Lo sport ai tempi del coronavirus

La gran parte degli atleti comprende e si mostra resiliente

Matteo SIMONE

 

Volevo scrivere qualcosa sullo sport in questo periodo di grave turbamento per tutti, ma non mi decidevo, pensavo che sarebbe stata una cosa un po’ delicata e avrebbe provocato un’accesa discussione che in questi periodi non è utile. Continuavo a rimandare e intanto leggevo post di chi chiedeva approvazione per suoi allenamenti, di chi si dispiaceva e si disperava per le gare annullate, intanto aumentavano morti e persone che piangevano i morti e in tutto ciò pensavo com’è possibile che una parte della popolazione si dispera e un’altra parte piange per non poter fare sport?

94636578_10216133299901006_517344019282395136_nMa questa è la vita, finché qualcosa non ci tocca vogliamo andare avanti nella nostra routine continuando a sperimentare il massimo dalla vita, ma poi ci accorgiamo che il cerchio si stringe e sempre più persone sono coinvolte, amici e parenti lontani, ma anche persone prossime a noi e allora ci chiediamo: ma allora potrebbe toccare a noi o a qualcuno dei nostri? Sembra irreale, sembra assurdo, sembra surreale.

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L’attività fisica quale fattore trainante per il benessere e la salute delle popolazioni

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

L’attività fisica promuove il benessere, la salute fisica e mentale, previene le malattie, migliora le relazioni sociali e la qualità della vita, produce benefici economici e contribuisce alla sostenibilità ambientale.

85114040_10215479821044443_5737897099945574400_oBenessere significa sentirsi bene, stare in forma, sapersi relazionare. Si tratta di una salute fisica e mentale, perché fisico e mente sono in relazione, corpo e mente funzionano insieme, sono alleati, se sta bene l’uno l’altro sta meglio, le due parti hanno bisogno di sperimentare benessere insieme, se sei disposto a metterti in movimento sei più propenso ad affrontare problemi, situazioni, persone. Ti senti più sicuro, coraggioso, fiducioso.

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Nicolangelo d’Avanzo: La tua gara più difficile? Senza dubbio la Sparthatlon

L’importante è stare sempre coi piedi per terra ed essere determinanti

Matteo SIMONE

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Nicolangelo d’Avanzo dell’A.S.D. Bisceglie Running è un atleta delle lunghissime distanze di corsa, ma uno di quelli che ne ha vinte e continua a fare prestazioni eccellenti nonostante si avvicini ai 50 anni. Uno dei più forti atleti pugliesi delle lunghissime distanze. Di seguito approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande nel giorno del suo compleanno 19 marzo 2020: Qual è stato del tuo percorso per diventare atleta?Sono diventato atleta per caso. Per infortunio non ho potuto giocare più a calcio e con l’aiuto di alcuni amici ho iniziato a correre.”

 

Succede a tanti di avere imprevisti e difficoltà che impediscono di coltivare una passione e allora che si fa? Bisogna essere pazienti, fiduciosi e resilienti e rimettersi in gioco in qualche modo scoprendo nuove opportunità grazie anche all’aiuto di amici che sostengono, supportano, confortano, coccolano: Nello sport chi contribuisce al tuo benessere o performance?Sinceramente faccio tutto da solo, col passare degli anni e l’esperienza acquisita ma devo ringraziare molto il mio sponsor Unione Group per il sostegno e la Bisceglie Running, mia società sportiva.”

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Una volta avviati alla corsa si possono trovare motivazioni interne per continuare a impegnarsi soprattutto se si ottengono risultati prestigiosi vincendo gare considerate anche estreme e assurde, certo fa comodo essere supportati da uno sponsor e anche far parte di una squadra per condividere gioie, fatiche, podi e trasferte: La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle?Secondo me ogni gara ha la sua storia, le sue emozioni, è difficile fare un nome, ho vissuto grandi emozioni vincendo i titoli italiani sulle distanze di 6h – 12h – 24h – 48h – 100miglia e poi ancora il passatore, la 9colli running, la Milano Sanremo, la Sparthatlon ognuna con grandissime emozioni anche se diverse.”

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Non molliamo, torneremo a far correre anche gli atleti con disabilità visiva

Matteo SIMONE

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Siamo tutti coinvolti, milioni di persone e alcuni non reggono lo stress, il dolore, la privazione, la costrizione, la mancanza di libertà. Per far fronte alla difficoltà di tante persone, si stanno attivando in tutte le regioni numeri di ascolto psicologico.

Non molliamo, torneremo anche a far correre atleti con disabilità visiva.

