Camminata veloce con Ruggiero Graniero e gli Amici del Cammino

Matteo SIMONE

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A Barletta si cammina velocemente con Ruggiero Graniero e gli Amici del Cammino, per informazioni asd.amicidelcammino.barletta@gmail.com Ho conosciuto Ruggiero in una camminata da lui organizzata a Barletta, di seguito racconta la sua esperienza di atleta e in particolare di camminatore rispondendo ad alcune mie domande: Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica?Ho iniziato a giocare a calcio, poi ho smesso causa lavoro e ho iniziato un po’ di anni dopo a correre.” Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi?Lo sport aiuta a relazionarsi con la società.”

 

20664445_1400261170010433_8660623780629932446_nMolto solare Ruggiero, si prodiga per gli altri e personalmente ho potuto constatare e apprezzare il suo senso di accoglienza e ospitalità in occasione di una camminata serale: Quali caratteristiche, qualità, risorse hai dimostrato di possedere? Sono una persona che ama vedere gli altri vincere, le mie risorse organizzative si sono rivelate ottime.” Ti va di descrivere un episodio divertente o difficile della tua attività sportiva?Divertente è stato quello di concludere una gara con un amico. Difficile quello di concludere la 6 ore di Curinga.”

 

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L’esperienza della bici per assaporare colori, odori e suoni

Matteo SIMONE

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L’esperienza della bici per assaporare colori, odori e suoni; per perdersi e ritrovarsi; per assaporare la ciclicità dello sport come nella vita, fatta di partenze e arrivi, incontri e congedi, attivazione e rilassamento, tensione e relax, salite e discese. Importante è essere sempre pronti e sviluppare tanta consapevolezza, fidarsi di se stessi e di qualcun altro e sviluppare tanta resilienza.

10665731_10202684720134917_1994468380427322857_nLa bici è una metafora della vita, come per la bici c’è la ciclicità della salita e della discesa così nella vita c’è la crisi e soluzione senza darsi per sconfitti ma accettando e cambiando il corso degli eventi con fiducia e resilienza uscendone fuori sempre più rafforzati.

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Søren Nissen: Ho scoperto che il ciclismo è tutto mentale, forse l’80%

I have found out that cycling is all mental, maybe like 80%, the rest training

Matteo SIMONE

 

Søren Nissen ha iniziato a vincere in bici su strada e ha continuato poi in Mountain Bike. Soren è stato gentilissimo nel rispondere ad alcune domande tese a comprendere il mondo degli atleti: Qual è stato il tuo percorso per diventare un atleta?Ho iniziato come tutti i ragazzi con il calcio! Ho giocato fino a quando all’età di 14 anni ho iniziato a pedalare.” Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere o alla performance? Mi concentro sui miei obiettivi, cerco uno standard elevato per la mia prestazione, alcune volte mi sono spinto al limite sia fisicamente che mentalmente. Ho scoperto che il ciclismo è tutto mentale, forse l’80%, il resto è allenamento.

 

Il segreto del successo è un buon lavoro di goal setting, decidere obiettivi difficili, sfidanti ma raggiungibili ed un grande lavoro mentale accanto a quello fisico: Quali sono le tue sensazioni prima, durante e dopo una gara?Quando sono in buona forma vado alle gare come un soldato che va in guerra, la stessa sensazione durante la gara e dopo estasi. Viceversa, se non sono in forma, sono più silenzioso nel mio modo di agire.”

 

45404965_2103046283081461_3955051596940836864_nQuando è in ottima forma fisica e mentale e deve gareggiare, Soren appare determinato e concentrato per quell’impegno circoscritto nel tempo, una volta finito può godere di quello che è riuscito a fare. Soren ha dalla sua parte la sua fidanzata che lo sostiene ed è un punto di riferimento sia per incitarlo che per calmarlo: Chi ha contribuito al tuo benessere in questo sport ed alla tua performance?La mia ragazza ha davvero grande influenza sulla mia prestazione, spesso mi dice quando pensa sia il momento buono e mi calma anche!” Qual è stata la corsa della tua vita in cui si sono verificati più belle emozioni? La mia prima vittoria da professionista su strada nel 2006 al Giro di Slovacchia, 3^ tappa. Questo è stato per me dove tutto è cominciato e ho iniziato a credere in me stesso e che avrei potuto vincere grandi corse.”

