Lorena Brusamento vince la Hybla Major 100km Caltagirone–Avola

La corsa è per me prima di tutto divertimento! 

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

Il 17 luglio 2021 ha avuto inizio la 100km Caltagirone – Avola, corsa su strada organizzata dall’A.S.D. Palombella Running.  

Tra le donne la vincitrice è stata Lorena Brusamento SF45 in 9h17’14”, preceduta solo dal vincitore assoluto Paolo Bravi 8h23’13” e Filippo Castriotta 9h01’18”, il podio femminile è completato da Francesca Ferraro SF in 10h27’50” e Luisa Zecchino SF50 in 11h22’26” che precede di pochi minuti Alisia Calderone SF45 11h28’33”. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Lorena attraverso risposte ad alcune mie domande.  

Come stai fisicamente e mentalmente? Direi che sto bene, non mi sento ancora “come vorrei” ma la strada è quella giusta, sono serena e penso prima di tutto a divertirmi perché la corsa è per me prima di tutto divertimento! 

In effetti Lorena si mostra sempre felice e sorridente nonostante la fatica di correre tantissimi chilometri. Ha sempre tanti progetti da portare a termine, è richiesta in giro per l’Italia e per il resto del mondo per presenziare a gare importanti e difficili e possibilmente cercando di portare a casa vittorie, podi o comunque ottime prestazioni. 

Qual è stata la parte di gara più tranquilla, difficile, noiosa? Ho trovato la gara, tutta, molto bella e impegnativa. Il percorso non lascia respirare mai praticamente! ho sofferto il caldo soprattutto nella prima parte dove il sole non si era ancora nascosto dietro le nuvole. Mi è piaciuto tantissimo l’attraversamento di Buscemi e Palazzolo Acreide così come l’arrivo sul mare! Un po’ noiosa e per me non bellissima da correre un pezzo di strada provinciale, un “drittone” dove le auto sfrecciavano veloci che ci ha portato verso Avola. 

Gare lunghissime di ultramaratone prevedono sempre percorsi interessanti, naturali, culturali ma certi tratti possono essere noiosi e/o faticosi ma si sa che passa tutto e si portano a casa ricche e intense esperienze. 

Cosa porti a casa da quest’esperienza? Questa gara mi ha ricordato e confermato che la testa guida il corpo e che si può andare oltre una giornata non perfetta se si è ben concentrati e si ascolta ciò che il nostro corpo ci comunica e chiede. 

In effetti bisogna essere sempre focalizzati e centrati su quello che si fa, soprattutto se si tratta di gare di ultramaratone dove ci si può distrarre o lasciarsi prendere dalla fatica o demotivazione che rende tutto più pesante, noioso e difficile. 

Qual è la tua sfida ora: 100km, 12h, 24h? Per quest’anno ho deciso di mettere da parte la 24h, non mi sento “pronta” mentalmente ad affrontarla bene. Ho in programma una 100 km e Spartathlon, se sarà confermata (lo scorso anno è stata annullata ai primi di settembre). 

Bisogna avere sempre tanta consapevolezza delle proprie capacità, caratteristiche, punti di forza e monitorarsi per capire cosa si vuole e si può fare cercando sfide impegnative ma allettanti per mettersi in gioco e divertirsi come è usuale per Lorena. 

Come proseguono i progetti di allenamenti e gare? Ho tante idee in testa, tante esperienze che vorrei fare ma sono altrettanto consapevole che probabilmente, vista la situazione pandemica non risolta, dovrò attendere…ma sognare si può! perciò per ora sogno e programmo ciò che è possibile fare cercando di mettere a calendario anche gare che non ho mai fatto in modo da fare lavori diversi ed esperienze di corsa diverse! Insomma, mi voglio divertire! 

Bisogna essere sempre pronti ad adattarsi e al cambiamento soprattutto in questi du3e anni di pandemia dove le cose non sono mai sicure e ciò bisogna accettarlo e organizzarsi per fare ciò che si può, continuando a divertirsi. 

Cosa dice di te la tua famiglia, amici, squadra, città? Bisognerebbe chiedere a loro!! Scherzi a parte, sia la mia famiglia che i miei amici che i gruppi che alleno mi dicono solo “ecco, sei tornata!” E forse è proprio tutto qui, sono “tornata” a divertirmi e ad avere voglia di correre solo per il piacere di correre. 

Lorena ha fatto cose grandi come indossare la maglia azzurra, la Spartathlon il record sull’ultramaratona, ma è sempre con i piedi per terra condividendo gioie e fatica con famiglia e amici. 

Utilizzi metodi innovativi di allenamento? No, in generale no. Faccio sempre tanto potenziamento, nuoto (per fortuna ora si può nuotare!), uso la bici, corro un pochino meno e faccio più qualità. 

Importante distrarsi e utilizzare altri sport per diversificare fisicamente e mentalmente così come è importante alternare quantità e qualità in base a ciò che si vuol preparare cercando di fare del proprio meglio in gare nazionali e internazionali, possibilmente indossando la maglia azzurra per rappresentare l’Italia. 

Prossimi impegni? Riposarmi a casa di mamma e papà! Poi a settembre, la 100 e Spartathlon…incrociando le dita! Grazie mille come sempre! A presto!  

Questo è molto importante ripose e coccole possibilmente a cura dei propri genitori, così come anch’io ho approfittato quest’ultimo periodo. Come dice Marco Torrice durante un laboratorio di danza contemporanea Melting Pot presso l’ex Mattatoio di Roma: “Le pause sono altrettanto importanti quanto il movimento”. 

Interviste a Lorena sono riportate nei miei libri: 

“Lo sport delle donne”, edito da Prospettiva Editrice. 

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=425&controller=product 

“Cosa spinge le persone a fare sport?”, Edito da Aracne Editrice 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Inoltre Lorena è menzionata nel libro “Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, Edizioni Psiconline. 

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html”

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta 

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Carlo Poddighe 1° M50 all’Ultra Maratona del Gran Sasso d’Italia 50Km

La mia sfida prossima è ripetere una maratona sotto le tre ore 

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

Il 25 luglio 2021 ha avuto luogo l’Ultra Maratona del Gran Sasso d’Italia 50 Km a Santo Stefano di Sessanio (AQ), organizzata dall’A.S.D. – Marathon Club Manoppello Sogeda.  

Il vincitore è stato Alberico Di Cecco in 3h13’47” che ha preceduto Filippo Bovanini (atleta più giovane tra tutti i partecipanti, classe 1994) in 3:16:46, a seguire Riccardo Vanetti e Angelo Martino Marzari con lo stesso crono di 3h30’20”. 

Tra le donne la vincitrice è stata Federica Moroni che si classifica al 7° posto della classifica assoluta con l’ottimo crono di 3h35’54” e precede Francesca Bravi 3h43’14”, a seguire Ilaria Bergaglio 3h46’52”, Elisa Benvenuti 4h11’04”, Silvia Luna 4h17’22”, Roberta Varricchione 4h22’26”. 

Per quanto riguarda le categorie, il vincitore tra gli M45-49 è Fabrizio Lavezzato che si classifica all’11° posto assoluto e 8° tra gli uomini in 3h46’54” 

Carlo Poddighe è il vincitore della categoria M50-54 in 4h14’58” e precede Fabrizio Samuele 4h16’30” e Stefano Corrado 4h18’44”. Tra gli M55-59, il vincitore è Massimo Miri che si classifica al 13° posto della classifica generale e al 10° posto tra gli uomini in 3h51’02”, precedendo Francesco De Luca in 3h57’46”.  

Di rilievo anche la prestazione del vincitore della categoria M60-64, Alberto Fedele in 4h33’50”. Il vincitore della categoria M65-69 è Aroldo Broccoli in 5h00’52” che precede Gaetano Caso 5h25’36”. 

Tra gli over ‘70, ottime le prestazioni di Domenico Favia, classe 1951, in 5h14’42”, ma soprattutto del più anziano tra tutti i partecipanti, il mitico Adriano Leidi, classe 1941 (80 anni), in 6h13’03”. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Carlo Poddighe attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti carissimo, come stai fisicamente e mentalmente? Ciao Matteo, grazie per i complimenti. Fisicamente sto bene, anche mentalmente. Da quando mi allena Luca non sono mai uscito da una gara di lunga distanza con problemi fisici. 

Carlo è allenato dal grandissimo atleta e tecnico Luca Parisi che ha deciso di collaborare con l’Atletica La Sbarra per seguire alcuni atleti. 

Qual è stata la parte di gara più tranquilla, difficile, noiosa? La parte più tranquilla della gara ovviamente è l’inizio. La più difficile quando dopo tanta salita si danno girare le gambe in discesa, ma poi ti trovi di nuovo a salire prima del traguardo. Di parti noiose, per quanto possa sembrare strano a chi non corre lunghe distanze, non ce ne sono. Sei in continuo dialogo con te stesso, e se uno si annoia con se stesso vuol dire che ci sono altri problemi. 

