Manifestazione Regionale Master a Tivoli: Atletica La Sbarra vince la Staffetta 4×400

Matteo SIMONE 

Nel weekend 15 e 16 maggio, ha avuto luogo, allo Stadio Olindo Galli di Tivoli, una Manifestazione Regionale Master organizzata dal Comitato Regionale Lazio. Sabato 15, c’ero anch’io nel salto in alto dove ho chiesto di entrare a 1 metro e 15 centimetri ma non sono riuscito a saltare lo step successivo che era di 1 metro e 21 centimetri. 

Una volta 1 e 15 era un mio tempo da mezza maratona, 1 ora e 15 minuti corsi la “Stramilano” nel 2000, la “Corriferrara” nel 200, la “Barincorsa” del 2003. 

Ci riproverò una prossima volta a saltare un po’ di più allenandomi con più costanza e impegno, infatti già qualche giorno dopo in allenamento ho saltato 1 metro e 23 centimetri. 

Domenica 16 invece, il quartetto (SM40) dell’Atletica La Sbarra (Vincenzo Paduano-Mario Di Benedetto-Simone Balestra-Fabrizio De Grandis), vince la 4×400 in 3’56”04, precedendo Romatletica Footworks (Lumaca-Giove-Guarnaccia-Parlanti) 4:03.51 e Liberatletica (Zamori-Bonvino-Tran-Bussoletti) 4:10.18.  

Nei 200 c’è da registrare anche la prestazione di Vincenzo Paduano (Atletica la Sbarra) che si classifica in 3^ posizione in 24.44 a seguito di Luigi Cicchetti (Liberatletica) e del vincitore Paolo Ziantoni (Atletica Biotekna) 23.67. 

Colleghi, famiglia e amici di squadra cosa dicono di te?  

Mario: La mia famiglia mi supporta e grazie a loro che riesco a ritagliarmi il tempo utile per allenarmi. In qualsiasi sport il sostegno della famiglia è fondamentale perché devi essere libero con la testa e concentrarti. Se la famiglia non ti supporta è tutto molto più difficile. La famiglia gioca un ruolo fondamentale e cerco sempre di conciliare le mie passioni con i loro bisogni senza trascurali e facendomi sempre trovare pronto nella vita di tutti i giorni e alla gestione familiare. Con i miei amici mi diverto e mi sono di grande aiuto perché è bello con loro trascorrere momenti spensierati e gioviali in cui scarichi e ti stacchi dalla vita stressante di tutti i giorniI miei amici si interessano alle mie corse e mi apprezzano perché notano in me uno spirito di sacrificio importante”. 

Vincenzo: “Mia moglie dice spesso, giustamente, che dovrei lasciare un po’ di spazio a lei per staccare un po’ la spina; ai miei compagni di squadra possiamo chiederglielo”. 

Simone: “Mia moglie spesso mi dice: chi te lo fa fare? …. Ma dopo l’infortunio prima della gara di Ancona è stata la prima ad incoraggiarmi, un ringraziamento va al Toscano, Andrea e Marco”.  

E’ importante ritagliarsi un po’ di tempo per dedicarsi a una passione importante come può essere lo sport che rende felici, fa sperimentare un senso di libertà, aiuta a tenere fisico e mente allenati e in salute. E’ importante sentirsi compresi, lo sport non toglie ma restituisce entusiasmo e forza per andare avanti in ogni campo della propria vita.  

L’atleta non è solo, è circondato da familiari che si preoccupano e supportano, l’allenatore che cerca di preparare l’atleta per affrontare una competizione nel miglior modo possibile, amici che coinvolgono e incitano, una squadra che supporta e incoraggia.  

Cosa diresti a Mario di 10 anni fa? “Mario di 10 anni fa era più o meno quello di ora. Comunque sempre con la passione per lo sport (10 anni fa facevo nuoto). Ma la mia vita dieci anni fa non era quella di ora (la nascita di Mattia ha cambiato tutto in positivo ovviamente ma con più responsabilità, rinunce, momenti emozionanti, insomma conseguenze di tutto quello che comporta la nascita di un bambino)”. 

Cosa diresti a Simone di 10 anni fa? “Cominciare a correre prima, qualche bella soddisfazione l’avrei potuta togliere”.  

Come hai gestito il periodo del COVID? Come ne sei uscito fuori?  

Mario: “Rispettando le limitazioni imposte. Ma senza paura o allarmismi eccessiviAncora non si esce da questo brutto periodo. Però cerco di viverlo in modo che non pesi troppo soprattutto a mio figlio (5 anni) sforzandomi di fargli vivere i momenti della sua età in modo più normale possibile. Anche se ciò non è sempre fattibile”. 

Vincenzo: “Paradossalmente con il COVID riesco ad allenarmi meglio di prima. Poi la cosa bella è che le mie tre figlie più grandi hanno iniziato atletica”. 

Simone: “Domani sarà un giorno migliore!”.  

La pandemia sta togliendo parte di vita alle persone, soprattutto ai più piccoli che si vedono negati alcune abitudini di sano divertimento attraverso giochi, attività, sport. Lo sport è meglio non abbandonarlo perché risulta essere una grande risorsa. 

