I doni dello sport: colori, tramonti, natura, sensazioni, emozioni

Matteo SIMONE 

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I doni dello sport, tramonti, lune, luci, colori, partenze, ripetute, fatica, lavori, amicizia, relazioni, incontri, sensazioni, emozioni, ciclicità dell’esperienza, arrivi, benessere, performance, risultati. 

Cosa spinge persone a fare sport, sudare, faticare? Certo non solo la performance ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale; una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare, per non mollare, per occuparsi di se stessi, per far parte di un gruppo o una squadra con progetti di gare; per condividere momenti, viaggi e incontri; superarsi, ricordare momenti passati insieme. 

Questo è lo sport che vogliamo che incrementa consapevolezza, autoefficacia, resilienza e spirito di squadra e appartenenza. A volte lo sport diventa una droga, una dipendenza, ma ben venga se fa stare in piedi; se cura spirito, corpo e mente; ben venga se fa stare con la gente, se fa vedere sempre tante strade aperte davanti da poter scegliere, da potersi sperimentare. 

La compagnia diventa una grande risorsa per affrontare allenamenti e gare, soprattutto se si tratta di sport di endurance che comporta tante ore di allenamento in condizioni anche avverse. E’ importante sentirsi sereni e praticare sport in pura libertà apprezzando quello che viene in termini di risultati e il benessere che se ne ricava di natura fisica, psicologica, relazionale, emotiva. 

Aspetti che incidono sul benessere e la performance nello sport non sono solamente l’allenamento fisico e la nutrizione (energia) ma anche l’allenamento mentale volto a gestire sia gli allenamenti duri e faticosi e le gare che comportano ansia e stress ma anche allenamento mentale per invogliare le persone sia a stili di vita più adeguati, consoni, salutari sia all’importanza della nutrizione nello sport non solo per sperimentare benessere ma anche per raggiungere elevate performance, per prevenire eventuali problemi. 

Lo sport promuove il benessere fisico e sociale e va inteso non solo come performance volta al raggiungimento di prestazioni eccellenti, ma anche come incentivo all’aggregazione sociale, strumento di prevenzione e promozione della salute. 

Lo sport è una marcia in più nel corso della vita, aiuta a risolvere situazioni, a essere sempre pronti per affrontare la vita in tutte le sue sfaccettature. Interessante quello che scrive il CONI sul Bilancio di sostenibilità 2016: “Lo sport è un veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale nonché uno strumento di benessere psicofisico e di prevenzione. Inoltre, svolge un ruolo sociale fondamentale in quanto strumento di educazione e formazione che permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per la crescita equilibrata di ciascun individuo. Nella consapevolezza di tale valore, il CONI si impegna affinché la pratica sportiva sia sempre più diffusa soprattutto tra i giovani, garantendo il diritto allo sport nelle aree territoriali più disagiate sviluppando e consolidando partnership con istituzioni pubbliche e organizzazioni private che garantiscono la sostenibilità economica delle iniziative di carattere sociale.” 

Gli atleti sperimentano di far parte di una squadra che diventa una rete sociale, una base sicura di riferimento che si occupa e si preoccupa per loro, per il loro benessere e per la loro miglior performance individuale e di squadra, senza pretese impossibili e senza pressioni incalzanti. Interessante quanto riportato sul Libro Bianco: “La partecipazione a una squadra, principi come la correttezza, l’osservanza delle regole del gioco, il rispetto degli altri, la solidarietà e la disciplina rafforzano la cittadinanza attiva, e lo stesso si può dire dell’organizzazione dello sport a livello amatoriale, che si basa su società senza fini di lucro e sul volontariato. Lo sport inoltre offre ai giovani possibilità interessanti di impegno e partecipazione alla società, e può aiutarli a rimanere lontani dal crimine.” 

Si può iniziare a praticare sport con il semplice cammino. Camminare insieme è aggregazione, socializzazione, condivisione. In cammino avviene progettualità, elaborazione e desensibilizzazione dei problemi. Il cammino può diventare parte di uno stile di vita che aiuta ad affrontare le giornate con positività, il cammino aiuta ad apprezzare l’alternanza fatica e riposo, tensione e rilassamento. 

Il cammino avvicina persone, culture e mondi con ogni modalità, un passo alla volta scoprendo se stessi e nuove consapevolezze, prendendo direzioni verso mete o un obiettivo pianificato. 

La passione per uno sport permette di sperimentarsi, condurre un sano stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Lo sport aiuta a elaborare situazioni e problemi, aiuta a trovare soluzioni, a progettare. 

Matteo SIMONE 

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Benessere dell’atleta, tratto dal libro “Sport, benessere e Performance”

Matteo SIMONE 

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   È risaputo che lo sport contribuisca al benessere dell’atleta; lo sport promuove il benessere fisico e sociale, e dev’essere inteso non solo come performance volta al raggiungimento di prestazioni eccellenti, ma altresì come incentivo all’aggregazione sociale, strumento di prevenzione e promozione della salute. 

   Lo sport diventa importante per l’individuo per diversi motivi: per sperimentare sensazioni, poiché attraverso la pratica dello sport si vivono sensazioni piacevoli e spiacevoli, le sensazioni piacevoli producono felicità, si ha voglia di risperimentare tali sensazioni, si può trattare di sensazioni corporee, a iniziare dal respiro, riconoscere la fatica, la leggerezza, l’agilità, sensazioni di riuscita in qualcosa che si credeva difficile o addirittura impossibile. La pratica dello sport gradualmente, a piccoli passi, aiuta nella vita di tutti i giorni a credere di più in sé stessi, a sviluppare positività. 

Inoltre lo sport avvicina persone, fa incontrare e mettere in relazione persone di diverse culture. Si sperimenta insieme sia benessere che competitività, ci si confronta, si cerca di superare sé stessi o gli altri. S’impara a rispettare le regole, che diventano anche regole della vita quotidiana, regole da trasferire in famiglia, al lavoro, in società. 

   Si sperimenta lo spirito di squadra, si è assieme per un obiettivo comune condiviso, ognuno con le proprie modalità e capacità. Per questo motivo aumentano le iniziative volte allo sviluppo dell’attività fisica, da praticare in qualsiasi contesto e rivolte a persone di qualsiasi età, ceto sociale o cultura. 

      Tanta autoefficacia e sicurezza in sé attraverso lo sport è quello che ha sperimentato anche Francesca Boldrini: «Intanto ha migliorato la fiducia in me stessa, donandomi sicurezza anche nella vita in generale e nel sociale. Per correre ho smesso di fumare e oggi mi sembra uno dei regali più belli mai ricevuti. Inoltre godo di un ottimo stato di forma e molto raramente mi ammalo». 

   I benefici dello sport sono tanti in termini di autoefficacia, di sensazioni fisiche, di stile di vita salutare. 

   Per tanti lo sport diviene la palestra di vita, si apprende tanto attraverso l’esperienza sportiva. Ecco la testimonianza di Gabriel Frasconà: «Lo sport mi dà la giusta dimensione, costanza e sacrificio, come d’altronde nella vita! La disciplina, e i limiti del corpo e della mente, che ho collaudato nelle forze speciali, è stato semplice trasferirle nello sport». 

   Lo sport diventa una palestra di vita, s’impara a resistere e andare avanti, lottare con il tempo cronologico e atmosferico, con sé stessi, con i conflitti interni; a volte sei tentato a fermarti, a recuperare, a riposare, a rinunciare. Importante è amare sempre se stessi, la vita, e avere un’elevata passione e forte motivazione in quello che si fa. S’impara a superare gli ostacoli, gli imprevisti e tollerare le sofferenze. 

   Un toccasana naturale è lo sport per il Campione Italiano di Maratona 2015 Dario Santoro: «Lo sport è un toccasana naturale, che non ha medicinale e cure imitabili, per raggiungere il proprio benessere fisico e mentale! A me lo sport ha contribuito tanto al benessere mentale e fisico, soprattutto perché mi ha trasmesso una forte autostima, e mi dà quella marcia in più per guardare tutte le cose della vita con gli occhi diversi e in modi diversi, cioè mi trasmette tanto ottimismo e tante motivazioni!». 

   Dario dà tanto allo sport in termini di allenamenti e fatica, ma riceve tantissimo in termini di scuola di vita, di benessere. 

   La collega atleta e psicologa dello sport e dell’emergenza Patrizia Ziti spiega il suo benessere attraverso lo sport: «Lo sport mi ha permesso di riprendere contatto con il mio corpo, aumentando la sensazione di benessere che ne deriva. I fattori che hanno contribuito in tal senso sono la capacità di sopportare la fatica, di tollerare le frustrazioni, l’incremento della determinazione, una maggiore capacità di condividere le esperienze». 

   Per Desiré è stato un bell’intuito, una sorta di autoterapia, che le ha permesso di uscire da un buco nero: «Lo sport mi ha aiutata a perdere dei chili che non mi appartenevano e questo ha influito positivamente sia sul mio carattere sia sulle prestazioni sportive. In un momento nero, ho pensato “e se iniziassi a correre?”. Correre via dai miei pensieri potrebbe aiutarmi, e così è stato!». 

   Quando tutto va storto, quando sei insoddisfatto della tua vita, di quello che fai, di quello che sei, di come sei, si può provare a sentire il corpo e sviluppare maggior autoconsapevolezza; così ti accorgi che qualcosa stai elaborando nella tua testa attraverso anche il tuo corpo, lo sport diventa benefico, una sorta di autoterapia, fermi i pensieri e passi all’azione per sperimentare e vedere che effetto ti fa: brava Desiré, bell’intuito. 

   Anche per la forte e giovane atleta Eleonora Bazzoni, la corsa è una forma di antistress: «Credo che lo sport abbia contribuito al mio benessere sia fisico che psichico, fisico perché dopo la fatica si ha sempre una sensazione di benessere; psichico in quanto mi aiuta a sfogarmi, un ottimo antistress. La corsa praticata in solitudine mi permette di riflettere sulle varie problematiche da affrontare. Penso che l’arma vincente delle performance sia tanta buona volontà, costanza e amore per ciò che si pratica». 

   Parole d’oro per coloro che praticano o hanno intenzione di praticare sport, amore per quello che si fa, motivazione, fatica, antistress

   Anche Orlando Pizzolato ha sperimentato benessere fisico grazie a una grande passione per la corsa: «La pratica costante dell’esercizio aerobico ha migliorato la mia efficienza fisica generale, e ha contribuito a farmi vivere piacevoli sensazioni ed emozioni. La corsa, pur diventata una professione, è sempre una passione sportiva». 

   In effetti soltanto con la motivazione estrinseca non vai avanti, per il benessere personale oltre al talento e alle vittorie serve tanta passione in quello che fai. 

   Una totale riabilitazione ha sperimentato Salvo Campanella attraverso la pratica dello sport dopo il suo grave infortunio: «Lo sport mi rilassa fisicamente e psicologicamente, una costante attività fisica hanno fatto sì che le mie condizioni di salute abbiano subìto un miglioramento, dalla perdita di peso, al miglioramento respiratorio, salute cardiovascolare, scomparsa di malanni stagionali (influenza), scomparsa di dolori articolari, miglioramento della flessibilità articolare, innalzamento della soglia di stanchezza». 

   Uno stile di vita è diventato lo sport per Fabio Lettieri, il quale ha indossato la maglia della Nazionale Italiana: «Sicuramente lo sport mi ha insegnato uno stile di vita. Mi ha insegnato a relazionarmi con la gente e a conoscere la parte più profonda di me stesso. Ho imparato ad ascoltarmi, a sentire quello che il mio corpo mi diceva, in modo da riuscire a migliorarlo. Alla base dei risultati che ho ottenuto, ci sono state sicuramente le doti naturali che madre natura mi ha donato. Ma a queste ho dovuto applicare sacrificio e testardaggine, che mi hanno aiutato a superare i momenti difficili». 

   I momenti difficili fanno parte della vita, quasi come la morte, diventano una certezza nell’esistenza della persona e soprattutto dello sportivo, momenti di non forma o infortuni pregiudicano la carriera sportiva di un atleta. In quei momenti l’atleta deve tirare fuori gli aspetti vincenti che hanno a che fare con la resilienza, l’attesa serena, rimodulare gli obiettivi, ripartire un passo alla volta armato di fiducia e grinta. 

   Attraverso l’attività sportiva le persone si riprendono la propria vita. È quello che è successo a Fabrizio Macchi dopo aver perso entrambe le gambe: «Sicuramente nella mia vita lo sport ha avuto un ruolo fondamentale per riprendermi la vita vera nel momento post-guarigione dal cancro… e di ritornare a vivere una vita ricca di soddisfazioni». 

   Fabrizio si è ripreso, a modo suo, la sua vita. Lui riesce a tenere le redini della sua vita anche attraverso lo sport. Lo sport aiuta a scaricare tensioni e stress, trattasi di una sorta di terapia corporea. Nello sport è importante iniziare, partire, passare da una fase contemplativa del pensiero a quella della decisione, l’azione e poi è importante continuare, la fase del mantenimento, fase del benessere. 