 

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Maddalena Lanzilotti all’ultramaratona “Ultra Mirage el Djerid 100km”

Matteo SIMONE

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Il 29 settembre 2018 si è svolto in Tunisia a Tozeur l’ultramaratona “Ultra Mirage el Djerid 100km” il cui vincitore è stato l’atleta del Marocco Rachid      El Morabity con il crono di 09h11’ precedendo di pochi minuti il norvegese Sondre Amdahl 09h17’24” e il marocchino Mohamed EL MORABITY 10h16’46”. La svedese Elizabeth Barnes vince la gara femminile classificandosi in quarta posizione assoluta con il crono di 10:25:19 arrivando pochi minuti dopo il terzo uomo e precedendo la francese Oriane Dujardin 12h58’04” e la tunisina Chefia Hendaoui 13h35’08”.

IMG_6490Maddalena Lanzilotti si classifica ottava nella classifica femminile e seconda atleta italiana con il crono di 16h07’50”. Maddalena di seguito racconta la sua avventura: Come è andata?Nel 2018, vengo contattata per far parte del Trofeo Puglia Campionato Iuta Ultra Trail ero contenta ed emozionata per ciò e in quel periodo stavo preparando la (100 km di Seregno) su strada ma mi sono detta si dai proviamoci lo stesso i trail mi piacciono molto, mi svagano anche di più godendomi i panorami e i percorsi. Precisamente 25 marzo 2018 mi infortunio scivolando su una pietra così son dovuta pendermi un po’ di riposo forzato perdendo tutto il lavoro fatto comunque sono sempre stata positiva anche perché’ per lo meno un motivo c’era sapevo che una frattura passa e tutto si aggiusta, si, ferma per 4 mesi circa con esito frattura rotula ginocchio sx.

Il l8 luglio decido di fare qualcosa che mi potesse ridare un nuovo brivido … qualcosa che sognavo da anni e cioè il DESERTO… arriva il grande giorno 29/09/2018… tutto è pronto scarpe, maglia, cappello, calze, crema piedi, cibo, zenzero, papaia, parmigiano, uova sodo, noci…infine l’acqua obbligatorio 2 litri di acqua io ne avevo 2,5l, mi conosco il caldo non è il mio forte… soffro di più anche se il peso era di più, meglio soffrire meno il caldo. Ore 04.30 suona la sveglia…ore 5.30 destinazione luogo partenza gara…Ore 7.00 lo START… ci siamo adrenalina a palla…cuore batte …occhi lucidi… ci si saluta …ci si augura in bocca a lupo…ecco ci siamo…. START GO GO GO. Vai Maddy, parti pure meglio più veloce ma non toppo ho ascoltato il mio amico Rached il quale mi aveva detto meglio più veloce perché più fresco e percorso più scorrevole quindi sono andata finche’ potevo i cancelli nemmeno li pensavo.”

 

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Chiara Barbieri, arciere: Il mio obbiettivo è quello di aumentare i miei punteggi

Le prime due gare indoor: la mente mi ha sia aiutata che ostacolata

Matteo SIMONE

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Chiara Barbieri della Compagnia Arcieri Celti ha partecipato al “XI Trofeo Indoor 18 mt Città di Morsano al Tagliamento” classificandosi nell’Arco olimpico categoria Junior in quarta posizione e recentemente ha partecipato anche al “3° Indoor San Donà” classificandosi in terza posizione. Di seguito, Chiara racconta le sue impressioni rispondendo ad alcune mie domande: Che sapore ti ha lasciato questa gara?Sono abbastanza contenta di entrambe le mie ultime competizioni, anche se per alcuni momenti sono convinta che avrei potuto fare meglio di quanto ho fatto. Avrei potuto tirare alcune frecce molto meglio di come ho fatto. Affermo ciò perché conosco le mie potenzialità e so quanto impegno e dedizione metto nel dedicarmi agli allenamenti.”

 

IMG_2219.jpgE’ importante sentirsi abbastanza contenti del risultato e cogliere comunque quello che è andato bene che diventa un punto di partenza per lavorarci per le prossime gare indoor: Che significato ha per te questa gara?Sono state le prime due gare indoor dopo il periodo estivo outdoor a lunga distanza, quindi sono state importanti per me stessa per riuscire a valutare il mio stato attuale a livello di sensazioni durante una competizione, dopo un periodo di solo allenamenti, dovuto ad una pausa dalle gare tra la conclusione delle gare outdoor e la fine delle gare indoor.”

