Chiara Barbieri, arciere: Il mio obbiettivo è quello di aumentare i miei punteggi

Le prime due gare indoor: la mente mi ha sia aiutata che ostacolata

Matteo SIMONE

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Chiara Barbieri della Compagnia Arcieri Celti ha partecipato al “XI Trofeo Indoor 18 mt Città di Morsano al Tagliamento” classificandosi nell’Arco olimpico categoria Junior in quarta posizione e recentemente ha partecipato anche al “3° Indoor San Donà” classificandosi in terza posizione. Di seguito, Chiara racconta le sue impressioni rispondendo ad alcune mie domande: Che sapore ti ha lasciato questa gara?Sono abbastanza contenta di entrambe le mie ultime competizioni, anche se per alcuni momenti sono convinta che avrei potuto fare meglio di quanto ho fatto. Avrei potuto tirare alcune frecce molto meglio di come ho fatto. Affermo ciò perché conosco le mie potenzialità e so quanto impegno e dedizione metto nel dedicarmi agli allenamenti.”

 

IMG_2219.jpgE’ importante sentirsi abbastanza contenti del risultato e cogliere comunque quello che è andato bene che diventa un punto di partenza per lavorarci per le prossime gare indoor: Che significato ha per te questa gara?Sono state le prime due gare indoor dopo il periodo estivo outdoor a lunga distanza, quindi sono state importanti per me stessa per riuscire a valutare il mio stato attuale a livello di sensazioni durante una competizione, dopo un periodo di solo allenamenti, dovuto ad una pausa dalle gare tra la conclusione delle gare outdoor e la fine delle gare indoor.”

 

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Federica Sicignano: Ogni mattina esco a correre quando il sole deve ancora sorgere

Matteo SIMONE

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Quello che succede in un mondo lontano è l’incontro di persone con interessi comuni che condividono una forte passione prima con lo sport, la corsa in particolare, e poi con la cultura e il benessere perché insieme si fa squadra, si diventa complici, si partecipa ad allenamenti e incontri, ci si guarda e ci si osserva per comprendersi, per farsi coraggio, per superare. Di seguito, Federica (Viola) racconta la sua esperienza di running camp in Kenya rispondendo ad alcune mie domande:

45331398_10216528718717868_894283474599411712_nC’è un alimento particolare che hai assunto?Ho scoperto proprio una nuova abitudine di alimentazione, al di la dei cibi speciali che in Italia si faticano a trovare (ugali, chapati…). Iniziando dall’allenamento mattutino a stomaco vuoto, per finire con il mangiare la frutta dopo cena tutte le sere. E poi…quanti litri di Kenyan Mixed Tea che ho bevuto e che sto bevendo! Per quanto io abbia sempre osservato una dieta naturale e sana, con alcuni piccoli accorgimenti imparati in Kenya ho migliorato molto il mio stato di fitness adesso che sono a casa.”

 

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Consapevolezza, autoefficacia e resilienza per il benessere e la performance

Matteo SIMONE

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E’ sempre più chiaro che per stare bene e sperimentare benessere e performance occorre sviluppare tanta autoconsapevolezza, cioè la consapevolezza di se stessi: come ci si sente, come si sta, cosa si vuole, dove si vuole andare, e anche consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, risorse, limiti.

45232442_10212441915618706_41247817938763776_nE’ importante considerare il miglioramento delle capacità psichiche, sviluppare consapevolezza dei propri obiettivi stabiliti nel tempo da raggiungere gradualmente, incrementare la fiducia in sé progressivamente con allenamenti riusciti che testano l’atleta e confermano il suo stato di forma del momento; sviluppare la resilienza, superando sempre imprevisti, difficoltà, infortuni e sconfitte focalizzandosi nel momento presente e rimodulando i propri obiettivi in base alla condizione psicofisica del momento, in base alla risorse residue possedute nel periodo di riferimento, bisogna sempre essere pazienti e disponibili a ripartire per una nuova stagione.

Di fondamentale importanza risulta essere la fiducia in sé che si costruisce fin da piccoli nelle mura domestiche o comunque nella propria famiglia di appartenenza con la presenza dei familiari ad iniziare dai genitori e altre persone di riferimento della propria famiglia più o meno allargata.

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Convegno “Movimento, sport e salute” presso l’Istituto superiore di sanità (Iss)

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Nella vita prima o poi lo trovi uno sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi.

45119266_10212408963714929_5782271263233802240_nLo sport diventa un treno che porta in giro per città e paesi per sperimentare fatica, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. E’ sempre il momento per mettersi in moto, per iniziare a fare sport, incontrare gente in carne e ossa e allenarsi insieme, darsi un appuntamento e un ritrovo per un allenamento.

Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza. Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per conoscersi meglio nell’affrontare la fatica, per ascoltare sensazioni corporee ed emozionarsi. Lo sport rende felici nonostante la fatica.

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Lo sport permette di conoscere se stessi

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

E’ importante porre tanta attenzione nelle cose che si fanno e sviluppare consapevolezza di sé e fiducia in se stessi. La motivazione deve essere solida. E’ necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili.

45071983_1127449620764622_4018027121854119936_o ridottaQuello che si sperimenta nello sport, in genere poi si riesce a trasferire nella vita quotidiana, la determinazione sperimentata diventa un aspetto che può essere utile in altri aspetti della vita.