   Julia Esther Jones medita attraverso lo sport, inoltre lo sport l’aiuta a superare momenti bui: «Mi ha fatto stare bene da un punto di vista psicologico perché mi aiuta a “meditare” e scaricare le tensioni quotidiani dal lavoro e la vita in generale. Mi ha aiutato ad evadere mentalmente in un momento di lutto. Ho una malattia autoimmune e il movimento è necessario per un equilibrio fisiologico». 

  Più c’è benessere e più c’è performance ‒ è quello che dovrebbe accadere anche negli ambienti di lavoro ‒ più il personale sperimenta benessere negli ambienti di lavoro e più è produttivo e performante.  

Lo sport contempla tanti aspetti e tanti valori, tra i quali il riuscire nei propri obiettivi, l’impegnarsi per ottenere un risultato cercato, la condivisione delle esperienze sportive. Ci sono diverse modalità per relazionarsi, e a volte lo sport aiuta a incontrare persone e popoli, a faticare insieme, a lottare per la vittoria, a condividere gioie e dolori. 

   Una medicina lo sport per Ernesto Venditti, grande corridore, vice Campione Italiano 100 km: «Lo sport ha rappresentato per me una pillola contro lo stress, una filosofia di vita, mangio bevo, respiro, corro». 

   Interessante la filosofia di vita di Ernesto, lo sport aiuta, è come una medicina. Lo sto riscontrando in tanti questo; inoltre lo sport diviene un bisogno fondamentale come altri che abbiamo quotidianamente; quindi la privazione diventa un danno per noi stessi e il nostro organismo. Per Ernesto ‒ come per tanti altri ‒ è importante avere delle priorità in modo da essere sereni quando ci si allena e si gareggia, importante è considerare e dare il giusto peso anche al lavoro e alla famiglia. 

   Sport è anche seguire la giusta via, questa è l’esperienza di Davide Sanapo: «Ha contribuito in maniera positiva, in quanto mi ha insegnato a conoscere il mio corpo, i suoi limiti e inoltre mi ha allontanato da “divertimenti” giovanili come alcool, sigarette e stupefacenti». 

  Il benessere si sperimenta anche attraverso la fatica. Di seguito la testimonianza dell’ultrarunner Gabriele Lilli: «Lo sport ha contribuito al mio benessere attraverso la fatica. Quando si fatica, la tua mente forgia nuove alternative, nuove possibilità, per cui anche nuove forme di benessere e quindi di felicità». 

Lo sport di endurance permette di conoscersi, di sperimentare la fatica insieme, accomuna, c’è condivisione nella fatica e nella soddisfazione di riuscire nel portare a termine la gara, considerata un’impresa, un obiettivo da raggiungere. 

   Lo sport aiuta per diversi motivi, al benessere del fisico e della mente, a condividere una passione, a superare momenti difficili, a superare momenti di crisi.  

   Ecco la testimonianza dell’ultrarunner Felice Russo: «Lo sport mi ha fatto superare brutti momenti di angoscia e smarrimento per la scomparsa di mia moglie». 

   Lo sport diventa nutrimento giornaliero che dona benessere psicofisico, emotivo e relazionale, incrementa l’autoefficacia. 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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Davide Bassi, trail running: Lo sport in qualche modo mi “ha salvato la vita”

Mi insegna ogni giorno il valore della fatica 

Matteo SIMONE 

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Lo sport è molto utile per tante persone, permette di aderire a un sano stile di vita, permette di trovare motivazioni per andare avanti, per mettersi alla prova, per ritrovare un senso alla propria vita, per apprezzare valori come la fatica, la correttezza, permette di raggiungere obiettivi con impegno e determinazione; permette di sviluppare consapevolezza, fiducia in sé e resilienza. Di seguito Davide, istruttore di primo livello di trail running (Federazione Fisky), racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport? “Da piccolo, quando facevo atletica, 9/10 anni (vincevo). Dopo speciale, ma non campione.”  

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Faccio sport da quando avevo 5 anni. Sempre cambiato discipline, mai smesso. Privilegiando gli sport individuali.” 

Lo sport permette di prendere direzioni verso mete e obiettivi ambiti, permette di allenarsi e costruire progetti per portare a termine competizioni difficili e sfidanti- 

Chi contribuisce alla tua performance? “Trovo le motivazioni in me stesso, sono difficilmente condizionabile.”  

La gara della tua vita? La gara più difficile? “Il mezzo Ironman a Wiesbaden (2016). La più difficile emotivamente la prima maratona. Materialmente sono andate entrambe bene.” 

Lo sport fa sperimentare di far parte di un mondo fatto di persone che si incontrano per allenarsi e gareggiare, uno sport che permette a persone, culture e mondi di avvicinarsi, incontrarsi confrontarsi. 

Quale esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Che gli obbiettivi si ottengono con il sacrificio. Mentre li prepari, stai già dando forma alla “risoluzione del problema”.”  

C’è un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? Mai avrei pensato che nella corsa trail ci fossero così tante donne.”  

Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamenti, pre-gara, gara, post-gara? “Sempre e solo divertimento. Solo il pre-gara di alcune gare dove so di poter far bene mi genera tensione.” 

Lo sport permette di approfondire la conoscenza di se stessi, di apprendere sempre più dall’esperienza propria e degli altri, di sviluppare consapevolezza delle proprie caratteristiche, capacità, possibilità e limiti- 

Quali sono difficoltà e rischi? “Difficoltà non sono sempre prevedibili. Il proprio fisico e la propria mente lo diventano, se non ci si conosce bene. I rischi sono di infortunarsi. Per questo serve allenarsi propriamente.”  

Come superi eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Solitamente mi demotivo molto, ma con la stessa intensità rinasco.”  

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport? “Che sono molto costante e appassionato. E che amo trasferire questa mia passione (ma si riesce poco, per i motivi di cui prima. Troppa distanza tra generazioni anche prossime).” 

Lo sport permette di superare momenti difficili, pesanti, faticosi; si impara a essere fiduciosi e pazienti, a essere coraggiosi e risolutivi, la fatica diventa amica dell’atleta quando la si riconosce e non preoccupa ma rafforza corpo e testa- 

Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? “Ci penso spesso. Il mio amore era innato. Però a me in qualche modo ‘ha salvato la vita’. Mi insegna ogni giorno il valore della fatica. ‘La fatica’ è un bellissimo valore. Purtroppo i giovani di oggi sono estremi: o sono invasati e fighetti. O sono disinteressati. Bisogna partire con dei programmi formativi nelle scuole e coinvolgere anche i genitori, Far fare sport assieme ai genitori e figli.” 

Lo sport fra uscire fuori dalla zona di confort, a volta fa osare, a volte fa barare, importante essere attenti e onesti. 

C’è stato il rischio di incorrere nel doping? “No, mai nel mio caso.”  

Un messaggio per sconsigliarne l’uso? “Conoscenza. Ormai esistono fonti di informazioni ovunque. Sia nei pro che nei contro. Io insegnerei a mangiare bene piuttosto.”  

Familiari e amici cosa dicono del tuo sport? “Che sono un matto. Però di nascosto mi invidiano molto.”  

Ritieni utile lo psicologo dello sport?  “Non saprei. Non al mio livello quantomeno.” 

Lo sport permette di fissare appuntamenti e impegni sportivi programmando e pianificando allenamenti e viaggi e cercando anche sponsor o sostegno. 

Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare? “Continuare il più a lungo possibile e se possibile con un pettorale affrancato!” 

Matteo SIMONE 

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Alessandro Macale: Nel 2015 mi sono classificato per gli europei di Spartan race

Stare lì tra i big di tutta europa, pronti a darsi battaglia, è stata una bella soddisfazione 

Matteo SIMONE 

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Lo sport permette di coltivare una passione con impegno, costanza e determinazione; permette di poter sperimentare sia benessere che performance eccellendo e cercando di partecipare a competizioni non solo nazionali ma anche internazionali, sperimentando emozioni forti e intense. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alessandro Macale attraverso sue risposte ad alcune mie domande. 

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, nel 2015 mi sono classificato per gli europei di Spartan race 2016 a Edimburgo, leggere l’email di invito è stata un emozione immensa e il giorno della gara, stare lì tra i big di tutta europa, pronti a darsi battaglia con più di 25km, 30 ostacoli da superare con + di 3000m di dislivello è stata una bella soddisfazione.” 

Si inseguono sogni ma non bisogna essere nemmeno troppo rigidi, è importante a volte avere un piano B, e cercare qualcosa di diverso che comunque appassiona e fa sperimentare comunque di essere capace ottenendo risultati e prestazioni eccellenti. 

Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Ho 39 anni, fin da piccolo ho praticato il calcio e piscina, svaniti i sogni di calciatore alla soglia di 28/29 anni ho iniziato a fare atletica, triatlon, ciclismo, trail, fino ad oggi a partecipare gare di spartan race (ocr) e crossfit.” 

Sono tanti i vantaggi dello sport, diventa una valvola di sfogo, un modo per elaborare pensieri e situazioni, uno stile di vita che porta a stare bene in salute. 

Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere e performance nello sport? “Amo lo sport, lo sport è benessere, fisico e mentale, è una valvola di sfogo per affrontare lo stress della società in cui viviamo, è importante la serenità in famiglia, mi aiuta sia nelle performance e nel star concentrato nell’attività che svolgo.” 

Possiamo dire che Alessandro è in una botte di ferro, coccolato e supportato da famiglia, amici e preparatore. Conosco suo fratello Umberto abbiamo gareggiato tante volte insieme, molto forte e anche suo papà sempre fiero dei suoi 2 figli Alessandro e Umberto. 

C’è qualcuno che contribuisce al tuo benessere e performance nello sport? “Sono fortunato ad aver molte persone affianco che mi appoggiano e curano in quello che faccio, dai mie coach di crossfit, il mio fratellone che mi prepara la parte atletica, ma in particolare devo ringraziare a mio padre, è stato con me sempre, in allenamento, in gara, è il mio mental coach.” 

Nella mente degli atleti ci sono sempre allenamenti e gare da portare a termine, sfide importanti da superare ma a volte le persone che gli stanno vicino sono un po’ preoccupate, un po’ apprensive, si tratta di trovare un sano equilibrio e fare tutto con attenzione e moderazione, prendendosi ogni tanto delle pause o comunque staccando un po’ per poi riprendere più forti e intenzionati di prima. 

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Mia madre, e la maggior parte degli amici, mi dicono che esagero, che alla mia età bisogna rallentare, puntandomi il dito soprattutto quando subisco un infortunio, ma finché Dio vorrà, credo di non fermarmi, anzi ho molti obiettivi e sogni da portare avanti.” 

Lo sport permette sempre di mettersi in gioco, di fare esperienze strane, bizzarre, assurde; di avere fantasie e pensieri catastrofici ma che a volte si tramutano in energie positive da canalizzare per il gesto sportivo il più efficace possibile che ti porta a sperimentare il flow e la peak performance. 

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Soffro di ansia di prestazione, alla gara Roma Ostia, ero nella griglia di partenza a 5’ dallo start, mi scappa di andare al bagno, scavalco le transenne, faccio i miei bisogni in un angoletto, tutto di corsa, mentre stavo saltando le transenne per tornare in posizione di partenza, c’erano gli stuart che cercavano di placcarmi, credendo che mi stavo intrufolando irregolarmente, scappo come fossi un ladro, non avevo temp per le spiegazioni, salto le transenne come fossi una gazzella, contemporaneamente allo sparo di partenza, comunque quel giorno feci il mio best sulla mezza, 1h23’.” 

Lo sport in genere tira fuori il meglio delle persone, le fa diventare più mature e responsabili, più fiduciosi in se stessi, più consapevoli delle proprie capacità e limiti, più resilienti nel superare momenti e crisi. 

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Il mio carattere si è rinforzato molto, mi sento più forte di testa, sono molto più determinato. Praticando le spartan e il crossfit, ti mette a dura prova, sei sempre nei limiti, è facile pensare “basta, mi fermo qui…”. 

Che significato ha per te praticare il tuo sport? “Libero, non avere limiti, stare tra la natura, sfidare sempre il propio limite, scoprire che non ci sono confini mi rende libero.”  

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? “Sono un sognatore e quindi ne ho tantissimi, questo sport mi ha insegnato che non ci sono limiti, ho fatto un ultra beast di 50km con dislivello +2500m +di 60 ostacoli in Slovacchia, in poco meno di 8ore, per ora sto focalizzando di fare gare di 100 km , non so quando e come ma lo farò.” 

Intanto Alessandro ha comprato il libro “Ultramaratoneti e gare estreme” e questo sembra essere un buon approccio nel fare le cose gradualmente documentandosi attraverso esperienze di altri atleti più esperti e leggendo notizie e suggerimenti di coloro che sono entrati nel mondo bizzarro e sorprendente delle ultramaratone da più tempo. 

Cosa ti fa continuare a fare attività fisica, hai rischiato di mollare di fare sport? “Il pensiero di non fare sport è impossibile, lo sport fa parte di me, non fare sport annullerei me stesso. Ci sono state più situazioni dove ho dovuto fermarmi per un paio di mesi per infortuni, ma il tempo di riprendersi e ripartire, ho scoperto una cosa meravigliosa, il corpo umano è più forte di quello che immagini.” 