In effetti in gare di lunga distanza può sembrare di annoiarsi, ma l’atleta è in continuo contatto con se stesso, con l’ambiente che lo circonda, monitora se stesso e l’ambiente in ascolto del respiro, sensazioni corporee, per capire come sta, come continuare, di cosa ha bisogno, se spingere, rallentare, osare, provare. 

Cosa porti a casa da quest’esperienza? Questa esperienza mi ha dato maggiore consapevolezza e rinnovata fiducia nel mio coach.  

Qual è la tua sfida ora? La mia sfida prossima è ripetere una maratona sotto le tre ore come ho fatto ad Amsterdam prima del covid.   

Ogni gara è un test, un traguarda ma anche un punto di ripartenza con nuove consapevolezze, nuovi obiettivi soprattutto quando si consolida la fiducia in se stesso ma soprattutto con un allenatore che segue, consiglia, supporta. Ad Amsterdam Carlo ha abbattuto il muro delle 3 ore in maratona per la prima volta, il 20 ottobre 2019, tempo 2h58’23”. 

Come proseguono i progetti di allenamenti e gare? Prossimi impegni? I progetti di allenamenti e gare proseguono bene, sono in dialogo costante con Luca Parisi e in quanto alle gare sono in contatto col presidente Andrea, col quale mi sono accordato per prendere parte alla staffetta 12×1h allo stadio di Caracalla a inizi settembre. Occorre focalizzare un obiettivo per volta, e quello sarà il prossimo. Correrò in un orario non facile ma non importa. Ammiro tanto i compagni di quella squadra sono davvero fortissimi, un esempio per me. 

Dice bene Carlo, un obiettivo alla volta, focalizzati per fare del proprio meglio per se stesso e per la squadra con l’aiuto di un grande tecnico capace e preparato e con la guida del presidente dell’ASD Atletica La Sbarra Andrea Di Somma che a tavolino individua le gare per far partecipare ogni atleta della società in base alle proprie caratteristiche, capacità, qualità, in sfide individuali ma soprattutto di squadra, ottenendo risultati prestigiosi a livello locale, regionale, italiano.  

Cosa dice di te la tua famiglia, amici, squadra, colleghi di lavoro? In quanto alla famiglia, no io devo fare tutto da solo, non ho nessuno a motivarmi, ma non importa. Ho grosse potenzialità a livello interiore. L’ho dimostrato a 46 anni quando fumavo quasi due pacchetti di sigarette al giorno e di colpo smisi di fumare e mi misi a correre. 

Un grande esempio per tanti passare da una fase precontemplativa dell’inconsapevolezza dove non ci si rende realmente conto del proprio stile di vita alla fase della consapevolezza, dell’azione e del mantenimento per cercare di uscire da una situazione inconsapevole, stangante, pigra. Tutto ciò mobilitando energie e raggiungendo risultati prestigiosi di benessere e di performance individuale e collettiva, mettendosi in gioco e apprendendo sempre più dall’esperienza. 

Utilizzi metodi innovativi di allenamento? Riguardo ai metodi di allenamento innovativi. Mi fido completamente del mio coach, un ragazzo d’oro che ha dimostrato tante volte il suo valore come atleta e la sua competenza nella corsa. 

Sembra essere in buone mani Carlo, con un coach che sa il fatto suo e una squadra di atleti coraggiosi che si allenano e ce la mettono tutta per ottenere risultati prestigiosi. Sembra che il meglio debba ancora venire per Carlo, Luca e l’Atletica La Sbarra. 

Ringrazio Foto4Go per le bellissime foto che è possibile trovare su www.fotoforgo.com, in particolare due foto, utilizzate nell’articolo, di Luca Bonanni e Gian Marco Valentini. 

Matteo SIMONE  

21163@tiscali.it +393804337230 

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta 

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Franck Koua, ostacolista: Portare la maglia azzurra è sempre un onore

Per diventare davvero qualcuno nella vita bisogna fare dei sacrifici 

  Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Franck Koua, Cus Pro Patria Milano, ha iniziato a praticare atletica a scuola, con i salti: alto (personale di 2.04), lungo e triplo allenato da Fiorella Colombo, ha provato anche il decathlon e successivamente si specializza con gli ostacoli meritando la convocazione in azzurro agli Europei U20 nel 2019. 

Il 26 febbraio 2020, al meeting internazionale giovanile indoor di Minsk vince i 60hs in 7.70, a soli sei centesimi di secondo dal primato italiano di Mattia Montini di 7.64. 

Nel 2021 ha vinto il titolo italiano assoluto sui 60hs indoor, conquistando la finale agli Europei indoor dove si classifica all’8° posto. Franck Koua è anche Campione Italiano Promesse nei 110 ostacoli con il tempo di 13.56.  

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Franck attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti per la convocazione in nazionale, ti senti pronto? Grazie mille per i complimenti, per scaramanzia non dico nulla però possiamo dire che son pronto fisicamente.  

Sensazioni, emozioni, pensieri, prima dei Campionati Europei under 23? Sensazioni ed emozioni per i campionati sono sempre ineguagliabili, portare la maglia azzurra è sempre un onore che sia la maglia assoluta o che sia la maglia della nazionale giovanile. 

La maglia azzurra resta sempre un sogno per tanti atleti, significa aver faticato ed essersi impegnati per meritare una convocazione a eventi internazionali. 

Quali saranno le strategie di gara? Strategie non c’è ne sono si corre forte e basta dal mio punto di vista. 

Trattasi di gare veloci della durata di pochi secondi e quindi un’esplosione di forza e potenza fino alla fine senza pensarci troppo.  

Ti consigli con un team? Figure professionali? Sono seguito da un entourage di professionisti che mi aiutano ogni giorno per avanzare, come fisioterapisti, psicologi dello sport. 

Si inizia a praticare sport per gioco e piacere, poi può capitare di accorgersi di avere tanta passione e se c’è talento ci si esprime al massimo con facilità poi man mano che si ottengono le migliori performance è sempre più opportuno curare ogni minimo aspetto, da quello fisico a quello mentale e nutrizionale. 

Utilizzi una preparazione mentale pre-gara? Come preparazione mentale pre-gara per me esiste solo la musica, che è uno dei modi migliori per svegliarmi mentalmente e concentrarmi sulle gare. 

Ognuno ha un proprio modo per presentarsi pronto in gara, per attivarsi al punto giusto, per gestire eventuale ansia sa prestazione, per focalizzarsi senza troppe distrazioni sul compito da fare ai massimi livelli. 

C’è una parola o una frase che ti aiuta ad affrontare la prossima gara? Sinceramente non ci sono parole o frasi che mi ispirino ad andare avanti, più che altro è una promessa che ho fatto ad una persona tantissimo stretta nel mio nucleo famigliare, è quello che mi aiuta ad andare avanti ora. 

Quale aspetto del tuo carattere ti aiuta nell’affrontare gare importanti? L’aspetto del mio carattere sincero la perseveranza nel mantenere la promessa, e mi dà la carica giusta per essere sempre al top nel momento giusto. 

Ci sono tante sfide da portare avanti mettendosi in gioco e cercando ogni risorsa personale per ottenere risultati sfidanti ma non impossibili. 

Quali capacità, caratteristiche, qualità ti aiutano in gare importanti? La mia caratteristica principale è che riesco a trovare una concentrazione molto profonda che sembra quasi che mi allontanassi da questo mondo e vedo solo la mia corsia. 

Se veramente si tiene a qualcosa bisogna essere centrati e focalizzati su se stessi e sul compito da fare, visualizzando e immaginando ogni sensazione ed emozione prima e durante la gara, rifacendola mentalmente tante volta fin da sembrare già fatta. 

In che modo la mente ti aiuta a superare i momenti difficili? Per aiutarmi nei momenti difficili mi affido al mio psicologo dello sport. 

La vita è ciclica, ci posso essere eventi a volte destabilizzanti ed eventi dove si sperimenta pace, serenità, soddisfazione. In entrambi gli eventi, lo psicologo potrebbe aiutare a elaborare e desensibilizzare gli eventi critici e potenziare ed enfatizzare gli eventi positivi. Un gande lavoro sull’autoconsapevolezza, autoefficacia e resilienza. 

Come ti vedi tra 10 anni? Tra 10 non saprei, mi limito a vivermi il presente e al futuro ci penseremo piano piano. 

In effetti la vita è ora, momento per momento possiamo essere in contatto con nostri bisogni ed esigenze e mobilitare le energie per soddisfarli, credendoci e portando avanti piani e programmi idonei. 

