Carole Pipolo, ultrarunner: Lo sport mi rende più forte e più leggera

La mia vita è bella con questo sentimento di essere libera di fare sport! 

Matteo SIMONE 

http://www.psicologiadellosport.net 

La testa è il motore, il mentale è più importante, è quello che emerge sperimentando personalmente la pratica dello sport di endurance, ultramaratone, ultracycling ed ironman e quello che riportano tanti atleti che si dedicano a sport di lunga durata. 

Di seguito l’esperienza di ultrarunner di Carole Pipolo, Fondatrice, redattrice e fotografa di Outdoor and News http://outdoorandnews.com. 

Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita? Io mi sento campionessa tutti i giorni perché ho la fortuna di fare sport! Ma la prima volta che mi sono sentita campionessa è stata la mia prima marathon!”  

E’ vero lo sport rende felici, autoefficaci e resilienti, inoltre aggrega e avvicina persone, popoli e mondi, ancora sviluppa consapevolezza, autoefficacia e resilienza, quindi fincheè si riesce a far sport ci si può sentire campioni.  

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? Lo sport mi rende più forte e più leggera! La mia vita è bella con questo sentimento di essere libera di fare sport!”  

Potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? Sì molto! La testa è per me il motore … certamente il fisico ma il mentale è più importante… senza mentale … niente.” 

Lo sport fa sperimentare un senso di leggerezza, anche perché si riesce a fare quelo che vuoi se hai passione ed inoltre ti rende libero, puoi viaggiare con il movimento, spreimentando sensazioni ed emozioni particolari, uniche ed intense che ti fanno sentire sempre vivo.  

Come hai scelto il tuo sport? Già da piccola con i miei genitori facevamo ‘randonnée’ e molto sci!“  

Nello sport cosa e quali persone contribuiscono al tuo benessere e/o performance? Solo io e dunque la mia testa!”. 

Carole usa molto la testa soprattutto nella pratica del suo sport, usando la testa riesce ad andare lontano sia dal punto di vista dei chilometri che percorre, sia dal punto di vista degli obiettivi che riesce a portare a termine, sempre più difficili e sfidanti ma con impegno e determinazione Carole riesce con forza e leggerezza a divertirsi con lo sport ed a trasformare sogni in realtà.  

La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? La Mia prima marathon di Cracovie (la mia prima gara della mia vita!!) e anche il mio primo 120 kilomètri in Tanzania con amici!“ 

La maratona ed una ultramaratona di 120 chilometri sono entrambe gare che ti fanno piangere quando riesci a portarle a termine, perché si trattta di portare a termine un impresa per la quale si investe in termini di allenamento fisico e mentale ed in termini di porogrammazione e progettazione della gara.  

Quali meccanismi psicologici ti aiutano nello sportLa mia perseveranza e la mia volontà di mai abbandonare.”  

Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? Io ho una forza di carattere che le crisi … le ho battute! Sempre essere forte!“  

Molto resiliente Carole, difficilmente abbandona il suo intento anche se ci sono impedimenti cerca di andare oltre, se ci sono piccoli malessere, ci passa sopra, Carlo ci corre sopra su storte, tendiniti, riesce ad andare avanti comunque, nessuna la ferma.  

Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? La prima volta che ho fatto una gara nel mio paese Jura… pioggia e due settimane prima una storta alla caviglia e l’ho finita!“

 Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? Una forza mentale e una capacità di résistenza incredibile.” 

Resistenza e resilienza sono le doti di Pipole, tutto ciò acquisite e svluppate atraverso la sua storia di psort, bici, sci, corsa sempre avanti, sempre propnta al cambiamento, ad adattarsi alle situazioni più difficili, più sfidanti.  

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamento, pre-gara, gara, post-gara? A me piace tutto. Non troppo allenamento! Io preferisco fare la gara!! Le sensazioni sono di divertimento e io mi sento libera e capace.” 

A Carole, piace vivere l’esperienza, non punta al risultato ma all’esperienza di gara, gli allenamenti sono sereni e tranzuilli, dove sperimenta sentimenti di llibertà e gioia senza ammazzarsi senza frustrazioni e senza fallimenti.  

La tua gara più difficile? La mia gara la più difficile?! Una gara in svizzera: 29km 2500D+ … difficile perché dopo 12 km … una tendinite!”

Un messaggio per sconsigliare il doping? Si, la gente vuole morire o si fa del male con il doping …. poverine, per chè?“  

Non solo il fisico per fare sport da allenare gradulamente mna anche tanta testa, tanto mentale che ti permette di fare l’iimpossibile.  

Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare allo sport? È un modo per sentirsi bene alla testa al corpo al cuore e di essere in vita!“ 

Lo sport ti fa sperimentare benessere a livello fisico e mentale ed anche il cuore ne beneficia sia dal punto di vista organico che dal punto di vista affettivo e ti fa sentire vivo, lo sport come essenza della vita. 

Una mia intervista a Carole è riportata nel mio libro Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti  

https://www.libreriauniversitaria.it/sport-donne-donne-sempre-piu/libro/9788894995152

Editore: Prospettiva Editrice. Collana: Sport & Benessere.   

Data di Pubblicazione: 10 ottobre 2018.  Acquistabile con il Bonus 18app o la Carta del docente. 

Descrizione del libro  

Nello sport non è importante solo la forza, la resistenza e i muscoli, ma è importante sviluppare anche la forza e la resistenza mentale che permettono di andare oltre, di consolidare lo stato di forma. Sempre più le donne stanno dimostrando di essere fortissime atlete e nelle gare di endurance competono anche con gli uomini con tanta grinta e forza, infatti è già successo che in gare considerate più dure d’Europa la vincitrice assoluta è stata una donna americana. Anche le donne italiane sono tanto forti e resistenti, donne che iniziando con piccoli passi riescono a battere anche il record maschile di scalinata di un edificio. Raggiungere traguardi importanti diventa il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo ambito, la ricompensa di tanti sforzi e tanta fatica per ottenere qualcosa che si desidera con determinazione, tenacia, passione e con l’aiuto di qualcuno che sostiene. 

Matteo SIMONE 

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La vita è fatta di ciclicità, sconfitte e vittorie, infortuni e riprese

Matteo SIMONE 

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La vita è fatta di cicli, momenti, periodi, situazioni, episodi, strade, percorsi, viaggi. La vita è fatta di sfide per sopravvivere, per stare bene, per sperimentare successo, per rialzarsi. La consapevolezza aiuta a vivere il momento presente da una parte accettando quello che c’è e cercando di organizzarsi per cambiare in meglio impegnandosi e credendoci e dall’altra essendo speranzosi, provando un piano B, ricordando a che punto siamo, cosa ci ha permesso di arrivare fino a qui. 

E’ importante apprezzare noi stessi, le nostre qualità e caratteristiche che ci hanno permesso di arrivare fino a qui e che possiamo continuare a coltivarle e potenziarle, considerando anche chi abbiamo incontrato lungo il nostro percorso che ha contribuito al nostro benessere e successo. 

La vita è fatta di ciclicità: sconfitte e vittorie, infortuni e riprese, offese e complimenti, tristezza e felicità. E’ importante saper stare con quello che c’è con la consapevolezza che non è per sempre e tutto passa, tutto cambia, importante è trovare dentro di noi motivazioni, passioni, interessi, risorse. 

L’ultramaratona è un grande viaggio dentro se stessi per cercare risposte, conferme, per elaborare, per mettersi alla prova, per rafforzarsi, per cercare di allenare la resilienza che poi serve anche nella vita quotidiana per affrontare, gestire, superare eventuali eventi disturbanti, stressanti, traumatici. 