Lo sport richiede una forte passione, un grande impegno quando si tratta di competere ad alti livelli e confrontarsi con atleti di livello internazionale ma sempre senza timore e con la consapevolezza che vinca il migliore, rispettando tutti. 

Quali capacità, caratteristiche, qualità ti aiutano nel praticare il tuo sport? Ho una buona capacità di adattamento in varie situazioni, la costanza e specificità degli allenamenti sono elementi importanti per affrontare gare estremi e infine la passione, è un motore che ho dentro lo stomaco, ciò che per gli altri è roba da matti, a me mi rende felice, anzi …mi esalta.” Quali sono le sensazioni relative a precedenti espereinze di successo? “Le soddisfazioni sono molte, è una bella sensazione anche in atletica quando fanno il tuo nome per andare al podio, autostima va alle stelle, mi cambia l’umore del giorno. leggere un articolo sul giornale locale che parla di te….bè, non ero abituato a tutto ciò ed è emozionante.” 

Lo sport a volte è considerato una scuola di alta formazione fisico e mentale, permette di costruire la personalità di una persona se fatto con consapevolezza e lealtà affidandosi e fidandosi di persone qualificate ed esperte. 

Quali sensazioni sperimenti nello sport? “La spartan race è una gara molto particolare, ci vuole resistenza, tecnica, forza, agilità, veloce, devi essere un atleta completo, non solo fisicamente, devi allenare molto la tua mente in situazioni molto critiche. Mi realizza come persona, come uomo, la considero come educatore fisico mentale.”  

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? “Moltissimo, ho letto molti libri di psicologia dello sport e non solo, con l’esperienza ho capito che la fase più importante è nella adolescenza, ma ne hanno bisogno tutti dal professionista al dilettante. Essere seguiti da un esperto è importante per farti capire molti valori educativi che trasmette lo sport, poi nella vita non sempre viviamo momenti facili e le prestazioni diminuiscono, trovare qualcuno che ti da giusti consigli può motivarti per andare avanti nel proprio obiettivo.” 

Il titolo del mio primo libro è proprio “Psicologia dello sport e non solo” e alla presentazione c’era proprio Umberto, fratello di Alessandro Macale. Nel testo si parla di incontro di professionalità, di mondi, l’atleta porta il mondo dello sport fatto di sudore, delusioni, infortuni, incoraggiamenti, rinunce, pressioni; lo psicologo porta il mondo psicologico teorico esperienziale e quindi il relazionarsi, l’accogliere, l’invitare l’altro, il contatto, il dialogo. 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854838833

Certi sport prevedono la cura di capacità tecnico atletiche e mentali molto particolari, si tratta di coordinazione, equilibrio, forza, resistenza e se si riesce a curare tutti gli aspetti dedicandosi a queste pratiche sportive complesse poi nella vita è tutto in discesa, tutto sembra più semplice. 

Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nella pratica del tuo sport? “Le difficoltà sono molteplici, come detto prima, devi possedere molte caratteristiche atletiche, veloci nella corsa, forza per i trasporti dei tronchi, catene, sacche e altro, agili nel saltare muri fino a 3m, stare in equilibrio camminando su un tronco o la slackline e ostacoli in sospensione come il classico monkey, il 90% dei percorsi sono sentieri naturali e gli infortuni sono dietro angolo.”  

Sei consapevole delle tue possibilità, capacità, limiti? “Sì, a mente lucida, ma in gara è tutta un altra cosa, oso sempre pagando anche lo scotto, in gara sono sempre nei limiti delle mie possibilità, ed è facile andare oltre, per me non è gara se non dai tutto e anche di più. Non improvviso una gara impegnativa, senza una adeguata preparazione, sono molto meticoloso negli allenamenti.” 

È importante avere sempre un’amica salita a disposizione perché solo quando riesci a faticare superando qualsiasi salita arrivando in cima, sarai veramente soddisfatto e consapevole di avercela fatta e incrementerai l’autoefficacia in quel compito e l’autostima in generale. 

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti ostacolano nella pratica del tuo sport? “Fisiche…nessuna, mi sento una macchina da guerra, ambientali…. Purtroppo vivo a Cisterna di Latina, dove è prevalentemente pianura e posso allenarmi in altitudine solo nel fine settimana, quando ho più tempo libero, per i resto mi alleno in una palestra di crossfit, “crossfit castelli”, dove posso curare la parte atletica e tecnica degli ostacoli e mi accontento di correre in campagna della mia zona durante la settimana.”  

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi al tuo sport? “In questo sport non è importante arrivare primo, accresce l’autostima, portare a termine una gara ti fa sentire orgoglioso di te stesso e ti cambia il modo di vedere le difficoltà sociali.” 

A volte nella mente degli atleti ci sono sabotatori e aiutatori, si tratta di confrontarsi con i sabotatori mettendoli a tacere ma prima ascoltando quello che vogliono comunicare, a volte è importante quello che trasmettono e poi si tratta di dare il benvenuto agli aiutatori che danno coraggio e fiducia in allenamenti e gare considerati difficili e non alla portata. 

Quanto ti senti sicuro, quanto credi in te stesso? “Sicuro mai, sono sempre concentrato, la troppa sicurezza ha portato a compiere errori banali (il non superamento degli ostacoli comporta la penalità di 30 burpees) che comportano perdita di tempo e dispendio di energia. Credo sempre in me altrimenti avrei fallito in partenza. Nella mia testa ho eliminato tutte le parole che danno per significato la negazione….no….non.”  

Quale tua esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “La mia beast a barcellona, a metà a gara, mi sentivo svuotato, pensavo di finirla lì, fisicamente non ne avevo più, vedere un ragazzo con una gamba che continuavano suo percorso, mi ha dato una forza interna che ho finito la gara focalizzando solo il mio obiettivo e i dolori sono passati in secondo piano.” 

Lo sport non ha età, né imiti. A volte papà e figli praticano sport assieme trasmettendo belle emozioni e dando begli esempi, ho conosciuto il papà di Alessandro sempre interessato ai suoi figli e sempre a fargli tifo. Importante avere modelli di riferimento, se poi il modello di riferimento corrisponde a una persona cara vicina allora tutto diventa più semplice e più coinvolgente. 

Hai un modello di riferimento? Ti ispiri a qualcuno? “Risposta secca, Papà, uno sportivo doc, 71 anni e non sentirli, usciamo insieme in bici, faccio fatica ad ammetterlo, non è facile stargli dietro, dopo l’ennesima salita, ancora che ne cercava altre e dentro di me volevo morire. L’esperienza più bella è stata la legion run del 2017, gara non competitiva, sempre a ostacoli, l’ho iscritto a sua insaputa e abbiamo fatto la gara dall’inizio fino alla fine insieme, lo sport non ha età e ne limiti; è questo ciò che mi ha trasmesso fin da piccolo e può darti solo benessere a 360°.” 

Lo sport aiuta a diventare più resilienti, a incassare colpi, crisi, sconfitte e infortuni. 

C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci e impegnarti? “Ci sono 2 frasi in particolare: ‘siate affamati, siate folli Steve Jobs; un’altra tratta dal film di Rocky nel dialogo con il figlio: ‘non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, se finisci al tappeto, hai la forza di rialzarti, così sei un vincente’ questa è la mia filosofia nella vita e nello sport.”  

Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà? “Posso dire grazie ai miei familiari, la mia compagna che mi sopporta quando sono tutto rotto e mi accudisce, il mio fratellone pronto a trovarmi soluzioni o suggerimenti e il mio papà disponibile in qualsiasi cosa.” 

Matteo SIMONE 

Psicologo, Psicoterapeuta  
380-4337230 – 21163@tiscali.it 
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Cosa spinge le persone a fare sport? La voglia di mettersi in gioco

Matteo SIMONE 21163@tiscali.it 

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Tra le motivazioni che spinge le persone a fare sport è mettersi in gioco sviluppando resilienza. Praticando sport ci si accorge di poter fare qualcosa di importante, di raggiungere mete e obiettivi sfidanti, superare crisi e difficoltà. Di seguito alcune testimonianze attraverso risposte alla domanda che è anche titolo del mio libro: Cosa spinge le persone a fare sport? 

Rolando Marzorati: “Fondamentalmente il passare degli anni non han mutato la mia spinta a fare sport, sono cambiati i riscontri in termine di prestazioni ma la voglia di mettermi in gioco con traguardi calibrati all’età è la stessa di quando avevo 20 anni”. 

Luca Parisi: “Le persone come te che danno valore alle persone che essi realizzino grandi oppure piccoli traguardi ”. 

Massimo Castellano: “E proprio grazie al grande motivatore triatleta e psicologo dello sport il dott. Matteo Simone che spinge aggregando tutti noi atleti leggendo i suoi libri a praticare e affrontando con resilienza qualsiasi fatica al traguardo”. 

Per tanti c’è la voglia di provvedere alla propria salute, prevenire, promuovere sani abitudini, avere un salutare stile di vita, non ingrassare, tenersi in forma. 

Francesca Ruffa: “Il cibo”. 

Luciano Ciurleo: “La voglia di volersi bene, la voglia di evadere dalla propria routine”. 

Armando Quadrani: “Il rinfresco”. 

Matteo Stelluti: “La bilancia”. 

Paolo Giorgetta: “La panza …”. 

Roberto Tognalini: “Mangiare”. 

Per tanti è vero che lo sport aiuta a tenere in forma il fisico e la mente sviluppando consapevolezza, fiducia, resilienza e poi da grandi attraverso lo sport si ha a disposizione un piano B per evadere dai problemi quotidiani lavorativi e familiari ma poi quando si torna sia a casa, sia al lavoro sia dalle mogli si è più efficaci e produttivi. 

Aldo Siragusa: “Alcuni lo praticano per un po’ lontano dal coniuge”. 

Franco Varesio: “Da ragazzi per conquistare le fidanzate, da adulti per scappare dalle mogli”. 

Francesco Tieri: “La moglie in casa è un buon motivo per fare sport all’aperto”. 

Tra le risposte più gettonata e frequenti vi è il senso di libertà, in effetti lo sport permette di evadere dalle incombenze e preoccupazioni quotidiane, prendendosi un tempo proprio da soli o con amici per dedicarsi a sé stessi curando corpo e mente, di seguito alcune risposte. 

Nunzio Improta: “Il senso di libertà”. 

Giampiera Farre Chanel: “La sensazione di libertà che si ha durante l’attività”. 

Veronica Bellenna Mattioli: “Liberare la mente stressata e ritagliare quel spazio solo per te! Ecco perché mi avventuro a correre nel bosco”. 

Natascia Panzavolta: “L’ attività sportiva nasce e si esprime come senso di libertà nell’ essere umano…io lo vivo così il mio sport…mi sento libera…libera di esprimere ciò che sono!”. 

Giada Paolillo: “La voglia di vivere”. 

Jana Brafči: “Libertà, la vita migliore senza i pensieri inutili e benessere assoluto durante e dopo ☺”. 

Chiara Lorenza Velocci: “Il senso di Libertà”. 

Altra risposta frequente è il senso di benessere che deriva dalla pratica dello sport da soli o in compagnia, uno stare bene che motiva le persone a fare sport, di seguito alcune risposte. 

Franco Piccioni: “…di stare bene… Per prima cosa”. 

Margherita Fraternali: “Il benessere”. 

Mimma Caramia: “Il senso di benessere e appagamento”. 

Lo Cascio Dorotea: “Benessere a 360 gradi!”. 

Patrizia Melchior: “Endorfine”. 

Matilde Staffa: “Il senso di benessere che si prova dopo aver corso per almeno un’ora e la soddisfazione dopo due ore di palestra! Lo sport cura corpo mente e spirito. È una fonte inesauribile di felicità. Bacio dott.”. 

Per tanti attraverso lo sport si conosce gente, si fa gruppo, ci si confronta, è un’occasione per ridere, sorridere, divertirsi. 

Michele Ricucci: “Fare nuove amicizie? Una Vita meno sedentaria e poltronosa? L’azione che ci rende agili, liberi di camminare con le nostre gambe verso cose belle e costruttive?”. 

Francesco Di Pierro: “Noia, stress, crisi di mezza età, abitudine, edonismo, voglia di conosce gente. Siamo tutti diversi, non credo ci sia un motivo comune”. 

Mauro Ippoliti: “Vedere gente sorridente”. 

Marco Maria Mongiardini‎: “Mi spinge il fatto di star bene, conoscere gente speciale, migliorare il proprio stile di vita e crescere a livello mentale”. 

Per tanti lo sport diventa una medicina, una terapia naturale meglio di tanti altri farmaci a volte anche considerato meglio dello psicologo. 

Chicca Falvo: “Tengo a bada il mio diabete tipo 1 e le complicanze”. 

Michele D’Adamo: “È la medicina n1”. 

Domenico Manzella: “Le scarpe da running costano meno dello psicologo”. 

Gianluca Achille: “La corsa è terapia (per ne). Per dirla alla Ernesto Calindri: ‘contro il logorio della vita quotidiana’. 

Le motivazioni a fare sport sono le più disparate: performance, benessere, non ingrassare, dimagrire, conoscere gente, fuggire da casa e dai problemi.  