 

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Federica Sicignano: Ogni mattina esco a correre quando il sole deve ancora sorgere

Matteo SIMONE

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Quello che succede in un mondo lontano è l’incontro di persone con interessi comuni che condividono una forte passione prima con lo sport, la corsa in particolare, e poi con la cultura e il benessere perché insieme si fa squadra, si diventa complici, si partecipa ad allenamenti e incontri, ci si guarda e ci si osserva per comprendersi, per farsi coraggio, per superare. Di seguito, Federica (Viola) racconta la sua esperienza di running camp in Kenya rispondendo ad alcune mie domande:

45331398_10216528718717868_894283474599411712_nC’è un alimento particolare che hai assunto?Ho scoperto proprio una nuova abitudine di alimentazione, al di la dei cibi speciali che in Italia si faticano a trovare (ugali, chapati…). Iniziando dall’allenamento mattutino a stomaco vuoto, per finire con il mangiare la frutta dopo cena tutte le sere. E poi…quanti litri di Kenyan Mixed Tea che ho bevuto e che sto bevendo! Per quanto io abbia sempre osservato una dieta naturale e sana, con alcuni piccoli accorgimenti imparati in Kenya ho migliorato molto il mio stato di fitness adesso che sono a casa.”

 

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Consapevolezza, autoefficacia e resilienza per il benessere e la performance

Matteo SIMONE

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E’ sempre più chiaro che per stare bene e sperimentare benessere e performance occorre sviluppare tanta autoconsapevolezza, cioè la consapevolezza di se stessi: come ci si sente, come si sta, cosa si vuole, dove si vuole andare, e anche consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, risorse, limiti.

45232442_10212441915618706_41247817938763776_nE’ importante considerare il miglioramento delle capacità psichiche, sviluppare consapevolezza dei propri obiettivi stabiliti nel tempo da raggiungere gradualmente, incrementare la fiducia in sé progressivamente con allenamenti riusciti che testano l’atleta e confermano il suo stato di forma del momento; sviluppare la resilienza, superando sempre imprevisti, difficoltà, infortuni e sconfitte focalizzandosi nel momento presente e rimodulando i propri obiettivi in base alla condizione psicofisica del momento, in base alla risorse residue possedute nel periodo di riferimento, bisogna sempre essere pazienti e disponibili a ripartire per una nuova stagione.

Di fondamentale importanza risulta essere la fiducia in sé che si costruisce fin da piccoli nelle mura domestiche o comunque nella propria famiglia di appartenenza con la presenza dei familiari ad iniziare dai genitori e altre persone di riferimento della propria famiglia più o meno allargata.

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Convegno “Movimento, sport e salute” presso l’Istituto superiore di sanità (Iss)

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Nella vita prima o poi lo trovi uno sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi.

45119266_10212408963714929_5782271263233802240_nLo sport diventa un treno che porta in giro per città e paesi per sperimentare fatica, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. E’ sempre il momento per mettersi in moto, per iniziare a fare sport, incontrare gente in carne e ossa e allenarsi insieme, darsi un appuntamento e un ritrovo per un allenamento.

Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza. Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per conoscersi meglio nell’affrontare la fatica, per ascoltare sensazioni corporee ed emozionarsi. Lo sport rende felici nonostante la fatica.

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Lo sport permette di conoscere se stessi

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

E’ importante porre tanta attenzione nelle cose che si fanno e sviluppare consapevolezza di sé e fiducia in se stessi. La motivazione deve essere solida. E’ necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili.

45071983_1127449620764622_4018027121854119936_o ridottaQuello che si sperimenta nello sport, in genere poi si riesce a trasferire nella vita quotidiana, la determinazione sperimentata diventa un aspetto che può essere utile in altri aspetti della vita.

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Campionato italiano IUTA 6 Ore in pista a Campobasso

Matteo SIMONE

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C’ero anch’io e ho avuto l’opportunità di notare la condotta di gara dei primi e degli ultimi facendo esperienza su me stesso e condividendo una grande er ricca esperienza di conoscenza di se stessi e degli altri che permette di trasferire tanti insegnamenti nella vita quotidiana lavorativa, familiare, relazionale. La mia 51^ maratona/ULTRA, 1^ maratona/ULTRA dell’anno, 1^ 6 ore in pista.

43716547_10212311410916170_7712598809242501120_nPercorso con una bella visuale del castello di Campobasso e delle pendici delle colline, un percorso di 422 metri di pista di atletica dove era possibile osservare i primi e gli ultimi, dove il tempo comunque pasa in compagnia, dove ci sono distrazione, dove si ascolta musica e ci sono spettatori, dove la corsa diventa una piacevole fatica.

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