Da una parte bisogna starci con quello che c’è senza troppo innervosirsi e dall’altra bisogna sperare che presto finisca lo stato di avversità e si torni a star meglio per continuare a coltivare passioni e vivere progetti di vita insieme ai propri cari.  

Cosa vedi davanti a te?  

Mario: “Davanti a me vedo ancora tanto da fare, sotto tanti aspetti. Ma soprattutto vorrei vedere, il prima possibile, un ritorno alla normalità. Questo è il mio augurio e la mia speranza è che dopo questa pandemia usciamo tutti più responsabili e meno egoisti”. 

Vincenzo: “Ritengo che lavorando ancora per migliorare sulla velocità posso abbassare il mio personale sull’800. I 2′ netti sono lontani ma sognare fa bene. Sicuramente non potendo fare trasferte, che mi fanno dormire fuori, voglio sfruttare al massimo i campionati italiani a Rieti a settembre dove corro al primo anno di categoria AM40”. 

Simone: “Vincere i CDS e tornare a correre i 60 metri da protagonista”.  

Non si vede l’ora che questa pandemia passi via lasciandoci con la consapevolezza che bisogna trarne una grande lezione di vita. 

L’Atletica La Sbarra è menzionata in alcuni miei libri: 

Cosa spinge le persone a fare sport?”, edito da Aracne Editrice, Prefazione di Isa Magli. Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulla motivazione che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Sport benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”, edito da Prospettiva Editrice. Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.  

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=397&controller=product 

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Vito Cafaro L’emozione più intensa è stata la prima maratona

Matteo SIMONE 

A volte basta prendere una decisione e il resto viene da solo, a volte decidi di mettere le scarpe e uscire a correre e poi scopri un mondo ricco di sensazioni, emozioni, benessere. 

Di seguito, Vito Cafaro, dell’A.S.D. La Fenice, racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Alla fine di ogni maratona che ho portato a termine. Ero fiero di me stesso.”  

Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? “Ho preso un paio di scarpe da ginnastica che avevo, dovevo perdere un po’ di peso, e ho iniziato a correre.” 

Quali fattori contribuiscono al tuo benessere e/o performance? “Cerco di rispettare il programma di allenamento che mi impongo (mi informo e mi creo da solo le tabelle di allenamento).” 

La corsa permette di essere libero di allenarti come e quando vuoi, puoi correre da solo o in compagnia, puoi correre lento o veloce, puoi fare allenamenti corti o lunghi, puoi correre su strade, parchi, monti, tapis roulant, puoi farti allenare da un allenatore, puoi chiedere consigli ad amici, puoi documentarti su libri o su internet. 

Nello sport chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? “La costanza negli allenamenti. Al contrario, essendo goloso, non riesco molto a rispettare un’alimentazione corretta.” 

Si tratta di trovare un equilibrio tra quello che si vuol fare e quello che si può fare, un equilibrio sul riempire serbatoi con l’alimentazione e svuotarli con l’attività fisica. 

La gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o hai sperimentato le emozioni più belle? “Credo di aver dato tutto ciò che avevo alla gara del mio paese. C’era la mia famiglia ad aspettarmi al traguardo e non volevo deluderli. Ma l’emozione più intensa è stata senza ombra di dubbio la prima maratona. A 1 km dall’arrivo non trattenevo le lacrime.” 

Tutto ciò è maratona, esprimersi al meglio, investire in sogni e poi emozionarti sperimentando la vera essenza della vita, conoscendo il vero te stesso. 

La tua gara più difficile? “Un trail, Castiglione trail, a Conversano. Avevo lavorato tutte le notti della settimana. Il sabato mattina, dopo il lavoro mi presentai in gara. 2 storte alla stessa caviglia in 12 km. La seconda a 500 mt dell’arrivo. Terribile.” 

Una tua esperienza che ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “Preferisco prepararmi al meglio. Cerco di non improvvisare una gara. Se si dovesse dimostrare più dura di quanto immaginato stringo i denti e cerco di gestire le mie energie.” 

Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Ultramaratona delle fiabe. Fatta fianco a fianco del mio amico di allenamenti. È un circuito di circa 3 km da ripetere 15 volte. Durante ogni circuito, con il mio amico decidevamo un piccolo show da fare a ogni traguardo e lo realizzavamo davvero. Quindi al primo giro abbiamo fatto l’aereoplanino, al secondo il trenino, siamo passati saltellando ecc. ecc. Ci siamo divertiti.” 

Questo è il fantastico, meraviglioso, sorprendente, bizzarro mondo degli ultrarunner, divertirsi faticando, insieme è molto meglio. C’ero anch’io, un ritrovo di tanti amici, portando a casa tanta roba: abbracci, sorrisi, medaglie, foto, premi, podi, personal best. 

Quali sensazioni sperimenti facendo sport? “Fare sport è felicità, gioia, sofferenza sì durante la gara ma la soddisfazione quando raggiungi i tuoi obiettivi è grande.” 

Vero, il mondo degli ultrarunner è fatto di tante sfide, tante fatiche ma quando arrivi a compiere l’impresa che ti sei prefissato sei al massimo della gioia, contentezza, soddisfazione. 