Italo Merolli: “Matteo a prescindere dalle funzioni che ha lo sport e sono tante, ciò che spinge le persone a praticarlo va sicuramente ricercato nell’aspetto motivazionale. E le motivazioni possono essere le più disparate”. 

Carlo Spairani: “Il motivo opposto a quello che spinge le persone a stare sul divano…visioni diverse della vita”. 

Ringrazio Massimo Castellano per le sue parole e per la sua poesia

Grande Dott. Matteo Simone! Una poesia per le sue imprese: Forza Matteo che con tè abbiamo sempre un pensiero! La tua amicizia rende gioiosa ogni volta che esci senza alcuna pigrizia, spesso con una volontà che solo chi a resilienza vince ad ogni partenza questa è la realtà! Sei un amico di tutti e questo ci rende sempre più orgogliosi della tua bontà senza malizia perché il tuo modo di essere e vivere in piena amicizia. Donare per te un semplice sorriso e come praticare uno sport all’improvviso. Condividi emozioni vivendo i momenti più preziosi con tutti gli amici alcuni campioni altri tapascioni! La tua personalità non è fatta di apparenza, vivi per i valori, è questa la vera sostanza, il resto non ha importanza. Sei per tutti un grande esempio, come un maestro dai sempre il consiglio giusto. L’amica salita è il tuo motto, in ogni momento ci aiuti a non mollare per non piangerci addosso, sai come vincere ogni avversità con coraggio, con parole da saggio augurandoci di arrivare vittoriosi al nostro traguardo!”. 

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

Sito web: www.psicologiadellosport.net 

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/ 

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Corentin Lefer, triathlon: Lo sport è un farmaco multifunzione

Le sport est un médicament multifonction 

Matteo SIMONE 

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Il francese Corentin Lefer (La Berrichonne Chatearoux ATH), Campione Europeo Junior di Cross Duathlon 2019, ha vinto la “Les Foulées du Bord de Loire”, l’11 ottobre 2020, in 30’49” precedendo di 2 minuti e 6 secondi il secondo arrivato Jean-baptiste Aubanton 32’55”. 

Il 2 luglio 2019 Corentin Lefer (Le Mans Triathlon) ha vinto a Târgu Mures in Romania i Campionati Europei Junior di Cross Duathlon in 53’30” precedendo i due italiani Filippo Pradella 54’22” e Francesco Podda 55’04”.  

Di seguito approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Come hai gestito il periodo COVID? “Il periodo COVID è stato vissuto abbastanza bene per me. Sono tornato a Vendôme con i miei genitori, avevo a disposizione dei campi per correre e un giardino per fare l’Home Trainer con il bel tempo. Lo stesso vale per la costruzione muscolare come compensazione per il nuoto”. 

Corentin a 20 anni è consapevole che non può fermarsi ma deve continuare a mantenere lo stato di forma per continuare a essere tra i primi in gare di triathlon, duathlon e corsa. 

Come hai mantenuto la motivazione per continuare ad allenarti seriamente? “Ammetto che la mia motivazione ha subito un duro colpo alla fine del confinamento, visto che tutti i miei obiettivi erano stati posticipati o annullati, ho avuto un periodo di 3-4 giorni in cui non volevo affatto allenarmi”. 

In effetti è dura soprattutto per gli atleti di alto livello continuare ad allenarsi, seguire programmi e piani di allenamento che portano a trovarsi in forma e pronti per affrontare gare importanti dove ci si confronta con i migliori della propria nazione o addirittura con i migliori in Europa o nel mondo. E quando tutto ciò si rimanda si perde la motivazione, l’interesse, la voglia di faticare, di fare sacrifici, ci si rilassa troppo. 

Come ne sei uscito? “Per uscire da questo circolo vizioso, ho annotato un po’ i miei obiettivi a lungo termine nel triathlon per ritrovare la motivazione, avevo anche amici al telefono”. 

Ottima strategia quella di Corentin, infatti è molto importante scrivere, soprattutto scrivere quello che si vuole ottenere nella vita, ciò che si vuol raggiungere, scrivendo facciamo una selezione tra i nostri pensieri e abbiamo chiaro in mente quello che vogliamo e possiamo fare se veramente ci impegniamo e portiamo avanti i nostri propositi in ogni condizioni anche davanti ad avversità che si possono aggirare con fiducia, pazienza e resilienza. 

Sei più motivato, entusiasta, stanco? “Sono uscito dal confinamento totalmente rimotivato e ho iniziato l’estate calmo e pieno di energia all’idea di correre a fine agosto (data delle prime gare in Francia). Sono arrivato a Châteauroux con la D2 più motivato che mai e con molte energie da vendere”. 

Quando si riesce ad accettare la situazione e a organizzarsi al meglio nonostante qualsiasi difficoltà, non si vede l’ora di mettersi in gioco per capire qual è il proprio stato di forma. La prima tappa dei campionati di Francia a squadra di Divisione 1 e 2 si è svolta sabato 22 agosto 2020 a Châteauroux e Corentin si è classificato all’8° posto. 

Sei ancora pronto per prestazioni migliori? “Certo, l’ho visto nel fine settimana del 10-11 ottobre con un record sui 5 km e 10 km. Ho confermato che avevo lavorato bene durante il confinamento ma anche durante l’estate quando lavoravo come bagnino per 35 ore”. 

Corentin dimostra che se si vuole si può fare tutto, si possono trovare le condizioni migliori per allenarsi anche se si hanno limitazioni o altri impegni, è la motivazione e la passione che fanno andare oltre e che non fanno mollare. 

In che modo la famiglia e gli amici si prendono cura e ti sostengono? “La mia famiglia mi ha sempre supportato nei miei progetti. I miei genitori sono stati lì per tutto il periodo di confinamento per accompagnarmi, così come mio fratello che ha potuto scoprire come mi allenavo quotidianamente. Anche i miei nonni mi supportano molto e seguono le mie prestazioni a vari livelli”. 

È importante essere sereni e avere il sostegno soprattutto della famiglia che può essere presente e interessata agli impegni sportivi dell’atleta. 

Hai in mente gare imminenti e / o eventi importanti? “No, ora è la chiusura per molti in Francia, tutte le gare si sono svolte. D’altra parte, mi sto già preparando attivamente per il 2021 e la gara che è già in programma per me è il Campionato del Mondo di Cross Triathlon ad Amsterdam nel settembre 2021. Ma prima ci sarà il campionato D1 Duathlon e D2 Triathlon che si svolgerà”. 

Ogni momento bisogna aver chiaro quello che si vuole e si può fare, avere un bel programma di allenamento per affrontare una pianificazione di gare a lungo termine dove le più importanti sicuramente saranno i campionati nazionali, europei e mondiali. 

Cosa diresti a Corentin 10 anni fa? “10 anni fa avevo 10 anni, gli direi di sfruttare appieno, cogliere ogni opportunità per te, per progredire, non ascoltare chi proverà a spezzarti, tornerà da te una volta che inizi a fare prestazioni onorevoli”. 

Interessante testimonianza di Corentin, è vero per tutti ogni momento è importante e bisogna capire cosa è opportuno fare senza pensarci troppo, senza essere troppo dubbiosi o insicuri, senza aver paura di fallire, ogni momento si può essere pronti e scaltri per non lasciare andar via occasioni importanti, i momenti sono come treni che passano. 

Quanto è importante il supporto della famiglia, amicifan? “Il sostegno della famiglia è essenziale, sia moralmente che finanziariamente. Ora i miei genitori coprono completamente le mie spese per il triathlon, a parte quando ero ai campionati europei di cross triathlon e cross duathlon. I miei amici sono per il 90% triatleti ed è lì che trascorro la maggior parte del mio tempo. Mi sono di grande aiuto ogni giorno perché allenarmi con il tuo gruppo di amici è ancora più motivante. E per i miei amici non triatleti, ammirano assolutamente quello che faccio. E per i fan, anche se non mi piace troppo il nome perché non credo di avere davvero nessun fan, è sempre bello vedere persone felici di vederti praticare uno sport a questo livello. Mi piace vedere che metto un sorriso ad alcuni ragazzi del mio vecchio club di triathlon, ma anche ad alcuni adulti che sono orgogliosi di quello che faccio”. 

Lo sport praticato ad alti livelli ha fattori positivi e negativi da considerare, l’impegno dell’atleta è tantissimo a livello di allenamenti ma anche finanziariamente, soprattutto nel triathlon dove bisogna avere l’attrezzatura adeguata, bici che costano migliaia di euro, attrezzatura per nuotare e per correre, viaggi e trasferte per partecipare a gare sfidanti e campionati nazionali e anche fuori nazione. Ma quello che si ricava è tantissimo importante a livello di sensazioni ed emozioni. 

Su cosa ti stai concentrando adesso? Forza, resistenza, tecnica? Al momento, per 3 settimane in cui non mi allenerò affatto. Poi, grazie al confinamento, abbiamo scoperto strumenti come Messenger per fare costruzione muscolare in video, e continueremo a usarlo anche senza confinamento. Oggi, concentro il mio allenamento sulla forza per guadagnare potenza sulla bici e sul piede poiché i miei progressi devono passare attraverso questo se voglio andare più veloce”. 

Grande consapevolezza per Corentin delle sue possibilità, potenzialità ma anche criticità, quindi si tratta di capire cosa e come fare per incrementare la propria performance e soprattutto come fare anche in momenti di crisi e avversità con nuovi strumenti da provare e utilizzare nel migliore dei modi, apprendendo sempre da qualsiasi esperienza. 

Cosa sogni di questo periodo? “Penso che come molte persone su questo pianeta, sogno che finirà, che torneremo alla normalità ma cambiando le cose lo stesso. L’abbiamo visto durante il confinamento, le persone hanno iniziato a correre, a fare sport a casa. Penso che il posto dello sport nella società, e non necessariamente ai massimi livelli, debba essere rivisto. Sappiamo molto bene che lo sport è un farmaco multifunzione utile nella prevenzione di molte malattie, e in questo periodo segnato da un virus, sarebbe un bellissimo simbolo”. 

Bella la dichiarazione di Corentin: “Lo sport è un farmaco multifunzione utile nella prevenzione di molte malattie”. 

Quanto e come soffri e ti rallegri in allenamenti e gare? “Mi piace allenarmi molto, ma non mento molto a me stesso, mi piace allenarmi per fare meglio in gara. Ho sofferto molto nel mio allenamento durante il confinamento perché il mio impegno era totale, ma molto poco in competizione. Ho provato molto piacere nel soffrire durante l’XTerra Nouvelle Aquitaine a cui ho partecipato a fine agosto, senza prepararmi troppo. Mi è piaciuto molto, ma ho sofferto molto nella parte di corsa che di solito è il mio punto di forza”. 

Certo non si può sempre faticare allenandosi, ogni tanto bisogna raccogliere risultati, podi, premi per fare anche un pieno di sensazioni positive di gioia e soddisfazione. Corentin sta dimostrando di essere in la forma classificandosi a ridosso dei primi all’Xterra Full Nouvelle Aquitaine il 29 agosto 2020 dove si è classificato al 4° posto in 02h56’12”. 

A quale campione del passato o del presente ti senti più vicino? “Non ho davvero un modello nel triathlon, anche se mi piace molto Javier Gomez per il suo tocco di tutto. Jan Frodeno è anche un buon esempio per me sulla lunga distanza”. 

È importante guardare e apprendere dagli altri che diventano dei riferimenti importanti, soprattutto se si vuole osare e cercare gradualmente di scalare le vette delle classifiche o ambire a titoli internazionali. Francisco Javier Gómez Noya è stato Campione del mondo di triathlon (Élite) – 2008, 2010, 2013, 2014, 2015; Campione del mondo di triathlon long distance (Élite) – 2019; Campione del mondo di triathlon (Under 23) – 2003. 

Jan Frodeno è un triatleta tedesco laureatosi campione olimpico a Pechino 2008 e 3 volte campione del mondo nel 2015, 2016 e 2019. Il 17 luglio 2016 ha stabilito il record mondiale su distanza ironman a Roth, con il tempo di 7h35’39”. 

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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Corentin Lefer, triathlon: Le sport est un médicament multifonction 

Lo sport è un farmaco multifunzione 

Matteo SIMONE 

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Comment avez-vous géré la période COVID? “La période COVID à pour ma part été plutôt bien vécue. Je suis rentré à Vendôme chez mes parents, et j’avais à ma disposition des champs pour courir et un jardin pour faire du Home Trainer sous le beau temps. Pareil pour faire du renforcement musculaire en compensation de la natation”. 

Comment avez-vous maintenu la motivation pour continuer à vous entraîner sérieusement? J’avoue que ma motivation en a pris un coup sur la fin du confinement, en voyant que tous mes objectifs étaient reportés, ou annulés, j’ai eu une période de 3-4 jours où je ne voulais plus du tout m’entrainer”. 

Comment en êtes-vous sorti? “Pour sortir de ce cercle vicieux, j’ai écrit un peu mes objectifs à long terme dans le triathlon pour retrouver la motivation, j’ai eu des amis au téléphone aussi”. 

