Psicologia dello sport e non solo per il miglioramento della prestazione sportiva

 

Matteo SIMONE

 

psicologiadellosportenonsoloE’ un libro tecnico ma anche divulgativo, per: atleti professionisti ed a livello amatoriale, praticanti sport individuali o di squadra; psicologi, studenti di psicologia, tecnici e staff medico di società sportive, famigliari di sportivi.

Argomenti trattati nel libro sono la psicologia dello sport, la psicoterapia della Gestalt, la psicologia dell’emergenza, l’EMDR, l’incontro con l’altro, la maratona, il doping.

Sono trattate le difficoltà, disagi dell’atleta che possono essere di natura emotiva, di bassa autostima. Le difficoltà possono anche essere relazionali, relativi ad una figura professionale che gravita attorno al mondo dell’atleta. Continua a leggere

I trail non sono gare di gambe ma di cuore e, soprattutto, di testa

Matteo SIMONE

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Hervé Barmasse nel suo testo La montagna dentro (1) spiega l’importanza di fare attenzione a non osare troppo senza aver fatto prima un’importante esperienza: “In montagna capire il proprio limite è sempre molto difficile. Bisogna essere abbastanza coraggiosi da tentare di oltrepassarlo e altrettanto sensibili per capire se si sta esagerando. Nessuno scala per morire, ma il rischio esiste. E nessuno azzarda imprese troppo pericolose senza aver avuto prima la possibilità di crescere attraverso altre esperienze.

Hervé Barmasse racconta la sua esigenza di conoscere il limite: Continua a leggere

Combattere inattività fisica e cattiva alimentazione

Matteo SIMONE

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L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2009 ha pubblicato il rapporto “Interventions on diet and physical activity: what works” (in breve “What works”). Il lavoro presentava, in diversi documenti, i risultati di un’indagine fatta sulla base di 395 pubblicazioni scientifiche selezionate dagli autori per la loro correttezza scientifica tra oltre 1700 studi esaminati (937 studi sull’alimentazione e 776 sull’attività fisica). Questa pubblicazione, nata sotto il cappello strategico della Global Styrategy on Diet, Physical Activity and Health (Dpas) adottata nel 2004 dall’Assemblea mondiale della sanità, ne fa proprie le linee guida e il mandato: combattere inattività fisica e cattiva alimentazione (principali cause di gran parte delle malattie non trasmissibili che affliggono la popolazione) e Continua a leggere

La pista “nel bosco” : the Nike World Headquarters campus

Su facebook da un pò di tempo gira una foto di una pista che sembra essere apparentemente fatta in un bosco e mi sono chiesta ma è reale o è un fotomontaggio?

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Così per la curiosità ho iniziato a cercare su internet e forse sarò stata un atleta poco informata ma non sapevo che esistesse il campus della Nike : Nike World Headquarters campus .

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Fashion Sport : Arriva la primavera e i colori accesi!

Per fortuna è arrivata la primavera !

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Con le belle giornate e le temperature più miti si possono cominciare a sfoggiare i completini primaverili e magari cominciare a pensare a qualche acquisto per l’estate !

Domenica scorsa , approfittando della buona giornata, è stata una buona occasione per sfoggiare i nuovi pantaloncini della nike ( Nike Women’s Pro 7″ Short – SU14 ) comprati da poco da Decathlon e visto che ancora non fa caldissimo ho tenuto la maglietta che uso anche di inverno a maniche lunghe (Nike Dri-FIT Wool Half-Zip Women’s Running Shirt).

 

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Un abbigliamento tecnico super comodo e che consiglierei a tutte!!

Per quando comincerà a fare più caldo (spero molto presto !!!) ho trovato un completo dai colori accesi da usare durante gli allenamenti in pista :

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Buon allenamento a tutti !!

Colesterolo e sport : puoi risolvere il problema definitivamente !