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Gli infortuni, sono dietro l’angolo. Si cerca di gestirsi, prevenire ma ahimè l’enfasi della gara, o la voglia di migliorare e quindi spingersi verso i propri limiti può portare a infortunarsi.” 

Si mette in conto tutto, si cerca di giocare di anticipo e di prevenire eventuali infortuni, ma se arrivano pazienza si affrontano anche quelli senza fretta ma con attenzione e con tanta cura di sé, tanta autoprotezione e anche tante coccole per compensare fatica e stanchezza di allenamenti e gare. 

Quali condizioni fisiche o ambientali ti inducono a fare una prestazione non ottimale? “Stanchezza (spesso data dal lavoro) e il caldo (spesso ci si allena nei ritagli di tempo e quindi anche nelle ore meno opportune).”  

Cosa ti fa continuare a fare sport? “Corro per poter mangiare. Non riesco a immaginare una vita senza lo sport. Mi piace quello che provo. Mi fa sentire vivo.” 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Crisi? Mi sono allontanato da tutti, e ho cercato di capire cosa non andava, dovevo schiarire le idee. Sconfitte? Non sono mai arrivato primo, e non ho il fisico per farlo. Ciò nonostante, provo a fare meglio e ogni volta a ogni traguardo so di aver fatto bene. Per me la sconfitta è non provarci. Credermi non all’altezza. Se ci provo, e arrivo alla fine, ho vinto. Infortuni? Voltaren, fisioterapista, osteopata e anche una benedizione. Ma cerco sempre di accorciare i tempi. Mi alleno comunque, magari cambio attività sportiva, ma cerco di non fermarmi.” 

Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? “Quello che dico alle mie figlie. Il tuo unico avversario lo vedi ogni mattina al tuo specchio. Lo sport non ha colore, bandiera e non è violento. Lo sport è una cosa semplice. Lo sport è gioia.”  

Un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Meglio ultimi che dopati.” 

Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? “La famiglia quando può mi segue nelle mie ‘avventure’. I miei amici mi chiedono e spesso si congratulano. Con alcuni ci alleniamo insieme.”  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Che posso fare ciò che credevo impossibile.” 

Ritieni utile lo psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? “Durante gli infortuni, o quando manchi un obiettivo sì. Il morale ti arriva sotto i piedi. Se non hai una ‘testa’ forte ti fai sopraffare dallo sconforto. E un aiuto sarebbe utile.” 

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “Un sogno realizzato è sicuramente la maratona. Un obiettivo è il ‘Passatore’ (gara di 100 km molto impegnativa anche per via delle pendenze). Un sogno? New York, la più pubblicizzata, ma anche la più affascinante, l’America, un sogno…. È costosa, troppo per me in questo momento. Grazie di questa nuova esperienza, dove ho potuto parlare di me e della mia passione.” 

Grazie Vito per essere stato disposto a parlare di se stesso e del tuo sport, sensazioni, emozioni, incontri, aneddoti. 

Un’intervista a Vito è riportata nel mio libro Cosa spinge le persone a fare sport?, edito da Aracne Editrice 2020 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazioni che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. 

Matteo SIMONE – 21163@tiscali.it 

+393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Luca Parisi: Sono sicuro che un grande risultato arriverà dalla maratona

Matteo SIMONE 

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Lo sport permette di sperimentarsi e mettersi in gioco apprendendo dall’esperienza e conoscendo sempre meglio se stessi, proprie caratteristiche, possibilità, qualità. Di seguito Luca racconta la sua passione per la corsa rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport? “Mi sono sentito campione ogni volta che ho tagliato il traguardo di una competizione.”  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Ho imparato a vincere le difficoltà e a superare gli ostacoli così come nello sport anche nella vita.”  

Come superi eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Guardo sempre al futuro ma anche al passato al fine di evitare di rifare gli stessi errori.” 

La corsa in particolare a volte diventa una sana abitudine, un’opportunità di svago, di crescita personale gestendo allenamenti e gare in compagnia o anche da soli. 

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Premesso che non mi definisco un vero e proprio atleta, gli atleti quelli veri sono stipendiati per fare la propria attività sportiva e a me interessa solo superare i miei limiti. Ho iniziato a correre in un parco vicino casa in compagnia di un ragazzo di nome Raffaele, che mi ha fatto conoscere la corsa in maniera molto più seria, rispetto a un primo approccio da principiante, poi ho avuto diversi allenatori, tra i quali Armando Martini venuto a mancare.” 

Conoscevo Armando Martini, una cara persona, molto serio e professionale, molto silenzioso ma umile ed efficace con i suoi atleti dei quali se ne prendeva carico e li seguiva negli allenamenti e nelle gare. La maratona per tanti diventa una gara regina, una grande sfida, un viaggio importante da percorrere attraversando eventuali crisi e gestendo il ritmo chilometro dopo chilometro dopo un congruo periodo di preparazione. 

Qual è stata la gara della tua vita? La gara più difficile? “Ancora non ho fatto la gara della mia vita, sono sicuro che un grande risultato arriverà dalla maratona, la distanza di cui ho anche l’esperienza più difficile del mio percorso sportivo, nel 2014 il mio esordio in cui ho sofferto molto gli ultimi 5km non pensando di riuscire a arrivare al traguardo, ma sono riuscito comunque a superare la finish line con il tempo di 2h28’ e in decima posizione assoluta.” 