Ti ispiri a qualcuno? Ispirarmi a qualcuno no, anzi a dire il vero voglio io diventare una fonte di ispirazione per i giovani atleti che iniziano a entrare nel mondo dello sport. Voglio che i ragazzini di oggi leggano la mia storia e voglio far capire loro che per diventare davvero qualcuno nella vita bisogna fare dei sacrifici. 

Ringrazio Franck per queste sue parole e la voglia di raccontare. 

Come stai cambiando attraverso lo sport? Attraverso lo sport sto cambiando in meglio perché mi sto responsabilizzando molto di più sia come atleta che come persona al di fuori del campo, e dal mio punto di vista serve tanto perché abitando dai miei zii crescere mentalmente potrebbe anche aiutarmi poi per quando andrò a stare per conto mio. 

In effetti lo sport a volte ti mette alla prova, la forte passione fa prendere decisioni dure, come quella di stare lontani dai propri genitori, che aiutano a seguire sogni ma poi i vantaggi sono tantissimi in termini di responsabilità e maturità. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

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Anna Arnaudo, atletica: Credo di avere un buon equilibrio tra testa e gambe

La mente deve essere in grado di convivere con la fatica  

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

Anna Arnaudo ha ottenuto la prima convocazione in azzurro, per i Campionati Europei Corsa in Montagna – Skopje il 1° luglio 2018, contribuendo al primo posto dell’Italia nella gara femminile a squadre, classificandosi 11^ nella corsa juniores.  

Il 15 novembre 2019 ha ottenuto il successo a squadre ai Mondiali Corsa Montagna – Villa de Angostura in Argentina. Il 18 ottobre 2020 conquista la medaglia di bronzo nei 5.000 metri Under 23 con il tempo di 16’04”45 a Modena.  

A Molfetta, il 2 maggio 2021 ha ottenuto il Titolo tricolore Under 23 nei 10.000 metri su pista in 34’24”26, arrivando dietro Martina Merlo (34’23”25) che ha vinto il titolo italiano assoluto. 

L’11 Giugno 2021 a Grosseto, Anna Arnaudo si laurea campionessa italiana promesse dei 3000 siepi in 10’01”16. Il 26 giugno 2021 ha conquistato il suo primo titolo di campionessa italiana assoluta, ai campionati italiani di Rovereto nei 5000 metri piani stabilendo il suo primato personale in 15’57″69. 

Il 9 luglio 2021, Anna Arnaudo ha conquistato la medaglia d’argento sui 10.000 metri ai Campionati Europei under 23 a Tallinn (Estonia). 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Anna attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Quando ti sei sentita campionessa nello sport? “Non saprei bene dire quando. Forse non mi sono mai sentita campionessa ‘nei confronti degli altri’. Però mi sento campionessa ‘contro me stessa’ ogni volta che una gara o un allenamento vanno bene”. 

Questo sembra essere un buon approccio, considerare prima se stessi, partire da se stessi, da quello che si vuole fare e ottenere e poi guardarsi intorno, confrontarsi, apprendere, capire dove si vuole arrivare e come. 

Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? “Al primo posto metterei una vita sana. Al secondo, la motivazione che mi trasmettono le persone che mi circondano”.  

Qual è stato il tuo percorso nello sport? “Ho iniziato atletica in prima superiore, prima con la scuola, poi un mio caro amico mi ha invitato ad andare a provare. Ero la classica ragazzina con mille insicurezze, quindi, prima di aggregarmi al gruppo di allenamenti, ho passato mesi ad allenarmi per conto mio quasi con un certo ‘masochismo’… Ma non sapevo ancora che sarei stata immediatamente la migliore una volta entrata nel mio primo gruppo di allenamenti, a Cuneo, presso l’A.S.D. Dragonero. Il mio primo allenatore è stato Augusto Griseri. Poi è stato Marco Corino fino alla quinta superiore. Dopodiché mi sono spostata a Torino per l’università, dove ha iniziato a seguirmi Gianni Crepaldi. Nel mio percorso ho avuto alti, bassi, e bassissimi. Anche momenti molto difficili dovuti a problemi di salute”. 

Questa è una bella, utile e ricca testimonianza che fa capire come si può iniziare a fare sport, grazie a consigli o inviti di amici o grazie a contesti gruppali come quello scolastico o amicale. E poi se piace si può fare sempre meglio con impegno, passione, costanza e soprattutto con tanta attenzione a capire quello che si può fare e come forzando ma non troppo, cercando di trovare un equilibrio tra fatica e recuperi e possibilmente, come racconta Anna, affidarsi a bravi preparatori atletici che possono cambiare in base ai momenti e periodi della propria vita. 

Interessante anche il discorso performance e benessere, non sempre è rose e fiori, lo sport come da così può togliere, ci sono, come dice Anna, sì alti ma anche bassi e a volte bassissimi, si può toccare il fondo, per cui è importante essere seguiti e sostenuti da allenatori e da una squadra. 

Un’esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “La mia ultima gara: i 10000m corsi a Birmingham in occasione della Coppa Europa assoluta”. 

Il 5 giugno 2021 Anna fa l’esordio in Nazionale assoluta in Coppa Europa (Birmingham) correndo i 10.000 m. su pista in 33’02”70 arrivando seconda delle italiane dopo Giovanna Epis (33’02”23) e ottenendo l’argento di squadra femminile.  

Questa è una bella mattonella che contribuisce a costruire e consolidare l’autoefficacia di Anna, tanti successi e belle prestazioni nel tempo dalle categorie promesse, under 23 ma anche con le atlete più forti in assoluto. 

Nella pratica del tuo sport quali sono le difficoltà e i rischi? “La difficoltà maggiore è dovuta al fatto che, essendo gare lunghe, la mente deve essere in grado di convivere con la fatica. Rischi importanti non ce ne sono: è proprio questo che mi piace di correre. Posso fare sport in tranquillità”.  

Cosa pensano familiari, amici, colleghi della tua attività sportiva? “I miei genitori e i miei familiari sono sempre entusiasti: per loro qualsiasi risultato è una festa. Per qualche amico non del settore sono ormai addirittura ‘imbattibile’! C’è chi pensa che io non faccia fatica a fare nulla, e mi fa ridere, perché la fatica invece è proprio l’unica cosa che cerco di fare il più possibile. C’è anche chi, purtroppo, prova un po’ di invidia”. 

In effetti a una così giovane età ottenere risultati brillanti vicino ai record italiani fa ben sperare e pare che per Anna il meglio debba ancora venire e al più presto. Credo sia piacevole per familiari e amici avere tra loro una persona campionessa umile che fa sport con equilibrio e responsabilità e che è disposta a mettersi in gioco senza temere la fatica, anzi con la consapevolezza che più c’è fatica e più ci sono i presupposti per far meglio. 

Quali capacità, risorse, caratteristiche possiedi nel tuo sport? “Forse non ho nessuna spiccata capacità e sicuramente nessun talento mostruoso. Credo semplicemente di avere un buon equilibrio tra testa e gambe. Sono precisa e determinata, attenta ai dettagli e a fare le cose nel modo corretto”. 

Sembra aver trovato la chimica giusta tra corpo e mente, tra lavoro e risultato, sembra saper ricercare ed entrare nel flow facilmente con la consapevolezza che è tutto sotto controllo grazie alle esperienze che volta per volta si trasformano in apprendimenti. 

Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Per quali aspetti e fasi? “Si, ritengo utili gli psicologi in generale. Nello sport onestamente non ho mai provato a farmi seguire da uno psicologo”.  

Cosa e chi ti ostacola nella pratica dello sport? “Penso che l’ostacolo mio più grande siano le mie insicurezze e le mie paure”.  

Insicurezze e paure si possono gestire avendo il controllo della situazione per essersi allenati a dovere e non aver trascurato nulla, per lo più se si ha a disposizione bravi e competenti allenatori che sanno quello che fanno, che ci sono passati anche loro, che sanno trattare l’atleta prima di tutto come persone con bisogni, esigenze, criticità, punti di forza e tirare il meglio da dentro di loro. 

L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ci sono tante gare durante le quali ho avuto momenti in cui ho provato una fatica intensa e contemporaneamente una forte voglia di correre e non mollare”.  

Lo sport diventa una grande sfida, una messa alla prova dell’atleta che cerca di ottenere il massimo in gara dopo un periodo di preparazione mirata, sfidando se stessi, la fatica, e altri avversari per capire fin dove si può arrivare, non mollando. 

La tua situazione sportiva più difficile? “In quinta superiore ho dovuto gestire il cambio di allenatore, la maturità, una sofferenza amorosa, l’insonnia, e il ferro basso. È stato davvero difficile uscirne, ma alla fine sono arrivati un 100 e una convocazione per gli europei”. 