Êtes-vous plus motivé, enthousiaste, fatigué? “Je suis sorti du confinement totalement remotivé et j’ai attaqué l’été serein et plein d’entrain à l’idée de courir fin aout (date des premières courses en France). Je suis arrivé sur la D2 à Châteauroux plus motivé que jamais et avec énormément d’énergie à revendre”.  

Êtes-vous toujours prêt pour une meilleure performance? “Bien sûr, je l’ai bien vu le week-end du 10-11 octobre avec un record au 5km et 10km. Ca à confirmé que j’avais bien travaille pendant le confinement mais aussi tout au long de l’été où je travaillais en tant que surveillant de baignade à 35h”. 

Comment la famille et les amis se soucient-ils de vous et vous soutiennent-ils? “Ma famille m’a toujours soutenue dans mes projets. Mes parents ont été là tout au long du confinement pour l’accompagner ainsi que mon frère qui a pu découvrir comment je m’entrainais au quotidien. Mes grands parents me soutiennent aussi beaucoup et suivent de plus ou moins loin mes performances”.  

Avez-vous des courses à venir et / ou des événements importants en tête? “Non, c’est désormais la coupure pour beaucoup en France, toutes les courses ont eu lieu. En revanche je prépare déjà 2021 activement et la course qui est déjà programmée pour moi c’est le championnat du Monde de Cross Triathlon à Amsterdam en Septembre 2021. Mais avant ça il y aura le championnat D1 Duathlon et D2 Triathlon qui aura lieu”. 

Que diriez-vous à Corentin il y a 10 ans? “Il y a 10 ans j’avais 10 ans, je lui dirais profite à fond, utilise chacune de tes opportunités pour toi, pour progresser, n’écoute pas ceux qui essaieront de te casser, ils reviendront vers toi une fois que tu commenceras à faire des performances honorables”. 

Quelle est l’importance du soutien de la famille, des amis et de vos fans et comment réciprocations? “Le soutien de la famille est primordial, autant moralement que financièrement. Aujourd’hui c’est en totalité mes parents qui prennent en charge mes dépenses pour le triathlon, mise à part lorsque j’ai été au championnat d’Europe de Cross Triathlon et Cross Duathlon. Mes amis sont pour 90% d’entre eux des triathlètes, et c’est avec eux que je passe la plupart de mon temps. Ils me sont d’une grande aide au quotidien car s’entrainer avec son groupe d’amis est d’autant plus motivant. Et pour mes amis non-triathlètes, ils sont absolument admiratifs de ce que je fais. Et pour les fans, même si je n’aime pas trop ce nom car je considère que je n’ai pas vraiment de fans, c’est toujours plaisant de voir que des gens sont heureux de vous voir pratiquer un sport a ce niveau. J’aime voir que je donne du sourire à certains enfants de mon ancien club de triathlon, mais aussi à certains adultes qui sont fiers de ce que je fais”. 

Sur quoi vous concentrez-vous maintenant? Force, endurance, technique? “Pour le moment comme je l’ai dit, je coupe pendant 3 semaines où je ne vais pas faire de sport du tout. Ensuite, grâce au confinement, on a découvert des outils tels que Messenger pour faire du renforcement musculaire en visio, et on va continuer à l’utiliser même sans confinement. Aujourd’hui, j’oriente mes entrainements vers la force pour gagner en puissance a vélo et à pied puisque ma progression doit passer par là si je veux aller plus vite”. 

Que rêvez-vous de cette période? “Je pense que comme beaucoup de gens sur cette planète, je rêve que ça se termine, que l’on revienne à la normale mais en changeant des choses tout de même. On l’a vu pendant le confinement, les gens se sont mis à aller courir, à faire du sport chez eux. Je pense que la place du sport dans la société, et pas forcement du haut niveau, devrait être revue. On sait très bien que le sport est un médicament multifonction utile à la prévention de beaucoup de maladies, et en cette période marquée par un virus, ce serait un beau symbole

Combien et comment souffrez-vous et vous réjouissez-vous des entraînements et des compétitions? “J’aime beaucoup m’entrainer, mais je ne me mens pas à moi-même comme beaucoup, j’aime m’entrainer pour être plus performant lors de la compétition. J’ai pas mal souffert dans mes entrainements lors du confinement car mon engagement était total, mais très peu en compétition. J’ai pris énormément de plaisir à souffrir lors du XTerra Nouvelle Aquitaine auquel j’ai participé fin aout, sans trop le préparer. J’y ai pris un plaisir fou mais j’ai beaucoup souffert sur la partie course à pied qui est d’habitude mon point fort”. 

De quel champion du passé ou du présent vous sentez-vous le plus proche? “Je n’ai pas vraiment de modèle dans le triathlon, même si j’aime beaucoup Javier Gomez pour son coté touche à tout. Jan Frodeno est aussi pour moi un bel exemple sur le longue distance”. 

Matteo SIMONE 

380-4337230 – 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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Valeria Straneo: Un obiettivo in grande, in tutti i sensi, è fare la mia 3^ Olimpiade

Matteo SIMONE 

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Valeria Straneo (Laguna Running), dal 2018 allenata da Stefano Baldini, nel 2012 stabilisce le migliori prestazioni italiane in mezza maratona e maratona: il 26 febbraio chiude la Roma-Ostia in 1h07’46”, valida anche come Campionato Italiano assoluto e il 15 aprile chiude maratona di Rotterdam in 2h23’44”. 

Ha partecipato a due Olimpiadi in maratona: 7^ classificata nel 2012 a Londra in 2h25’27” e 13^ nel 2016 all’età di 40 anni, a Rio dei Janeiro 2h29’44” e sta cercando di fare il minimo per partecipare alle prossime Olimpiadi di Tokyo. Il prossimo 6 dicembre parteciperà alla maratona solo élite per cercare di fare il minimo e cioè sotto le 2h30’, ha 44 anni ma nulla le impedisce di trasformare il suo sogno in realtà continuando ad allenarsi seriamente e duramente e ottenendo ancora risultati prestigiosi come nella mezza maratona agli ultimi campionati mondiali del 17 ottobre 2020 a Gdynia in Polonia in 1h11”39’. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Valeria attraverso risposte ad alcune mie domande. 

Fiuggi 20/10/2015 Atletica 2016 Road to Rio – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Cosa toglie e cosa dà lo sport? “Per me che comunque lo faccio come professione, toglie sicuramente tempo ad altre cose ma come un lavoro normale che comunque adoro. Mi dà molto di più rispetto a quello che toglie, perché ovviamente è la mia grande passione e mi dà tantissime soddisfazioni, mi dà anche la carica per affrontare meglio le giornate, perché comunque per me lo sport, nonostante che sia un lavoro, è una valvola di sfogo molto grande e lo farei a prescindere”. 

Bella questa interessante testimonianza, Valeria spiega cosa spinge a fare sport nonostante tolga il tempo per farne altre, nella vita bisogna fare scelte e lo sport è un’ottima scelta, un orto importante da coltivare nel suo caso è diventato un lavoro avendo scoperto di essere un talento e la possibilità di allenarsi ottenendo risultati prestigiosi a livello nazionale e internazionale oltre ai tantissimi benefici che ottengono tanti come lo sfogo, la carica, insomma tanti benefici. 

Quali sono i tuoi allenamenti più importanti e decisivi? “I miei allenamenti più importanti e decisivi sono i lunghi. Sono maratoneta per cui è assolutamente fondamentale che io faccia i lunghissimi dai 30 ai 40km, ovviamente si parte sempre con un po’ meno di chilometri, per esempio se devo iniziare la preparazione parto da 25km poi 32, 35 e arrivo fino a 40km. Anche i medi o le ripetute lunghe, quindi 3.000, 4.000 e 5.000, che patisco tantissimo però ti danno il ritmo gara e quindi assolutamente fondamentali”. 

Per diventare un forte maratoneta ed eccellere a livello nazionale e internazionale bisogna simulare il più possibile la gara, bisogna adattarsi gradualmente alla fatica, e i migliori allenamenti sono quelli di lunga durata, quasi quanto la maratona, per capire fino a che punto ci si può spingere, cosa si incontra dopo un certo chilometraggio, come affrontare le crisi che arrivano ma sappiamo che bisogna aspettarle, accettarle e saperle gestire. Inoltre le ripetute lunghe è un altro lungo e duro allenamento che ottiene i risultati in gara, si tratta di ripetute di più chilometri a ritmi sostenuti per abituare la gamba a faticare e persistere nella fatica, nello sforzo a una certa velocità. 

Ora quali sono i tuoi obiettivi? “I miei obiettivi adesso al breve sono la maratona di Valencia il 6 dicembre che è un po’ particolare in quanto è solo per atleti élite, non c’è la ‘mass race’, per cui anche il percorso sarà leggermente diverso dal solito cercherò di correr sotto le 2h30’ perché vorrei fare il minimo per le olimpiadi di Tokyo, quindi appunto un obiettivo in grande in tutti i sensi è far la mia 3^ olimpiade il prossimo anno”. 

Un obiettivo molto sfidante per Valeria ma fattibile se continua a far bene, ad allenarsi duramente e a gareggiare al meglio delle sue possibilità. Ha dimostrato in passato più volte di avere i numeri giusti e le carte in regola per poterlo fare correndo mezze maratone a tempi eccellenti sotto 1h10” la mezza maratona e sotto le 2h25’ la maratona ora si tratta di fare ancora uno sforzo avendo dalla parte sua la tantissima esperienza e l’abituazione e adattamento alla fatica e alle prove dure, avendo partecipato già ad altre 2 olimpiadi e a campionati mondiali e gare internazionali come la maratona di New York, ha davvero una chance da giocarsi. 

Cosa consigli a chi predilige il divano? “Consiglio appunto di farsi forza, cercare appunto di forzarsi per i primi minuti perché sono quelli più difficili perché una volta che si comincia a fare sport, a camminare, nuotare, a uscire, dopo aver fatto attività fisica si sta veramente benissimo, è una sensazione impagabile, e bisognerebbe provare, perché poi ci si assuefa e non si può fare a meno di muoversi perché il corpo sta veramente meglio se è in movimento”. 

Questi sono i messaggi che dovrebbero trasmettere in TV, sui social, in radio, su giornali e riviste e non messaggi allarmanti e di paura. Valeria ha dimostrato che con l’impegno, la costanza, la fiducia, la pazienza si possono ottenere grandi risultati, basta provare, crederci e insistere e poi i benefici sono tantissimi, certo per lei lo sport è diventato un lavoro redditizio e nemmeno se lo sarebbe aspettato, ma per tutti lo sport fa bene e crea benessere e benefici, diffondiamo queste notizie positive di resilienza. 

Fiuggi 20/10/2015 Atletica 2016 Road to Rio – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Come stai affrontando, gestendo, superando il periodo COVID 19? “Diciamo che adesso come adesso a me non ha cambiato molto la vita perché comunque riesco a fare i miei allenamenti tutti i giorni, spostarmi di una decina di km perché di solito i luoghi dove vado a correre non è sotto casa, ma appunto devo fare brevi tragitti. E’ stato un casino quando ci hanno tappati dentro gli spostamenti erano molto più difficili, adesso non mi sto quasi accorgendo di essere in lockdown anche perché non esco fuori la sera non frequento bar o ristoranti, sono troppo stanca  la sera vado a dormire, non mi sta pesando, la cosa che mi pesa adesso è che dovrò andare in Spagna e dovrò fare un tampone nelle 72 ore, ti dico che è un casino tremendo trovare un laboratorio che ti garantisca il risultato in 72 ore, ho telefonato ad alcuni laboratori e te lo danno dopo 6-8 giorni che è tantissimo, questo è il problema più grosso, gli spostamenti lunghi non la quotidianità e speriamo che vada tutto bene perché altrimenti non so come farò a raggiungere la Spagna, senza appunto il tampone fatto nelle 72 ore, io sono ottimista, ce la faremo”. 

Purtroppo bisogna starci alle regole che consigliano e impongono di rispettare ma c’è sempre una soluzione e si si organizza per fare tutto anche mentalmente, soprattutto per chi fa sport come una maratona ad altissimi livelli non ha paura di nessun muro od ostacolo, si cerca sempre di risolvere tutto ed essere fiduciosi e ottimisti. 

Quali sono le tue consapevolezze ora? “Ho consapevolezza riguardo allo sport di essere alla fine della mia carriera e quindi voglio cercare di dare il massimo in questi ultimi appuntamenti che mi trovo a poter fare quindi la maratona di Valentia sperando di fare poi le olimpiadi anche la consapevolezza che è tutto molto campato per aria, puoi programmare quanto vuoi ma la natura ha il sopravvento e bisogna cambiare i piani”. 

Valeria è consapevole di dove e come è partita nella sua carriera di maratoneta e ora ancora si esprime ad altissimi livelli, è un riferimento per tanti altri atleti ed è ancora in grado di poter indossare una maglia azzurra per cercare di rappresentare l’Italia al meglio come ha sempre fatto. Ora tutto è mirato nelle sue prossime gare importanti imminenti e nei prossimi giochi olimpici, grandi momenti per Valeria. 