Le gare diventano dei test di verifica delle proprie condizioni, diventano un’opportunità per testarsi, per sperimentare sensazioni ed emozioni diverse dopo una programmazione di allenamenti mirati al conseguimento del proprio obiettivo difficile e sfidante. 

Quale esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “L’allenamento quotidiano accresce in me la consapevolezza di potercela fare anche in gara.”  

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamenti, pre-gara, gara, post-gara? “Cerco di ampliare al massimo il bagaglio di sensazioni durante gli allenamenti, provando sensazioni diverse che vanno dallo stress mentale a quello fisico al fine di arrivare alle gare preparato a ogni genere di situazione.”  

Chi contribuisce alla tua performance? “La mia famiglia in primis.” 

Lo sport mette davanti a scelte importanti, mette davanti a problemi e difficoltà da affrontare, gestire, superare. Lo sport permette di apprendere dall’esperienza affrontando, gestendo, superando crisi e difficoltà, con l’aiuto di persone che supportano, consigliano, sostengono. 

Quali sono difficoltà e rischi? “Quando l’allenamento o un piano di lavoro non è correttamente impostato e tarato sulle caratteristiche individuali il rischio di incorrere in problematiche quali infortuni è sempre dietro l’angolo.”  

Ritieni utile lo psicologo dello sport?  “Nel mio caso sono in grado di trovare da solo le motivazioni e convogliarle quando serve e al momento più opportuno, molto spesso sono io a fare da psicologo agli altri podisti che cercano conferme nei loro allenamenti e io gli infondo la carica ottimale per centrare gli obiettivi.” 

Lo sport permette di far parte di un gruppo, squadra, famiglia con un obiettivo comune individuale e di squadra teso al benessere e alla performance. 

C’è un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Alla corsa di Miguel del 2017 sono partito senza riscaldamento perché non riuscivo più a trovare mio padre che teneva la borsa con le mie cose… l’ho trovato due minuti prima del via e mi sono cambiato al volo, in quella occasione ho realizzato il mio personale!” 

Lo sport avvicina persone, culture e mondi, abbatte barriere culturali e generazionali, lo sport diventa una palestra di vita. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Lo sport supera le disuguaglianze e unisce i popoli, migliora l’armonia con sé stessi e con gli altri e proprio i più giovani devono praticarlo affinché ci sia un mondo migliore.”  

Familiari e amici cosa dicono del tuo sport? “Bisognerebbe dare agli sport come l’atletica maggiore visibilità e importanza, lo sport per eccellenza rimane il calcio gli altri non vengono minimamente considerati.” 

Lo sport comporta tanto impegno e sacrifici per ottenere la miglior prestazione possibile, per cercare di sfidare altri più forti, per cercare di fare del proprio meglio per abbattere primati personali e avversari, è importante non barare ed essere corretti per un confronto leale e corretto. 

C’è stato il rischio di incorrere nel doping? “Mai! Chi si dopa andrebbe punito con sanzioni esemplari.”  

Un messaggio per sconsigliarne l’uso? “Doparsi è l’equivalente di rubare, vincere una medaglia, sottraendola a chi si è allenato duramente da pulito e facendo sacrifici quotidiani è qualcosa che non deve per nessuna ragione accadere, il doping va sconfitto a ogni costo.” 

Nella mente degli atleti ci sono sempre gare da partecipare, sfide, tempi da migliorare. Luca sembra vere le idee ben chiare a seguito dei suoi tanti anni di carriera sportiva iniziando dal mezzofondo e arrivando alla maratona, una gara che mette alla prova dove si esce maturi e responsabili, dove ci si può sentire arrivati e soddisfatti. 

Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare? “Per prima cosa voglio lavorare per il prossimo, fare tutti i corsi della federazione e mettere a disposizione degli altri le mie competenze e esperienze per aiutarli a migliorare.” 

Matteo SIMONE – 21163@tiscali.it  

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Gran Fondo “Le Strade Rosa”: Loretta Giudici 2^ assoluta e 1^ di categoria

Matteo SIMONE 

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Il 25 aprile 2021 si è svolta a Castelnuovo di Farfa (RI) la seconda edizione della Gran Fondo “Le Strade Rosa”, gara ciclistica femminile di 92 km, la cui vincitrice è stata Sara Mazzorana, Bike Therapy, che ha preceduto con 8″ di vantaggio Loretta Giudici, ASD Anagni Ciclismo. Al terzo posto si classificano Simona Pagni e la collega amica psicologa Manuela Ansaldo, entrambe dell’ASD Picar-Blokko Racing Team. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Loretta attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Come stai? “Molto bene grazie”.  

Soddisfatta? “Assolutamente sì”. 

Di questi tempi, dove la pandemia sta stravolgendo la vita di molte persone causando malessere e disagi non è scontato né stare bene e né stare in forma. Pertanto partecipare a una gara ciclistica e ottenere risultati da podio non può che essere che una grande soddisfazione e un segnale di ripartenza per ben sperare per il futuro in una vita ricca di sensazioni ed emozioni grazie anche allo sport che fa faticare in allenamento e in gara ma procurare sensazioni ed emozioni intense. 

