mentale, quali le passeggiate, le camminate, la corsa lenta e la meditazione, sono attività che sembrano una perdita di tempo ma aiuta a rinforzare la mente e anche a preparare il fisico. 

Sarebbe necessario avvicinarsi, frequentare persone, maestri che possano indicare una strada, un percorso da seguire che include autoconsapevolezza, calma, meditazione, attesa, preparazione, senza richiedere tutto e subito. Il percorso è duro e ci vuole impegno, determinazione, costanza e resilienza, ogni volta che capita che ci si allontana dal percorso non bisogna preoccuparsi, succede, è importante riprendere la strada giusta. 

Matteo SIMONE 

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Simone Balestra: Con allenamento e sacrificio gli obiettivi si raggiungono

Matteo SIMONE 

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Per ottenere qualcosa bisogna essere disposti a faticare, impegnarsi, avere sempre alta passione e motivazione in quello che si fa e quello che si vuol raggiungere. 

Di seguito Simone dell’Atletica La Sbarra racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Campione nello sport mi ci sono sentito quando ho vinto una gara di corsa sui 300 all’età di 10 anni conclusa in 42″, gara inaspettata perché ero in vacanza a trovare i miei zii ma soprattutto perché ho sempre giocato a calcio”. 

Sentirsi campione giocando e in vacanza è un’ottima esperienza che invoglia a proseguire a praticare sport ricercando le sensazioni ed emozioni sperimentate. 

Qual è stato il tuo percorso nello sport? “Dall’età di 5 anni fino ai 17 ho giocato a calcio a livello agonistico, poi a causa di un infortunio ho dovuto smettere per un po’ e sono saltati vari trasferimenti in altre squadre importanti, quindi ho lasciato perdere. Successivamente ho fatto nuoto e grazie a Marco Tufo (amico e compagno delle scuole superiori) ho ripreso a correre entrando poi nell’Atletica La Sbarra”. 

Tutto passa, tutto cambia, purtroppo a volte bisogna rimodulare piani e programmi per motivi diversi e saper individuare nuovi interessi da coltivare e gli amici risultano essere un’opportunità per essere coinvolti in attività sportive o squadre. 

Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? “Alimentazione e costanza nell’allenamento”. 

La gara della tua vita? “Aver vinto una finale di calcio dopo tanti anni che non si riusciva a vincere”. 

La tua gara più difficile? “La mia gara più difficile non è sportiva… avrei voluto trascorrere più di tempo con mio padre!”. 

Questa è una risposta inaspettata ma molto emozionante e utile per chi la legge, a partire dal sottoscritto. A volte perdiamo di vista noi stessi e i nostri cari dando precedenza e priorità ad altre cose che riteniamo più importanti. Bisogna trovare un equilibrio, saper coltivare più orti dando la giusta importanza ad ognuno. 

Una tua esperienza che ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “Con allenamento e tanto sacrificio gli obiettivi alla fine si raggiungono, è un dato di fatto”. 

Un episodio curioso, divertente, bizzarro, triste della tua attività sportiva? “Andare a fare i 60 metri ad Ancona con una lesione al tendine procurata 2 giorni prima della gara, arrivare ultimo ma tornare a casa felice con un amico, Vincenzo, fresco di medaglia”. 

In effetti sabato 20 marzo 2021, Simone e Vincenzo Paduano, entrambi dell’Atletica La Sbarra, hanno gareggiato ai Campionati Italiani ad Ancona tornado a casa con la medaglia di bronzo di Vincenzo ai 400 metri mentre Simone che correva i 60 metri si è accontentato di concludere la gara dolorante a una gamba. 

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamento, pre-gara, gara, post-gara? “Sensazioni sempre positive, perché la positività aiuta sempre”. 

In effetti è preferibile essere sempre ben predisposti e presentarsi in gara con le carte in regola per dare il meglio di sé essendosi preparati a dovere e poi se qualcosa non va come previsto si può sempre riprovare un’altra volta potenziando le criticità. 

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Bisogna sempre ascoltare il proprio corpo e capire quando fermarsi per non farsi male”. 

Immagino Simone dopo l’infortunio prima della gara quanto ha dovuto combattere con se stesso per la decisione di partecipare o meno in considerazione dei sacrifici e delle aspettative sue e di chi lo segue. 

Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Lo sport fa bene alla salute”.  

Cosa ti fa continuare a fare sport? “La voglia di superare i miei limiti e poi perché mi mantengo in forma”. 

È sempre una scommessa e una sfida continua con se stessi e con gli altri, ce la farò a fare un tempo migliore, a battere l’altro, a prendere una medaglia. E per fare tutto ciò bisogna starci con la testa, con il fisico, sapersi alimentare, allenare e riposare. 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni, COVID? “Domani sarà un giorno migliore!”. 

In effetti da una parte bisogna starci con quello che c’è senza troppo innervosirsi e dall’altra bisogna sperare che presto finisca lo stato di avversità e si torni a star meglio continuando a coltivare passioni e vivere progetti di vita insieme ai propri cari. 

C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso? “Mai.  Anche perché vincere con gli aiuti a cosa serve?”. 

Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? “Mia moglie spesso mi dice: chi te lo fa fare? …. ma dopo l’infortunio prima della gara di Ancona è stata la prima ad incoraggiarmi, un ringraziamento va al Toscano, Andrea e Marco”. 

L’atleta non è solo, è circondato da familiari che si preoccupano e supportano, l’allenatore che cerca di preparare l’atleta per affrontare una competizione nel miglior modo possibile, amici che coinvolgono e incitano, una squadra che supporta e incoraggia. 

Cosa hai scoperto di te stesso nello sport? “La conferma che sono testardo, finché non raggiungo un obiettivo non mi fermo”. 

Simone sembra essere uno che decide a tavolino il suo obiettivo e poi si organizza mobilitando le energie per allenarsi costantemente e con determinazione per portare a termine ciò che si è prefissato, quindi staremo a vedere quello che succede nei prossimi giorni. 

Ritieni utile lo psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? “Utile soprattutto se si viene da un infortunio!” 

A volte lo psicologo serve per placare gli animi e per portare pazienza e fiducia nell’atleta nel non andare troppo in fretta nella ripresa e nella voglia di riscattarsi ma prendersi un respiro più lungo per un recupero totale del fisico e della mente e poi si può caricare con la consapevolezza che sarà la volta buona. 

Sogni realizzati e da realizzare? “Avere una bella famiglia, da realizzare vincere i CDS e tornare a correre i 60 metri da protagonista”. 

Simone sembra avere ben chiaro le priorità della sua vita, famiglia e sport, un equilibrio da avere sempre in mente per non incorrere in stress e pressioni ma da dedicarsi con criterio e consapevolezza cercando di ottenere il massimo delle soddisfazioni e gioie. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Allenamento passione e sacrificio”. 

Il successo bisogna saperselo guadagnare con prove ed errori, allenamenti e sacrifici, dolori e soddisfazioni, una fatica che ha alla base tanta passione per non rischiare di mollare o andare in crisi. 

Una parola o frase che ti aiuta nei momenti difficili? “Manca poco all’arrivo 😁”. 

Cosa diresti a Simone di 10 anni fa? “Cominciare a correre prima, qualche bella soddisfazione l’avrei potuta togliere”. 

Come ti vedi tra 10 anni? “Come oggi ma con qualche medaglia in più”. 

Per ottenere qualcosa bisogna sapersi vedere vincenti per sentire entusiasmo e voglia di mettersi all’opera da subito. 

Matteo SIMONE  

Psicologo, Psicoterapeuta 

21163@tiscali.it +393804337230 

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