Cosa intravedi per il fine carriera, restare nel mondo dello sport? “Spero di rimanere sempre nel mondo dello sport, magari diventando allenatrice visto che nella mia città non ci sono molti allenatori, soprattutto per gli amatori e sono in tanti a chiedermi se sono disponibile per allenarli!”. 

Forse è presto, meglio stare focalizzati sulle prossime Olimpiadi.  

Cosa consigli alle bambine e alle istruttrici in questo periodo di pandemia? “Consiglio alle bambine e anche a chi deve insegnare in questo periodo assolutamente di non abbattersi e continuare comunque nel rispetto delle regole, di allenarsi e di trovare modi alternativi anche di allenarsi. Per esempio mia figlia fa ginnastica artistica, ovviamente non può andare in palestra per cui fanno lezioni online dove sono tutti insieme e fa esercizi in casa, ovvio che non ha attrezzi non ha nulla però fanno più di 1 ora di ginnastica alternativa nel rispetto delle regole, si può, e non bisogna perdersi d’animo perché poi riaprirà tutto e quindi non dobbiamo trovarci impreparati”. 

Concordo in questo periodo gli adulti sono di riferimento per i più piccoli che devono continuare a giocare, divertirsi, studiare e fare sport in un modo diverso, in un modo adattato e con il sostegno, la fiducia, la flessibilità e la resilienza di insegnanti, istruttrici, educatori. 

Quali sensazioni sperimenti in maratona? “Le sensazioni sono diverse: concentrazione massima, perché io sono molto distratta ma quando sono in gara penso solo a quello e sono molto focalizzata sulle sensazioni, su quello che il mio corpo mi dice sto molto attenta a prendere i ristori a stare dentro la gara al 100%, sensazioni anche di fatica estrema. 42km sono lunghi non sempre va tutto liscio, so sempre di dover far fronte poi appunto a periodi bui dove davvero mi ci vuole tantissima concentrazione, questa è una consapevolezza assoluta che ho, e quindi a volte le sensazioni appunto non sono belle, la sensazione invece bellissima di tagliare traguardo se la gara è andata bene come ti aspettavi la gioia è immensa se è andata bene, comunque una gioia essere arrivata in fondo e quindi sono davvero diverse le sensazioni sia positive che negative”. 

L’atleta attraversa tanti periodi e fasi, di allenamento ei gare, attraversa sensazioni ed emozioni varie e difficili ma bisogna sapersi organizzare e presentarsi pronti, efficienti, efficaci, sicuri al momento della gara importante che quando si tratta una maratona può riservare brutti scherzi, quindi coraggio con la consapevolezza che non è la prima volta, si è saputo gestire tante situazioni, tante volte e questa volta si farà bene come le atre volte con aspettative positive e fidandosi delle proprie risorse, capacità, qualità, caratteristiche già messe in campo altre volte in modo efficiente. 

Fiuggi 20/10/2015 Atletica 2016 Road to Rio – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Cosa consigli ad atleti e allenatori per affrontare le competizioni serenamente? “Non saprei perché tutti siamo diversi, non sono per niente ansiosa me la vivo bene non come assolutamente devo arrivare a fare il risultato, la prendo un po’ più distacco e divertimento, non con leggerezza, perché comunque appunto essendo anche il mio lavoro sono pienamente consapevole che è importante e che non è solo divertimento però mi dico sempre che se va male non muore nessuno, è atteggiamento distaccato, non è una questione di vita o di morte, è una gioia se riesci a raggiungere obiettivi, per cui secondo me l’allenatore non deve creare pressioni su una gara, deve cercare di stemperare l’attenzione e far divertire i ragazzi, perché secondo me è fondamentale che comunque una persona si diverta nel far sport e nel fare competizioni che non veda solo un obbligo per andare forte, non sempre si riesce a dare il massimo purtroppo però non ci deve essere secondo me pressione, e non si deve pensare che se la gara va male ci buttiamo dal ponte, contestualizzarla appunto in un contesto più di gioco, di svago, non come appunto una questione vitale”. 

Ringrazio tantissimo Valeria per la sua cortesia e disponibilità e le auguro buon proseguimento di giornate, lavoro, sport e vita.

Nel libro “Lo sport delle donne” riporto un’intervista a Valeria Straneo. 

Matteo SIMONE 

http://www.psicologiadellosport.net

A Manfredonia, domenica 25 ottobre 2020, la 2^ edizione dell’Ora sul Porto

Manifestazione non competitiva di corsa, cammino marcia e fit walking

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

Conosci Manfredonia? Una piccola cittadina che attraverso lo sport riesce a trovare opportunità di aggregazione e condivisione attraverso tante società sportive e soprattutto tanti atleti guidati dai più esperti in allenamenti, uscite e gare sempre più stimolanti.

Lo sport è come un treno che porta in giro per città e paesi per incontrare gente e sperimentare fatica e condivisione, approfondendo la conoscenza di se stessi e degli altri diventando tutti più forti e resistenti fisicamente e incrementando sempre più consapevolezza delle proprie capacità e risorse individuali e di gruppo e incrementando sempre più anche speranza, fiducia in sé e negli altri e soprattutto resilienza continuando ad andare avanti sempre nella vita ogni giorno con quello che c’è nel momento presente.

Grande merito a Cotugno Giovanni che si occupa del mondo dello sport a 360 gradi, prima grande atleta, poi allenatore, presidente di una grande e utile squadra, scopritore di talenti, organizzatore di gare soprattutto memorial dedicati ad atleti che non sono più con noi ma che hanno lasciato un segno positivo alle loro famiglie e al mondo dello sport di Manfredonia.


Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa rincontrare vecchi amici e ne fa conoscere nuovi amici, fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture, fa apprezzare luoghi e persone. Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi. Non c’è un età per iniziare o per smettere, se sei stanco puoi rallentare.

La prima sfida è iniziare il processo di cambiamento, in particolare attraverso lo sport, poi la sfida diventa il continuare nel percorso di attività fisica con allenamenti sempre più mirati, altra sfida è la convinzione di poter sperimentarsi in gara.

Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio del territorio, della difficoltà, delle risorse personali possedute che possano permettere di portare a termine la gara. Cosa c’è prima di una gara? Un fiume di pensieri, sensazioni, emozioni, allenamenti, preparazione, incertezze. Un obiettivo, una sfida, una pianificazione minuziosa, un’attenzione al minimo dettaglio.

Lo sport avvicina persone, culture e mondi; promuove il benessere fisico e sociale e va inteso non solo come performance volta al raggiungimento di prestazioni eccellenti, ma anche come possibilità di superare i propri limiti. Molte persone attraverso l’attività sportiva sono riuscite a superare i propri limiti e a raggiungere importanti traguardi.

L ‘A.S.D. Gargano 2000 Manfredonia, in collaborazione con la Direzione del Porto Turistico Marina del Gargano e l’Associazione “Arcobaleno Noi, Voi, Insieme Manfredonia”, indice e organizza per domenica 25 ottobre 2020 la 2^ edizione dell’Ora sul Porto, manifestazione non competitiva di corsa, cammino marcia e fit walking. 

La partecipazione alla gara è aperta a tutti a partire da 20 anni compiuti. Le iscrizioni si effettueranno improrogabilmente entro le ore 24.00 di 22 ottobre 2020 via mail: gargano2000onlus@yahoo.it Per informazioni 3336854491. La quota di iscrizione è di Euro 6 euro ed il versamento potrà essere effettuato all’atto del ritiro dei pettorali. Le iscrizioni saranno chiuse al raggiungimento delle 150.

All’atto delle iscrizioni l’atleta dichiarerà a quale disciplina intende partecipare,  Corsa/Cammino Marcia/FitWalking e a tutti gli iscritti saranno consegnati t-shirt tecnica, zainetto, medaglione e altro. Ad ogni partecipante saranno assegnati il numero di gara e un numero da apporre a fine gara. Saranno misurati solo i giri realmente effettuati e non i metri dispari, in caso di parità di giri, saranno misurati i metri dispari.

Al mancare degli ultimi 5 minuti dei 60 previsti saranno dati dei preavvisi sonori ogni minuto mancante e allo scadere dell’ultimo minuto sarà dato un preavviso prolungato di fine manifestazione e cosi per le gare dei 30’. 

Per ragioni tecniche non sarà possibile effettuare cancellazioni e sostituzioni il giorno della manifestazione e ogni atleta o partecipante è obbligato a firmare la dichiarazione di responsabilità che non è affetto da COVID e sulla Privacy.

Il ritiro dei pettorali e del pacco gara dovrà avvenire in una unica soluzione a cura di un responsabile di gruppo o di Società o singolo dal sabato 24 ottobre presso il Porto Turistico Marina del Gargano.

Il raduno è fissato alle ore 8.00 sul Porto Turistico della Marina del Gargano lato destro la partenza sarà data alle ore 9.15. La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica.  Il percorso di gara misura mt 850. Saranno date 3 partenze: una per gli atleti camminatori e marciatori, una per i FitWalking che gareggeranno per 30 minuti e 1 per gli atleti corridori che gareggeranno per 1 ora.

Saranno osservate tutte le norme anticovid previste dalla Regione Puglia e dal Comitato organizzatore, ogni atleta o partecipante osserverà la distanza di un metro l’uno dall’altro e cercherà di non correre o camminare al fianco.

Saranno premiati con il maggior numero di metri percorsi: 5 Uomini e donne della Corsa, 5 Uomini e donne del Cammino Marcia, 5 Uomini e donne del FitWalking. La cerimonia di premiazione è prevista per le ore 11.30 sull’Anfiteatro della Marina, al realizzatore che avrà percorso il maggiore numero di KM, sarà assegnato il prestigioso Trofeo del Memorial Gianni GRILLI maschile e femminile.

La bici e un prosciutto crudo + altri 3 premi a sorteggio più tutto il resto. La maglia rossa, poi altri premi di spazio Sport ai vincitori, 5 di ogni disciplina. Tra i top runner gareggeranno Mimmo Ricatti e Marilena Brudaglio.

Per informazioni: Giovanni COTUGNO 3336854491.

Programma

Ore 8.00- 9.00 Ritiro iscrizioni

Ore 09.15 Partenza 30 ‘ Gara di cammino Marcia

Ore. 9.45 Partenza 30’ Gara di FitWalking

Ore 10.15 Partenza Gara di 1 Ora sul Porto

Ore 11.45 Cerimonia di premiazione.

Nel libro “O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia, Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” è menzionata la Gargano 2000 Manfredonia:

C’è una trasmissione di competenze, di passione, tra gli atleti nella cittadina di Manfredonia. Giovanni Cotugno presidente della ‘Gargano 2000 Manfredonia’ ha alle spalle una carriera importante nell’ambito dell’atletica leggera in qualità di atleta e successivamente in qualità di allenatore, lui stesso ha contribuito all’eccellenza di un altro atleta Sipontino Matteo Palumbo che in passato ha fatto parte del Gruppo sportivo dei Carabinieri e che a sua volta ha contribuito all’emergere di un altro atleta Sipontino Dario Santoro. …Sembra esserci una sorta di passaggio di consegna, una sorta di vocazione a far sì che altri traggano vantaggio, traggano insegnamenti utili per far bene, è come se ci fosse un gioco di squadra longitudinale, una sorta di devozione e vocazione per il paese per far sì che ci sia sempre qualcuno nella cittadina di Manfredonia che porti lustro in ambito dell’Atletica Leggera, e questo grazie anche alla Gargano 2000 Manfredonia che sostiene questi personaggi, li accompagna, li difende, li protegge, li esalta, fa opera di persuasione verso gli stessi atleti riguardo alle loro capacità, potenzialità. Vi è qualcosa che si sta costruendo nel tempo, che ha delle radici forti, solide, che viene nutrito dai diversi attori, presidente, responsabili, accompagnatori, tecnici, genitori.”

Quello che viene chiesto alle amministrazioni locali è che sostengano queste realtà, queste risorse umane e stiano al loro fianco.

Giovanni è menzionato nel mio libro “Ultramaratoneti e gare estreme” edito da Prospettiva Editrice.

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

fb.me/Sportbenessereperformance

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

Alex Tucci di corsa Sul Cammino di San Tommaso 320km

#RomOrtonaNOSTOP di Alex Tucci e Roberto Marini

Matteo SIMONE

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ROMA-ORTONA NO STOP di corsa Sul Cammino di San Tommaso 320km 🏃. Una lunga corsa a due lungo le 16 tappe del Cammino di San Tommaso. Alex Tucci e Roberto Martini Personal Running Coach di corsa no stop in un’unica tappa.

Partiti il 16 Ottobre da Piazza San Pietro a Roma, corrono verso la Basilica di San Tommaso ad Ortona attraversando le loro regioni di appartenenza, il Lazio e l’Abruzzo fra borghi, riserve e parchi. Perché lo fanno? SEMPLICEMENTE PERCHÈ GLI VA!

