Daniele Cappelletti, 3° nella classifica finale della Coppa Italia di Sky Snow

Salire sul podio mi piace ancora molto nonostante l’età che avanza 

Matteo SIMONE 

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A Sella Neva, si è conclusa la prima edizione della Coppa Italia FISKY –  Skysnow e la classifica finale, ottenuta dalla somma dei due migliori risultati di tre gare vede al 1° posto Cristian Minoggio (200 punti) che ha preceduto Luca Del Pero (166 punti) e Daniele Cappelletti (160 punti). Per quanto riguarda le donne, femminile la vittoria è andata a Isabella Morlini (178 punti) che ha preceduto Raffaella Tempesta (176 punti) e Consuelo Vicari (152 punti). 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Daniele attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Ciao Daniele, come stai? “Ciao Matteo, sto guarendo da una fastidiosa periostite sotto al ginocchio ma nel complesso sto bene. Arrivo da un terzo posto nella classifica finale della Coppa Italia di Sky Snow e devo dire che salire sul podio mi piace ancora molto nonostante l’età che avanza ahahahahahaahah”. 

Daniele è sempre alla ricerca di vittorie, podi, sfide, record, maglie azzurre essendo amante di sport e montagna. Lo scorso anno nonostante il periodo avverso dovuto alla pandemia del COVID è riuscito a stabilite un nuovo record del mondo di ascesa nelle 24h sul monte di Mezzocorona alzando l’asticella a 21.720 metri. 

In che consiste il tuo nuovo incarico in ambito sportivo? “Domenica 25 aprile si sono svolte le elezioni del consiglio federale della FISKY (Federazione Italiana Skyrunning) e ho avuto la fortuna di essere eletto consigliere con l’incarico di rappresentante degli atleti. Nel concreto ho la possibilità di esporre richieste, necessità ed eventuali problemi degli atleti stessi; proporre soluzioni al fine di metterci nelle migliori condizioni possibili per poter ben figurare in ambito internazionale. Penso sia una figura molto importante specialmente per gli atleti più giovani. Staremo a vedere”. 

Progetti e scenari futuri? “Abbiamo in mente alcune idee, molto ambiziose, che richiederanno molto impegno da parte di ogni componente della federazione. Al momento non posso espormi, ma il concetto di base è quello di far conoscere la disciplina ad un pubblico più ampio. Per quel che riguarda il futuro io credo che altre nazioni prenderanno spunto dal modello italiano e questo sarà un tassello fondamentale nella crescita dello skyrunning internazionale. Il Presidente Meraldi si sta già muovendo molto bene per questo e nell’arco di qualche anno vedremo già i primi cambiamenti”

Daniele ci tiene tantissimo a quello che fa per amore dello sport, della montagna, della sua nazione e tra i suoi obiettivi ci sono non solo gare e prestazioni importanti ma anche la crescita di performance degli altri componenti della squadra Italia, soprattutto i più giovani e meno esperti che possono beneficiare della sua esperienza e di altri atleti più esperti in campo internazionale. 

Come descrivi la tua squadra? “Quest’anno ci sono nuovi innesti, molto giovani dotati di ottime qualità. Ho avuto modo di conoscerli nel primo raduno collegiale a Sella Nevea: hanno molta voglia di fare bene! Altri atleti vestono la maglia azzurra già da qualche anno, sono ben integrati nel gruppo e hanno ben chiari i propri obbiettivi. Finalmente si vede qualche ragazza in più e analizzando i risultati nella prima skyrace di coppa Italia a Villacidro in Sardegna, credo che il gentil sesso sarà una bella sorpresa ai prossimi mondiali. Un fattore importante è l’età anagrafica: il senatore ha 43 anni e la più giovane 17. Ecco lo stimolo reciproco dove i giovani cercano di diminuire il gap nelle distanze più lunghe e gli anziani provano invece a imitare i ritmi veloci dei giovincelli”. 