L’ultramaratona si affronta con le gambe e la testa perché prima o poi arriva la crisi da poter superare se si è sereni, fiduciosi, se si respira contattando se stessi prima di qualsiasi decisione. 

L’ultramaratona è complessa e richiede l’incastro di allenamento e condizioni fisico e mentali, si diventa strateghi come se di dovesse andare alla guerra considerando la vestizione appropriata, l’integrazione opportuna nel pre, durante e post gara. 

Lo sport permette di assaporare la ciclicità dell’esperienza come nella vita, fatta di partenze e arrivi, incontri e congedi, attivazione e rilassamento, tensione e relax. Importante è essere sempre pronti e sviluppare tanta consapevolezza, fidarsi di se stessi e di qualcun altro e sviluppare tanta resilienza. 

Lo sport è una metafora della vita, c’è la crisi e soluzione senza darsi per sconfitti ma accettando e cambiando il corso degli eventi con fiducia e resilienza uscendone fuori sempre più rafforzati. Lo sport rende felici nonostante la fatica; lo sport permette di approfondire la conoscenza di se stessi. 

Un mondo dietro lo sport, tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale. 

Nella vita prima o poi lo trovi uno sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi. Non c’è un’età per iniziare uno sport, importante è quello che si sperimenta. Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza.  

Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per conoscersi meglio nell’affrontare la fatica, per ascoltare sensazioni corporee ed emozionarsi. Lo sport rende felici nonostante la fatica. 

Lo sport regala emozioni uniche che ripagano la fatica condivisa partecipando a manifestazioni ed eventi; lo sport avvicina persone, culture e mondi; attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti. Lo sport abbatte muri e barriere anche generazionali, lo sport rimette al mondo facendo faticare con i più giovani. 

Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull’obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni ed essendo sempre pronti a rimodulare mete e obiettivi cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue, che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili. 

Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. La fatica diventa amica, più è grande la fatica e più si apprezza quando è finita, più si è soddisfatti quando è finita. Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione. 

La passione per uno sport permette di condurre uno stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire. Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione. 

Lo sport permette di incrementare consapevolezza, sviluppare autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di riuscire in qualcosa. E’ importante valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio e il proprio bisogno. Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali. 

Si può fare tutto gradualmente e progressivamente con cautela e attenzione, fidandosi e affidandosi, apprendendo dai più esperti e dall’esperienza, iniziando a piccoli passi lenti con minimi obiettivi e poi ognuno prende la sua strada più o meno lunga, più o meno difficile. 

La fatica, i tunnel, le crisi diventano amici dell’atleta; più è grande la fatica, più è lungo e buio il tunnel, più è grande la crisi e più si è riconoscenti quando tutto è finito per aver superato tutto. Tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la crisi; rimane la consapevolezza che anche questa volta si è riusciti incrementando la forza interiore che aiuta non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana lavorativa, familiare, relazionale. 

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

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La ciclicità dello Sport come nella vita, fatta di partenze e arrivi

Matteo SIMONE 

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Cosa c’è dietro lo sport? Tanta passione, allenamenti, incontri, fatica, aggregazione, tante decisioni, presenza, attenzione, focalizzazione. Squadre, gruppi, associazioni. Daje con lo sport! Per assaporare la ciclicità dello Sport come nella vita, fatta di partenze e arrivi, incontri e congedi, attivazione e rilassamento, tensione e relax. Importante è essere sempre pronti e sviluppare tanta consapevolezza, fidarsi di se stessi e di qualcun altro e sviluppare tanta resilienza. 

Lo sport è una metafora della vita, c’è la crisi e soluzione senza darsi per sconfitti ma accettando e cambiando il corso degli eventi con fiducia e resilienza uscendone fuori sempre più rafforzati. 

Cosa c’è dietro alla fatica? Lo sport rende felici nonostante la fatica; lo sport per approfondire la conoscenza di se stessi e dell’altro; sport per comprendere la ciclicità dell’esperienza. 

Si parla sempre più dell’importanza del fattore mentale anche nello sport a diversi livelli, per cambiare stile di vita, per un maggior benessere, per una miglior performance, per gestire infortuni, crisi e sconfitte; per gestire stress e ansia; per fare rete con altre figure professionali. 

Un mondo dietro lo sport, tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra. 

Nella vita prima o poi lo trovi uno sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi. Non c’è un’età per iniziare uno sport, importante è quello che si sperimenta. Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza.  

Lo sport è molto utile per tante persone, permette di aderire a un sano stile di vita, per ritrovare un senso alla propria vita, permette di raggiungere obiettivi con impegno e determinazione, permette di sviluppare consapevolezza, fiducia in sé e resilienza.  

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’, soffrire, e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza, questa sembra essere l’esperienza di molti atleti.  

Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per conoscersi meglio nell’affrontare la fatica, per ascoltare sensazioni corporee ed emozionarsi. Lo sport rende felici nonostante la fatica. 

Lo sport regala emozioni uniche che ripagano la fatica condivisa partecipando a manifestazioni ed eventi; lo sport avvicina persone, culture e mondi; attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti. Lo sport abbatte muri e barriere anche generazionali, lo sport rimette al mondo facendo faticare con i più giovani. 

Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull’obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni ed essendo sempre pronti a rimodulare mete e obiettivi cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue, che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili.  

Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. La fatica diventa amica, più è grande la fatica e più si è apprezza quando è finita, più si è soddisfatti quando è finita. Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione. 

La passione per uno sport permette di condurre uno stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire. Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione. 

Lo sport permette di incrementare consapevolezza, sviluppare autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di riuscire in qualcosa. E’ importante valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio e il proprio bisogno. Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali. 

Si può fare tutto gradualmente e progressivamente con cautela e attenzione, fidandosi e affidandosi, apprendendo dai più esperti e dall’esperienza, iniziando a piccoli passi lenti con minimi obiettivi e poi ognuno prende la sua strada più o meno lunga, più o meno difficile. 

La fatica, i tunnel, le crisi diventano amici dell’atleta; più è grande la fatica, più è lungo e buio il tunnel, più è grande la crisi e più si è riconoscenti quando tutto è finito per aver superato tutto. Tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la crisi; rimane la consapevolezza che anche questa volta si è riusciti incrementando la forza interiore che aiuta non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana lavorativa, familiare, relazionale. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta  

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Stefano De Lorensis, atletica: Se c’è cuore, passione e motivazione dai il massimo di te

Dare sempre il meglio che sia allenamento o gara anche nei momenti più difficili 

Matteo SIMONE 

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Nello sport si apprende a non molare e tenere duro negli allenamenti ma soprattutto in gara quando bisogna arrivare al traguardo contro avversari molto forti e in condizioni atmosferiche e ambientali anche difficili. 

Nei momenti difficili esce fuori il vero campione che non si abbatte, non demorde, non si demotiva, non si arrende e non perde di vista sé stesso ma combatte fino alla fine per fare del proprio meglio sia in allenamento che in gara. 

Lo sport è una grande opportunità per mettersi in gioco, per sfidare prima di tutto se stessi e poi amici e avversari. Per puntare all’eccellenza e al successo bisogna faticare e impegnarsi prima di tutto in allenamento, possibilmente seguiti da persone capaci professionalmente e umanamente e poi cercare di dare tutto in gara in qualsiasi condizione di difficoltà e avversità ambientale o atmosferica non mollando soprattutto se si tratta di una gara di squadra dove l’apporto di ogni atleta è fondamentale per il successo della squadra. 

