Fausto Parigi si conferma specialista della 24 h di corsa vincendo il titolo 2017

Matteo SIMONE

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Il medico Ligure Fausto Parigi, società Sanremo Runners, all’età di 53 anni vince il titolo Italiano della 24 ore di corsa a piedi, totalizzando il maggior numero di chilometri rispetto agli altri avversari e partecipanti e precisamente ha percorso 230 km durante le 24 ore a disposizione, al secondo posto si è classificato Tiziano Marchesi, società Fò di pe, con 224km e terzo Michele Notarangelo, società Impossible Target, con 216 km e quindi 14km in meno del vincitore. Rimangono giù dal podio i giovani Matteo Colombo e Marcello Spreafico.

Complimentissimi a Fausto Parigi che si conferma uno specialista della 24 ore di corsa a piedi. Gli ho posto alcune domande per conoscerlo meglio e riporto di seguito le sue risposte.

Ciao Fausto, hai vinto facile? Com’è andata? Ti aspettavi di vincere il titolo? “Cercherò di rispondere alle tue domande in maniera franca. Nessuna vittoria è facile, grande rispetto per tutti ma nessuno regala nulla. Non mi aspettavo di vincere in quanto vi erano atleti con potenzialità maggiori delle mie. Le motivazioni non mancavano, titolo italiano, possibile convocazione in nazionale in un periodo di transizione per la 24h azzurra maschile, il mostro sacro Ivan Cudin che sembra aver concluso la sua avventura azzurra, Marco Bonfiglio che non ha nessuna intenzione di iniziarla, escludendo alcuni atleti sicuri della convocazione Rovera e Leonelli, tutti gli altri c’erano. Sono partito con l’imperativo di non guardare gli altri, ho valutato le mie precedenti esperienze e ho dedotto che nella seconda parte di gara ho sempre avuto un vistoso calo. Sono partito con l’idea di fare 230km, 124 nella prima metà e 106 nella seconda, con i seguenti step intermedi 4h maratona. 9,30 100km. 12h 124km. Al giro di boa mi sono ritrovato con 121km in seconda posizione praticamente attaccato al terzo, però stavo bene! Allora ho cambiato il mio obbiettivo che è diventato migliorare il personale ovvero fare 228km. Le ore passavano e le condizioni fisiche e la lucidità non mi hanno mai abbandonato, nel frattempo il primo arretrato di due posizioni nel giro di un paio d’ore ed il secondo stava gradualmente aumentando il proprio distacco da me. Nelle ultime ore, con l’arrivo del giorno, mi sono reso conto che con 4-5 km di vantaggio solo un infortunio avrebbe potuto negarmi la vittoria.”

17155293_10209122108152298_3777047284741504095_n.jpg24 ore di corsa è una gara lunghissima, è importante conoscersi bene, fare tanta esperienza, sapere quanto si vale, spacchettare la gara in tante gare più piccole, saper gestire il momento presente, l’ora, l’alba, il tramonto, il giorno e la notte. Diventa una gara lunga ma fattibile, difficile ma gestibile. Tanta attenzione e osservazione verso se stessi ma anche ai propri avversari o compagni.

Soddisfatto, hai sofferto? “Soddisfatto in maniera completa, al di là della fortuna favorevole, la condotta di gara è stata estremamente soddisfacente, grazie ad una buona integrazione sono riuscito ad essere sempre lucido ed in pratica non ho mai avuto veri momenti di crisi.”

Hai avuto momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara? “Non avendo nessuno al seguito, soprattutto nelle prime 20 ore, mi sono principalmente rifornito presso il ristoro dell’organizzazione, comunque non mi sentirei di affermare di non avere avuto assistenza, Luca Sala, che seguiva i giovani, si è reso sempre disponibile e così pure le compagne dei due liguri, Tarascio e Dagati, poi Fabrizio Samuele, con cui ho corso i primi 120km della Milano Sanremo lo scorso anno, nelle ultime ore mi è stato costantemente vicino. Continua a leggere

Francesca Innocenti, ultrarunner: Il sogno da realizzare ha la priorità su tutto

Matteo SIMONE

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Le donne sembrano essere un po’ più resistenti con il fisico, il cuore e la testa rispetto agli uomini. In gare di distanze lunghe, negli sport di endurance, a volte è la donna che arriva prima di tutti, anche prima degli uomini.