Bisogna sempre andare avanti gestendo una cosa per volta anche se si presentano tutt’insieme, bisogna essere determinati e fiduciosi, pazienti e con la voglia di fare del proprio meglio. 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni, COVID? “Gli infortuni li ho superati reinventandomi: non posso correre? Allora vado in bici, oppure a nuotare! Dalle crisi avute fino a oggi sono uscita grazie ad un’analisi lucida della situazione, che mi ha portato a individuare il problema ed eliminare la causa. Le sconfitte mi fanno sempre molto male. Dopo una gara andata male devo correre ancora. Il giorno dopo devo uscire a correre e distruggermi. Però dopo le gare andate male sento sempre voglia di fare meglio, e sento la passione che mi guida a fare qualcosa di non facile”

Sembra essere alquanto resiliente Anna, che cerca sempre di capire e riorganizzarsi quando c’è un imprevisto, ma è importante tutelarsi e non distruggersi reagendo subito ma dilatando la fase di comprensione e riorganizzazione prima di reagire e mettersi in moto per far meglio diversamente con respiro e sorriso. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Fare sport ti cambia completamente la vita. Gli sportivi conoscono meglio la fatica della vita e quindi sanno affrontare meglio le difficoltà”. 

Sposo anch’io questo messaggio, infatti si riesce a gestire, affrontare, superare la fatica e apprendere da essa che permette sempre di raggiungere risultati importanti. 

Cosa hai scoperto di te stessa nel praticare sport? “Ho scoperto che valevo qualcosa, che anche io avevo la possibilità di fare la mia parte”. 

Un’importante scoperta che permette di seguire uno stile di vita molto salutare, interessante, emotivo e appagante. 

Ti ispiri a qualcuno? “Assolutamente si: Genzebe Dibaba è il mio idolo. Ha una tecnica di corsa magnifica”. 

Genzebe Dibaba ha anche un bel sorriso e appare sempre semplice, umile e modesta. Genzebe Dibaba è una mezzofondista etiope, ha fatto registrare a Monaco, il 17 luglio 2015, il nuovo record mondiale dei 1500 metri piani (3’50″07), di cui è tuttora detentrice, e poche settimane dopo si è laureata campionessa mondiale sulla stessa distanza ai mondiali di Pechino 2015. 

In tanti si ispirano ad atleti Etiopi e kenioti che sono fortissimi e da imitare per cercare di raggiungere altissimi livelli, preferibilmente allenarsi con loro nelle proprie località. 

Una parola o una frase che ti aiuta a nei momenti difficili? “Stai tranquilla, non ci pensare e vai avanti”. 

Bisogna sempre centrarsi su se stessi, soprattutto nei momenti difficili, respirare, sorridere e proseguire, sempre avanti, passerà. 

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “Fare bene gli europei U23 tra un mese. Sogni realizzati: vestire la maglia azzurra”. 

Ci sarebbe anche un obiettivo segreto di Anna, ma meglio lasciarlo tale. È interessante vedere il percorso di Anna, da dove è partita, dov’è ora e dove vuole arrivare e come, molto interessante, sfidante ma percorribile. 

Cosa diresti ad Anna di 10 anni? “Penso che le direi semplicemente di essere forte e di non avere paura nella vita”. 

La vita è come un giocattolo, bisogna saperlo usare, tenerselo caro, custodirlo. 

Cosa c’è prima, durante e dopo una gara? “Prima ci sono tante insicurezze, durante c’è il non pensare, e dopo c’è un senso di leggerezza e di pace”. 

Con l’esperienza si diventa più padroni di se stessi, più sicuri grazie all’esperienza, più coraggiosi, solidi e consapevoli. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Non mollare: chi la dura la vince”. 

Concordo con Anna, per ottenere qualcosa di importante a cui si tiene, bisogna persistere e insistere con impegno e costanza, credendoci. 

Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it   

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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Giovanni De Gennaro, canoista: Ringrazio di cuore chi mi tifa e chi sostiene

Matteo SIMONE 

Giovanni De Gennaro, Gruppo Sportivo dei Carabinieri (ex Corpo Forestale dello Stato), vince il titolo europeo Junior a squadre nel 2009 a Liptosky (SVK) e nel 2010 a 18 anni si laurea Campione del Mondo Junior a Foix (FRA). Nel 2011 a 19 anni al Mondiale Senior di Bratislava (SVK) vince il bronzo a squadre.  

Giovanni nel 2012, vince l’oro del mondiale under 23 a squadre di Wasau (USA). Nel 2013 conquista la medaglia di bronzo ai mondiali U23. L’anno successivo conquista l’argento al mondiale U23 australiano. Ha rappresentato l’Italia ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 con un 7º posto.  

Nel 2017 vince l’oro alla Coppa del Mondo K1 di Markleeberg (Germania) e l’oro dello slalom K1 dell’ICF Ranking di Ivrea. Nel 2018 vince l’oro alla Coppa del Mondo di La Seu d’Urgeil in Spagna. Il 2019 ancora oro alla gara di Coppa del Mondo K1 di Tacen (Slovenia) e oro al K1 slalom dell’ICF Ranking di Tacen (Slovenia). Nel 2020 vince il suo 4º titolo di Campione Italiano a Ivrea. 

Nel 2021 conquista il pass per i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Giovanni attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Complimenti, il significato di questa qualificazione olimpica? La qualifica olimpica è una tappa importante nel mio percorso, sono felice di poter continuare a lavorare per una medaglia olimpica. 

Un lungo percorso nello sport da quando era bambino e ora si trova a battersi con i più forti al mondo nei Giochi Olimpici per cercare di occupare un posto sul podio. 

Cosa c’è dietro, prima, ora? C’è tanto lavoro, dedizione e determinazione. Ci vogliono anni di sacrifici e l’unico modo per affrontarli è avere un obiettivo chiaro e forte. 

Molto interessanti e utili le parole di Giovanni, per ottenere qualcosa di importante bisogna prima decidere i propri obiettivi e poi mettersi all’opera seriamente e duramente per allenarsi e raggiungerli con sacrifici ma anche tante soddisfazioni.  

Cosa pensi della gara olimpica, eventuali criticità, punti di forza? L’olimpiade è una gara unica, l’atmosfera che si respira è totalmente diversa da quella di un mondiale o europeo. Il fatto di aver già partecipato a Rio sarà un valore aggiunto. Penso che il modo migliore per affrontarla sia rimanere lucidi e non farsi prendere da ciò che circonda l’evento, in fin dei conti rimane una gara di canoa con le stesse regole di tutte le altre. 

In eventi considerati importanti bisogna essere lucidi, centrati e focalizzati, avere la consapevolezza di quello che si vale, e cercare di essere sereni ma attivati per poter esprimersi al meglio. 

Ti senti pronto, consapevole, ansioso, attivato? Mi sento pronto ad affrontare questo periodo che porterà ai giochi, sono carico e voglio godermi al massimo tutto il processo di preparazione. 

La qualifica olimpica è un obiettivo raggiunto, un sogno che si trasforma ma è anche un punto di ripartenza, bisogna avere la consapevolezza che bisogna ancora arrivarci e sarebbe meglio non trascurare nessun aspetto che potrebbe essere fondamentale nella gestione della gara. 

Cosa dicono di te i tuoi familiari, amici, avversari? Amici e familiari sono felici per me e si fanno sentire, questo mi dà ancora più energia. Hanno un ruolo fondamentale nella mia vita. 

In momenti e periodi delicati e importanti è bene avere supporto di familiari e amici, l’atleta ha bisogno di essere compreso e sostenuto.  

Sei felice, motivato, entusiasta? Sono felice e motivato, sto preparando questa stagione da diversi anni e finalmente è arrivato il momento di divertirsi 

È bello che si parli anche di divertimento, in effetti per Giovanni lo sport è un lavoro ma ci vuole tanta passione per impegnarsi e non mollare per tanti anni ad alti livelli. 

Dove vuoi arrivare, cosa vuoi ottenere d’importante? Il mio obiettivo per questo quadriennio è vincere una medaglia a Tokyo, ce l’ho in testa da dopo la fine a Rio 2016. 

Mi sembra alquanto consapevole e determinato Giovanni nelle sue possibilità considerato che il suo percorso sembra essere stato sempre in crescita vincendo tante gare di Coppa del Mondo e Mondiali pertanto si tratta di continuare a crederci e puntare il più alto possibile. 

Chi e/o cosa è stato determinante? Tutte le persone che mi hanno aiutato in questi anni sono parte del mio percorso di crescita, a partire dai familiari ed amici fino ai compagni di squadra ed allenatori. Tutti hanno un ruolo nella mia vita e meritano la mia gratitudine. 

Dietro e accanto l’atleta ci sono tante persone che contribuiscono al suo benessere e performance e Giovanni ha dalla sua parte familiari e amici appassionati e praticanti della canoa e altre figure importanti che si occupano di lui per sostenerlo nei suoi bisogni ed esigenze. 