Di seguito Stefano racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 

Cosa ti spinge a fare sport? “E’ già da un paio d’anni che il movimento è parte imprescindibile della mia esistenza, precisamente da quando approdai in quel ‘malcapitato’ ma allo stesso tempo fortunato campo di atletica di Caracalla per preparare, ai tempi, il concorso VFP1 esercito; assaporai il piacere della competizione allora ancora sconosciuto, il confronto con gli altri, sfidare le proprie capacità e mettersi alla prova in compiti sempre più difficili per migliorarsi. Questa era la filosofia del mio primo coach Armando Martini, atleta e allenatore a sua volta di grande livello romano, scomparso ormai da 3 anni circa che mi iniettò il desiderio di gareggiare”

Si inizia per caso a fare sport, per esempio partecipando a concorsi militari dove sono previste da qualche anno anche le prove fisiche e allora si scopre di essere portati in una disciplina sportiva e con l’aiuto di un allenatore che aiuta a migliorarsi, a vincere un concorso ad appassionarsi si entra a far parte di una squadra con obiettivi comuni e condivisibili per cercare di ottenere piccoli o grandi risultati. 

Familiari o amici ti ostacolano o ti incitano a continuare? In che modo? “Vengo da una famiglia sportiva. A questo non mi posso lamentare, non sono mai stato un grande amico del divano! Mio padre ciclista ormai da anni a tempo pieno, si è’ tolto e spero si toglierà ancora delle belle soddisfazioni con le sue gran fondo! L’incitamento è scontato. Sono ottimista, penso che la maggior parte dei genitori invoglierebbe il proprio figlio a cimentarsi in una disciplina sportiva a piacere e staccare un po’ la spina da questa tecnologia che ci soffoca sempre di più”. 

In effetti sapere che un proprio figlio pratica sport è un’ottima garanzia di benessere in mano ad allenatori consapevoli e preparati che formano non solo dal punto di vista sportivo ma anche umano. 

Ti senti un riferimento per qualcuno? “Innanzitutto per me, a essere motivato, individuando l’obiettivo verso cui dirigere l’azione cercando di dare sempre il meglio che sia allenamento o gara anche nei momenti più difficili”. 

Non bisogna mai perdere di vista se stessi, fare qualcosa solo per se stessi perché fa piacere, perché si ha passione, perché aiuta a star bene. Esserci sempre prima per se stessi e poi per gli altri è un grande ingrediente per il benessere e il successo nello sport. 

Come hai scelto la tua squadra, che obiettivi hai? “Dopo aver indossato i colori della ‘Campidoglio Palatino’ sono approdato all’Atletica La Sbarra, grazie a uno degli atleti di punta della squadra, anche lui allenato dal grande Armando, cui diventammo subito amici, Fabrizio Spadaro, che ringrazio quotidianamente per i consigli e mi sprona a fare sempre meglio. Qui sto ritrovando la giusta forma fisica grazie al coach Luca Parisi il cui rapporto ormai costruito da un bel po’ di anni per preparare al meglio l’ultima prova dei Campionati Regionali di Cross 10km a Fiumicino il 28 febbraio e chissà riuscire a disputare anche una finale del campionato italiano”. 

Sono molto contento che Stefano è passato nella mia squadra di cui sono atleta e dirigente, ed essere seguiti da Luca Parisi è anche una grande garanzia di successo per Stefano e per la nostra squadra che quest’anno 2021 ha grandi obiettivi. 

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ogni gara è un’emozione unica, ha una storia a sé, ma quella più forte è stato attaccare il pettorale al trofeo vitamina 2018 quando esordii per la prima volta in pista sulla distanza dei 1000 metri, alle direttive del coach Armando Martini. Fu un mix di insicurezza, sensazioni d’ansia, di non poter fallire ma se c’è cuore, passione e motivazione non ti preoccupi, ti metti scarpe e completino e dai il massimo di te”. 

Il “Trofeo vitamina” è un’ottima gara organizzata da amici corridori che coinvolgono atleti e squadra a mettersi in gioco su una gara di 1.000 metri secchi per capire quanto si vale su questa distanza da molti evitata perché si tratta di correre velocissimi a seguito di una preparazione mirata. Armando Martini è stato un ottimo allenatore riferimento di tanti runner soprattutto romani e laziali ma anche al di fuori della regione.  

Una parola o frase che ti aiuta nei momenti più difficili? “Capita spesso che mi senta abbattuto o sconfitto a causa delle più svariate ragioni che ci accompagnano nel nostro quotidiano ma nel mio caso, allenandomi quasi sempre da solo, azzero i pensieri e subentra la solitudine, ormai mia compagna di vita, invogliandomi a correre più forte di prima e questo penso sia per noi atleti un piccolo vantaggio a livello psicologico perciò direi la parola magica è proprio: non mollare e tieni duro!”. 

Cosa stai raccogliendo nello sport? “Questa meravigliosa disciplina mi permette di avere più energia sul lavoro, nel rapporto con gli altri, e di limitare l’accumulo di stress. Per me l’atletica è una valvola di sfogo grazie alla giusta calibratura dell‘intensità degli allenamenti da parte del coach Luca”. 

A volte lo sport, soprattutto la corsa diventa una valvola di sfogo, un’opportunità terapeutica per analizzare, elaborare, desensibilizzare pensieri, situazioni, pensieri negativi.  

Un messaggio per avvicinare ragazzi e adulti allo sport? “Il consiglio che posso dare con quel gruzzoletto di esperienza che sto raccogliendo è quello di poter ritagliare del tempo per voi stessi in modo da poter dedicare anche solo mezz’ora. Non si deve per forza passare da zero a sei volte a settimana, basta avere moderazione e costanza e ci si troverà sulla giusta via”. 

Tanti vogliono dimagrire o cambiare stile di vita ma non iniziano mai, è vero basta poco anche solo pochi minuti da ritagliare nell’arco della giornata, per camminare, correre, fare le scale, ballare, andare in bici e poi il resto viene da solo. 

Matteo SIMONE 

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Praticare la bici come sport o per conoscenza del territorio e di se stessi

 Matteo SIMONE 

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Con la bici si può uscire da soli o in gruppo, si può praticare la bici come sport o per lunghi percorsi di conoscenza del territorio e di se stessi. Pedalare, cercando l’equilibrio in bici, aiuta a pensare e riflettere, fare piani e programmi, elaborare pensieri e situazioni, ricordare episodi e situazioni, insomma la bicicletta può essere considerata un’opportunità per esplorare se stessi in profondità oltre che i territori. 

La bicicletta permette di considerare la ciclicità della vita, che comprende salite e discese, fatica e rilassamento, periodi tristi e felici. Come nell’esperienza della bici così anche nella vita ci sono situazioni difficili e dobbiamo essere cauti e fiduciosi nell’affrontarle e poi accorgersi di aver risolto, di essere arrivati e apprezzeremo noi stessi per aver superato e vinto tutto, salite e crisi. 

Tutto passa, tutto cambia; passa la salita, passa la crisi; rimane la consapevolezza che anche questa volta si è riusciti ad incrementare la forza interiore: un aiuto non solo nello sport ma anche nella vita lavorativa quotidiana, familiare, relazionale. 

Se non ce la facciamo possiamo rallentare, possiamo anche scendere dalla bicicletta e recuperare o comunque ristorarci bene perché a volte si spendono molte energie e la stanchezza può incombere anche improvvisamente; così come succede nella vita quotidiana dove a volte si va di fretta, trovandoci in situazioni da risolvere senza riposare e recuperare sperimentando stress e tensioni. 

