Francesco Di Pierro, 100km: Più lunga è la distanza più la corsa mi rilassa

Matteo SIMONE

 

Più è lunga la distanza e meno si è competitivi con gli altri ma si tratta di sfide con se stessi, diventa importante non più il cronometro quanto portare a termine la gara e se stai a pensare ai ritmi che saltano, ai minuti al chilometro diventi nervoso, si tendono i muscoli, ti viene mal di pancia, ti viene da vomitare, e allora meglio buttare gli orologi per gli amatori e vivere l’esperienza sentendo le sensazioni di gioia e fatica condivisa.

Di seguito Francesco che non avevo riconosciuto a Roma nel corso della maratona, racconta le sue impressioni rispondendo ad alcune mie domande.

Gara di 100km del Passatore, cosa significa per te? “La 100 km del Passatore è una bellissima festa, un luogo di incontro con tantissimi amici.”

FB_IMG_1496351393167E’ un appuntamento da non mancare, è una fiera delle ultra, ognuno si presenta con i propri amici e la propria squadra per far parte di questa carovana di persone che attaversa paesi e città, salendo e scendendo per strade, fermandosi a ristori e a cambiarsi per il caldo o il freddo.

Hai avuto particolari problemi, difficoltà, momenti critici? “Quest’anno la prima parte di gara è stata caratterizzata dal caldo estremo, ma l’ho gestita tenendo un ritmo inferiore a quello che l’allenamento mi avrebbe permesso di mantenere sino alla Colla, cosa che mi ha permesso dopo di finire la gara in scioltezza, arrivando un quarto d’ora prima (dodici ore e cinquantacinque) di quanto mi ero immaginato.”

FB_IMG_1496351310059In scioltezza sembra essere un parolone ma rispetto a persone che si trascinano, arrivare correndo significa essere ancora sciolti, avere ancora energie residue da consumare fino allo striscione del traguardo poi ci sarà sempre qualcuno pronto a raccogliere gli alteti dopo aver varcato il traguardo.

Come decidi obiettivi e strategie di gara, team, famiglia, amici, figure professionali? “Gli eventi a cui partecipo li scelgo in base alla bellezza del percorso in cui si svolgono, o per accompagnare amici che intendono parteciparvi.” Continua a leggere

Vincenzo Santillo, 100km Passatore: 6 mesi prima a sperare e 6 mesi dopo a gioire

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net/

 

La 100km del passatore, gara di corsa a piedi con partenza a firenze e arrivo a Faenza, tutti la temono e tutti la vogliono, diventa un progetto ambito e sfidante, una volta fatta la maratona diventa l’obiettivo di molti maratoneti, una volta nella vita la vogliono provare e quando la provano c’è chi si accontanta e le basta una e chi se la vuol godere ogni anno, diventa come una ciliegia una tira l’anno, come il grande Fagnani che a 93 anni ha concluso la sua 44^ edizione.

18838969_1397897650301122_6026108538233498313_n.jpgDi seguito vincenzo racconta le sue impressini e la sua esperienza di runner rinato atttraverso la corsa e le lunghe distanze, risondendo ad alcune mie domande.

Ciao, gara di 100km del Passatore, cosa significa per te? “Posso dire che in due edizioni che ho partecipato è stata una gara che ne parlo un anno, 6 mesi prima a sperare e 6 mesi dopo a gioire.” Continua a leggere

Matteo Nocera: Campionato Italiano 100 miglia, spero di essere competitivo

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net/

 

Campionato Italiano 100 miglia, non si tratta di una gara in auto, né in moto e nemmeno in bici, ma di una gara di corsa a piedi dove è difficile prepararsi, è difficile testarsi, dove la gara è lunga e ne succedono delle belle durante tutto il corso della gara, difficile da reggere fisicamente e mentalmente. I concorrenti sono mesi a dura prova.

Matteo Nocera, quasi neofita delle lunghe distanze avendo vinto quest’anno due gare di 6 ore totalizzando rispettivamente 76 e 78 km ci vuol provare nella lunghissima distanza, di seguito racconta le sue sensazioni, impressioni ed esperienza di avvicinamento al grande giorno.

Ciao, quali sono i prossimi obiettivi, sogni da realizzare? “Giovedì sarò a Policoro per il Campionato italiano sulle 100miglia, cercherò di fare una gara equilibrata e spero di essere competitivo per un buon risultato finale.”