Come ricambi il tuo tifo e sostegno? Ringrazio di cuore chi mi tifa e chi sostiene, soprattutto chi lo fa senza interesse e senza guardare i risultati. Preferisco essere sostenuto per i valori che esprimo o il mio modo di andare in canoa piuttosto che per i risultati. 

Ringrazio Giovanni per la disponibilità a raccontare le sue impressioni molto utili e interessanti per atleti e staff. 

Matteo SIMONE 

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo  

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Manifestazione Regionale Master a Tivoli: Atletica La Sbarra vince la Staffetta 4×400

Matteo SIMONE 

Nel weekend 15 e 16 maggio, ha avuto luogo, allo Stadio Olindo Galli di Tivoli, una Manifestazione Regionale Master organizzata dal Comitato Regionale Lazio. Sabato 15, c’ero anch’io nel salto in alto dove ho chiesto di entrare a 1 metro e 15 centimetri ma non sono riuscito a saltare lo step successivo che era di 1 metro e 21 centimetri. 

Una volta 1 e 15 era un mio tempo da mezza maratona, 1 ora e 15 minuti corsi la “Stramilano” nel 2000, la “Corriferrara” nel 200, la “Barincorsa” del 2003. 

Ci riproverò una prossima volta a saltare un po’ di più allenandomi con più costanza e impegno, infatti già qualche giorno dopo in allenamento ho saltato 1 metro e 23 centimetri. 

Domenica 16 invece, il quartetto (SM40) dell’Atletica La Sbarra (Vincenzo Paduano-Mario Di Benedetto-Simone Balestra-Fabrizio De Grandis), vince la 4×400 in 3’56”04, precedendo Romatletica Footworks (Lumaca-Giove-Guarnaccia-Parlanti) 4:03.51 e Liberatletica (Zamori-Bonvino-Tran-Bussoletti) 4:10.18.  

Nei 200 c’è da registrare anche la prestazione di Vincenzo Paduano (Atletica la Sbarra) che si classifica in 3^ posizione in 24.44 a seguito di Luigi Cicchetti (Liberatletica) e del vincitore Paolo Ziantoni (Atletica Biotekna) 23.67. 

Colleghi, famiglia e amici di squadra cosa dicono di te?  

Mario: La mia famiglia mi supporta e grazie a loro che riesco a ritagliarmi il tempo utile per allenarmi. In qualsiasi sport il sostegno della famiglia è fondamentale perché devi essere libero con la testa e concentrarti. Se la famiglia non ti supporta è tutto molto più difficile. La famiglia gioca un ruolo fondamentale e cerco sempre di conciliare le mie passioni con i loro bisogni senza trascurali e facendomi sempre trovare pronto nella vita di tutti i giorni e alla gestione familiare. Con i miei amici mi diverto e mi sono di grande aiuto perché è bello con loro trascorrere momenti spensierati e gioviali in cui scarichi e ti stacchi dalla vita stressante di tutti i giorniI miei amici si interessano alle mie corse e mi apprezzano perché notano in me uno spirito di sacrificio importante”. 

Vincenzo: “Mia moglie dice spesso, giustamente, che dovrei lasciare un po’ di spazio a lei per staccare un po’ la spina; ai miei compagni di squadra possiamo chiederglielo”. 

Simone: “Mia moglie spesso mi dice: chi te lo fa fare? …. Ma dopo l’infortunio prima della gara di Ancona è stata la prima ad incoraggiarmi, un ringraziamento va al Toscano, Andrea e Marco”.  

E’ importante ritagliarsi un po’ di tempo per dedicarsi a una passione importante come può essere lo sport che rende felici, fa sperimentare un senso di libertà, aiuta a tenere fisico e mente allenati e in salute. E’ importante sentirsi compresi, lo sport non toglie ma restituisce entusiasmo e forza per andare avanti in ogni campo della propria vita.  

L’atleta non è solo, è circondato da familiari che si preoccupano e supportano, l’allenatore che cerca di preparare l’atleta per affrontare una competizione nel miglior modo possibile, amici che coinvolgono e incitano, una squadra che supporta e incoraggia.  

Cosa diresti a Mario di 10 anni fa? “Mario di 10 anni fa era più o meno quello di ora. Comunque sempre con la passione per lo sport (10 anni fa facevo nuoto). Ma la mia vita dieci anni fa non era quella di ora (la nascita di Mattia ha cambiato tutto in positivo ovviamente ma con più responsabilità, rinunce, momenti emozionanti, insomma conseguenze di tutto quello che comporta la nascita di un bambino)”. 

Cosa diresti a Simone di 10 anni fa? “Cominciare a correre prima, qualche bella soddisfazione l’avrei potuta togliere”.  

Come hai gestito il periodo del COVID? Come ne sei uscito fuori?  

Mario: “Rispettando le limitazioni imposte. Ma senza paura o allarmismi eccessiviAncora non si esce da questo brutto periodo. Però cerco di viverlo in modo che non pesi troppo soprattutto a mio figlio (5 anni) sforzandomi di fargli vivere i momenti della sua età in modo più normale possibile. Anche se ciò non è sempre fattibile”. 

Vincenzo: “Paradossalmente con il COVID riesco ad allenarmi meglio di prima. Poi la cosa bella è che le mie tre figlie più grandi hanno iniziato atletica”. 

Simone: “Domani sarà un giorno migliore!”.  

La pandemia sta togliendo parte di vita alle persone, soprattutto ai più piccoli che si vedono negati alcune abitudini di sano divertimento attraverso giochi, attività, sport. Lo sport è meglio non abbandonarlo perché risulta essere una grande risorsa. 

Da una parte bisogna starci con quello che c’è senza troppo innervosirsi e dall’altra bisogna sperare che presto finisca lo stato di avversità e si torni a star meglio per continuare a coltivare passioni e vivere progetti di vita insieme ai propri cari.  

Cosa vedi davanti a te?  

Mario: “Davanti a me vedo ancora tanto da fare, sotto tanti aspetti. Ma soprattutto vorrei vedere, il prima possibile, un ritorno alla normalità. Questo è il mio augurio e la mia speranza è che dopo questa pandemia usciamo tutti più responsabili e meno egoisti”. 

Vincenzo: “Ritengo che lavorando ancora per migliorare sulla velocità posso abbassare il mio personale sull’800. I 2′ netti sono lontani ma sognare fa bene. Sicuramente non potendo fare trasferte, che mi fanno dormire fuori, voglio sfruttare al massimo i campionati italiani a Rieti a settembre dove corro al primo anno di categoria AM40”. 

Simone: “Vincere i CDS e tornare a correre i 60 metri da protagonista”.  

Non si vede l’ora che questa pandemia passi via lasciandoci con la consapevolezza che bisogna trarne una grande lezione di vita. 

L’Atletica La Sbarra è menzionata in alcuni miei libri: 

Cosa spinge le persone a fare sport?”, edito da Aracne Editrice, Prefazione di Isa Magli. Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulla motivazione che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Sport benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”, edito da Prospettiva Editrice. Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.  

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=397&controller=product 

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Vito Cafaro L’emozione più intensa è stata la prima maratona

Matteo SIMONE 

A volte basta prendere una decisione e il resto viene da solo, a volte decidi di mettere le scarpe e uscire a correre e poi scopri un mondo ricco di sensazioni, emozioni, benessere. 

Di seguito, Vito Cafaro, dell’A.S.D. La Fenice, racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Alla fine di ogni maratona che ho portato a termine. Ero fiero di me stesso.”  

Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? “Ho preso un paio di scarpe da ginnastica che avevo, dovevo perdere un po’ di peso, e ho iniziato a correre.” 

Quali fattori contribuiscono al tuo benessere e/o performance? “Cerco di rispettare il programma di allenamento che mi impongo (mi informo e mi creo da solo le tabelle di allenamento).” 

La corsa permette di essere libero di allenarti come e quando vuoi, puoi correre da solo o in compagnia, puoi correre lento o veloce, puoi fare allenamenti corti o lunghi, puoi correre su strade, parchi, monti, tapis roulant, puoi farti allenare da un allenatore, puoi chiedere consigli ad amici, puoi documentarti su libri o su internet. 

Nello sport chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? “La costanza negli allenamenti. Al contrario, essendo goloso, non riesco molto a rispettare un’alimentazione corretta.” 

Si tratta di trovare un equilibrio tra quello che si vuol fare e quello che si può fare, un equilibrio sul riempire serbatoi con l’alimentazione e svuotarli con l’attività fisica. 

La gara della tua vita dove hai dato il meglio di te o hai sperimentato le emozioni più belle? “Credo di aver dato tutto ciò che avevo alla gara del mio paese. C’era la mia famiglia ad aspettarmi al traguardo e non volevo deluderli. Ma l’emozione più intensa è stata senza ombra di dubbio la prima maratona. A 1 km dall’arrivo non trattenevo le lacrime.” 