Analizzando ancora, la bicicletta può essere considerata una cara amica e la fatica diventa la nostra ombra amica che ci ricorda che sperimentare fatica fa accorgere di essere ancora vivi. Possiamo sempre essere fiduciosi, apprendere dall’esperienza con resilienza affrontando ogni situazione, crisi e fatica con consapevolezza e a piccoli passi. La bicicletta è metafora della vita; come per la bici c’è la ciclicità della salita e della discesa così nella vita c’è la crisi e la soluzione. 

Mai darsi per sconfitti, ma accettando e cambiando il corso degli eventi con fiducia e resilienza uscendone fuori sempre più rafforzati. La bicicletta ha tante potenzialità: veicolo di conoscenza e consapevolezza, comodo e utile mezzo di trasporto ecologico e pratico. 

Nella vita prima o poi la trovi una bici da pedalare che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance, permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi. 

Non c’è un’età per iniziare a pedalare una bici, importante è quello che si sperimenta e a volte le sensazioni e le emozioni sono ricche e intense. La bici è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza e portare a casa sempre insegnamenti. 

L’atleta attraverso l’esperienza con la bici sviluppa tanta consapevolezza del proprio essere, del proprio fare, delle proprie possibilità, capacità, delle proprie caratteristiche e risorse, dei propri limiti che esperienza dopo esperienza cerca di superare, di andare oltre, di osare sempre un po’ di più mettendosi in gioco e apprendendo sempre dall’esperienza sportiva che diventa palestra di vita per far meglio nella vita quotidiana familiare, lavorativa, relazionale. 

L’atleta attraverso l’esperienza con la bici affronta la fatica, le crisi, gestendo e superando fatica e crisi e difficoltà incrementando sempre più la fiducia in sé, la sua efficacia nello specifico sport praticato, un’autoefficacia che poi si estende in altri contesti di vita e che incrementa anche l’autostima generale, sperimentando sempre più benessere fisico, mentale e relazionale. 

La bici permette di trovare un tempo dedicato a se stessi da soli o in compagnia per fare qualcosa che diventa piacevole, fa sperimentare sensazioni ed emozioni, fatica e impegno per raggiungere obiettivi con determinazione e trasformare sogni in realtà. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta  

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Michele Fiale: La gara del mio cuore nel 2007 la maratona di New York

Matteo SIMONE 

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Lo sport permette di sperimentare sensazioni ed emozioni uniche e ricche, permette di incontrare persone, culture e mondi, permette di scoprire valori, pianificare obiettivi e mete per prendere direzioni e cercare di trasformare sempre più sogni in realtà. 

Di seguito una interessante mia intervista a Michele Fiale, 41 anni, diploma di Ragioniere, podista dirigente della Asd Gargano 2000. 

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Nella mia vita non mi sono mai sentito un Campione però devo ammettere che in qualche gara mi sono sentito pienamente soddisfatto di come stavo procedendo e in una gara in particolare una 10 km a Margherita di Savoia nel 2016 mi sono complimentato con me stesso quando all’8° km ho superato un gruppo di ragazzi 18enni o 20enni e io 40enne che dicevo tra me e me scherzando: bravo Michele a 40 anni mantieni ancora i colpi.”  

Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? Ho cominciato il 1° maggio del 2003 la mia avventura da atleta-podista, già in precedenza facevo sport ma non in modo continuo, la mia vita da atleta è cominciata quel giorno e da quel giorno amore a prima vista per la corsa.” 

Quali fattori hanno contribuito al tuo benessere e/o performance? “Di fattori che hanno contribuito al mio benessere o alla mia performance sono tanti, variano dalla corretta alimentazione ai costanti e continui allenamenti fatti di tante sedute di qualità e poi soprattutto piacevoli sacrifici, benessere fisico, gambe, cuore, polmoni, testa e tanta tanta passione, la passione accende la corsa.” 

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere e/o performance? “I tanti esempi poi di campioni tre su tutti di Totò Antibo, Pietro Mennea ed Emil Zatopek hanno contribuito ad innamorarmi ancora di più della corsa mentre Valentina Vezzali e anche paraolimpici come Zanardi e Bebe Bio hanno rafforzato in me l’idea che lo sport in generale è una sensazione, un turbinio di emozioni che solo chi lo vive in prima persona può capire e noi siamo da esempio alle future generazioni.”  

La gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o hai sperimentato le emozioni più belle? “La gara della mia vita è stata una Roma-Ostia mezza maratona del 2013 dove ho dato il meglio di me e ne ho tirato fuori un personale di 1 ora 24 minuti e 28 secondi del quale ne vado fiero, e lì ho avuto bellissime sensazioni mentre la gara del mio cuore è stata nel 2007 la maratona di New York che mi ha dato sensazioni ed emozioni indescrivibili che tutt’ora porto nel cuore e racconto con piacere ad amici e conoscenti.” 

La tua gara più difficile? “La mia gara più difficile direi un po’ tutte per varie difficoltà che si incontrano nei vari percorsi, ricordo due su tutte, Pietramontecorvino e Gravina.” 

Una tua esperienza che ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “A Gravina ho avuto la forza di capire che ce la potevo fare, partimmo in 427 e arrivai 27 assoluto e 5 di categoria, era un Trail in un bosco e pure se non ero abituato a quei percorsi fatti di sterrati, impervie salite e ripide discese arrivai al traguardo soddisfatto e venni premiato dai miei sforzi e sacrifici ovviamente sempre piacevoli.” 

Lo sport premia sempre, ti fa faticare, allenare ma se sei costante, se hai motivazione e obiettivi chiari e sfidanti riesci a ottenere ottimi risultati scoprendo energie insospettabili. 

Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Un episodio curioso mi accadde in una gara Trail di 21 km che poi risultarono 23 all’arrivo perché si sbagliò strada noi che eravamo nel gruppo di testa ma continuammo, io poi al 10 km ebbi una caduta ma mi rialzai trovai la forza di continuare a correre e all’arrivo nonostante rispetto a molti avevo percorso due km in più arrivai primo nella mia categoria.” 

Succede di sbagliare strada, a volte le segnaletiche non sono idonee oppure gli atleti sono distratti oppure il maltempo copre le segnaletiche importante fare la propria gara, dare il meglio di sé e se si cade rialzarsi sempre e andare avanti, sviluppare resilienza e continuare nei propri intenti che permettono di sperimentare prima benessere e poi performance.  

Quali sensazioni sperimenti facendo sport (pre-gara, in gara, post-gara? “Il mio pre-gara oggi è abbastanza tranquillo, qualche anno fa soffrivo di ansia da prestazione poi mi sono calmato e oggi corro meglio perché corro tranquillo, prima era come se dovessi dimostrare qualcosa a qualcuno, e invece da quando mi sono imposto che non devo dimostrare niente a nessuno ma che è una piace sfida solo con me stesso corro molto più rilassato consapevole delle mie forze e di ciò che ho fatto in allenamento, in gara do tutto me stesso senza risparmiarmi e nel post gara sono sempre sorridente qualsiasi sia stato il mio risultato che se è positivo va bene se è negativo c’è sempre una prossima gara per potersi riscattare.” 

Sempre meglio con l’esperienza si impara a gestire ansia e stress, si impara dagli errori e dalle sconfitte, si impara a stare eretto e orgogliosi di se stessi, di quello che si riesce a fare. 

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Le difficoltà i rischi sono tanti, bisogna fare attenzione all’alimentazione che deve essere sempre pulita e consona all’allenamento e al tipo di gara che si deve affrontare, e poi bisogna avere rispetto e svolgere una vita regolare per poter permettere al fisico di rispondere sempre al meglio, quindi a nanna presto la sera e soprattutto d’inverno coprirsi in modo adeguato al clima prettamente freddo per me che mi anallergico alle 5:30 di mattina ed effettuare sempre un buon riscaldamento e stretching finale.”  