Domenica 12 marzo a Cesano Boscone si è corsa la 24 ore di corsa a piedi. Gli ultramaratoneti si sono contesi il titolo Italiano su questa specialità e si sono messi anche in evidenza per ambire a un posto nella Nazionale azzurra ai prossimi campionati mondiali a Belfast.

Tra le donne ha avuto la meglio Lorena Brusamento, preceduta in classifica generale da tre uomini mentre, totalizzando 210 km, la vice Campione è la giovanissima e promettente Francesca Innocenti, ASD Bergamo Stars Atletica, che totalizza 202 km, al terzo posto si classifica Sonia Lutterotti, categoria F55, che totalizza 195 km. Non riesce a salire sul podio Sara Lavarini con 188 km.

premiazioni podio.jpgComplimentissimi alla vice campionessa Italiana Francesca Innocenti che si conferma una specialista della 24 ore. Ho sempre qualche domanda pronta, forse le solite ma ogni esperienza può dare diverse risposte. Riporto di seguito alcune sue risposte ad alcune mie domande in modo da illustrare il fantastico e bizzarro mondo degli ultramaratoneti a cui mi sto interessando da un po’ di anni partecipando a gare, intervistando atleti e scrivendo articoli e libri.

Ciao Francesca, vice campione Italiana? Com’è andata? “Ciao Matteo, sono felicissima di essere riuscita a raggiungere l’obiettivo che con Luca Sala che ci eravamo prefissati in questi 6 mesi di preparazione, fatti di tanto tempo trascorso per strada e di allenamenti impegnativi. Devo dire che non ho vissuto questi mesi come un sacrificio, anche andare a correre appena tornata dal lavoro e dopo la sveglia alle 6:30 per fare 20/30 km non mi ha pesato, il sogno da realizzare è troppo grande e ha la priorità su tutto.”

Ciò sta a testimoniare quello che si insegna ai master, ai seminari, ai convegni, alle varie lezioni di psicologia dello sport, e cioè l’importante lavoro del goal setting, della definizione di obiettivi difficili, sfidanti ma raggiungibili, dell’importanza della motivazione non solo estrinseca, non solo per i riconoscimenti esterni ma anche intrinseca, il vero piacere di fare qualcosa, inoltre il duro lavoro paga sempre e per finire “together is better”, insieme è meglio, sia con un allenatore che segue i tuoi lavori, le tue gare, sia un fidanzato che condivide e comprende la tua forte passione.

Soddisfatta, hai sofferto? Ti aspettavi di salire sul podio? “E’ stata una gara con tantissimi partecipanti, tutti motivati a raggiungere lo stesso obiettivo e c’erano diverse atlete molto più esperte di me in questa disciplina. Non era facile andare a podio, nella prima parte di gara ero quinta ma poi con l’arrivo del tramonto sono salita di posizioni, stavo bene ed è da lì che ho sperato di arrivare a podio, il recupero di posizioni mi ha dato tanta forza.” Continua a leggere

Il percorso per raggiungere obiettivi può richiedere sacrifici enormi

Matteo SIMONE

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Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica. Il percorso per raggiungere obiettivi può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.

17358685_1864964637116579_8717882232151835524_o.jpgQuindi, la cosa importante è decidere le priorità negli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento. Da soli è difficile, più è alto l’obiettivo, più è alto l’impegno e il costo in termini di investimento di soldi e di tempo.

Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia dell’atleta.

Ciò che distingue un campione da un atleta comune è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia di far meglio, di migliorare gli aspetti in cui ha mostrato carenza. Chi è resiliente, esce rafforzato da una sconfitta, analizza i suoi errori e trova le soluzioni per essere vincente.