Proposte e idee soprattutto per i più giovani? “La settimana prossima definiremo in assemblea il programma annuale. Sicuramente incrementeremo il numero dei raduni collegiali e di conseguenza gli allenamenti di gruppo e le lezioni teoriche, che vanno dalla preparazione atletica all’ alimentazione e integrazione dello skyrunner”. 

La gara di Sella Neva è stata anche un’opportunità per organizzare un raduno per la Squadra Nazionale FISKY e come dice Daniele è importante per gli atleti conoscersi e diventare dei riferimenti l’un per l’altro, i più esperti da più anni in nazionali possono essere un grande esempio per i più giovani e insieme si può formare una squadra ben amalgamata alla ricerca di obiettivi sfidanti condivisi. 

La prima tappa di Coppa Italia Fisky 2021 a Villacidro è stata vinta da Luca Del Pero 2h06’30” che ha preceduto Lorenzo Rota Martir 2h08’48” e Franco Collé 2h10’57”. TRa le donne ha vinto Paola Gelpi 2h39’16” seguita da Giuditta Turini 2h41’15” e Martina Bilora 2h41’28”. 

Che programmi hai/avete? “Per quel che mi riguarda cerco la convocazione ai mondiali di luglio che si terranno in Spagna. Successivamente vedrò come sarà la condizione e valuterò a quali gare partecipare. A livello federale ci troveremo nel prossimo raduno in maggio ad Agerola sulla costa amalfitana. Il venerdì si disputerà il campionato italiano vertical >2000mt; la domenica toccherà alle distanze lunghe dove gli atleti dovranno scegliere quale distanza affrontare: la 15, la 35 oppure la 50km. Io credo che in questo secondo incontro stagionale il Ct Mattioli deciderà i nomi di chi salirà sull’aereo per la Valle del Boi, nei Pirenei spagnoli. I giovani dovranno invece pensare ai mondiali sul Gran Sasso proprio a fine luglio”. 

La sesta edizione dei Campionati del Mondo di Skyrunning che si svolgono a cadenza biennale, rinviati dal 2020 al 2021, si terranno tra il 9 e l’11 luglio nei Pirenei in Vall de Boí, Patrimonio Mondiale UNESCO. Sono previste tre discipline: Vertical 2,8 km, Sky 42K e Skyultra 68K. È previsto anche il titolo di Combinata, basato sui migliori risultati ottenuti nelle gare Vertical e Sky.  

I Campionati del Mondo Giovanili 2021 di skyrunning avranno luogo nella provincia di L’Aquila dal 30 luglio al 1° agosto 2021. Sono previste le seguenti gare: Gran Sasso Vertical Run di 3,8 km e 1.000m di dislivello positivo che arriva a 2.130m di quota; Gran Sasso SkyRace di 23 km e 2.369m di dislivello positivo (è previsto un percorso ridotto per gli atleti tra 15 e 17 anni, categoria Youth).  

Tanti impegni per Daniele e gli altri atleti che vogliono indossare la maglia azzurra, nelle diverse distanze per mettersi in gioco, nella speranza di eccellere e farsi notare per prendere il volo in Spagna o sul Gran Sasso. Bello Agerola e la costiera Amalfitana, ci sono stato i primi giorni di settembre dell’anno scorso. Più di 10 anni fa ho partecipato al Gran Sasso Vertical Run, molto spettacolare e faticoso. 

Sfide prossime? “Per ora non ho in mente nulla. Voglio sistemare definitivamente qualche acciacco e trovare una buona forma fisica, poi si vedrà”. 

Quando c’è un infortunio, bisogna saper aspettare e aver pazienza, capire quello che è successo e poi si può ripartire. 

Come stai affrontando, gestendo, superando il periodo COVID? Sinceramente a me cambia ben poco, anzi sono quasi troppo impegnato.   Di giorno lavoro a tempo pieno al Museo Nazionale Storico degli Alpini, poi arrivo a casa e vado ad allenarmi. Dopo una bella doccia ceno, passo un po’ di tempo con la mia ragazza prima di dedicarmi alla federazione. Insomma, o mi organizzo o resto senza cena hahahahahahahaa”. 