Quali condizioni fisiche o ambientali ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Due volte ho corso con la febbre addosso, mai più fare una cosa simile, si corre quando si sta bene, non si è obbligati a gareggiare, per farlo bisogna essere in ottima forma psico-fisica.” 

Ogni tanto e importante fermarsi, rallentare, recuperare, attenti a non farsi prendere troppo dallo sport. 

Cosa ti fa continuare a fare sport? “La voglia la passione sono la fiamma che tengono acceso il desiderio di fare sport.” 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Le crisi le ho superato con la forza mentale che ha sempre contraddistinto il mio carattere, le sconfitte le ho superate con molta tranquillità consapevole che il riscatto era lì dopo qualche gara ad arrendermi e gli infortuni con molta calma anche qui con la consapevolezza che sarei ritornato più forte di prima.” 

Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? “Ragazzi fare sport è un qualcosa di magico, ti fa star bene fisicamente e ci rafforza caratterialmente, quindi provate qualsiasi tipo di sport e magari scoprirete di avere un talento che prima non sapevate di avere.” 

Vero, si tratta di magia perché bisogna scoprirlo se non lo facciamo non lo sappiamo, provando ci accorgiamo del magico benessere che ne deriva. 

C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso? “Mai combatto il doping da una vita, e il mio doping naturale lo dico sempre è l’amore, la passione, l’adrenalina che si scatena in me un ogni allenamento in ogni gara e soprattutto cosa che dico da sempre ognuno di noi ha un limite oltre il quale non si può andare, è la Natura umana e noi dobbiamo accettarlo.” 

Vero, importante rispettare i limiti, a un certo punto bisogna fermarsi e accettare chi e più forte, senza per forza ricorrere a doping o scorrettezze. 

Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? “I miei primi tifosi sono i miei familiari e gli amici, loro sono la mia forza, sostengono sempre i miei allenamenti e mi sostengono in gara.” 

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Ho scoperto di avere qualche dote fisica e caratteriale, ho provato a mettermi in gioco come sempre faccio anche nella vita e il fare questo sport mi ha reso più forte, sereno, gioioso anche se alla base lo sono sempre stato e poi molto fiducioso in me stesso e nelle mie capacità, anche molto saggio e prodigo di sani e buoni consigli anche agli altri podisti, agli allievi che alleno e che mi regalano tante soddisfazioni.”  

Un bell’equilibrio tra doti e carattere che permettono di fare sport ad alti livelli, a mettere insieme forza fisica e mentale, a sperimentare benessere individuale e collettivo ad apprendere e a trasmettere agli altri buon e prassi e utili consigli per eccellere. 

Riesci a immaginare una vita senza lo sport? Hai mai pensato per infortuni o altro di smettere di essere atleta? “Non riesco ad immaginare la mia vita senza il mio sport la mia corsa ma sono consapevole che se un giorno tutto questo dovesse finire per un infortunio o altro fattore esterno potrò essere fiero e orgoglioso di me stesso di ciò che ho dato e che corsa mi ha dato, con la speranza di essere stato un buon esempio per le nuove generazioni.” 

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? Certo la figura dello psicologo nello sport è di fondamentale importanza, io stesso quando alleno cerco di intuire e capire lo stato d’animo dei miei allievi non a caso li inducono a fare certi allenamenti preferendoli ad altri e incitando e spronandoli sempre a dare il meglio di loro stessi anche nelle fasi o giornate di stanca o perché si è giù moralmente.” 

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “I miei prossimi obiettivi sono e rimangono sempre quelli di allenarmi e possibilmente migliorarmi anche se con il passare degli anni migliorarsi è sempre più difficile ma cerco sempre quanto meno di allenarmi al meglio per non avere rimpianti. Alcuni sogni sono già stati realizzati come quello di aver partecipato alla maratona di New York, mi piacerebbe realizzare il sogno di gareggiare alle maratone di Boston e Atene e poi un sogno che a breve spero di realizzare è quello di fine maggio 2018 dove mi cimenterò nella 100 km del Passatore. Matteo Simone grazie di cuore per questa intervista.”  

Sempre avanti bisogna guardare e comprendere ora cosa vogliamo fare e cosa possiamo fare, bell’obbiettivo quello della 100km, sfidante, difficile ma raggiungibile, sembrano che i tempi sono maturi per allenarsi prudentemente e gradualmente verso questa meta ambita. 

Matteo SIMONE 

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Michele Fiale: La mia prima 100 km è stata una bellissima avventura

Non pensavo minimamente di portare a termine un giorno una 100km 

Matteo SIMONE 

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Lo sport permette di sperimentare sensazioni ed emozioni uniche e intense, lo sport permette di mettersi alla prova, di osare, di alzare sempre più l’asticella, di essere consapevole delle proprie passioni e motivazioni e di andare a rincorrere mete e sogni. Di seguito l’esperienza dell’amico Michele che racconta la sua bellissima avventura rispondendo ad alcune mie domande. 

Ciao Michele come è andata la tua prima 100km? “Ciao Matteo il sogno che coltivavo da anni finalmente l’ho realizzato, quando ho cominciato a praticare podismo dal 1 maggio del 2003 non pensavo minimamente di portare a termine un giorno una 100 km. Leggevo e rileggevo di questa gara ne sentivo spesso parlare nel nostro ambiente e finalmente quest’anno ho trovato le giuste motivazioni per affrontare questa gara. Direi che la mia prima 100 km è stata una bellissima avventura, non la chiamerei gara ma un’avventura un viaggio con me stesso, le mie sensazioni, emozioni, gioie.” 

A fine gara si tirano sempre le somme e si porta a casa tanti insegnamenti utili per le prossime volte. 

Come stai ora? Soddisfatto? Era quello che ti aspettavi? Avuto sorprese, criticità? “A fine gara mi sentivo bene e mi sento bene anche ora. Molto soddisfatto anche se con il senno di poi avrei anche potuto far meglio sotto il punto di vista cronometrico solo che ho pagato due errori e quindi l’anno prossimo premettendo di stare sempre bene prima della partenza farò sicuramente meglio. I due errori sono stati l’utilizzo delle scarpe non idonee ad una 100 km e il prendere sali minerali ad ogni ristoro che affaticando il fegato non mi permettevano dal 50 km in poi di correre ma solo di camminare e avere cmq un passo veloce.” 

In gare di ultramaratona bisogna esserci prima con la testa e poi con il fisico, se la testa raggiunge l’arrivo ce la può fare anche il fisico, un passo alla volta con convinzione e fiducia in sé. 

Cosa o chi ti ha aiutato? “Per fortuna dalla mia parte e a mio vantaggio mi ha aiutato la mia grande forza mentale tanto che vi racconto un episodio, al 60 km mi affianca un ragazzo dello staff e mi fa: tutto bene? E io si ho rallentato per un piccolo dolore al fianco e lui mi fa: non mollare, e io gli dico: io sono già a Faenza, devo solo arrivarci.” 

Nella mente degli atleti sempre tante gare, tante speranze, tante certezze, tanti chilometri da fare, tanti tempi da migliorare, tante medaglie da portare a casa, sempre in giro. 

Cosa porti a casa? Cosa hai imparato? Prossimi obiettivi? “Porto con me un’esperienza bellissima e invito tanti podisti a correre questa bellissima avventura. Ho imparato che la resilienza e la forza mentale ti permettono di raggiungere obiettivi anche da te stesso forse inimmaginabili. Prossimi obiettivi la 6 ore di Banzi, le tante gare dalle 10 km alle ultra sparse qua e là nella nostra splendida penisola, e sicuramente il prossimo anno essere alla partenza del mio secondo Passatore e arrivare al traguardo con un riscontro cronometrico migliore di quello appena concluso.” 