Tutto ciò è maratona, esprimersi al meglio, investire in sogni e poi emozionarti sperimentando la vera essenza della vita, conoscendo il vero te stesso. 

La tua gara più difficile? “Un trail, Castiglione trail, a Conversano. Avevo lavorato tutte le notti della settimana. Il sabato mattina, dopo il lavoro mi presentai in gara. 2 storte alla stessa caviglia in 12 km. La seconda a 500 mt dell’arrivo. Terribile.” 

Una tua esperienza che ti può dare la convinzione che ce la puoi fare? “Preferisco prepararmi al meglio. Cerco di non improvvisare una gara. Se si dovesse dimostrare più dura di quanto immaginato stringo i denti e cerco di gestire le mie energie.” 

Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Ultramaratona delle fiabe. Fatta fianco a fianco del mio amico di allenamenti. È un circuito di circa 3 km da ripetere 15 volte. Durante ogni circuito, con il mio amico decidevamo un piccolo show da fare a ogni traguardo e lo realizzavamo davvero. Quindi al primo giro abbiamo fatto l’aereoplanino, al secondo il trenino, siamo passati saltellando ecc. ecc. Ci siamo divertiti.” 

Questo è il fantastico, meraviglioso, sorprendente, bizzarro mondo degli ultrarunner, divertirsi faticando, insieme è molto meglio. C’ero anch’io, un ritrovo di tanti amici, portando a casa tanta roba: abbracci, sorrisi, medaglie, foto, premi, podi, personal best. 

Quali sensazioni sperimenti facendo sport? “Fare sport è felicità, gioia, sofferenza sì durante la gara ma la soddisfazione quando raggiungi i tuoi obiettivi è grande.” 

Vero, il mondo degli ultrarunner è fatto di tante sfide, tante fatiche ma quando arrivi a compiere l’impresa che ti sei prefissato sei al massimo della gioia, contentezza, soddisfazione. 

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Gli infortuni, sono dietro l’angolo. Si cerca di gestirsi, prevenire ma ahimè l’enfasi della gara, o la voglia di migliorare e quindi spingersi verso i propri limiti può portare a infortunarsi.” 

Si mette in conto tutto, si cerca di giocare di anticipo e di prevenire eventuali infortuni, ma se arrivano pazienza si affrontano anche quelli senza fretta ma con attenzione e con tanta cura di sé, tanta autoprotezione e anche tante coccole per compensare fatica e stanchezza di allenamenti e gare. 

Quali condizioni fisiche o ambientali ti inducono a fare una prestazione non ottimale? “Stanchezza (spesso data dal lavoro) e il caldo (spesso ci si allena nei ritagli di tempo e quindi anche nelle ore meno opportune).”  

Cosa ti fa continuare a fare sport? “Corro per poter mangiare. Non riesco a immaginare una vita senza lo sport. Mi piace quello che provo. Mi fa sentire vivo.” 

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Crisi? Mi sono allontanato da tutti, e ho cercato di capire cosa non andava, dovevo schiarire le idee. Sconfitte? Non sono mai arrivato primo, e non ho il fisico per farlo. Ciò nonostante, provo a fare meglio e ogni volta a ogni traguardo so di aver fatto bene. Per me la sconfitta è non provarci. Credermi non all’altezza. Se ci provo, e arrivo alla fine, ho vinto. Infortuni? Voltaren, fisioterapista, osteopata e anche una benedizione. Ma cerco sempre di accorciare i tempi. Mi alleno comunque, magari cambio attività sportiva, ma cerco di non fermarmi.” 

Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? “Quello che dico alle mie figlie. Il tuo unico avversario lo vedi ogni mattina al tuo specchio. Lo sport non ha colore, bandiera e non è violento. Lo sport è una cosa semplice. Lo sport è gioia.”  

Un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Meglio ultimi che dopati.” 

Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport? “La famiglia quando può mi segue nelle mie ‘avventure’. I miei amici mi chiedono e spesso si congratulano. Con alcuni ci alleniamo insieme.”  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Che posso fare ciò che credevo impossibile.” 

Ritieni utile lo psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? “Durante gli infortuni, o quando manchi un obiettivo sì. Il morale ti arriva sotto i piedi. Se non hai una ‘testa’ forte ti fai sopraffare dallo sconforto. E un aiuto sarebbe utile.” 

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “Un sogno realizzato è sicuramente la maratona. Un obiettivo è il ‘Passatore’ (gara di 100 km molto impegnativa anche per via delle pendenze). Un sogno? New York, la più pubblicizzata, ma anche la più affascinante, l’America, un sogno…. È costosa, troppo per me in questo momento. Grazie di questa nuova esperienza, dove ho potuto parlare di me e della mia passione.” 

Grazie Vito per essere stato disposto a parlare di se stesso e del tuo sport, sensazioni, emozioni, incontri, aneddoti. 

Un’intervista a Vito è riportata nel mio libro Cosa spinge le persone a fare sport?, edito da Aracne Editrice 2020 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazioni che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. 

Matteo SIMONE – 21163@tiscali.it 

+393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Luca Parisi: Sono sicuro che un grande risultato arriverà dalla maratona

Matteo SIMONE 

http://www.psicologiadellosport.net 

Lo sport permette di sperimentarsi e mettersi in gioco apprendendo dall’esperienza e conoscendo sempre meglio se stessi, proprie caratteristiche, possibilità, qualità. Di seguito Luca racconta la sua passione per la corsa rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport? “Mi sono sentito campione ogni volta che ho tagliato il traguardo di una competizione.”  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Ho imparato a vincere le difficoltà e a superare gli ostacoli così come nello sport anche nella vita.”  

Come superi eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Guardo sempre al futuro ma anche al passato al fine di evitare di rifare gli stessi errori.” 

La corsa in particolare a volte diventa una sana abitudine, un’opportunità di svago, di crescita personale gestendo allenamenti e gare in compagnia o anche da soli. 

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Premesso che non mi definisco un vero e proprio atleta, gli atleti quelli veri sono stipendiati per fare la propria attività sportiva e a me interessa solo superare i miei limiti. Ho iniziato a correre in un parco vicino casa in compagnia di un ragazzo di nome Raffaele, che mi ha fatto conoscere la corsa in maniera molto più seria, rispetto a un primo approccio da principiante, poi ho avuto diversi allenatori, tra i quali Armando Martini venuto a mancare.” 

Conoscevo Armando Martini, una cara persona, molto serio e professionale, molto silenzioso ma umile ed efficace con i suoi atleti dei quali se ne prendeva carico e li seguiva negli allenamenti e nelle gare. La maratona per tanti diventa una gara regina, una grande sfida, un viaggio importante da percorrere attraversando eventuali crisi e gestendo il ritmo chilometro dopo chilometro dopo un congruo periodo di preparazione. 

Qual è stata la gara della tua vita? La gara più difficile? “Ancora non ho fatto la gara della mia vita, sono sicuro che un grande risultato arriverà dalla maratona, la distanza di cui ho anche l’esperienza più difficile del mio percorso sportivo, nel 2014 il mio esordio in cui ho sofferto molto gli ultimi 5km non pensando di riuscire a arrivare al traguardo, ma sono riuscito comunque a superare la finish line con il tempo di 2h28’ e in decima posizione assoluta.” 

Le gare diventano dei test di verifica delle proprie condizioni, diventano un’opportunità per testarsi, per sperimentare sensazioni ed emozioni diverse dopo una programmazione di allenamenti mirati al conseguimento del proprio obiettivo difficile e sfidante. 

Quale esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “L’allenamento quotidiano accresce in me la consapevolezza di potercela fare anche in gara.”  

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamenti, pre-gara, gara, post-gara? “Cerco di ampliare al massimo il bagaglio di sensazioni durante gli allenamenti, provando sensazioni diverse che vanno dallo stress mentale a quello fisico al fine di arrivare alle gare preparato a ogni genere di situazione.”  

Chi contribuisce alla tua performance? “La mia famiglia in primis.” 

Lo sport mette davanti a scelte importanti, mette davanti a problemi e difficoltà da affrontare, gestire, superare. Lo sport permette di apprendere dall’esperienza affrontando, gestendo, superando crisi e difficoltà, con l’aiuto di persone che supportano, consigliano, sostengono. 

Quali sono difficoltà e rischi? “Quando l’allenamento o un piano di lavoro non è correttamente impostato e tarato sulle caratteristiche individuali il rischio di incorrere in problematiche quali infortuni è sempre dietro l’angolo.”  

Ritieni utile lo psicologo dello sport?  “Nel mio caso sono in grado di trovare da solo le motivazioni e convogliarle quando serve e al momento più opportuno, molto spesso sono io a fare da psicologo agli altri podisti che cercano conferme nei loro allenamenti e io gli infondo la carica ottimale per centrare gli obiettivi.” 