Bisogna capire quali sono le proprie esigenze e i propri bisogni, stabilire delle priorità, organizzarsi e mobilitare le energie per soddisfare propri bisogni cercando di trovare un equilibrio tra le varie sfere: individuale, familiare, lavorativa. 

Come coinvolgere persone a fare sport, soprattutto in montagna? “E’ molto semplice: bisogna proporsi direttamente. Soprattutto in questo periodo è importantissimo far capire l’esistenza di una medicina che ci fa sentire bene, ci rende più belli, fa crescere i ragazzi sani ed è un’ottima scusa per passare del tempo con chi ci sta simpatico. Tiene alla larga dalle cattive compagnie, mantiene il cuore in forma e allontana molte malattie: questa medicina è lo Sport.  Capito questo non servirà chiedere loro di seguirci in montagna, saranno loro ad andarci”. 

Concordo con Daniele, lo sport è una vera medicina per il fisico, la mente e le relazioni, fa stare all’aria aperta, fa faticare, fa incontrare persone, animali, posti naturali meravigliosi, afa apprendere dall’esperienza, fa raggiungere obiettivi incrementando l’autoefficacia. Fa essere parte di un gruppo. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Prima di tutto dobbiamo fare ciò che desideriamo e mai quello che desiderano gli altri. Detto questo io credo che il successo sia il risultato della preparazione, del duro lavoro e dell’apprendimento dal fallimento”. 

Ottima sintesi, in effetti al primo posto c’è la forte passione e motivazione intrinseca, la voglia di voler far qualcosa che c’è dentro di noi e poi il duro lavoro, l’impegno costante e la predisposizione ad accettare e apprendere dalle sconfitte e i fallimenti che non vanno subite ma capite prima di reagire ripartendo più preparati e in condizioni più ottimali. 

Credito foto: Davide Ferrari 

Matteo SIMONE 

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Marco Menegardi vince a Cinisello Balsamo la 6h del Parco Nord con 88.349km

Durante una 6 h devi cercare di avere tutto sotto controllo ogni minuto 

Matteo SIMONE 

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Domenica 09.05.2021si è svolta a Cinisello Balsamo (MI) la seconda edizione della “6 ore del Parco Nord”, su un anello di circa 1600 metri quasi completamente asfaltato, organizzata dal Centro Provinciale Libertas Milano in collaborazione con ASD Sport club Atletica Libertas Sesto.  

Il vincitore è stato Marco Menegardi con 88.349 km precedendo Giorgio Calcaterra 86.084 km e Gagliardini Mauro 78.848 km. Tra le donne la vittoria è andata a Chiara Milanesi con 75.713 km precedendo Lorena Brusamento 74.647 km e Annalisa Campagna 69.783 km. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Marco attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti Marco, ti aspettavi una prestazione del genere? “Non mi aspettavo di potere fare oltre 88 km adesso perché sono ancora molto indietro con la preparazione. Al massimo potevo pensare a 86. Poi dopo poco il GPS continuava a perdere il segnale e non sapevo a che distanza ero arrivato”. 

In sport di endurance dove si pratica sport per diverse ore è difficile arrivare il giorno della gara ben testati e capire quanto si vale, si possono avere delle aspettative in base agli allenamenti eseguiti e allo stato di forma del momento e in gara può succedere di tutto, di avere un calo di rendimento dovuto a diversi aspetti oppure si può fare una grande performance seguendo l’istinto e la fiducia di aver lavorato bene soprattutto se si sperimenta una condizione paragonabile al flow, dove tutto fila liscio, il tempo scorre, la fatica non pesa e gli stimoli continuano fino alla fine della gara per far bene, soprattutto se gli avversari sono di valore come Giorgio Calcaterra considerato da diversi anni il “Re” delle ultramaratone. 

E’ il record italiano? “Il record italiano è di 90.4 km di Mario Ardemagni”. 

In effetti il record Italiano è di Ardemagni di 90.400 km ottenuto il lontano 28.09.2003 a San Giovanni Lupatoto (VR), al secondo posto risulta essere Marco Boffo 89.633 km del 19.04.2008 a Ciserano (BG) e al terzo posto risulta essere Marco Menegardi. 