Criticità durante il percorso? “Le macchine spuntate all’improvviso durante le discese tecniche”. 

E’ difficile avere tutto sotto controllo, quando si sta in equilibrio su una bici soprattutto se si è davanti nelle primissime posizioni e si vuol cercare di spuntarla su tutte magari in discesa lasciandosi andare con coraggio ma estrema attenzione a causa di imprevisti di qualsiasi natura a in particolare le auto guidate sempre più da persone che vanno di fretta. 

Quali sono le consapevolezze ora? “Aver dato il meglio della mia performance psicofisica soprattutto dal punto di vista mentale”. 

Per ottenere la performance nello sport sarebbe opportuno essere al meglio della forma on solo fisica ma anche mentale, si tratta di focalizzarsi per il compito e l’obiettivo sfidante tenendo a bada distrazioni e pensieri che possono essere considerate zavorra. 

Hai dovuto rimodulare piani e programmi? “Eh sì. Allo scatto della mia avversaria ho dovuto rispondere con prontezza e forza seminando il gruppo di testa”. 

Loretta è sembrata essere scaltra, pronta e reattiva grazie anche alla tanta esperienza accumulata nel corso di allenamenti e gare per poter saper affrontare, gestire, superare ogni imprevisti e/o azione di eventuali potenziali avversari. 

Sei ancora intenzionata a rincorrere i tuoi sogni? “Certamente”. 

Quali? “Per ora il ‘Blockhouse Marathon’”. 

Quando? “Il 9 maggio 2021”. 

Detto, fatto, non ho fatto in tempo a scrivere l’articolo relativo la sua vittoria che Loretta è già avanti a godersi la sua vittoria annunciata con consapevolezza, fiducia e resilienza. 

Infatti Loretta si è aggiudicata la Granfondo della “Blockhouse Marathon” precedendo Maria Parisi (Il Velocifero) e Federica Figliola (Mkg Cycling Team). 

Cosa dici della tua squadra e di chi ti sostiene? “Affidabili, premurosi, coerenti”. 

Come stai attraversando, gestendo, superando il periodo COVID? “Con la massima consapevolezza del momento e la bici mi è stata di grande aiuto”. 

La bici risulta essere un ottimo strumento per sviluppare resilienza in quanto fa comprendere come sia possibile restare sempre in equilibrio, come faticare in salita e nelle difficoltà per scollinare e poi godersi il panorama, la discesa, la tranquillità dopo la tempesta. 

Cosa diresti a Loretta di 10 anni fa? “Credi in te stessa, nelle tue potenzialità, nei tuoi sogni”. 

Ora sembra proprio che Loretta ci sta credendo, insegue con coraggio, preparazione e fiducia i suoi sogni che gradualmente si trasformano in realtà con podi e vittorie e tanto benessere psicofisico, emotivo e relazionale. 

Un messaggio per ripartire senza abbassare la guardia? “Rispetto per se stessi e per le norme anti COVID. Rafforzare e sostenere il proprio sistema immunitario”. 

Sei ancora disposta a faticare per ottenere risultati? “E’ la mia natura. Non conosco altre vie per ottenere ciò che desidero”.  

Per risolvere problemi e sconfiggere avversari è opportuno essere onesti e focalizzati verso l’obiettivo credendoci e applicandosi quotidianamente senza arrendersi senza mollare, senza abbandonare sogni. 

Cosa ti spinge a fare sport? “L’indole, il temperamento. L’ascolto verso se stessi è un’inclinazione naturale …non ne potrei fare a meno. Da una semplice passeggiata alla preparazione atletica…fa parte dei miei geni”. 

Cosa c’è dietro una gara? “Tanta testa. Tanto equilibrio. Tanto ascolto interiore”. 

Tra gli strumenti vincenti di Loretta c’è tanta introspezione, rispetto, ascolto, componenti umane che contribuiscono a portare il fisico a sforzi enormi. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “La salute e l’energia, oggi più che mai. La perseveranza e la gratitudine verso se stessi e ciò che la vita ci ‘mostra’. La fede. La serenità mentale. La conoscenza e la coscienza di sé. Gli obiettivi e gli ideali di valore. L’autonomia e l’indipendenza finanziaria. Le relazioni amorevoli e il valore sociale. La soddisfazione personale”. 

Tanta roba. Ringrazio Loretta per questi utili consigli e suggerimenti, vere perle di saggezza, un grande tesoro per tanti. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

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Daniele Cappelletti, 3° nella classifica finale della Coppa Italia di Sky Snow

Salire sul podio mi piace ancora molto nonostante l’età che avanza 

Matteo SIMONE 

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A Sella Neva, si è conclusa la prima edizione della Coppa Italia FISKY –  Skysnow e la classifica finale, ottenuta dalla somma dei due migliori risultati di tre gare vede al 1° posto Cristian Minoggio (200 punti) che ha preceduto Luca Del Pero (166 punti) e Daniele Cappelletti (160 punti). Per quanto riguarda le donne, femminile la vittoria è andata a Isabella Morlini (178 punti) che ha preceduto Raffaella Tempesta (176 punti) e Consuelo Vicari (152 punti). 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Daniele attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Ciao Daniele, come stai? “Ciao Matteo, sto guarendo da una fastidiosa periostite sotto al ginocchio ma nel complesso sto bene. Arrivo da un terzo posto nella classifica finale della Coppa Italia di Sky Snow e devo dire che salire sul podio mi piace ancora molto nonostante l’età che avanza ahahahahahaahah”. 