Si definisce resilienza la capacità di resistere alle frustrazioni, agli stress, in generale alle difficoltà della vita. Essere resilienti significa essere duttili e flessibili, accettando di sbagliare, sapendo di poter rivedere e correggere le proprie azioni.

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Roldano Marzorati, ultrarunner: C’è futuro per l’ultramaratona!

Matteo SIMONE

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Fausto Parigi, all’età di 53 anni diventa il nuovo Campione Italiano della 24 ore di corsa a piedi, totalizzando 230 km durante le 24 ore a disposizione, al secondo posto si è classificato Tiziano Marchesi con 224km e terzo Michele Notarangelo con 216 km. Rimangono giù dal podio i giovani Matteo Colombo e Marcello Spreafico.

20170315_192316 (2).jpgComplimentissimi anche a Roldano Marzorati nonostante l’età, si conferma uno specialista della 24 ore. Ho sempre qualche domanda pronta per lui, forse le solite ma ogni esperienza può dare diverse risposte.

Ciao Roldano, com’è andata? “Senza esitazioni direi bene, sapevo in base agli allenamenti e all’ultima gara fatta, 12 ore Urban trail del Castello di Brescia, di poter corre intorno al mio personale (200,4 km).”

C’ero anch’io al suo personale a Putignano, novembre 2015 dopo aver portato a termine l’Ironman volevo vedere che significa gareggiare per 24 ore intere, partendo e arrivando a mezzogiorno e affrontando il pomeriggio, il tramonto, la sera, la notte, l’alba, la mattina. Feci appena 133km, ma ho assaporato l’esperienza e il clima che si respira non lasciandomi tentare dalla brandina che ogni tanto chiamava ma io desistevo, sapevo che se ci cascavo non mi sarei più rimesso in gara.

Soddisfatto? “I quasi 195 km totalizzati mi lasciano soddisfatto.”

Hai sofferto? “Me la cavo con una battuta: la sofferenza è compresa nel pacco gara e poi ‘No pain no gain!’.”

Hai avuto momenti critici? “Facendo il reloading della gara direi no ..avevo tutto sotto controllo e piccoli inconvenienti quali cambiare scarpe dopo 6 ore di gara od una sosta  in più di quelle previste non mi han creato disagio.” Continua a leggere

Sonia Lutterotti, bronzo 24h: E’ sempre la mente a comandare il fisico

Matteo SIMONE

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Le donne sembrano essere un po’ più resistenti rispetto agli uomini. A volte in gare di distanze lunghe è la donna che arriva prima di tutti, anche prima degli uomini.

17156340_10203079105094743_3424314662774914698_nDomenica 12 marzo a Cesano Boscone, alle ore 12.00, è terminata la gara di corsa a piedi di 24 ore. Gli ultramaratoneti si sono contesi il titolo Italiano su questa specialità ed è stata anche un’opportunità per ambire a un posto in Nazionale per i prossimi campionati Mondiali a Belfast.

Tra le donne, Lorena Brusamento si è confermata specialista delle ultramaratone vincendo il titolo Italiano e totalizzando 210 km, seconda donna è la giovanissima ma promettente Francesca Innocenti con 202 km, al terzo posto si classifica Sonia Lutterotti, società Garda Sport Events, categoria F55, che totalizza 195 km arrivando con il suo compagno ultrarunner Roldano Marzorati della stessa società Garda Sport Events. Non riesce a salire sul podio Sara Lavarini con 188km. Herger Ursula vince la categoria F60 totalizzando 166km.

E’ interessante il mondo bizzarro e fantastico degli ultrarunner e Sonia Lutterotti si è mostrata disponibile e gentilissima nel rispondere ad alcune mie domande. Riporto di seguito le sue risposte.