Da soli le persone con disabilità hanno difficoltà a fare sport o sono quasi impossibilitate, ed allora perché non offrire un po’ del nostro tempo per dedicarsi a questa attività? Insieme si ottengono risultati importanti un miglioramento della prestazione sportiva e del benessere della persona non vedente ma diventa anche una messa alla prova per le guide, per sperimentarsi accanto agli altri, provare a guidare un’altra persona, stargli accanto, sintonizzarsi sullo stesso respiro, sulla sua fatica, sui suoi ritmi, e la competitività ed il benessere oltre che individuale diventa duale e poi di gruppo, di squadra.

22555221_10210056995917204_3347751952713071260_nTra i tanti c’è Sandro Mille, che conosciamo attraverso risposte ad alcune mie domande.

Come hai scelto il tuo sport?

Volevo intraprendere un’attività sportiva che richiedesse uno sforzo moderato ma costante e, grazie alla generosità degli atleti dell’associazione sportiva La Sbarra, ho iniziato a praticare la corsa. Essendo io un ipovedente ho grande difficoltà nel muovermi in autonomia per cui era impensabile correre per me.”

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi prestare attenzione? Continua a leggere

Sebastien Balondrade, Ironman: Essere preparati fisicamente e mentalmente

Toute course peut se finir, il faut juste se préparé physiquement et mentalement

Matteo SIMONE

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Più è dura la gara è più è importante l’uso della testa, Sebastien Balondrade racconta l’utilizzo degli aspetti mentali per fare cose grandi, per superare difficoltà estreme e crisi. Sebastien sembra essere un Ironman molto estremo che si allena nella sofferenza e nel dolore per fortificarsi nello sport e nella vita: Quali meccanismi psicologici ti aiutano a partecipare a gare estreme?Io lavoro molto sull’aspetto mentale nei miei allenamenti. Questi allenamenti sono essenziali per una performance sulla gara estrema. Mi piace fare allenamenti molto più duri rispetto alla gara. Durante alcuni allenamenti, mi provoco volontariamente alcuni problemi che potrebbero accadere in gara come ad esempio: l’ipoglicemia / ipotermia / disidratazione / ecc. Per quanto riguarda l’aspetto psicologico, creo una bolla e un mondo a parte che posso controllare durante le mie gare, mi permette di dimenticare il dolore durante la gara, ma anche fare passare il tempo più velocemente. Durante gli allenamenti, creo anche immagini positive che consistono in buoni ricordi con la mia famiglia per i momenti peggiori durante la gara. Uso anche un metodo di respirazione 10 minuti al giorno per il rilassamento.

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Molto interessante la testimonianza di Sebastien per far comprendere come allenarsi mentalmente per prevenire e prevedere situazioni difficili da affrontare, gestire, superare; per comprendere come è importante fare esercizi di respirazione, come simulare in allenamento per poi affrontare la gara con più sicurezza: Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile?Triathlon brutale estreme in Llanberis senza esitazioni. Questa non è la gara in cui ho sofferto di più, ma questa è una gara che comprendeva tutte le condizioni davvero estreme sia fisicamente che mentalmente: le condizioni climatiche ed i percorsi molto difficili hanno messo il mio corpo a dura prova: era necessario essere molto forti per non mollare.

 

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Ernesto Ciravegna, ironman e ultratrail: Tenacia, passione e forza di volontà

Matteo SIMONE

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Vincere un Ironman e un ultratrail sono esperienze forti che compensano l’impegno e il tempo dedicato allo sport. Di seguito Ernesto, Presidente/atleta Ambassador Salomon, racconta la sua esperienza di atleta rispondendo a un mio questionario: Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?L’Iron Man Canada e 1^ vittoria nell’ultratrail nel deserto della Giordania.” Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica?Pallanuoto, sub, calcio, Mtb, snowboard, bici, podismo su strada, triathlon, corsa in montagna, trail.”

Ernesto image5Nello sport quali fattori e persone hanno contribuito al benessere e performance?Sempre appassionatissimo di sport, sono stato mandato a scuola un anno in anticipo, crescendo con compagni di scuola mediamente di un anno e mezzo più grandi, sia fisicamente che anagraficamente. Timido e succube della situazione, ho vissuto la mia adolescenza alla finestra, spesso escluso dalle squadre della scuola perché troppo piccolo: la mia tenacia, passione e forza di volontà, probabilmente hanno giocato un ruolo a favore nel mio inconscio desiderio di rivalsa. La mia famiglia poi mi ha sopportato e mi su(o)pporta, in gare e allenamenti.” Continua a leggere