Daniele è sempre alla ricerca di vittorie, podi, sfide, record, maglie azzurre essendo amante di sport e montagna. Lo scorso anno nonostante il periodo avverso dovuto alla pandemia del COVID è riuscito a stabilite un nuovo record del mondo di ascesa nelle 24h sul monte di Mezzocorona alzando l’asticella a 21.720 metri. 

In che consiste il tuo nuovo incarico in ambito sportivo? “Domenica 25 aprile si sono svolte le elezioni del consiglio federale della FISKY (Federazione Italiana Skyrunning) e ho avuto la fortuna di essere eletto consigliere con l’incarico di rappresentante degli atleti. Nel concreto ho la possibilità di esporre richieste, necessità ed eventuali problemi degli atleti stessi; proporre soluzioni al fine di metterci nelle migliori condizioni possibili per poter ben figurare in ambito internazionale. Penso sia una figura molto importante specialmente per gli atleti più giovani. Staremo a vedere”. 

Progetti e scenari futuri? “Abbiamo in mente alcune idee, molto ambiziose, che richiederanno molto impegno da parte di ogni componente della federazione. Al momento non posso espormi, ma il concetto di base è quello di far conoscere la disciplina ad un pubblico più ampio. Per quel che riguarda il futuro io credo che altre nazioni prenderanno spunto dal modello italiano e questo sarà un tassello fondamentale nella crescita dello skyrunning internazionale. Il Presidente Meraldi si sta già muovendo molto bene per questo e nell’arco di qualche anno vedremo già i primi cambiamenti”

Daniele ci tiene tantissimo a quello che fa per amore dello sport, della montagna, della sua nazione e tra i suoi obiettivi ci sono non solo gare e prestazioni importanti ma anche la crescita di performance degli altri componenti della squadra Italia, soprattutto i più giovani e meno esperti che possono beneficiare della sua esperienza e di altri atleti più esperti in campo internazionale. 

Come descrivi la tua squadra? “Quest’anno ci sono nuovi innesti, molto giovani dotati di ottime qualità. Ho avuto modo di conoscerli nel primo raduno collegiale a Sella Nevea: hanno molta voglia di fare bene! Altri atleti vestono la maglia azzurra già da qualche anno, sono ben integrati nel gruppo e hanno ben chiari i propri obbiettivi. Finalmente si vede qualche ragazza in più e analizzando i risultati nella prima skyrace di coppa Italia a Villacidro in Sardegna, credo che il gentil sesso sarà una bella sorpresa ai prossimi mondiali. Un fattore importante è l’età anagrafica: il senatore ha 43 anni e la più giovane 17. Ecco lo stimolo reciproco dove i giovani cercano di diminuire il gap nelle distanze più lunghe e gli anziani provano invece a imitare i ritmi veloci dei giovincelli”. 

Proposte e idee soprattutto per i più giovani? “La settimana prossima definiremo in assemblea il programma annuale. Sicuramente incrementeremo il numero dei raduni collegiali e di conseguenza gli allenamenti di gruppo e le lezioni teoriche, che vanno dalla preparazione atletica all’ alimentazione e integrazione dello skyrunner”. 

La gara di Sella Neva è stata anche un’opportunità per organizzare un raduno per la Squadra Nazionale FISKY e come dice Daniele è importante per gli atleti conoscersi e diventare dei riferimenti l’un per l’altro, i più esperti da più anni in nazionali possono essere un grande esempio per i più giovani e insieme si può formare una squadra ben amalgamata alla ricerca di obiettivi sfidanti condivisi. 

La prima tappa di Coppa Italia Fisky 2021 a Villacidro è stata vinta da Luca Del Pero 2h06’30” che ha preceduto Lorenzo Rota Martir 2h08’48” e Franco Collé 2h10’57”. TRa le donne ha vinto Paola Gelpi 2h39’16” seguita da Giuditta Turini 2h41’15” e Martina Bilora 2h41’28”. 

Che programmi hai/avete? “Per quel che mi riguarda cerco la convocazione ai mondiali di luglio che si terranno in Spagna. Successivamente vedrò come sarà la condizione e valuterò a quali gare partecipare. A livello federale ci troveremo nel prossimo raduno in maggio ad Agerola sulla costa amalfitana. Il venerdì si disputerà il campionato italiano vertical >2000mt; la domenica toccherà alle distanze lunghe dove gli atleti dovranno scegliere quale distanza affrontare: la 15, la 35 oppure la 50km. Io credo che in questo secondo incontro stagionale il Ct Mattioli deciderà i nomi di chi salirà sull’aereo per la Valle del Boi, nei Pirenei spagnoli. I giovani dovranno invece pensare ai mondiali sul Gran Sasso proprio a fine luglio”. 