Ciao Sonia, com’è andata? Soddisfatta, hai sofferto? Ti aspettavi di salire sul podio? “Ciao Matteo, stavolta particolarmente soddisfatta. Molto soddisfatta, come ogni ultramaratona per portarla a termine ci vuole una certa dose di sofferenza. Al podio non ho pensato, prima di partire l’obiettivo erano i 200 km. Poi mi sono ritrovata in quarta posizione femminile, erano due gare ultra che chiudevo in quarta posizione, ho puntato al podio ben sapendo che aumentando il ritmo probabilmente avrei dovuto rinunciare all’obiettivo chilometrico.” Continua a leggere

Lorena Brusamento è la nuova Campionessa Italiana di 24 h di corsa a piedi

 Matteo SIMONE

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Più si allunga la distanza nello sport e più reggono le donne, mostrano essere un po’ più resistenti con il fisico, il cuore e la testa rispetto agli uomini. A volte in gare di distanze lunghe è la donna che arriva prima di tutti, anche prima degli uomini.

La scora domenica 12 marzo alle ore 12.00, a Cesano Boscone è terminata la gara di corsa della durata di 24 ore, disputata dagli ultramaratoneti che si sono contesi il titolo italiano su questa specialità e anche per ambire ad indossare la maglia azzurra ai prossimi campionati mondiali a Belfast.

IMG-20170313-WA0029.jpgLa più forte e resiliente delle donne, si è confermata Lorena Brusamento che è preceduta in classifica generale solo da tre uomini mentre vince il titolo italiano femminile totalizzando 210 km, facendo meglio della giovanissima ma promettente Francesca Innocenti che totalizza 202 km, al terzo posto si classifica Sonia Lutterotti, categoria F55, che totalizza 194 km arrivando con il suo compagno ultrarunner Roldano Marzorati. Non riesce a salire sul podio Sara Lavarini con 188km. Herger Ursula vince la categoria F60 totalizzando 166km.

E’ interessante il mondo bizzarro e fantastico degli ultrarunner, riporto di seguito di seguito le loro risposte della campionessa Italiana Lorena Brusamento, ad alcune domande.

Hai vinto facile? Le tue domande non sono così semplici e veloci! Vincere una gara non è mai facile, né semplice e gare come queste che impegnano molto sia il fisico che la mente sono ancora più da temere. Non è stato facile, non era il mio obiettivo iniziale ad essere sincera.”

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Marcello Spreafico superare il muro dei 200km di corsa nelle 24 ore

Matteo SIMONE

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A Cesano Boscone un manipolo di persone coraggiose e bizzarre hanno corso per un giorno interno per disputarsi il titolo di Campione Italiano della specialità e per ambire ad una convocazione nella Nazionale Italiana per la partecipazione ai prossimi campionati mondiali a Belfast.

Il titolo è stato vinto da Fausto Parigi, 53 anni, che ha percorso 230 km, mentre Tiziano Marchesi con 224km e Matteo Notarangelo con 215 km si sono classificati rispettivamente secondo e terzo.

Gara Marcello 2 (2).jpgI più giovani Matteo Colombo con 204km e Marcello Spreafico con 200,920km sono rimasti giù dal podio ma sembrano essere volenterosi e determinati nel far meglio.

Di seguito Marcello racconta com’è andata la sua gara rispondendo ad alcune mie domande.

Ciao Marcello, com’è andata? “E’ andata benissimo… è stato un autentico sogno! Sono riuscito a superare i 200 km (200,920 per l’esattezza) chiudendo con una ottima e inattesa progressione nell’ultima ora e ho così raggiunto un obiettivo a cui tenevo tantissimo! Ho anche vinto la mia categoria e conquistato la medaglia di bronzo Fidal della categoria Master, una grandissima soddisfazione! Ma ancora più brava la mia fidanzata Francesca che ha terminato la gara come seconda donna con la sbalorditiva performance di 202,370 km… è stata eccezionale!!! Abbiamo raccolto entrambi i frutti di un grandissimo lavoro negli ultimi mesi col nostro allenatore comune, Luca Sala, anche lui euforico a fine gara per il nostro risultato!”