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Campionato italiano IUTA 6 Ore in pista a Campobasso

Matteo SIMONE

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C’ero anch’io e ho avuto l’opportunità di notare la condotta di gara dei primi e degli ultimi facendo esperienza su me stesso e condividendo una grande er ricca esperienza di conoscenza di se stessi e degli altri che permette di trasferire tanti insegnamenti nella vita quotidiana lavorativa, familiare, relazionale. La mia 51^ maratona/ULTRA, 1^ maratona/ULTRA dell’anno, 1^ 6 ore in pista.

43716547_10212311410916170_7712598809242501120_nPercorso con una bella visuale del castello di Campobasso e delle pendici delle colline, un percorso di 422 metri di pista di atletica dove era possibile osservare i primi e gli ultimi, dove il tempo comunque pasa in compagnia, dove ci sono distrazione, dove si ascolta musica e ci sono spettatori, dove la corsa diventa una piacevole fatica.

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Intervista doppia a due runners, Fabiola Desiderio e Giulia d’Angelis

Giulia: “Mi allena una campionessa Fabiola Desiderio che mi fa da guida.”

Matteo SIMONE

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Lo sport rende felici e resilienti, condividendo fatica, gioie e dolori e apprendendo sempre dalla scuola dello sport. Un mondo affascinante, aggregante, amichevole quello dello sport fatto di incontri e confronti alla scoperta di se stessi e degli altri per evolvere incrementando consapevolezza, autoefficacia e resilienza e cercare di trasformare sogni in realtà. Di seguito Fabiola e Giulia raccontano la loro passione per lo sport rispondendo ad alcune mie domande.

42831070_2096217323756173_4774548304958586880_nTi sei sentita campionessa nello sport? Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?

Fabiola:Mi sento una comune sportiva, ho iniziato dalle scuole medie con l’atletica, praticavo gli 800 e 1500 in pista con ottimi risultati a livello regionale, poi ho smesso al terzo anno di ragioneria perché rimandata ad una materia, mio madre pensava che per correre trascuravo la scuola. Ho ripreso all’età di 38 anni facendo già da subito ottimo risultati, la mia vita ora è dedicata oltre che alla mia famiglia anche a questo sport che amo.”

Giulia: Mi sento una campionessa quando chiudo in bellezza un allenamento duro. Ho sempre fatto sport fin da quando ero piccola: nuoto, basket, pallamano, corsa.”

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La fluidità del gesto atletico dell’atleta nell’esecuzione della peak performance

Matteo SIMONE

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Per affrontare il periodo di preparazione atletica ci vogliono convinzione, grinta, forza e determinazione. La cosa importante, quindi, è decidere le priorità e gli obiettivi, e impegnarsi per il loro raggiungimento.

42158443_575537042902802_8126632750338801664_nÈ indispensabile fare progetti credibili a se stessi, e un ottimo punto di partenza è credere di essere in grado di fare qualcosa. Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare.

Nella preparazione atletica è importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale e la preparazione mentale. Sapere gli esercizi fisici da fare per rinforzare i distretti muscolari carenti o importanti per un determinato gesto atletico. Allo stesso tempo è importante la preparazione nutrizionale: fare le giuste analisi per verificare che i valori del sangue siano nella normalità e non ci sia carenza di determinati.

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Cosa c’è dietro un record del mondo?

Il 16 settembre 2018 record mondiali: maratona e decathlon

Matteo SIMONE

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Il 16 settembre 2018 ci sono stati due record mondiali nell’atletica mondiale: maratona e decathlon.

41965122_750405218629715_2301433155837493248_nEliud Kipchoge ha vinto la Maratona di Berlino in 02h1’39” stabilendo il nuovo record mondiale all’età di quasi 34 anni, rafforzando sempre di più la supremazia sulla disciplina della maratona avendo già conseguito il titolo di campione olimpico a Rio de Janeiro nel 2016 ed avendo vinto tre volte la Maratona di Londra. Possiamo dire che ora è il suo momento, non ce n’è per nessuno. Il primato precedente di 2h2’57” era di Dennis Kimetto sempre a Berlino 4 anni fa.

Kévin Mayer, 26 anni, ha battuto il record mondiale di decathlon con 9126 punti durante una gara a Talence, in Francia migliorando di 81 punti il record mondiale stabilito dallo statunitense Ashton Eaton ai Campionati del Mondo IAAF di Pechino 2015. Continua a leggere

La consapevolezza della nutrizione per il benessere e la performance

Matteo SIMONE

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E’ sempre più chiaro che per sperimentare benessere e per una elevata performance occorre sviluppare autoconsapevolezza, cioè la consapevolezza di come si sta, cosa si vuole, dove si vuole arrivare, con quali mezzi e modalità, da dove si parte, come far meglio.

20160311_070355Aspetti che incidono sul benessere e la performance nello sport non sono solamente l’allenamento fisico e la nutrizione (energia) ma anche l’allenamento mentale volto a gestire sia gli allenamenti duri e faticosi e le gare che comportano ansia e stress ma anche allenamento mentale per invogliare le persone sia a stili di vita più adeguati, consoni, salutari sia all’importanza della nutrizione nello sport non solo per sperimentare benessere ma anche per raggiungere elevate performance, per prevenire eventuali problemi.

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