#RomOrtonaNOSTOP di Alex Tucci e Roberto Martini Personal Running Coach partiti il 16 Ottobre da Roma per arrivare a Ortona domenica 18 per realizzare questo loro sogno: collegare il Lazio e l’Abruzzo correndo da Roma ad Ortona no stop i 320 km del Cammino di San Tommaso. 🏃 E’ possibile seguire il loro viaggio grazie al sistema tracking curato da SeteTrack.👇

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alex, dell’ASD Gruppo Podistico Il Crampo, attraverso risposte ad alcune mie domande.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Sì, mi capita spesso, negli allenamenti, quando mentre corro sogno ad occhi aperti e con le gambe che girano. Mi assento nei miei pensieri immaginando trionfi e grandi emozioni. Sono momenti davvero speciali. Se dovessi fare riferimento ad un unico evento, mi verrebbe da dire quando ho corso la mia prima Ultra Trail nel 2016 al Trail Sacred Forest 80km 4500 mt D+. Arrivai sorprendentemente 2° assoluto e quel giorno, è stato per me davvero speciale”.

Quella gara è stata vinta da Carlo Salvetti che ha preceduto Alex Tucci e Claudio Lotti. Il 2016 è un anno da ricordare per Alex anche per i suoi Personal Best a Roma sulla mezza maratona 1h14’26 e maratona 2h40’01.

Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva?Come la maggior parte di noi runners amatori, ci si avvicina a questo sport dopo averne provati altri. La corsa è vista da tutti come uno sport duro. Prima di iniziare a correre, ho giocato a calcio per 12 anni. È stato uno sport che ho avuto la fortuna di praticare ad un buon livello e in settori giovanili dove sono stato seguito sempre da grandi tecnici che prima della pratica del calcio stesso, mi hanno dato tanta disciplina”.

Tanti runner provengono dal calcio e si dimostrano bravi atleti continuando a praticare uno sport con più introspezione, senza una squadra a cui dar conto, senza essere scelti come titolari o riserve ma diventando manager di sé stessi, scegliendo loro allenamenti o gare per poter continuare ad alimentare una loro motivazione intrinseca che dura molto di più nel tempo senza giudizi e senza pressioni.

Nello sport quali fattori contribuiscono al tuo benessere e alle tue prestazioni?Dico sempre che lo sport, specialmente lo sport di endurance è per me composto da 20% di forma fisica, 30% dalla giusta alimentazione e il 50% dalla mente che va comunque molto allenata”.

Concordo, a questa conclusione sono arrivati anche tanti allenatori che all’inizio si rifiutavano di allenare loro atleti per distanze superiori alle maratone perché è un po’ più complicato, bisogna mettere da parte un po’ di razionalità e un po’ di tabelle e lavorare sugli aspetti mentali che hanno a che fare con la motivazione, fiducia in sé, resilienza, pazienza.

C’è qualcuno che tiene al tuo benessere e alle tue prestazioni nello sport?Non ho nessuno a cui faccio riferimento. Cerco di prendere spunti e filtrare le informazioni date dalle esperienze di persone che ne hanno più di me. Poi ho comunque un tecnico (e grande motivatore) che mi segue nei miei allenamenti. Il grande Enrico Vedilei. Avere un tecnico penso sia molto importante perché ti aiuta ad imboccare le giuste strade per arrivare prima al tuo obiettivo”.

L’esperienza conta tanto soprattutto nello sport di ultratrail dove sono tanti gli aspetti da curare oltre all’allenamento fisico e mentale c’è anche un adeguato abbigliamento tecnico e integrazione per poter permettersi di durare a lungo, anche giornate intere facendo sport. Enrico ha una lunghissima carriera sia da atleta che da coordinatore della Nazionale Ultratrail, ho avuto modo di incontrarlo in gara quando vinceva la maratona di San Marino negli anni 2001 circa e poi in occasione del raduno premondiale ultratrail proprio a Badia Prataglia nel 2015 dove Alex è arrivato 2° al Trail Sacred Forest.

Cosa pensano i tuoi familiari e amici della tua attività sportiva?Sono molto fortunato su quest’aspetto perché ho amici che mi stimano tanto per quello che faccio e i miei familiari, sono altrettanto entusiasti in ogni pazza idea che mi faccio venire in mente. Poi avendo anche mio padre ultra trail runner, allora posso ritenermi proprio privilegiato”.

In effetti è un gran privilegio far parte della grande famiglia degli ultratrail, un mondo considerato bizzarro, forse estremo, ma tanto sorprendente e affascinante.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?Proprio a poche ore prima della mia prima ultra trail, nella mia ignoranza e paura di avere delle crisi, ho preparato circa 15 panini con prosciutto e formaggio oltre a barrette e frutta a volontà da consumare durante la gara. Avendo mio padre a farmi assistenza non mi sono preoccupato delle quantità. Al traguardo mi sono accorto di non averne toccato neanche uno di tutti quei panini. Ogni tanto ci ripenso e rido da solo”.

Grande testimonianza, meglio essere previdenti soprattutto alle prime esperienze, poi ci si accorge che si viene presi nel flow della gara, soprattutto se si è in giornata dove tutto fila liscio, tutto è fluido, come stare in trance, attraversando boschi e foreste con accortezza ma sicurezza di riuscire fino al traguardo sano e salvo senza perdersi tra i pensieri e nemmeno tra i sentieri alternativi.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare lo sport?Ho scoperto di essere molto determinato. Ho capito che quando voglio e sogno una cosa, in un modo o nell’altro riesco ad ottenerla. Questa è una cosa molto bella e gratificante, ma se in quello che faccio non ci credo al 100% ma ho già qualche semplice dubbio, allora diventa tutto più complesso se non impossibile”.

In effetti, per raggiungere obiettivi ardui e sfidanti, per tramutare sogni in realtà, bisogna avere una passione altissima, una forte motivazione, e tanta fiducia in se stessi di potercela fare e poi basta seguire percorsi di allenamento che fanno giungere fino al traguardo per apprezzare quello che si è riusciti a fare soprattutto la tanta fatica che alla fine si rivela amica, perché grazie a essa si ottiene tutto, basta accoglierla, assecondarla e farsela amica.

Quali capacità, caratteristiche, qualità ti aiutano nel tuo sport?Penso che la qualità che mi aiuti di più sia proprio la determinazione. Poi ovviamente ognuno di noi ha delle diverse caratteristiche particolari che lo aiutano ad essere migliore in specialità diverse, basta capirle e vedere se combaciano con quello che ci piace veramente fare”.

Volere, volere, volere, fare, fare, fare; provare, provare, provare, insistere, insister, insistere, crederci, crederci, crederci, rialzarsi, rialzarsi, rialzarsi. Queste sono alcune chiavi del successo e sembra che Alex abbia dalla sua parte una grande consapevolezza e una elevatissima determinazione che lo spingono a impegnarsi per raggiungere i suoi obiettivi molto ardui ma tantissimo soddisfacenti per lui stesso e per chi gli è vicino.

Che significato ha per te praticare il tuo sport?Per me praticare il mio sport è praticamente diventato una delle cose più importanti della mia vita. Ho capito che oltre a farmi emozionare e sognare, lo sport è il mio miglior insegnante di vita. Lo sport ci insegna tante cose che se applichiamo al lavoro, famiglia e amici, ci aiuta a vivere meglio”.

Lo sport è un veicolo di apprendimento graduale di come affrontare la vita giorno per giorno con le sue problematiche ma anche di come goderne dei lati positivi, quindi vivere appieno attraverso lo sport che permette di sperimentare sensazioni ed emozioni forti e intense raggiungendo obiettivi e mete sfidanti e sorprendenti, un grande orto da continuare a coltivare.

Quali sono le sensazioni che sperimenti nello sport?Essendo un ultra trail runner, le sensazioni che sperimento maggiormente sono quelle legate alla fatica, come combatterla e come superarla. Praticamente mi alleno a sperimentare le famose ‘crisi’ che possono durare diversi minuti o diverse ore.  La mente lì è tutto”.

È un allenamento alla fatica, alla crisi, un adattamento graduale alle situazioni difficili che rende sempre più fiduciosi in sé stessi, consapevoli e resilienti.

A cosa devi prestare attenzione nel tuo sport? Quali sono le difficoltà, i rischi?Le difficoltà maggiori nella pratica del mio sport insieme ai rischi sono gli infortuni. Essere un ultra trail runner comporta aver a che fare con l’usura del corpo. Bisogna quindi allenarsi in modo giusto e se possibile alternando anche discipline diverse”.

Quali condizioni fisiche o ambientali ti ostacolano nella pratica del tuo sport?Correre in ambienti naturali, richiede maggior concentrazione, soprattutto nelle ore notturne. Non è semplice riuscire a tenere alta la concentrazione per ore e a volte giorni. Purtroppo si corrono spesso diversi rischi ed è capitato che a qualcuno gli è costata la vita”.

La pratica di sport di endurance non significa che bisogna spegnersi o consumarsi facendo sport ma far sì che si possa sperimentare anche sollievo e riposo da periodi meno impegnativi dove bisogna coccolarsi e aver cura di sé stessi, soprattutto delle parti più soggette a traumi come gli arti inferiori, schiena, articolazioni.

Cosa ti fa continuare a fare attività fisica, hai rischiato di mollare di fare sport?Sicuramente la voglia di spingersi oltre e di voler provare sempre nuove sfide ed emozioni. Inoltre dico sempre che le corse sono ‘viaggi’ e io non voglio smettere di farlo. Il rischio di dover mollare appartiene a tutti e ce l’abbiamo in ogni momento. Io non do mai per scontato quello che riesco a fare quotidianamente e ringrazio di essere così privilegiato”.

È importante sempre focalizzarsi nel momento presente, cavalcando il bisogno e l’esigenza presente che porta a sperimentare benessere e successo attraverso lunghi viaggi di fatica per mari e monti, pianure e colline, salite e discese, sentieri e asfalti e quando c’è un periodo avverso come stiamo vivendo questo della pandemia accettarlo, farsene una ragione e rimodulare piani e obiettivi con pazienza e fiducia.

Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? Spesso mi invitano nelle scuole per parlare di endurance e sogni. Il messaggio che cerco di lasciare ai ragazzi è sempre quello che non esiste l’impossibile, nella vita e nello sport. Se pensiamo di avere delle difficoltà davanti a noi, basta cambiare la prospettiva delle cose, guardarle in modo diverso, rimboccarsi le maniche e andare decisi a realizzare quello che desideriamo”.

Questo è un ottimo messaggio che serve anche in questo periodo di pandemia dove ognuno di noi deve davvero rimboccarsi le maniche e diventare un collaboratore responsabile per la risoluzione di questo grande problema comunitario.

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti e fasi?La figura dello psicologo, io non lo ritengo utile solo nello sport, ma in tutto. Lo psicologo è proprio colui che ti invita e insegna a dover guardare le cose da prospettive diverse. Penso che nello sport non esista una fase dove è più o meno importante. Penso che la sua importanza sia sempre valida e di grande aiuto”.

In effetti, lo psicologo serve anche a dare un indirizzo soprattutto nei periodi di crisi come un infortunio, sconfitta, mancanza di motivazione, o anche in un periodo di pandemia come questo che stiamo vivendo.

Sei consapevole delle tue possibilità, capacità, limiti?No. Sinceramente i miei limiti non li conosco, mi piace mettere sempre tutto in gioco e vedere fin dove posso arrivare. Forse dei veri e propri limiti non esistono o forse sì, ma io non lo so e sono felice di pensarla così”.

Quanto ti senti sicuro, quanto credi in te stesso?Io in realtà pur sembrando la persona più determinata al mondo, spesso metto tutto in dubbio. Ho questa debolezza che mi porta di rado a fare dei passi indietro. Poi torno a farmi coraggio e a credere nelle cose e quindi in me stesso. Torno a pensare al fatto che se voglio davvero, allora posso provarci dando tutto me stesso per arrivare agli obiettivi prefissati. Quando capita di fallire, devo essere consapevole che non potevo dare più”.

A volte non bisogna essere troppo calcolatori e razionali, a volte bisogna dare più spazio al cervello destro che è più creativo, immaginativo e meno limitante e dar spazio ai propri sogni, crederci un po’ di più.

Quale tua esperienza ti dà la convinzione che ce la puoi fare?Ne ho diverse, ma racconto una delle ultime. Lo scorso giugno alle Lavaredo Ultra Trail 120 km e 5600D+ mi sentivo benissimo, avanzavo km dopo km con ottime sensazioni. Al 50°km mentre albeggiava ero proprio ai piedi delle famose Tre Cime. Dopo il ristoro, sono ripartito e le gambe non andavano più. Completamente stanco, bloccato, rallentato. Ero in crisi totale e piano piano sono andato avanti aspettando che questa crisi finisse. Non è mai andata via. Ho fatto gli ultimi 70 km faticando tantissimo, ma sono arrivato senza ritirarmi perché nella mia mente ho sempre pensato (e sperato) che quella crisi stava per finire. Lì ho capito che se uno vuole e pensa positivo, ce la può fare”.

Questo messaggio torna utile in questo periodo lunghissimo di crisi e sofferenza per tutti, questa grave pandemia che arresta i nostri desideri e sogni ma che bisogna continuare a vivere e sopravvivere andando avanti giorno per giorno finché ne usciremo da questo tunnel, dai che manca poco.