primi categoria (2).jpgSoddisfatto, hai sofferto? Momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara? “Sono felicissimo, non poteva andare meglio! Ho corso tutte le 24 ore, senza mai camminare (non me lo aspettavo proprio), e siccome vado a energia solare, le ore notturne sono state quelle più lente, corse tra i 7 e gli 8 km/h, senza però mai un cedimento. In queste ore ho corso ingobbito e a testa bassa, riuscivo solo in questo modo, guardando a terra appena davanti ai miei piedi, ma senza mai mollare, fermandomi solo al ristoro per uno o due minuti ogni ora. Poi è venuta l’alba, è sorto di nuovo un bel sole e la mia postura si è raddrizzata: ho aumentato il passo e l’ultima ora, tra le 11 e mezzogiorno, è stata quella più veloce della mia gara: pensavo infatti di finire intorno ai 198 km e invece sono arrivato appena sotto i 201! Ero totalmente carico di adrenalina e di felicità! Avevo in testa l’obiettivo dei 200 km e cercavo di conquistarmelo km dopo km, con una condotta di gara giudiziosa. E alla fine ci sono riuscito!” Continua a leggere

Parigi e la Brusamento vincono il Campionato Italiano 24 h di corsa su strada

Matteo SIMONE

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Mentre a Roma fiumi di persone percorrevano la Via Cristoforo Colombo da roma Eur verso Ostia per concludere la mezza maratona di 21,097 km impiegandoci dai 59’18” tempo del primo arrivato fino a quasi 3 ore tempo dei Fit walker, a Cesano Boscone un manipolo di persone, definiti ultramaratoneti, hanno corso per un giorno interno per disputarsi, i più forti, il titolo di campione italiano della specialità e per ambire ad un posto in Nazionale per partecipare ai prossimi campionati mondiali a Belfast.

17308772_271450133267606_1517387466522471078_n.jpgI vincitori sono stati Fausto Parigi che all’età di 53 anni ha percorso nelle intere 24 ore 230 km, facendo meglio di Tiziano Marchesi più giovane di qualche anno che ha totalizzato 224km e quindi 6 km in meno del vincitore, mentre al terzo posto si piazza Matteo Notarangelo, ancora più giovane che riesce a percorrere un totale di 215 km e quindi 15km in meno del vincitore. Rimane giù dal podio il giovanissimo ma promettente Matteo Colombo che potrebbe comunque essersi guadagnato un posto in Nazionale per i prossimi mondiali a Belfast su questa specialità. A seguire Marcello Spreafico che riesce anch’egli a superare il muro dei 200km. Notevole anche la prestazione dell’ultra sessantenne Pavan Giuliano che vince la sua categoria M65 totalizzando 186km.

Per quanto riguarda le donne, la più forte si conferma Lorena Brusamento che arriva quarta nella classifica generale, dopo tre uomini, e prima delle donne totalizzando 210 km, seconda si classifica la giovanissima ma esperta e promettente delle lunghe distanze Francesca Innocenti che totalizza 202 km, mentre al terzo posto la più esperta e la più veterana Sonia Lutterotti che riesce comunque a totalizzare 194 km. Giù dal podio si classifica Sara Lavarini con 188km. Tra le veterane Herger Ursula vince la sua categoria F60 totalizzando 166km.

Un po’ di tempo fa feci alcune domande ai vincitori di questo campionato Fausto Parigi e Lorena Brusamento, riporto di seguito le loro risposte.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

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Ci sono persone a cui piace saggiare la propria resistenza, i propri limiti

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Tanti i motivi per iniziare a fare sport, se poi lo sport ti cattura, allora è difficile resistere, diventa un pensiero quotidiano. A volte nasce la sfida, la voglia di arrivare dove nessuno è arrivato, sono tante le persone che sperimentano la voglia di superare i propri limiti, di scoprire quanto valgono.