Tutti sanno che praticare uno sport regolarmente aiuta il nostro corpo a mantenersi sano ed è anche utile per chi ha il colesterolo alto. Infatti l’attività fisica aiuta ad aumentare il colesterolo buono HDL e favorisce così la protezione cardiovascolare.
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Avere il colesterolo alto non dà alcun tipo di sintomo e allo stesso tempo non causa alcun danno immediato al nostro organismo. Con in passare del tempo, tuttavia, troppo colesterolo nel sangue, può portare al formarsi di placche nelle arterie e, quindi creare problemi al nostro organismo. Per questo è fondamentale tenere i valori sotto controllo con la dieta ed un corretto stile di vita.
E’ bene sapere che:
• Il COLESTEROLO TOTALE nel sangue è solo uno dei valori che devi tenere sotto controllo per prevenire malattie cardiovascolari!
• Il SUCCESSO di una buona PREVENZIONE è legato al COLESTEROLO TOTALE, HDL, LDL e TRIGLICERIDI.
• Esistono DUE TIPI di colesterolo: uno BUONO e uno CATTIVO – Non tutto il colesterolo è dunque uguale
• Avere un valore di TRIGLICERIDI ALTO per diversi anni è PREDITTIVO dell’ insorgenza di DIABETE e PANCREATITE
• E’ possibile FAR RIENTRARE i valori di colesterolo e trigliceridi nei LIMITI GIUSTI anche grazie a PRODOTTI NATURALI e/o FARMACI, ma prima ancora devi adottare MISURE PREVENTIVE fondamentali nel tuo STILE DI VITA…

Sicuramente conosci gli Yogurt contro il colesterolo, magari hai anche provato a mangiarli. Esistono sul mercato ,sempre su prescrizione, diversi preparati in grado di aiutarti nella lotta al colesterolo alto.

Si va dai prodotti alimentari con aggiunta di fitosterolo a preparati galenici sempre di fitosterolo. Ci sono tisane e decotti. Avrai sentito parlare di Oli di pesce e lecitina di soia anche i banchi dei supermercati ne sono pieni. Eppure … quali vale la pena assumere?
Praticare uno sport è il rimedio migliore, ma quele sport è il più adeguto?

Per aumentare il livello di colesterolo buono nel sangue gli sport consigliati sono ad esempio ciclismo, corsa, nuoto. Anche in questi casi però per avere effetti benefici sulla produzione del colesterolo buono è necessario che la nostra attività sportiva preveda uno sforzo costante di media intensità. Sport durante i quali le pulsazioni cardiache si trovano ad essere più alte del normale (intorno a 100-120) per tutta la durata dell’allenamento.

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Ma quanto sport bisogna fare per ottenere buoni risultati a livello scientifico?
E’ anche efficace fare una passeggiata ma di buon passo senza mai fermarsi almeno per 20, 30 minuti inoltre per avere effetti positivi sul colesterolo è necessario che l’attività fisica praticata sia intensa, di lunga durata e praticata almeno 3 volte alla settimana.

Tuttavia le ricerche eseguite finora hanno dato risultati contrastanti e non sono state utili per stabilire delle soglie valide in generale (2 o 3 ore di allenamento settimanale potrebbero essere sufficienti per qualcuno, ma non per tutti). L’unico modo certo per verificare come l’allenamento influenza i propri valori di colesterolo rimane quello di eseguire periodicamente le analisi del sangue.

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Esistono diversi farmaci per controllare il colesterolo, alcuni molto efficaci. La decisione di ricorrere ai farmaci deve essere presa insieme al proprio medico, ricordando comunque che nella maggior parte dei casi il “colesterolo alto” non è la conseguenza di una malattia, ma di uno stile di vita errato. In questi casi il ricorso ai farmaci è altamente sconsigliato in quanto cambiando il proprio stile di vita si risolve il problema colesterolo (e non solo quello) definitivamente!

IL FONDO LENTO

IL FONDO LENTO


Le valenze del fondo lento sono molteplici: 1) Velocità di riferimento. Per prima cosa si può dire che il fondo lento è l’allenamento di base da cui si possono poi decodificare tutte le altre velocità di lavoro di ogni atleta. Vale a dire che per ogni atleta esiste una velocità ideale nella corsa lenta identificabile anche dal rapporto con le relative pulsazioni del cuore al minuto, da cui poi si possono poi desumere tutte le altre velocità di lavoro, a cominciare dai lavori di potenza aerobica del fondo medio e del fondo veloce. E’ comunque anche l’allenamento cardine quando un giovane inizia a praticare il mezzofondo cominciando con pochi minuti di corsa per arrivare in tempi brevi a 30/40 minuti. In generale si può dire che il fondo lento si dovrebbe correre a circa il 75% della propria massima frequenza cardiaca.

