Nicola D’Alessandro: Ho provato bellissime emozioni in tante manifestazioni

Matteo SIMONE 

http://www.psicologiadellosport.net 

Lo sport permette di sperimentare sensazioni ed emozioni diverse e intense soprattutto partecipando a gare di ultramaratona per le tante ore di gara incontrando paesaggi, amici in gara, dove si può andare incontro anche a crisi e difficoltà. 

Di seguito l’esperienza di Nicola attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione almeno un giorno? “Nello sport mai, nella vita si!”. 

Qual è stato il tuo percorso nello sport? “Provengo dal calcio (5-17 anni), poi canoa olimpica (17-29 anni), triathlon (29-31 anni), in ultimo la corsa”.  

Ci sono tante modalità di fare sport individualmente o in squadra, è importante avere passione ed essere motivati per impegnarsi e credere allenandosi e gareggiando mettendosi in gioco e apprendendo sempre dall’esperienza. 

Nello sport cosa e chi contribuisce al benessere e/o performance? “Il tuo equilibrio e le persone che ti stanno attorno”.  

L’esperienza che ti  la convinzione che ce la puoi fare? “Una o tutte quelle della vita che ti hanno portato un successo o a raggiungere un obiettivo prefissato”. 

Le esperienze di benessere e successo aiutano ad aver fiducia nelle proprie possibilità e capacità di continuare a raggiungere mete e obiettivi difficili e sfidanti. 

Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva? “Sono orgogliosi dei miei risultati e riconoscimenti”. 

Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Episodi divertenti tantissimi, soprattutto quando condivisi con gli altri. Es. dormire in un santuario in una celletta dei frati per correre un trail il giorno dopo”. 

Lo sport aumenta lo spirito di adattamento e di condivisione, soprattutto quando si fanno trasferte per partecipare a gare di ultramaratona dove si è disposti a mettersi in gioco prima, durante e dopo la gara. 

Quali capacità, risorse, caratteristiche possiedi nel tuo sport? “Resilienza, determinazione e capacità muscolari”.  

Che significa per te praticare sport e partecipare a gare di ultra maratona? “In primis stare bene e non avere impedimenti fisici, secondariamente avere la possibilità di spendere del tempo per fare ciò che mi fa stare bene e condividerlo con tutti quelli che hanno la mia stessa passione. Partecipando a gare di ultra maratona, dove le distanze permettono di vivere il percorso per molte ore, di condividere i paesaggi, le sensazioni con gli amici, si crea quell’alchimia che genera solidarietà, amicizia, comprensione e apertura verso il prossimo”. 

La pratica di uno sport fa conoscere e approfondire le proprie capacità e caratteristiche e permette di confrontarsi con altri per apprendere ma anche sfidarsi. 

Quali sensazioni sperimenti facendo sport e in quali circostanze? “Oltre che di benessere, fortuna e libertà in tutte le circostanze”. 

A cosa devi prestare attenzione nella pratica del tuo sport? “Oltre che al contesto del momento (montagna, strada e percorsi pericolosi), soprattutto alla gestione di me stesso, sforzandomi costantemente di rimanere in equilibrio con le mie risorse senza farmi prendere da facili entusiasmi”. 

Bisogna conoscersi bene, capirsi bene, capire propri bisogni ed esigenze ma anche criticità oltre a punti di forza per poter diventare manager di se stessi e affrontare qualsiasi problema o criticità che si può presentare durante un allenamento o gara. 

Quali condizioni ti ostacolano nello sport? “La poca disponibilità di tempo”. 

Cosa ti fa continuare a fare sport? Hai rischiato di mollare? “Il piacere di muovermi in ogni contesto, in qualsiasi modo e con qualsiasi strumento (montagna, mare, città, palestra, bici, canoa, barca, pattini) e fortunatamente non ho mai pensato di fermarmi”. 

Attraverso lo sport è possibile apprezzare il piacere di essere in moto e spostarsi, apprezzando ambienti naturali. 

Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Per quali aspetti e fasi? “Si, per dare un contributo e supporto psicologico-educativo soprattutto nelle realtà complesse, ai giovani in età evolutiva, a livello professionistico e negli sport di squadra”. 

C’è sempre più consapevolezza dell’utilità di affidarsi a uno psicologo dello sport per gestire particolari situazioni o problematiche e sempre più atleti o società si avvalgono di uno psicologo come ulteriore risorsa nello sport.  

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Sono tanti, ho la fortuna di emozionarmi molto anche solo nel vedere il campo gara. Ho provato bellissime emozioni in tante manifestazioni, ultratrail, maratone, ultramarathon e gare brevi, tutte diverse tra loro ma tutte emozionanti”. 

Quale è stata la tua situazione sportiva più difficile? “Ritirarmi dalla ‘Nove Colli Running’ causa iponatremia”. 

La Nove Colli Running è una gara podistica di circa 202,4 km con una durata massima di 30 ore e dove i primi impiegano quasi 20 ore. Si può essere pronti ad affrontare qualsiasi gara nonostante le difficoltà ma bisogna avere sempre con la consapevolezza che ci sono dei limiti da rispettare per motivi imprevisti che posso impedire di portare a termine propri propositi, comunque ci si può sempre riprovare.  

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Cercando sempre la soluzione corretta, la più veloce e la meno traumatica”. 

Per ogni problema c’è almeno una soluzione, bisogna essere pazienti e fiduciosi e sapersi attivare per cercare quella giusta e più indicata per se stessi. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Ai giovani dico sempre: fate quello che più vi piace (ballo, pattini, scherma, box karate, vela, sci, tennis, corsa, nuoto, yoga) ma fatelo!  l’importante è muoversi!”. 

È importante e utile trovare un’attività fisica di proprio gradimento e impegnarsi per imparare e apprendere dall’esperienza.  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? Di essere circondato da un mondo di persone che cerca qualcosa, ognuno con il proprio obiettivo, tutti con la stessa passioneIn questo tipo di gare, dove crisi e difficoltà sono sempre dietro l’angolo e la conclusione non è mai scontata, ti fa piacere sapere che ogni concorrente, anche se con obiettivi diversi, la pensa esattamente come te”. 

Hai un riferimento? “Mi piace rivedere e rileggere frequentemente le storie di chi c’è l’ha fatta, di campioni del passato e del presente, di persone comuni che hanno una storia di successo da raccontare nella vita e nello sport”. 

Ti ispiri a qualcuno? “Tutti mi ispirano; il campione, per i suoi tempi e le sue performances e il vicino di casa, per come affronta la vita ogni giorno, contro i pregiudizi e le discriminazioni con una figlia disabile”. 

Uno dei miei obiettivi è dar voce a sensazioni, emozioni, storie, aneddoti di persone comuni e campioni che si mettono in gioco cercando di raggiungere risultati soddisfacenti ed eccellenti cercando di trasformare sogni in realtà. 

Una parola o una frase che ti aiuta a crederci e impegnarti? “Forza e coraggio!”. 

Prossimi obiettivi e sogni realizzati e da realizzare? Spartathlon”. 

Las Spartathlon è una gara di circa 246 km che prevede un tempo massimo di percorrenza di 35 ore e che tanti ultrarunner vorrebbero essere prima di tutto alla partenza e possibilmente portare a termine con tanta forza e tanto coraggio. 

Come ti vedi a 65 anni? “Essendo uno scaramantico, non riesco a vedermi oltre al prossimo anno”. 

È giusto vedersi nel momento presente con bisogni ed esigenze da considerare e cercare di soddisfare mobilitando le energie necessarie e possibilmente sarebbe anche opportuno avere anche qualche scenario futuro per prendere direzioni da percorrere e da rimodulare in caso di necessità. 

Quanto credi in te stesso? “Da uno a 10, 10! Grazie alle esperienze vissute che oggi sono diventate certezze”.  

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Sito web: www.psicologiadellosport.net 

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/ 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

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