0003Tanti i motivi per iniziare a correre, lo spiega anche Mark Rowlands, Correre con il branco: “Ognuno corre per motivi diversi: alcuni lo fanno perché ci provano gusto, altri per sentirsi bene, in forma, felici e persino vivi. Altri ancora corrono per stare in compagnia o per alleviare lo stress della vita quotidiana. Ci sono persone a cui piace saggiare la propria resistenza, i propri limiti.”

Si inizia a praticare sport per scelta, per caso, perché è necessaria una riabilitazione, invogliati dai genitori o dagli istruttori di educazione fisica, si inizia con una motivazione intrinseca (perché si prova piacere a praticare un’attività sportiva), ludica (per il gusto di giocare e di divertirsi).

Bisogna, però, essere sempre consapevoli delle proprie sensazioni, dei propri bisogni, delle proprie esigenze, è indispensabile monitorare le proprie motivazioni, calibrare i propri obiettivi e decidere volta per volta che cosa è meglio per se stessi, credendo sempre in quello che si fa.

Quello che raccontano tante persone è che lo sport rende felici, ti libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.

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Massimiliano De Luca: Non pensavo di riuscire a correre per 42 chilometri

Matteo SIMONE

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Lo sport ti rimette al mondo, ti fa incontrare persone e culture, ti fa pianificare obiettivi, ti fa trasformare sogni in realtà, ti rende felice, ti apre la mente, abbatte barriere mentali, culturali, intergenerazionali, questa è l’esperienza di molti runner, tra i quali Massimo De Luca che si racconta di seguito.

Ti sei mai sentito campione nello sport almeno un giorno nella tua vita? “Per la costanza, caparbietà e perseveranza sì, mi sento un campione. Lo so che queste tre parole sono sinonimi, ma detto tre volte vale di più. Considero comunque campioni nello sport tutti coloro che abbattono i muri dei propri limiti. Lo sport ti fa sentire campione quando realizzi qualcosa a cui non avresti creduto mai.

FB_IMG_1488139569876 (2)Qual è stato il tuo percorso nella pratica dell’attività fisica? “Da che ricordi ho sempre fatto sport, nuoto, anni di judo, fino a quando ho avuto un infortunio al ginocchio. Ero così abbattuto da non poter più continuare questo sport a livello agonistico che ho deciso di mollare, così per circa due anni non ho praticato alcuno sport. Poi piano piano ho ripreso a frequentare una palestra. Da tre anni mi sono dedicato al running, quasi esclusivamente. È stato un amore arrivato tardi. Ma di una passione forte.”

Quali sono i fattori e le persone che hanno contribuito al benessere e performance nello sport? “Sicuramente ringrazio i miei genitori che hanno permesso di praticare sport fin da piccolo, soprattutto lasciando a me la scelta, sempre. Oggi mi rendo conto di non poterne fare a meno. Quella sensazione di benessere dopo la fatica sportiva è ineguagliabile. E parlo di benessere fisico ma anche, soprattutto, mentale. Mi rendo conto anche di quanto è importante, almeno per me, condividere la fatica. Anche se penso che non è vero che puoi condividerla con chiunque. C’è bisogno di qualcuno con cui stai veramente bene. Perché quando stai bene vai più lontano.”

Qual è una esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare nello sport e nella vita? “Quella che ti fa scoprire che il tuo limite è molto più in là. Perché anche io parlo di abbattere muri e oltrepassare il limite. Ma sono altrettanto sicuro che ognuno di noi ha un suo limite che va oltre quello che immaginiamo di avere.”

FB_IMG_1488139538057 (2)Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Diciamo subito che il supporto maggiore proviene da quelle persone che hanno la tua stessa passione e quindi capiscono a pieno quei comportamenti che a volte proprio normali non sono. Ad esempio tornare tardi a casa dal lavoro e svegliarti all’alba per allenarti. Allenarti per ore. In famiglia il mio super tifoso è mio figlio.” Continua a leggere