E nel frattempo Michele ha corso a Banzi anche la sua seconda gara di 6 ore con il gruppo di amici ultrarunner di Manfredonia. 

Matteo SIMONE 

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Rosanna Sarno, runner: Non smetterò mai di essere competitiva

È proprio nel competere che si riescono a superare gli ostacoli della vita 

 Matteo SIMONE 

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Praticando uno sport si scopre il proprio carattere e le proprie capacità, qualità, caratteristiche. Si impara a essere competitivi, a voler raggiungere risultati, a migliorare, a non mollare. 

Di seguito Rosanna racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune domande di un po’ di tempo fa. 

In che modo ti senti un riferimento per gli altri atleti? “Mi sento un riferimento per gli altri soprattutto per la mia età, far capire a tutti che si può iniziare a fare sport a qualsiasi età”. 

Cosa c’è dietro un successo? “Dietro un successo c’è tanta passione e determinazione”. 

In effetti lo sport è per tutti, per ogni età e per ogni modalità, si fa sempre in tempo ad aderire a uno sport allenandosi e migliorando giorno dopo giorno con passione, impegno, determinazione.  

Cosa toglie e cosa dà lo sport? “Lo sport non mi ha tolto assolutamente niente anzi mi ha dato molto più di quello che mi aspettavo”. 

Quali sono sati i tuoi allenamenti più importanti e decisivi? “Tutti i miei allenamenti sono importanti altrimenti non sarebbero allenamenti”. 

Ti definisci ancora competitiva? Ora quali sono i tuoi obiettivi? “Malgrado la mia età non smetterò mai di essere competitiva, naturalmente rispettando il mio corpo nel cambiamento fisiologico”. 

E’ sempre importante partire da se stessi, osservarsi, notarsi, capirsi come si è, cosa si vuole, cosa si può ottenere e come e poi è importante impegnarsi e prendere la propria strada per fare del proprio meglio, mettendosi in gioco. 

Cosa consigli a chi predilige ancora il divano? “A chi predilige ancora il divano il consiglio che posso dare è che bastano 30 minuti di attività motoria per cambiare il nostro stile di vita, dalla salute all’aspetto fisico”. 

Molti fanno questo passaggio provvisorio e temporaneo dal divano al movimento apprezzando i miglioramenti e il benessere che si percepisce. Altri attendono il momento migliore o una situazione peggiore che costringe a fare qualcosa per star meglio semplicemente cambiando stile di vita.  

Come stai affrontando, gestendo, superando il periodo COVID 19? “Fino a circa un mese fa ho gestito abbastanza bene il periodo covid-19 allenandomi con il mio gruppetto di ragazzi sempre adottando tutte le misure per salvaguardare la nostra salute, fino a che il virus non ha deciso di farmi visita. Adesso è un po’ più complicato ma con un po’ di pazienza bisogna rialzarsi e rimettersi al lavoro”.  

E’ importante fare le cose insieme, coinvolgere ed essere coinvolti, motivare ed essere motivati, ma questo lungo periodo di covid sta mettendo in difficoltà tante persone in vari contesti di vita dalle famiglie allo sport, al lavoro. Bisogna essere tantissimo pazienti, fiduciosi e resilienti anche quando il covid viene a fare visita. 

Quali sono le tue consapevolezze ora? “La mia consapevolezza in questo momento è che avendo vissuto questa esperienza di persona, mi accontento di correre per stare bene e in salute senza guardare il futuro, perché adesso abbiamo altre gare da affrontare e speriamo di uscirne tutti vincitori”. 

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E’ importante essere consapevoli ogni momento di quello che si può fare mettendo da parte il resto per futuri momenti migliori. 

Cosa consigli alle bambine e alle istruttrici in questo periodo di pandemia? “Quello che mi sento di dire alle bambine e alle istruttrici è di non mollare mai, continuare a lavorare. Lo so che non è un periodo facile e con le restrizioni è tutto più complicato ma se si è riusciti a seguire scuola da casa allora possiamo fare dei programmi online anche per l’attività sportiva”. 

Si può fare tutti, bisogna per forza riorganizzarsi e cambiare modalità ogni periodo, variare sempre finché si riesce ad avere la voglia di vivere e sopravvivere.  

Cosa diresti ad atleti e allenatori per non mollare e continuare a crederci? “Ad atleti e allenatori il mio consiglio è di affrontare questo periodo difficile come fanno gli atleti d’élite, continuare a lavorare per futuri obiettivi per arrivare ben preparati”. 

Quali sensazioni ti mancano dello sport? “Sono tante le sensazioni che mi mancano in questo periodo, più di tutte è l’emozione che si prova quando sei allo start di una gara”. 

E’ difficile stare lontano dalle gare, da sensazioni ed emozioni intense e uniche, mettere da parte obiettivi  sogni. Ma si può, anzi si deve per il benessere di tutti. 

Riesci a sentirti ancora positiva nonostante il COVID 19? “Io sono una persona positiva di carattere, sono convinta che tutto tornerà come prima, anzi avremmo imparato ad apprezzare anche le cose più futili della vita”. 

Cosa consigli ad atleti e istruttrici per affrontare le competizioni serenamente? “Ad atleti e allenatori voglio dire che tutti noi sportivi siamo untori sani e che dobbiamo essere da esempio per tutti, affrontare le gare con serenità ma non smettere mai di essere competitivi, è proprio nel competere che si riescono a superare gli ostacoli della vita e cercare di dare sempre il meglio di noi”. 

Matteo SIMONE  

Psicologo, Psicoterapeuta 

21163@tiscali.it +393804337230 

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CDS Assoluto di Cross FIDAL Lazio 2021 Seconda Prova

Matteo SIMONE 

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Domenica 28 febbraio 2021 si ha avuto luogo la seconda prova del campionato di società assoluto di cross, organizzata dal CR FIDAL Lazio e RM196 Atl. Villa Guglielmi – Fiumicino. 

La prova più lunga è stata il Cross di Km 10 – PRO/SEN-M – il cui vincitore è stato STATEF Delian Dimko 1994 RM165 U.S. Roma 83 in 30:41 che ha preceduto tre atleti del C.S. Aeronautica: GERRATANA Giuseppe 1992 in 30:48, FONTANA Michele 1991 in 31:00 e GIACOBAZZI Alessandro 1996 in 31:38. 

Tra gli atleti dell’Atletica La Sbarra, si classificano: al 15° posto LUPINETTI Fabio 1972 SM45 in 34:28, al 40° posto D’ADAMO Michele 1981 SM40 in 37:24 e DE LORENSIS Stefano 1995 SM 42:43. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di alcuni atleti del cross di 10km attraverso risposte ad alcune mie domande di un po’ di tempo fa. 

Giuseppe Gerratana 

La gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o hai sperimentato le emozioni più belle? “Momentaneamente la gara più bella è stata nel 2013 quando vinsi la medaglia d’argento ai Campionati Europei Under 23 a Tampere in Finlandia.”  

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare atleta? Quali meccanismi psicologici ti aiutano nello sport? “Ho scoperto di essere determinato, orgoglioso e obbiettivo. Questi sono diventati i miei punti di forza per non arrendermi mai nei momenti difficili. Ritengo che uno dei meccanismi che mi ha aiutato molto nell’ambito sportivo è stata la convinzione di farcela.” 

Che significa per te partecipare a una gara? Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Per me significa mettere in pratica quello che ho fatto in allenamento, testando la condizione in gara portando al limite il proprio fisico.” 