2) Velocità non sistematica. Se è vero che esiste una velocità ideale nel fondo lento che poi determina anche le altre velocità più elevate nell’ambito della preparazione è anche vero che la medesima non è assolutamente sistematica nell’ambito della preparazione di ogni corridore proprio per le varie valenze che ha il fondo lento. Proviamo ad identificarle. a) seduta di recupero attivo. La principale funzione del fondo lento, per gli atleti di alto livello, è quello di recupero attivo fra un allenamento qualitativo e quello successivo, diventando una sorta di massaggio muscolare dinamico di scarico. Proprio per questo aspetto, in una seduta di fondo lento, non bisogna mai farsi condizionare dalla velocità teorica ideale, ma piuttosto dalle tossine residue accumulate nei muscoli. Vale a dire che se la velocità teorica è 4 minuti al km, si può tranquillamente correre anche a 4.15/4.20 al km, se si è affaticati o scarichi psicologicamente, che non succede niente di negativo, anzi. E’ solo questione di buon senso, quello che invece non hanno molti corridori che trasformano ogni teorica seduta di fondo lento in un fondo medio mascherato non permettendo mai al proprio organismo di recuperare totalmente il carico di lavoro settimanle. a) riscaldamento pre gara o pre allenamento . Un’altra funzione del fondo lento è quello di riscaldamento prima di una gara o di qualsiasi altro tipo di allenamento. c) aumento del chilometraggio settimanale: Quasi sempre il fondo lento è il primo allenamento giornaliero per gli atleti che doppiano o addirittura triplicano le sedute giornaliere come molti corridori africani.

(top training)

LA MECCANICA DELLA CORSA

Consigli e Tecnica

MECCANICA DELLA CORSA

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La corsa può essere considerata un ‘azione molto semplice ma allo stesso tempo è molto complicata data la  complessità della sua dinamica.
Tanti sono i fattori che possono influire sulla dinamica della corsa : basti pensare alla struttura anatomica ,alla corporatura ,alle proporzioni corporee,alla forza e alla flessibilità di ciascuno per capire che ogni induviduo corre in maniera diversa da tutti gli altri.
Esistono comunque delle basi meccaniche comuni a tutti .VEDI VIDEO

L’azione delle gambe

Dobbiamo distinguere due fasi :una fase di contatto con il terreno e una fase di volo.

La fase di contatto con il terreno può essere a sua volta suddivisa in fase di appoggio e fase di spinta.

  • Durante l’appoggio il piede prende contatto con il suolo inizialmente con il suo bordo esterno;in seguito sotiene il peso del corpo sulla parte anteriore della pianta (nelle corse veloci),o sulla pianta quasi interna ,nelle corse a velocità moderata.Al momento dell’impatto a terra si genera una forza di grandissima importanza ,cioè la forza di reazione.Questa insieme al peso del corpo stesso causa il cosidetto caricamento :l’arto inferiore quasi completamente disteso al momento dell’appoggio ,cede piegandosi leggermente. Il caricamento è controllato da una contrazione del muscolo della coscia , il quadricipite.
  • Nella fase di spinta è la contrazione dei muscoli del polpaccio ,insieme a quelli del piede ,che permette prima al tallone e poi all’intero piede di staccarsi dal terreno.

Nella fase di volo si ha invece la contrazione dei muscoli della gamba,della coscia e dei glutei ,per far si che l ‘arto sia portato nell’assetto giusto per effettuare una nuova fase di appoggio.
Una volta che il piede si è staccato da terra ,infatti la gamba si piega ,il tallone sale in direzione del sedere e il ginocchio sale a sua volta verso l’alto.Più veloce sarà la corsa e più in alto salirà la coscia .
Infine la gamba viene ridistesa pronta per essere di nuovo appoggiata a terra.

L’ azione delle braccia e del busto

Il movimento delle braccia è strettamente coordinato con quello delle gambe.
Esse dovrebbero essere tenute naturalmente flesse (con angolo di circa 90 gradi) senza mai essere distese,oscillando con un movimeto non troppo ampio.
Avanza sempre il braccio opposto alla gamba libera.
Questo porta il busto a una rotazione con la spalla dello stesso lato ,che a sua volta si sposta leggermente indietro.
Il busto deve inoltre sopportare e assorbire quell’ eccesso di carico che sosteniamo durante la fase di appoggio a terra del piede. Ovviamente sia il movimento delle braccia che quello del tronco sarà più lento nelle corse più lente , e più esasperato (per ricavarne un aiuto maggiore ) man mano che la velocità della corsa aumenta