La sesta edizione dei Campionati del Mondo di Skyrunning che si svolgono a cadenza biennale, rinviati dal 2020 al 2021, si terranno tra il 9 e l’11 luglio nei Pirenei in Vall de Boí, Patrimonio Mondiale UNESCO. Sono previste tre discipline: Vertical 2,8 km, Sky 42K e Skyultra 68K. È previsto anche il titolo di Combinata, basato sui migliori risultati ottenuti nelle gare Vertical e Sky.  

I Campionati del Mondo Giovanili 2021 di skyrunning avranno luogo nella provincia di L’Aquila dal 30 luglio al 1° agosto 2021. Sono previste le seguenti gare: Gran Sasso Vertical Run di 3,8 km e 1.000m di dislivello positivo che arriva a 2.130m di quota; Gran Sasso SkyRace di 23 km e 2.369m di dislivello positivo (è previsto un percorso ridotto per gli atleti tra 15 e 17 anni, categoria Youth).  

Tanti impegni per Daniele e gli altri atleti che vogliono indossare la maglia azzurra, nelle diverse distanze per mettersi in gioco, nella speranza di eccellere e farsi notare per prendere il volo in Spagna o sul Gran Sasso. Bello Agerola e la costiera Amalfitana, ci sono stato i primi giorni di settembre dell’anno scorso. Più di 10 anni fa ho partecipato al Gran Sasso Vertical Run, molto spettacolare e faticoso. 

Sfide prossime? “Per ora non ho in mente nulla. Voglio sistemare definitivamente qualche acciacco e trovare una buona forma fisica, poi si vedrà”. 

Quando c’è un infortunio, bisogna saper aspettare e aver pazienza, capire quello che è successo e poi si può ripartire. 

Come stai affrontando, gestendo, superando il periodo COVID? Sinceramente a me cambia ben poco, anzi sono quasi troppo impegnato.   Di giorno lavoro a tempo pieno al Museo Nazionale Storico degli Alpini, poi arrivo a casa e vado ad allenarmi. Dopo una bella doccia ceno, passo un po’ di tempo con la mia ragazza prima di dedicarmi alla federazione. Insomma, o mi organizzo o resto senza cena hahahahahahahaa”. 

Bisogna capire quali sono le proprie esigenze e i propri bisogni, stabilire delle priorità, organizzarsi e mobilitare le energie per soddisfare propri bisogni cercando di trovare un equilibrio tra le varie sfere: individuale, familiare, lavorativa. 

Come coinvolgere persone a fare sport, soprattutto in montagna? “E’ molto semplice: bisogna proporsi direttamente. Soprattutto in questo periodo è importantissimo far capire l’esistenza di una medicina che ci fa sentire bene, ci rende più belli, fa crescere i ragazzi sani ed è un’ottima scusa per passare del tempo con chi ci sta simpatico. Tiene alla larga dalle cattive compagnie, mantiene il cuore in forma e allontana molte malattie: questa medicina è lo Sport.  Capito questo non servirà chiedere loro di seguirci in montagna, saranno loro ad andarci”. 

Concordo con Daniele, lo sport è una vera medicina per il fisico, la mente e le relazioni, fa stare all’aria aperta, fa faticare, fa incontrare persone, animali, posti naturali meravigliosi, afa apprendere dall’esperienza, fa raggiungere obiettivi incrementando l’autoefficacia. Fa essere parte di un gruppo. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Prima di tutto dobbiamo fare ciò che desideriamo e mai quello che desiderano gli altri. Detto questo io credo che il successo sia il risultato della preparazione, del duro lavoro e dell’apprendimento dal fallimento”. 

Ottima sintesi, in effetti al primo posto c’è la forte passione e motivazione intrinseca, la voglia di voler far qualcosa che c’è dentro di noi e poi il duro lavoro, l’impegno costante e la predisposizione ad accettare e apprendere dalle sconfitte e i fallimenti che non vanno subite ma capite prima di reagire ripartendo più preparati e in condizioni più ottimali. 

Credito foto: Davide Ferrari 

Matteo SIMONE 

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Marco Menegardi vince a Cinisello Balsamo la 6h del Parco Nord con 88.349km

Durante una 6 h devi cercare di avere tutto sotto controllo ogni minuto 

Matteo SIMONE 

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Domenica 09.05.2021si è svolta a Cinisello Balsamo (MI) la seconda edizione della “6 ore del Parco Nord”, su un anello di circa 1600 metri quasi completamente asfaltato, organizzata dal Centro Provinciale Libertas Milano in collaborazione con ASD Sport club Atletica Libertas Sesto.  

Il vincitore è stato Marco Menegardi con 88.349 km precedendo Giorgio Calcaterra 86.084 km e Gagliardini Mauro 78.848 km. Tra le donne la vittoria è andata a Chiara Milanesi con 75.713 km precedendo Lorena Brusamento 74.647 km e Annalisa Campagna 69.783 km. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Marco attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti Marco, ti aspettavi una prestazione del genere? “Non mi aspettavo di potere fare oltre 88 km adesso perché sono ancora molto indietro con la preparazione. Al massimo potevo pensare a 86. Poi dopo poco il GPS continuava a perdere il segnale e non sapevo a che distanza ero arrivato”. 