Quali sensazioni sperimenti facendo sport (pre-gara, in gara, post-gara)? “In base al tipo di gara ho varie sensazioni. Se si tratta di una gara dove mi gioco una qualificazione prima scatta un po’ di ansia; durante adrenalina, concentrazione e voglia di far bene; dopo, in base com’è andata o si è contenti o testa bassa e si lavora per l’obiettivo a seguire senza arrendermi.” 

Quali sono i tuoi pensieri? “I miei pensieri sono tanti ai fini di una prestazione ottimale: al traguardo pensi com’è andata dopo aver dato tutto, pensi ai sacrifici che hai fatto per raggiungere quell’obbiettivo come consumo energetico, economico e di preparazione fisica.” 

La gara più estrema? “La gara più estrema è stata quando dovevo qualificarmi per gli Europei di Cross dove la squadra doveva essere formata da 5 atleti e negli ultimi chilometri ero in 4^ posizione e ho dovuto stringere i denti essendo già all’estremo delle forze.” 

Michele Fontana: 

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamento, pre-gara, gara, post-gara)? “Nello sport esistono tantissime emozioni e sensazione, anche molto contrastanti fra di loro, perché nella vita di un atleta ci sono periodi positivi e periodi meno, quindi nei diversi periodi si hanno diverse sensazioni che possono essere: soddisfazione, emozione, sconforto, tensione, rilassamento, agitazione, frenesia, ansia, positività, concentrazione, carica, tranquillità e molte altre; la cosa bella dello sport è che regala un altalena di emozioni.”  

Quali meccanismi psicologici ti aiutano nello sport? “Ho sempre cercato di concentrarmi su me stesso, cercando di ottenere il meglio dalle mie qualità. Il nostro è uno sport individuale, dove soltanto con il nostro impegno è la nostra determinazione a portarci lontano. Io nel mio piccolo ho sempre creduto di avere delle qualità e ho cercato di tirarle fuori anche se non sempre è facile riuscirci.”  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Il mio sport mi ha fatto capire che quando ci tengo ad una cosa faccio di tutto per ottenerla, non mi piace mollare, sono istintivo è testardo, e con il tempo sono riuscito a diventare paziente e credere in ciò che faccio.”  

Riesci a immaginare una vita senza sport? “Non riuscirei mai a pensare di non fare sport, amo la fatica e amo faticare, lo sport regala tanto, dalle persone che incontri alle emozioni che provi. Per me lo sport è vita.”  

La gara dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Devo dire la verità non ne ho una in particolare, ricordo con emozione la coppa Italia e i titoli italiani sui 1500 nel mio primo anno in A.M. e poi l’ottavo posto ai Campionati Europei di Cross a Belgrado e le gare successive: il Campaccio e la 5 Mulini dove sono sempre stato il primo italiano, per me erano delle gare di casa e il calore della gente non lo dimenticherò mai!”  

Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport? “Non c’è cosa più bella che correre, farlo da soli o in compagnia farlo ti rende un po’ più libero. Faticare in compagnia crea dei legami unici e veri. Apprezzare la fatica tempra la mente e il fisico per affrontare qualsiasi cosa nella vita.”  

Cosa ti fa continuare a fare sport? “Amo correre e fare sport perché considero la corsa oltre che un lavoro una vera passione, ho la fortuna di appartenere all’Aeronautica militare e per questo mi considero un privilegiato perché ho fatto della mia passione un lavoro. Correre mi fa stare bene sia fisicamente che mentalmente, e le gare mi regalano sempre emozioni indescrivibili e quando le cose vanno bene mi sento sempre realizzato.” 

Fabio Lupinetti: 

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Che difficilmente mi accontento, che non so gioire mai fino in fondo dei miei risultati, che vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto”. 

Hai un riferimento? “Il mio riferimento è sempre l’atleta più forte di me”.  

Ti ispiri a qualcuno? “A tutti quelli più forti”. 

Una parola o una frase che ti aiuta a crederci e impegnarti? “Non parto mai battuto, i limiti sono fatti per essere superati”.  

Quanto credi in te stesso? “Tanto, penso sempre e comunque che posso migliorare perché è solo una questione di allenamento, non mi pongo mai limiti”. 

Sogni da realizzare? Prossimi obiettivi? “Di sogni ne ho tanti, il mio obiettivo è migliorare”.  

Come hai scelto la tua squadra? “Ho scelto l’Atletica La Sbarra perché avevo voglia di correre con la squadra del mio quartiere”.  

Che intenzioni hai? “Essere un buon compagno di squadra per tutti”. 

Stefano De Lorensis 

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ogni gara è un’emozione unica, ha una storia a sé, ma quella più forte è stato attaccare il pettorale al trofeo vitamina 2018 quando esordii per la prima volta in pista sulla distanza dei 1000 metri, alle direttive del coach Armando Martini. Fu un mix di insicurezza, sensazioni d’ansia, di non poter fallire ma se c’è cuore, passione e motivazione non ti preoccupi, ti metti scarpe e completino e dai il massimo di te”. 

Una parola o frase che ti aiuta nei momenti più difficili? “Capita spesso che mi senta abbattuto o sconfitto a causa delle più svariate ragioni che ci accompagnano nel nostro quotidiano ma nel mio caso, allenandomi quasi sempre da solo, azzero i pensieri e subentra la solitudine, ormai mia compagna di vita, invogliandomi a correre più forte di prima e questo penso sia per noi atleti un piccolo vantaggio a livello psicologico perciò direi la parola magica è proprio: non mollare e tieni duro!”. 

Cosa stai raccogliendo nello sport? “Questa meravigliosa disciplina mi permette di avere più energia sul lavoro, nel rapporto con gli altri, e di limitare l’accumulo di stress. Per me l’atletica è una valvola di sfogo grazie alla giusta calibratura dell‘intensità degli allenamenti da parte del coach Luca”. 

Per quanto riguarda la gara femminile, Cross Km 8 – PRO/SEN – F – 2 prova, la vincitrice è ERMINI Aurora 1986 F35 RM131 A.S.D. ACSI Italia Atletica in 30:31 che precede ADAMO Lucrezia 2001 PF RI223 Atl.Stud. Rieti Andrea Milardi 31:25 e INGRASSIA Emma 2000 PF RM131 A.S.D. ACSI Italia Atletica 31:49. 

Tra le atlete dell’Atletica La Sbarra, arrivano: al 10° posto GABRIELLI Stefania 1974 SF45 in 34:05, al 17° posto BALAUCA Alina Elena 1978 SF40 in 36:55 e al 22° posto LAZZARO Laura 1968 SF50 in 38:00.  

Per quanto riguarda le classifiche di squadra femminili, la vincitrice + RM131 A.S.D. ACSI Italia Atletica che precede RM232 ASD Romatletica Footworks e RM115 ASD Atletica La Sbarra RM. 

La classifica maschile vede al primo posto la RM053 C.S. Aeronautica Militare RM che precede RM555 A.S.D. Atletica Futura Roma e RM173 LBM Sport Team RM, a seguire: al 4° posto VT050 A.S.D. AT Running VT, al 5° posto RM068 Tirreno Atletica Civitavecchia RM , al 6° posto RM050 S.S. Lazio Atletica Leggera RM, al 7° posto la RM115 ASD Atletica La Sbarra RM. 

Per quanto riguarda il Challenge Assoluto di Cross Corto 2021 – 3 km – 3a Prova maschile, il vincitore è stato PAVONI Nicolas 1996 SM RS195 RCF Roma Sud in 8:47 che si aggiudica il titolo di Campione Regionale, precedendo ZANETTI Luca 2000 PM RM555 A.S.D. Atletica Futura Roma 8:49 e DAHIR Ahmed Mahamed 1995 SM RM046 ACSI Campidoglio Palatino. 