Quali sono le sensazioni relative a precedenti esperienze di successo?Leggerezza, felicità, soddisfazione. Il sapore del successo, dura poco, ma quando arriva devi gustarti tutto a pieno perché non appena torni alla normalità e con i piedi per terra, devi ripartire per fare altro. Soffermarsi troppo su cose fatte e che ci hanno portato al successo aiutano a stare concentrati su quello che stai facendo oggi, per nuovi successi”.

Vero, questa è una cosa che suggeriamo anche noi psicologi dello sport, il successo fa metabolizzato, va custodito nel cuore e nella mente, va tirato fuori insieme alle intense sensazioni correlate nei momenti più bui quando siamo tentati a non crederci e abbiamo bisogno di ritrovare entusiasmo.

Hai un modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno?Ho pochi miti e tantissimi modelli. Uno dei miei modelli ad esempio è Andrea Macchi. Lui è per me un modello perché il giorno fa un umile e faticoso lavoro, la sera torna a casa dai suoi figli piccoli, ma fra le mille difficoltà riesce a concretizzare il poco tempo libero per allenarsi e ad essere determinato nelle sue uscite, tanto che oltre ad essere atleta della nazionale, ha vinto alcune delle gare ultra trail più importanti al mondo. Inoltre Andrea e uno dei più grandi insegnanti di umiltà”. 

Questo è il privilegiato mondo degli atleti di ultra trail che sembrano rispettarsi a vicenda mettendo da parte ogni tensione e aggressività. Ho avuto modo di approfondire in diverse occasioni la conoscenza di Andrea attraverso risposte ad alcune mie domande.

C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci ed impegnarti?Ho diverse frasi che mi ripeto nella mia mente come dei mantra e che mi aiutano davvero. Ultimamente mi capita di ripetermi continuamente queste due frasi: ‘L’ovvio di oggi è sempre stato l’impossibile di ieri’ (Giancarlo Orsini) e ‘Solo i pesci morti seguono la corrente’ (Gianluca Gotto)”.

Molto significative queste due frasi che evidenziano la capacità di crederci in quello che si fa senza muri mentali e mobilitando le energie occorrenti per raggiungere mete e sogni.

Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà?Con tanta pazienza, senza voler bruciare le tappe e con una grande forza di volontà nel voler rimettermi sempre in gioco cercando di tornare a fare quello che mi piace fare”.

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?Lo scorso anno, grazie ad un progetto personale chiamato Mare Amaro, ho realizzato il sogno di collegare in Abruzzo, la mia regione, mare-montagna-mare di corsa e in un giorno (120km 3000D+). Il mio sogno più grande oltre a quello di correre l’UTMB e il Tor Des Geants, è quello di indossare la maglia azzurra. Se bisogna sognare, allora tanto vale farlo in grande. Grazie mille per l’occasione e la possibilità che mi hai dato di raccontare un po’ di me”.

Segnalo alcuni miei libri: Cosa spinge le persone a fare sport?; Triathlon e ironman. La psicologia del triatleta; Maratoneti e ultrarunner; Lo sport delle donne; Sport, benessere e performance; Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro; Ultramaratoneti e gare estreme; Sviluppare la resilienza; Doping Il cancro dello sport; O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia; Psicologia dello sport e dell’esercizio fisico; Psicologia dello sport e non solo.

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

Sito web: www.psicologiadellosport.net

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

Alex Tucci e Roberto Martini di corsa Sul Cammino di San Tommaso 320km

#RomOrtonaNOSTOP di Alex Tucci e Roberto Marini

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

320KM 10000d+ NO STOP da Roma a Ortona di corsa sul Cammino di San Tommaso. Partiti il 16 Ottobre da Piazza San Pietro a Roma, corrono verso la Basilica di San Tommaso ad Ortona attraversando le loro regioni di appartenenza, il Lazio e l’Abruzzo fra borghi, riserve e parchi. Perché lo fanno? SEMPLICEMENTE PERCHÈ GLI VA!

#RomOrtonaNOSTOP di Alex Tucci e Roberto Martini Personal Running Coach partiti il 16 Ottobre da Roma per arrivare a Ortona domenica 18 per realizzare questo loro sogno: collegare il Lazio e l’Abruzzo correndo da Roma ad Ortona no stop i 320 km del Cammino di San Tommaso. 🏃 E’ possibile seguire il loro viaggio grazie al sistema tracking curato da SeteTrack.👇

Cercheranno di percorrere in un’unica tappa i 320km del cammino, lo faranno in modalità assistita, cercando di dormire il meno possibile, non sanno quanto ci metteranno, sono partiti il 16 ottobre dal centro di Roma a San Pietro per arrivare a Ortona dopo 320km entro la domenica… avranno anche un gps con loro così è possibile vedere in tempo reale dove sono e a che punto sono della loro.

Ci tengono a precisare che non è una gara, non cercheranno di battere nessun record, sarà solo un viaggio e un’esperienza che entrambi sognano da tempo di fare, sarà un modo per esplorare e vivere il loro territorio, unendo il Lazio e l’Abruzzo con la corsa. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alex e Roberto attraverso risposte ad alcune mie domande.

Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva?

Alex:Come la maggior parte di noi runners amatori, ci si avvicina a questo sport dopo averne provati altri. La corsa è vista da tutti come uno sport duro. Prima di iniziare a correre, ho giocato a calcio per 12 anni. È stato uno sport che ho avuto la fortuna di praticare ad un buon livello e in settori giovanili dove sono stato seguito sempre da grandi tecnici che prima della pratica del calcio stesso, mi hanno dato tanta disciplina”.

Roberto: “Ho smesso di fumare e ho iniziato a correre tutti i giorni.”

Nello sport quali fattori contribuiscono al tuo benessere e alle tue prestazioni?

Alex:Dico sempre che lo sport, specialmente lo sport di endurance è per me composto da 20% di forma fisica, 30% dalla giusta alimentazione e il 50% dalla mente che va comunque molto allenata”.

Roberto: “La mia determinazione.”

Cosa pensano i tuoi familiari e amici della tua attività sportiva?

Alex:Sono molto fortunato su quest’aspetto perché ho amici che mi stimano tanto per quello che faccio e i miei familiari, sono altrettanto entusiasti in ogni pazza idea che mi faccio venire in mente. Poi avendo anche mio padre ultra trail runner, allora posso ritenermi proprio privilegiato”.

Roberto: “Che sono tutto matto. Però mi danno pieno supporto.”

Fare cose straordinarie per alcuni può essere considerato pazzia, ma poi ci si rende conto che è importante il supporto a persone che vogliono compiere imprese considerate da tanti non ordinarie.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare lo sport?

Alex:Ho scoperto di essere molto determinato. Ho capito che quando voglio e sogno una cosa, in un modo o nell’altro riesco ad ottenerla. Questa è una cosa molto bella e gratificante, ma se in quello che faccio non ci credo al 100% ma ho già qualche semplice dubbio, allora diventa tutto più complesso se non impossibile”.

Roberto: “Che possiamo fare molto più di quello che crediamo… basta volerlo.”

In effetti, per raggiungere obiettivi ardui e sfidanti, per tramutare sogni in realtà, bisogna avere una passione altissima, una forte motivazione, e tanta fiducia in se stessi di potercela fare e poi basta seguire percorsi di allenamento che fanno giungere fino al traguardo per apprezzare quello che si è riusciti a fare.

Quali sensazioni sperimenti nello sport?

Alex:Essendo un ultra trail runner, le sensazioni che sperimento maggiormente sono quelle legate alla fatica, come combatterla e come superarla. Praticamente mi alleno a sperimentare le famose ‘crisi’ che possono durare diversi minuti o diverse ore.  La mente lì è tutto”.

Roberto: “Pregara: determinazione. In gara: un viaggio come dentro una bolla. Post gara: pienezza e soddisfazione. Poi ci sarebbe molto altro da dire, ma forse dovrei scriverci un libro.”

Lo sport riempie la vita, fa sentire l’importanza di essere vivo, di poter fare qualcosa di importante per se stessi, qualcosa che fa star bene, fa sperimentare viaggi verso mete fatte di arrivi e conclusioni, fa chiudere periodi fatti di pianificazione, programmazione, allenamenti che ti portano alla destinazione finale. È un allenamento alla fatica e alla crisi, un adattamento graduale alle situazioni difficili che rende sempre più fiduciosi, consapevoli e resilienti.

A cosa devi prestare attenzione nel tuo sport? Quali sono le difficoltà, i rischi?

Alex:Le difficoltà maggiori nella pratica del mio sport insieme ai rischi sono gli infortuni. Essere un ultra trail runner comporta aver a che fare con l’usura del corpo. Bisogna quindi allenarsi in modo giusto e se possibile alternando anche discipline diverse”.

Roberto: “Se metti un piede nel posto sbagliato puoi romperti qualcosa o peggio finire sotto a un dirupo.”

Se pensi a tutto quello che ti potrebbe succedere non faresti mai niente, rimarresti sempre protetto, corrazzato, nascosto ma se davvero vuoi vivere, bisogna sfidare l’incertezza, uscire allo scoperto, affrontare la vita reale e lo sport ti permette di fare questo, ti allontana dal rifugio sicuro, dal tuo recinto protetto e ti fa sperimentare libertà ed intensità.

Quali condizioni fisiche o ambientali ti ostacolano nella pratica del tuo sport?

Alex:Correre in ambienti naturali, richiede maggior concentrazione, soprattutto nelle ore notturne. Non è semplice riuscire a tenere alta la concentrazione per ore e a volte giorni. Purtroppo si corrono spesso diversi rischi ed è capitato che a qualcuno gli è costata la vita”.

Roberto: “Mancanza di concentrazione.”

La pratica di sport di endurance non significa che bisogna spegnersi o consumarsi facendo sport ma far sì che si possa sperimentare anche sollievo e riposo da periodi meno impegnativi dove bisogna coccolarsi e aver cura di sé stessi, soprattutto delle parti più soggette a traumi come gli arti inferiori, schiena, articolazioni.

Cosa ti fa continuare a fare attività fisica, hai rischiato di mollare di fare sport?

Alex:Sicuramente la voglia di spingersi oltre e di voler provare sempre nuove sfide ed emozioni. Inoltre dico sempre che le corse sono ‘viaggi’ e io non voglio smettere di farlo. Il rischio di dover mollare appartiene a tutti e ce l’abbiamo in ogni momento. Io non do mai per scontato quello che riesco a fare quotidianamente e ringrazio di essere così privilegiato”.

Roberto: “Continuo a fare sport perché mi dà la possibilità di vivere esperienze incredibili.”

È importante sempre focalizzarsi nel momento presente, cavalcando il bisogno e l’esigenza presente che porta a sperimentare benessere e successo attraverso lunghi viaggi di fatica per mari e monti, pianure e colline, salite e discese, sentieri e asfalti e quando c’è un periodo avverso, come quello della pandemia che stiamo vivendo, accettarlo, farsene una ragione e rimodulare piani e obiettivi con pazienza e fiducia.

Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport?

Alex:Spesso mi invitano nelle scuole per parlare di endurance e sogni. Il messaggio che cerco di lasciare ai ragazzi è sempre quello che non esiste l’impossibile, nella vita e nello sport. Se pensiamo di avere delle difficoltà davanti a noi, basta cambiare la prospettiva delle cose, guardarle in modo diverso, rimboccarsi le maniche e andare decisi a realizzare quello che desideriamo”.

Roberto: “Se vuoi cambiare il tuo corpo allenati, ma se vuoi cambiare la tua vita inizia a correre.”

Si può cambiare la propria vita semplicemente cambiando il proprio stile di vita.

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti e fasi?

Alex:La figura dello psicologo, io non lo ritengo utile solo nello sport, ma in tutto. Lo psicologo è proprio colui che ti invita e insegna a dover guardare le cose da prospettive diverse. Penso che nello sport non esista una fase dove è più o meno importante. Penso che la sua importanza sia sempre valida e di grande aiuto”.

Roberto: “Si certo per dare supporto nei momenti di difficoltà.”

Lo psicologo serve anche a dare un indirizzo soprattutto nei periodi di crisi come un infortunio, sconfitta, mancanza di motivazione, o anche in un periodo di pandemia come questo che stiamo vivendo.

Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà?

Alex:Con tanta pazienza, senza voler bruciare le tappe e con una grande forza di volontà nel voler rimettermi sempre in gioco cercando di tornare a fare quello che mi piace fare”.

Roberto: “Con la testa, piano piano passo dopo passo.”

Sport di endurance, sport protratto per lunghi chilometri aiuta ad avere un approccio di attesa, di fiducia, di speranza, si risolve tutto senza fretta, un po’ per volta a piccoli passi, andando avanti gradualmente e con attenzione.

Un’intervista a Roberto Martini è riportata nel libro “Sport, benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”, edito da Prospettiva Editrice.

Segnalo alcuni miei libri: Cosa spinge le persone a fare sport?; Triathlon e ironman. La psicologia del triatleta; Maratoneti e ultrarunner; Lo sport delle donne; Sport, benessere e performance; Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro; Ultramaratoneti e gare estreme; Sviluppare la resilienza; Doping Il cancro dello sport; O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia; Psicologia dello sport e dell’esercizio fisico; Psicologia dello sport e non solo.

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 – 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

Sito web: www.psicologiadellosport.net

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/