Lo sport permette di far parte di un gruppo, squadra, famiglia con un obiettivo comune individuale e di squadra teso al benessere e alla performance. 

C’è un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Alla corsa di Miguel del 2017 sono partito senza riscaldamento perché non riuscivo più a trovare mio padre che teneva la borsa con le mie cose… l’ho trovato due minuti prima del via e mi sono cambiato al volo, in quella occasione ho realizzato il mio personale!” 

Lo sport avvicina persone, culture e mondi, abbatte barriere culturali e generazionali, lo sport diventa una palestra di vita. 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Lo sport supera le disuguaglianze e unisce i popoli, migliora l’armonia con sé stessi e con gli altri e proprio i più giovani devono praticarlo affinché ci sia un mondo migliore.”  

Familiari e amici cosa dicono del tuo sport? “Bisognerebbe dare agli sport come l’atletica maggiore visibilità e importanza, lo sport per eccellenza rimane il calcio gli altri non vengono minimamente considerati.” 

Lo sport comporta tanto impegno e sacrifici per ottenere la miglior prestazione possibile, per cercare di sfidare altri più forti, per cercare di fare del proprio meglio per abbattere primati personali e avversari, è importante non barare ed essere corretti per un confronto leale e corretto. 

C’è stato il rischio di incorrere nel doping? “Mai! Chi si dopa andrebbe punito con sanzioni esemplari.”  

Un messaggio per sconsigliarne l’uso? “Doparsi è l’equivalente di rubare, vincere una medaglia, sottraendola a chi si è allenato duramente da pulito e facendo sacrifici quotidiani è qualcosa che non deve per nessuna ragione accadere, il doping va sconfitto a ogni costo.” 

Nella mente degli atleti ci sono sempre gare da partecipare, sfide, tempi da migliorare. Luca sembra vere le idee ben chiare a seguito dei suoi tanti anni di carriera sportiva iniziando dal mezzofondo e arrivando alla maratona, una gara che mette alla prova dove si esce maturi e responsabili, dove ci si può sentire arrivati e soddisfatti. 

Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare? “Per prima cosa voglio lavorare per il prossimo, fare tutti i corsi della federazione e mettere a disposizione degli altri le mie competenze e esperienze per aiutarli a migliorare.” 

Matteo SIMONE – 21163@tiscali.it  

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Gran Fondo “Le Strade Rosa”: Loretta Giudici 2^ assoluta e 1^ di categoria

Matteo SIMONE 

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Il 25 aprile 2021 si è svolta a Castelnuovo di Farfa (RI) la seconda edizione della Gran Fondo “Le Strade Rosa”, gara ciclistica femminile di 92 km, la cui vincitrice è stata Sara Mazzorana, Bike Therapy, che ha preceduto con 8″ di vantaggio Loretta Giudici, ASD Anagni Ciclismo. Al terzo posto si classificano Simona Pagni e la collega amica psicologa Manuela Ansaldo, entrambe dell’ASD Picar-Blokko Racing Team. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Loretta attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Come stai? “Molto bene grazie”.  

Soddisfatta? “Assolutamente sì”. 

Di questi tempi, dove la pandemia sta stravolgendo la vita di molte persone causando malessere e disagi non è scontato né stare bene e né stare in forma. Pertanto partecipare a una gara ciclistica e ottenere risultati da podio non può che essere che una grande soddisfazione e un segnale di ripartenza per ben sperare per il futuro in una vita ricca di sensazioni ed emozioni grazie anche allo sport che fa faticare in allenamento e in gara ma procurare sensazioni ed emozioni intense. 

Criticità durante il percorso? “Le macchine spuntate all’improvviso durante le discese tecniche”. 

E’ difficile avere tutto sotto controllo, quando si sta in equilibrio su una bici soprattutto se si è davanti nelle primissime posizioni e si vuol cercare di spuntarla su tutte magari in discesa lasciandosi andare con coraggio ma estrema attenzione a causa di imprevisti di qualsiasi natura a in particolare le auto guidate sempre più da persone che vanno di fretta. 

Quali sono le consapevolezze ora? “Aver dato il meglio della mia performance psicofisica soprattutto dal punto di vista mentale”. 

Per ottenere la performance nello sport sarebbe opportuno essere al meglio della forma on solo fisica ma anche mentale, si tratta di focalizzarsi per il compito e l’obiettivo sfidante tenendo a bada distrazioni e pensieri che possono essere considerate zavorra. 

Hai dovuto rimodulare piani e programmi? “Eh sì. Allo scatto della mia avversaria ho dovuto rispondere con prontezza e forza seminando il gruppo di testa”. 

Loretta è sembrata essere scaltra, pronta e reattiva grazie anche alla tanta esperienza accumulata nel corso di allenamenti e gare per poter saper affrontare, gestire, superare ogni imprevisti e/o azione di eventuali potenziali avversari. 

Sei ancora intenzionata a rincorrere i tuoi sogni? “Certamente”. 

Quali? “Per ora il ‘Blockhouse Marathon’”. 

Quando? “Il 9 maggio 2021”. 

Detto, fatto, non ho fatto in tempo a scrivere l’articolo relativo la sua vittoria che Loretta è già avanti a godersi la sua vittoria annunciata con consapevolezza, fiducia e resilienza. 

Infatti Loretta si è aggiudicata la Granfondo della “Blockhouse Marathon” precedendo Maria Parisi (Il Velocifero) e Federica Figliola (Mkg Cycling Team). 

Cosa dici della tua squadra e di chi ti sostiene? “Affidabili, premurosi, coerenti”. 

Come stai attraversando, gestendo, superando il periodo COVID? “Con la massima consapevolezza del momento e la bici mi è stata di grande aiuto”. 

La bici risulta essere un ottimo strumento per sviluppare resilienza in quanto fa comprendere come sia possibile restare sempre in equilibrio, come faticare in salita e nelle difficoltà per scollinare e poi godersi il panorama, la discesa, la tranquillità dopo la tempesta. 

Cosa diresti a Loretta di 10 anni fa? “Credi in te stessa, nelle tue potenzialità, nei tuoi sogni”. 

Ora sembra proprio che Loretta ci sta credendo, insegue con coraggio, preparazione e fiducia i suoi sogni che gradualmente si trasformano in realtà con podi e vittorie e tanto benessere psicofisico, emotivo e relazionale. 

Un messaggio per ripartire senza abbassare la guardia? “Rispetto per se stessi e per le norme anti COVID. Rafforzare e sostenere il proprio sistema immunitario”. 

Sei ancora disposta a faticare per ottenere risultati? “E’ la mia natura. Non conosco altre vie per ottenere ciò che desidero”.  

Per risolvere problemi e sconfiggere avversari è opportuno essere onesti e focalizzati verso l’obiettivo credendoci e applicandosi quotidianamente senza arrendersi senza mollare, senza abbandonare sogni. 

Cosa ti spinge a fare sport? “L’indole, il temperamento. L’ascolto verso se stessi è un’inclinazione naturale …non ne potrei fare a meno. Da una semplice passeggiata alla preparazione atletica…fa parte dei miei geni”. 

Cosa c’è dietro una gara? “Tanta testa. Tanto equilibrio. Tanto ascolto interiore”. 

Tra gli strumenti vincenti di Loretta c’è tanta introspezione, rispetto, ascolto, componenti umane che contribuiscono a portare il fisico a sforzi enormi. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “La salute e l’energia, oggi più che mai. La perseveranza e la gratitudine verso se stessi e ciò che la vita ci ‘mostra’. La fede. La serenità mentale. La conoscenza e la coscienza di sé. Gli obiettivi e gli ideali di valore. L’autonomia e l’indipendenza finanziaria. Le relazioni amorevoli e il valore sociale. La soddisfazione personale”. 

Tanta roba. Ringrazio Loretta per questi utili consigli e suggerimenti, vere perle di saggezza, un grande tesoro per tanti. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

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Daniele Cappelletti, 3° nella classifica finale della Coppa Italia di Sky Snow

Salire sul podio mi piace ancora molto nonostante l’età che avanza 

Matteo SIMONE 

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A Sella Neva, si è conclusa la prima edizione della Coppa Italia FISKY –  Skysnow e la classifica finale, ottenuta dalla somma dei due migliori risultati di tre gare vede al 1° posto Cristian Minoggio (200 punti) che ha preceduto Luca Del Pero (166 punti) e Daniele Cappelletti (160 punti). Per quanto riguarda le donne, femminile la vittoria è andata a Isabella Morlini (178 punti) che ha preceduto Raffaella Tempesta (176 punti) e Consuelo Vicari (152 punti). 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Daniele attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Ciao Daniele, come stai? “Ciao Matteo, sto guarendo da una fastidiosa periostite sotto al ginocchio ma nel complesso sto bene. Arrivo da un terzo posto nella classifica finale della Coppa Italia di Sky Snow e devo dire che salire sul podio mi piace ancora molto nonostante l’età che avanza ahahahahahaahah”. 