La prestazione di Marco risulta essere anche la seconda al mondo nel 2021 e lo precede solamente il polacco Dariusz Nozynski con 91.975 km ottenuto il 20.03.2021 a Warszawa (POL). 

Hai sofferto il caldo o cos’altro? “Un po’ sì. Io amo il freddo. Ho cercato di idratarmi regolarmente e non forzare mai troppo il ritmo”. 

Parteciperai al Campionato 100km a Imola per il titolo e per un under 7 ore? “Parteciperò a Imola anche se, viste le premesse del caldo che ci sarà, pensare (almeno per me) di stare sotto le 7h sarà improbabile”. 

Il Campionato Italiano di 100 km su strada si svolgerà all’autodromo di il 22 maggio in sostituzione della 100 km del “Passatore Firenze-Faenza”.  

Marco ha vinto il titolo italiano già ben 2 volte: il 26.03.2017 a Seregno della Brianza in 7h06’42” https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2017/03/marco-menegardi-campione-italiano-100km.html e il 25.05.2019 vincendo la “100 km del Passatore, Firenze-Faenza” in 7h12’48” https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2019/05/marco-menegardi-vince-il-passatore.html 

Sarà una grande sfida per lui conquistare il terzo titolo italiano sulla distanza di 100km e scendere sotto le 7 ore, staremo a vedere, farò il tifo per lui, grande atleta italiano. 

Cosa dice la tua squadra di te? “La mia squadra non l’ho sentita. Il mio sponsor ‘Hoka era molto soddisfatto”. 

Hoka risulta essere una grande marca per scarpe tecniche adatte soprattutto per le ultramaratone e al prossimo Campionato Italiano “Hoka One One” sarà presente per la diretta social integrale della gara. 

Come ti sei preparato nonostante la mancanza di gare? “Ho cercato di preparami cercando sempre di più il mix giusto tra qualità e quantità evitando i lunghi. Non ho mai corso più di 41 km però nelle ultime 4 settimane ho fatto 33 km di media al giorno”. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Cerco di trovare l’equilibrio con tutte le cose della vita. Non sempre ci riesco ma provo sempre a migliorarmi. Poi quando credo in un progetto cerco di non farmi distrarre da chi cerca di intralciarmi per gelosia o frustrazione”. 

Marco ha dimostrato di sapersi migliorare negli anni mantenendo alta la motivazione e l’interesse per questa disciplina molto faticosa dove si tratta di trovare spazi e tempi per allenarsi per più ore giornaliere. 

Ti ha aiutato qualcuno? “Ho delle persone che mi vogliono bene e (non è un cliché) senza di loro non sarebbe stato possibile né questo né altre cose della mia vita”. 

Hai avuto tutto sotto controllo? “Durante una 6 h devi cercare di avere tutto sotto controllo ogni minuto perché sbagliare è semplicissimo e ogni energia persa sono metri in meno alla fine. Se per caso perdi dei riferimenti non devi farti prendere dal panico e aggrapparti all’esperienza”. 

Se veramente si vuol fare bene in gara non bisogna sottovalutare nulla, bisogna essere focalizzati e attenti a non disperdere energie inutili, anzi monitorarsi per capire se si ha bisogno di integrarsi o idratarsi per prevenire crisi e/o disagi. 

In che modo ti sei focalizzato per la gara? “Cerco di pensare a correre bene e all’obiettivo e alla tabella che mi sono dato. Per il resto lascio scorrere l’adrenalinaDico sempre la prima parte di gara di intelligenza, la seconda di testosterone”.  

La dedichi a qualcuno? “La dedico alla mia tenacia e a chi mi è stato vicino. Ma vorrei che questo fosse solo l inizio”. 

Sembra che il meglio debba ancora venire per Marco nel continuare a esprimersi ad altissimi livelli in queste gare di ultramaratona dove si richiede testa e fisico per non mollare e non arrendersi ma prepararsi per bene per ottenere risultati prestigiosi e conseguire obiettivi sfidanti. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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