In sport di endurance dove si pratica sport per diverse ore è difficile arrivare il giorno della gara ben testati e capire quanto si vale, si possono avere delle aspettative in base agli allenamenti eseguiti e allo stato di forma del momento e in gara può succedere di tutto, di avere un calo di rendimento dovuto a diversi aspetti oppure si può fare una grande performance seguendo l’istinto e la fiducia di aver lavorato bene soprattutto se si sperimenta una condizione paragonabile al flow, dove tutto fila liscio, il tempo scorre, la fatica non pesa e gli stimoli continuano fino alla fine della gara per far bene, soprattutto se gli avversari sono di valore come Giorgio Calcaterra considerato da diversi anni il “Re” delle ultramaratone. 

E’ il record italiano? “Il record italiano è di 90.4 km di Mario Ardemagni”. 

In effetti il record Italiano è di Ardemagni di 90.400 km ottenuto il lontano 28.09.2003 a San Giovanni Lupatoto (VR), al secondo posto risulta essere Marco Boffo 89.633 km del 19.04.2008 a Ciserano (BG) e al terzo posto risulta essere Marco Menegardi. 

La prestazione di Marco risulta essere anche la seconda al mondo nel 2021 e lo precede solamente il polacco Dariusz Nozynski con 91.975 km ottenuto il 20.03.2021 a Warszawa (POL). 

Hai sofferto il caldo o cos’altro? “Un po’ sì. Io amo il freddo. Ho cercato di idratarmi regolarmente e non forzare mai troppo il ritmo”. 

Parteciperai al Campionato 100km a Imola per il titolo e per un under 7 ore? “Parteciperò a Imola anche se, viste le premesse del caldo che ci sarà, pensare (almeno per me) di stare sotto le 7h sarà improbabile”. 

Il Campionato Italiano di 100 km su strada si svolgerà all’autodromo di il 22 maggio in sostituzione della 100 km del “Passatore Firenze-Faenza”.  

Marco ha vinto il titolo italiano già ben 2 volte: il 26.03.2017 a Seregno della Brianza in 7h06’42” https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2017/03/marco-menegardi-campione-italiano-100km.html e il 25.05.2019 vincendo la “100 km del Passatore, Firenze-Faenza” in 7h12’48” https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2019/05/marco-menegardi-vince-il-passatore.html 

Sarà una grande sfida per lui conquistare il terzo titolo italiano sulla distanza di 100km e scendere sotto le 7 ore, staremo a vedere, farò il tifo per lui, grande atleta italiano. 

Cosa dice la tua squadra di te? “La mia squadra non l’ho sentita. Il mio sponsor ‘Hoka era molto soddisfatto”. 

Hoka risulta essere una grande marca per scarpe tecniche adatte soprattutto per le ultramaratone e al prossimo Campionato Italiano “Hoka One One” sarà presente per la diretta social integrale della gara. 

Come ti sei preparato nonostante la mancanza di gare? “Ho cercato di preparami cercando sempre di più il mix giusto tra qualità e quantità evitando i lunghi. Non ho mai corso più di 41 km però nelle ultime 4 settimane ho fatto 33 km di media al giorno”. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Cerco di trovare l’equilibrio con tutte le cose della vita. Non sempre ci riesco ma provo sempre a migliorarmi. Poi quando credo in un progetto cerco di non farmi distrarre da chi cerca di intralciarmi per gelosia o frustrazione”. 

Marco ha dimostrato di sapersi migliorare negli anni mantenendo alta la motivazione e l’interesse per questa disciplina molto faticosa dove si tratta di trovare spazi e tempi per allenarsi per più ore giornaliere. 

Ti ha aiutato qualcuno? “Ho delle persone che mi vogliono bene e (non è un cliché) senza di loro non sarebbe stato possibile né questo né altre cose della mia vita”. 

Hai avuto tutto sotto controllo? “Durante una 6 h devi cercare di avere tutto sotto controllo ogni minuto perché sbagliare è semplicissimo e ogni energia persa sono metri in meno alla fine. Se per caso perdi dei riferimenti non devi farti prendere dal panico e aggrapparti all’esperienza”. 

Se veramente si vuol fare bene in gara non bisogna sottovalutare nulla, bisogna essere focalizzati e attenti a non disperdere energie inutili, anzi monitorarsi per capire se si ha bisogno di integrarsi o idratarsi per prevenire crisi e/o disagi. 

In che modo ti sei focalizzato per la gara? “Cerco di pensare a correre bene e all’obiettivo e alla tabella che mi sono dato. Per il resto lascio scorrere l’adrenalinaDico sempre la prima parte di gara di intelligenza, la seconda di testosterone”.  

La dedichi a qualcuno? “La dedico alla mia tenacia e a chi mi è stato vicino. Ma vorrei che questo fosse solo l inizio”. 

Sembra che il meglio debba ancora venire per Marco nel continuare a esprimersi ad altissimi livelli in queste gare di ultramaratona dove si richiede testa e fisico per non mollare e non arrendersi ma prepararsi per bene per ottenere risultati prestigiosi e conseguire obiettivi sfidanti. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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