Daniele è sempre alla ricerca di vittorie, podi, sfide, record, maglie azzurre essendo amante di sport e montagna. Lo scorso anno nonostante il periodo avverso dovuto alla pandemia del COVID è riuscito a stabilite un nuovo record del mondo di ascesa nelle 24h sul monte di Mezzocorona alzando l’asticella a 21.720 metri. 

In che consiste il tuo nuovo incarico in ambito sportivo? “Domenica 25 aprile si sono svolte le elezioni del consiglio federale della FISKY (Federazione Italiana Skyrunning) e ho avuto la fortuna di essere eletto consigliere con l’incarico di rappresentante degli atleti. Nel concreto ho la possibilità di esporre richieste, necessità ed eventuali problemi degli atleti stessi; proporre soluzioni al fine di metterci nelle migliori condizioni possibili per poter ben figurare in ambito internazionale. Penso sia una figura molto importante specialmente per gli atleti più giovani. Staremo a vedere”. 

Progetti e scenari futuri? “Abbiamo in mente alcune idee, molto ambiziose, che richiederanno molto impegno da parte di ogni componente della federazione. Al momento non posso espormi, ma il concetto di base è quello di far conoscere la disciplina ad un pubblico più ampio. Per quel che riguarda il futuro io credo che altre nazioni prenderanno spunto dal modello italiano e questo sarà un tassello fondamentale nella crescita dello skyrunning internazionale. Il Presidente Meraldi si sta già muovendo molto bene per questo e nell’arco di qualche anno vedremo già i primi cambiamenti”

Daniele ci tiene tantissimo a quello che fa per amore dello sport, della montagna, della sua nazione e tra i suoi obiettivi ci sono non solo gare e prestazioni importanti ma anche la crescita di performance degli altri componenti della squadra Italia, soprattutto i più giovani e meno esperti che possono beneficiare della sua esperienza e di altri atleti più esperti in campo internazionale. 

Come descrivi la tua squadra? “Quest’anno ci sono nuovi innesti, molto giovani dotati di ottime qualità. Ho avuto modo di conoscerli nel primo raduno collegiale a Sella Nevea: hanno molta voglia di fare bene! Altri atleti vestono la maglia azzurra già da qualche anno, sono ben integrati nel gruppo e hanno ben chiari i propri obbiettivi. Finalmente si vede qualche ragazza in più e analizzando i risultati nella prima skyrace di coppa Italia a Villacidro in Sardegna, credo che il gentil sesso sarà una bella sorpresa ai prossimi mondiali. Un fattore importante è l’età anagrafica: il senatore ha 43 anni e la più giovane 17. Ecco lo stimolo reciproco dove i giovani cercano di diminuire il gap nelle distanze più lunghe e gli anziani provano invece a imitare i ritmi veloci dei giovincelli”. 

Proposte e idee soprattutto per i più giovani? “La settimana prossima definiremo in assemblea il programma annuale. Sicuramente incrementeremo il numero dei raduni collegiali e di conseguenza gli allenamenti di gruppo e le lezioni teoriche, che vanno dalla preparazione atletica all’ alimentazione e integrazione dello skyrunner”. 

La gara di Sella Neva è stata anche un’opportunità per organizzare un raduno per la Squadra Nazionale FISKY e come dice Daniele è importante per gli atleti conoscersi e diventare dei riferimenti l’un per l’altro, i più esperti da più anni in nazionali possono essere un grande esempio per i più giovani e insieme si può formare una squadra ben amalgamata alla ricerca di obiettivi sfidanti condivisi. 

La prima tappa di Coppa Italia Fisky 2021 a Villacidro è stata vinta da Luca Del Pero 2h06’30” che ha preceduto Lorenzo Rota Martir 2h08’48” e Franco Collé 2h10’57”. TRa le donne ha vinto Paola Gelpi 2h39’16” seguita da Giuditta Turini 2h41’15” e Martina Bilora 2h41’28”. 

Che programmi hai/avete? “Per quel che mi riguarda cerco la convocazione ai mondiali di luglio che si terranno in Spagna. Successivamente vedrò come sarà la condizione e valuterò a quali gare partecipare. A livello federale ci troveremo nel prossimo raduno in maggio ad Agerola sulla costa amalfitana. Il venerdì si disputerà il campionato italiano vertical >2000mt; la domenica toccherà alle distanze lunghe dove gli atleti dovranno scegliere quale distanza affrontare: la 15, la 35 oppure la 50km. Io credo che in questo secondo incontro stagionale il Ct Mattioli deciderà i nomi di chi salirà sull’aereo per la Valle del Boi, nei Pirenei spagnoli. I giovani dovranno invece pensare ai mondiali sul Gran Sasso proprio a fine luglio”. 

La sesta edizione dei Campionati del Mondo di Skyrunning che si svolgono a cadenza biennale, rinviati dal 2020 al 2021, si terranno tra il 9 e l’11 luglio nei Pirenei in Vall de Boí, Patrimonio Mondiale UNESCO. Sono previste tre discipline: Vertical 2,8 km, Sky 42K e Skyultra 68K. È previsto anche il titolo di Combinata, basato sui migliori risultati ottenuti nelle gare Vertical e Sky.  

I Campionati del Mondo Giovanili 2021 di skyrunning avranno luogo nella provincia di L’Aquila dal 30 luglio al 1° agosto 2021. Sono previste le seguenti gare: Gran Sasso Vertical Run di 3,8 km e 1.000m di dislivello positivo che arriva a 2.130m di quota; Gran Sasso SkyRace di 23 km e 2.369m di dislivello positivo (è previsto un percorso ridotto per gli atleti tra 15 e 17 anni, categoria Youth).  

Tanti impegni per Daniele e gli altri atleti che vogliono indossare la maglia azzurra, nelle diverse distanze per mettersi in gioco, nella speranza di eccellere e farsi notare per prendere il volo in Spagna o sul Gran Sasso. Bello Agerola e la costiera Amalfitana, ci sono stato i primi giorni di settembre dell’anno scorso. Più di 10 anni fa ho partecipato al Gran Sasso Vertical Run, molto spettacolare e faticoso. 

Sfide prossime? “Per ora non ho in mente nulla. Voglio sistemare definitivamente qualche acciacco e trovare una buona forma fisica, poi si vedrà”. 

Quando c’è un infortunio, bisogna saper aspettare e aver pazienza, capire quello che è successo e poi si può ripartire. 

Come stai affrontando, gestendo, superando il periodo COVID? Sinceramente a me cambia ben poco, anzi sono quasi troppo impegnato.   Di giorno lavoro a tempo pieno al Museo Nazionale Storico degli Alpini, poi arrivo a casa e vado ad allenarmi. Dopo una bella doccia ceno, passo un po’ di tempo con la mia ragazza prima di dedicarmi alla federazione. Insomma, o mi organizzo o resto senza cena hahahahahahahaa”. 

Bisogna capire quali sono le proprie esigenze e i propri bisogni, stabilire delle priorità, organizzarsi e mobilitare le energie per soddisfare propri bisogni cercando di trovare un equilibrio tra le varie sfere: individuale, familiare, lavorativa. 

Come coinvolgere persone a fare sport, soprattutto in montagna? “E’ molto semplice: bisogna proporsi direttamente. Soprattutto in questo periodo è importantissimo far capire l’esistenza di una medicina che ci fa sentire bene, ci rende più belli, fa crescere i ragazzi sani ed è un’ottima scusa per passare del tempo con chi ci sta simpatico. Tiene alla larga dalle cattive compagnie, mantiene il cuore in forma e allontana molte malattie: questa medicina è lo Sport.  Capito questo non servirà chiedere loro di seguirci in montagna, saranno loro ad andarci”. 

Concordo con Daniele, lo sport è una vera medicina per il fisico, la mente e le relazioni, fa stare all’aria aperta, fa faticare, fa incontrare persone, animali, posti naturali meravigliosi, afa apprendere dall’esperienza, fa raggiungere obiettivi incrementando l’autoefficacia. Fa essere parte di un gruppo. 

Quali sono gli ingredienti del successo? “Prima di tutto dobbiamo fare ciò che desideriamo e mai quello che desiderano gli altri. Detto questo io credo che il successo sia il risultato della preparazione, del duro lavoro e dell’apprendimento dal fallimento”. 

Ottima sintesi, in effetti al primo posto c’è la forte passione e motivazione intrinseca, la voglia di voler far qualcosa che c’è dentro di noi e poi il duro lavoro, l’impegno costante e la predisposizione ad accettare e apprendere dalle sconfitte e i fallimenti che non vanno subite ma capite prima di reagire ripartendo più preparati e in condizioni più ottimali. 

Credito foto: Davide Ferrari 

Matteo SIMONE 

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