6 Ore della Maremma 2020, Romualdo Pisano: Ho solo vinto una 6ore

L’obiettivo del 2020 sarà sicuramente il passatore
Matteo SIMONE
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Domenica 19 gennaio ha avuto luogo a Grosseto la 1^ edizione della 6 Ore della Maremma – Memorial Walter Baldini. Il vincitore è stato Romualdo Pisano che ha totalizzato 75,179 km, precedendo Marco Lombardi 73,926 km e Maurizio Di Paolo 72,595km. La gara femminile è stata vinta da Alina Teodora Muntean che ha totalizzato 69,717km, precedendo l’azzurra Francesca Innocenti 67,241km ed Elisa Bellagamba 66,778km.
Romualdo IMG-20200120-WA0034Di seguito, approfondiamo la conoscenza del vincitore attraverso risposte ad alcune mie domande: Quale avversario ti ha preoccupato? “Ciao Matteo, il giorno dopo un successo di questa portata per me non è ancora chiaro cosa è accaduto realmente ieri. Qualcuno dirà ‘hai solo vinto una 6ore’…vero, ho solo vinto una 6ore ma questa era la gara che mi doveva far bene capire che le fondamenta per il passatore sono pronte. In gara sinceramente non ho temuto nessuno…sulla linea di partenza ho sciolto l’ultimo dubbio e mi son detto: ‘ROMUALDO ce la giochiamo? ’ Ok, allora proviamoci…partito primo e arrivato primo.”

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Il Paese ricomincerà a pedalare, dopo oltre un mese di quarantena

Matteo SIMONE
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Passa tutto se siamo fiduciosi, collaborativi, pazienti, se siamo comunque in contatto a distanza, se siamo sensibili, tolleranti. Passa tutto e si affronta tutto come i muri di tante maratone. Possiamo e dobbiamo farcela sviluppando resilienza per cercare di uscire più forti e determinati per ritornare anche a correre e pedalare sempre con il sorriso.
18-09-1673-4A volte qualcosa di più grande di noi, di incontrollabile, ci mette in ginocchio, ci fa cascare, ci abbatte, mette alla prova noi stessi e si ha bisogno di accettare da una parte e reagire dall’altra attraverso diversi processi che comprendono prima di tutto la consapevolezza della propria situazione e poi con l’aiuto di qualcuno che sostiene e supporta e con l’aiuto di se stessi bisogna continuare ad avanzare nel tempo con le risorse residue del momento per cercare di rimodulare propri obiettivi e proprie direzioni, cercando il meglio per sé e i propri cari.
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Non molliamo, torneremo a correre nella vita e nello sport

Cerchiamo di risollevare le sorti della nostra nazione
Matteo SIMONE
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Stiamo vivendo un periodo lungo di calamità prolungata che comporta per ognuno difficoltà a focalizzarsi su sé stesso, sui propri cari, sul momento presente, su una minima progettualità futura. Tutto ciò che avevamo costruito ora è traballante, ci sembra che ci è cascato addosso un grande macigno e non riusciamo a sollevarlo.
19-02-04150-5In questi casi molti reagiscono in diversi modi, c’è chi aiuta, chi si dispera, chi si rassegna, chi accetta, ognuno ha le proprie modalità di reagire, aiutare o chiedere aiuto. Insieme siamo una comunità che cerca di risollevare le sorti della propria nazione a iniziare da sé stessi, dai propri familiari, amici, colleghi, vicini.
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Ciò che desideri sognare, puoi raggiungere, il segreto sta nel non mollare

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Si può uscire da ogni tunnel con fiducia e gradualità, con piccoli movimenti un passo alla volta, con le risorse residue cavalcando l’onda del cambiamento, continuando ad approfondire la conoscenza del proprio corpo e della propria mente.

Interessante la testimonianza dell’ultramaratoneta Luciano Alves:

60683861_360442318160946_6313762810299940864_nLa vita è un infinito insieme di possibilità, di percorsi che si incrociano. A volte è inevitabile fermarsi, respirare e riposare, per volontà propria o per imposizione di circostanze altrui. Ma ciò che conta veramente non è quando o dove si è fermati, ma la ripresa del cammino. Per quanto tu abbia sofferto, per quanto possa sembrare difficile riprendere la vita in cui l’hai lasciata, questo nuovo inizio è non solo possibile ma fondamentale. Si può sentire paura, le gambe possono tremare, ma la voglia di combattere deve prevalere sempre. Non importa in quale momento della vita ti sei fermato, ciò che conta davvero è quello che farai da lì. Tutte le difficoltà sono opportunità per ricominciare, per rinnovare, e finché c’è vita, speranza e capacità di combattere, tutto ciò che desideri sognare, puoi raggiungere, il segreto sta nel non mollare mai!

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