Tra gli atleti dell’Atletica La Sbarra, si classificano: al 4° posto RIETI Lorenzo 1990 SM in 9:13, al 31° e 32° posto rispettivamente DI BENEDETTO Mario 1979 SM40 in 10:18 e GALLONE Antonio 1966 SM55 in 10:19, al 40° posto DE GRANDIS Fabrizio 1972 SM45 in 10:32, al 65° posto AGOSTINI Stefano 1974 SM45 in 11:04.  

La classifica individuale Challenge Assoluto Cross Corto vede al primo posto PAVONI Nicolas 1996 SM RS195 RCF Roma Sud che precede CORTELLESE Luca 2000 PM RM057 Fiamme Gialle G. Simoni e RIETI Lorenzo 1990 SM RM115 ASD Atletica La Sbarra. Tra gli atleti dell’Atletica La Sbarra, si classificano al 16° e al 19° posto rispettivamente GALLONE Antonio 1966 SM55 e DE GRANDIS Fabrizio 1972 SM45. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di alcuni atleti del cross di 3km attraverso risposte ad alcune mie domande di un po’ di tempo fa. 

Mario Di Benedetto: 

Quanto e come soffri e gioisci negli allenamenti e gare? “Si soffre, si gioisce si rimane delusi ci si concentra, sono tantissime le sensazioni che un’atleta prova nelle gare e negli allenamenti. Te ne dico una in particolare. Prima delle gare c’è quella tensione, emozione, quella sensazione che a qualcuno fa tremare le gambe. A me tutto questo mi carica! E riesco a scaricarla nella prestazione sportiva. Poi qualche gara si può sbagliare. Ma va bene. La prossima andrà meglio!”. 

Antonio Gallone: 

Qual è il tuo segreto per essere ancora performante nonostante l’età? “Non ci sono segreti, c’è tanta passione e amore per la corsa, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli ed obiettivi. Vivo la corsa a 360°, curando tutte le componenti: alimentazione, allenamento, motivazioni, senza troppe restrizioni e con gioia.” 

Le tue sensazioni, emozioni, preoccupazioni, prima, durante e dopo la gara? “Prima di una gara c’è sempre un po’ di emozione e di tensione, soprattutto se in ballo c’è un PB da fare o dei rivali di cat. Da battere, ma cerco di smorzarle scherzando con gli amici, durante la gara cerco di mantenere il ritmo prefissato cercando di correre quanto più rilassato possibile e aumentare la velocità nel finale. Nel dopo gara si fanno i bilanci della prestazione, al di là del risultato, cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, di non essere molto severo con me stesso, consapevole di aver dato il massimo e di portare comunque a casa l’ennesima bellissima esperienza che una gara, soprattutto una maratona può regalare.”  

Quali consideri le tue risorse vincenti? “La mia risorsa fondamentale credo sia la testa, il fatto di fissare un obiettivo e perseguirlo con tenacia e passione penso sia fondamentale”. 

Un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli a questo sport di fatica e impegno? “Direi ai giovani di intraprendere questo sport, fatto di fatiche e poco remunerato, perché fortifica fisico e mente e li farà diventare degli uomini migliori, abituandoli al duro lavoro per perseguire i loro sogni in qualsiasi campo, studio, lavoro etc.” 

Per ottenere qualcosa bisogna crederci, essere consapevole delle proprie capacità e limiti, impegnarsi duramente, essere determinato, mettere in conto infortuni, avversari più forti, sconfitte e momenti bui, rialzarsi sempre e ripartire sempre con pazienza, senza fretta, vivendo sempre l’esperienza”. (Simone M., Cosa spinge le persone a fare sport?, Aracne Editrice, 2020, pag. 44). 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it  

Sito web: www.psicologiadellosport.net 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR  

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/ 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Praticare la bici come sport o per conoscenza del territorio e di se stessi

 Matteo SIMONE 

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Con la bici si può uscire da soli o in gruppo, si può praticare la bici come sport o per lunghi percorsi di conoscenza del territorio e di se stessi. Pedalare, cercando l’equilibrio in bici, aiuta a pensare e riflettere, fare piani e programmi, elaborare pensieri e situazioni, ricordare episodi e situazioni, insomma la bicicletta può essere considerata un’opportunità per esplorare se stessi in profondità oltre che i territori. 

La bicicletta permette di considerare la ciclicità della vita, che comprende salite e discese, fatica e rilassamento, periodi tristi e felici. Come nell’esperienza della bici così anche nella vita ci sono situazioni difficili e dobbiamo essere cauti e fiduciosi nell’affrontarle e poi accorgersi di aver risolto, di essere arrivati e apprezzeremo noi stessi per aver superato e vinto tutto, salite e crisi. 

Tutto passa, tutto cambia; passa la salita, passa la crisi; rimane la consapevolezza che anche questa volta si è riusciti ad incrementare la forza interiore: un aiuto non solo nello sport ma anche nella vita lavorativa quotidiana, familiare, relazionale. 

Se non ce la facciamo possiamo rallentare, possiamo anche scendere dalla bicicletta e recuperare o comunque ristorarci bene perché a volte si spendono molte energie e la stanchezza può incombere anche improvvisamente; così come succede nella vita quotidiana dove a volte si va di fretta, trovandoci in situazioni da risolvere senza riposare e recuperare sperimentando stress e tensioni. 

Analizzando ancora, la bicicletta può essere considerata una cara amica e la fatica diventa la nostra ombra amica che ci ricorda che sperimentare fatica fa accorgere di essere ancora vivi. Possiamo sempre essere fiduciosi, apprendere dall’esperienza con resilienza affrontando ogni situazione, crisi e fatica con consapevolezza e a piccoli passi. La bicicletta è metafora della vita; come per la bici c’è la ciclicità della salita e della discesa così nella vita c’è la crisi e la soluzione. 

Mai darsi per sconfitti, ma accettando e cambiando il corso degli eventi con fiducia e resilienza uscendone fuori sempre più rafforzati. La bicicletta ha tante potenzialità: veicolo di conoscenza e consapevolezza, comodo e utile mezzo di trasporto ecologico e pratico. 

Nella vita prima o poi la trovi una bici da pedalare che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance, permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi. 

Non c’è un’età per iniziare a pedalare una bici, importante è quello che si sperimenta e a volte le sensazioni e le emozioni sono ricche e intense. La bici è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza e portare a casa sempre insegnamenti. 

L’atleta attraverso l’esperienza con la bici sviluppa tanta consapevolezza del proprio essere, del proprio fare, delle proprie possibilità, capacità, delle proprie caratteristiche e risorse, dei propri limiti che esperienza dopo esperienza cerca di superare, di andare oltre, di osare sempre un po’ di più mettendosi in gioco e apprendendo sempre dall’esperienza sportiva che diventa palestra di vita per far meglio nella vita quotidiana familiare, lavorativa, relazionale. 

L’tleta attraverso l’esperienza con la bici affronta la fatica, le crisi, gestendo e superando fatica e crisi e difficoltà incrementando sempre più la fiducia in sé, la sua efficacia nello specifico sport praticato, un’autoefficacia che poi si estende in altri contesti di vita e che incrementa anche l’autostima generale, sperimentando sempre più benessere fisico, mentale e relazionale. 

La bici permette di trovare un tempo dedicato a se stessi da soli o in compagnia per fare qualcosa che diventa piacevole, fa sperimentare sensazioni ed emozioni, fatica e impegno per raggiungere obiettivi con determinazione e trasformare sogni in realtà. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta  

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

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