18057656_1114793125333524_1090121366669239980_n.jpgL’equilibrio diventa importante, si tratta di stare su una fune, in quanto non si può sapere dall’inizio quale potrebbe essere il ritmo migliore, troppo veloce si rischia un crollo durante la gara o prima della fine, ma non si può nemmeno andare troppo piano se si vuol sperare in un piazzamento in alta classifica.

Sensazioni, emozioni, pensieri prima, della prossima gara importante? “Le sensazioni sono buone. Quest’anno da ogni gara sto scoprendo sempre qualcosa di nuovo. Sono concentrato.”

Importante avere la coscienza a posto essere sereno, responsabile e focalizzato verso la gara obiettivo.

Quali saranno le strategie di gara? “Partirò regolare e credo sia d’obbligo 162km sono tanti per tutti…!”

Ti consigli con un team? Famiglia, amici, figure professionali? “Si il mio team mi sta aiutando tanto… anzi colgo l’occasione per salutare tutti i miei compagni si squadra della Napoli nord che mi hanno sempre sostenuto.”

FB_IMG_1496467701847.jpgImportante far parte di un team che ti supporta, ti sostiene, fa il tifo per te, ti accoglie. Le energie vengono dappertutto, di persona, telefonicamente coi pensieri positivi.

E’ cambiato nel tempo il tuo modo di preparati a gare importanti? “Mia moglie Concetta mi aiuta tanto dal punto di vista della gestione fisica e delle gare… è una fisioterapista e mi tratta lei da questo punto di vista.”

Utilizzi una preparazione mentale pre gara? “La preparazione mentale è importante. Molto. Sono concentrato.”

Coccole e autoprotezione hanno posto nella tua preparazione o nel pre gara? “Si, sentire l’affetto di tante persone è importante. Quest anno dopo aver vinto le prime 2 ultra della stagione tanti appassiomati soprattutto ultrarunner del sud mi hanno sempre fatto sentire il loro calore… tipico meridionale.”

Hai un tuo idolo, modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno? “Mi ispiro a me stesso… nel senso che ho le mie caratteristiche e punto su quelle.”

Qual è una tua esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Beh, ci sono tanti ultrarunner forti e hanno più esperienza di me. Ma so che ho lavorato bene. Ci proverò.”

C’è qualcuno che contribuisce al benessere e performance nello sport? “Si. Al benessere e alle performance contribuiscono la mia famiglia e spero di dare qualche bella soddisfazione a mio papà che mi segue da tanti tanti anni…!”

Cosa hai scoperto del tuo carattere che ti aiuta nel prepararti e affrontare gare importanti? “Il mio carattere è sicuramente deciso. Se amo raggiungere un obbiettivo sono testardo e cerco di fare tutto quello che è possibile fare per raggiungere il traguardo finale.”

Quali sono le capacità, caratteristiche, qualità che ti aiutano in gare importanti? “Le caratteristiche che ti aiutano per quanto mi riguarda sono tanta concentrazione e le gambe (sperando che mi reggano…) scherzo…!”

Quale può essere un messaggio rivolto agli organizzatori della prossima gara? “Ho parlato più volte al tel con l’organizzatore Pasquale Brandi… molto disponibile… non ha bisogno di consigli.”

17523015_10208615439719200_8172273002827578310_n.jpgRitieni utile la figura dello psicologo dello sport prima di una gara importante? “È soggettivo.. io (e non per campanilismo…) ho trovato molto utile alcuni passaggi del libro Ultramaratoneti e gare estreme scritte da uno psicologo che ho avuto il piacere di conoscere a Roma. Lo ringrazio per tante piccole cose e credo che bisogna saper leggere tra le sue parole…! Forse sono un po’ di parte… grazie Matteo a presto verrò a Roma appositamente per salutarti, molto presto.”

E’ in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida.

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

Giuseppe Tripari, Gara di 100km: Il Passatore ha un sapore unico

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net/

 

Si respira un’aria particolare di festa in occasione delle ultramaratone e in particolare in occasione del Passatore, un lungo treno di corridori che si portano da Firenze a Faenza, alcuni scortati da bici, moto, auto, e altri da soli a gruppetti avanzano verso i 1.200 metri del Paso della colla per poi lanciarsi in picchiata in discesa proseguendo verso Faenza e incontrando passanti e spettatori fino a che tramonta il sole e ai ristori puoi trovare un po’ di alimenti e bevande per integrarsi e continuare il lungo viaggio di 100km fino all’arrivo.

FB_IMG_1496688733390.jpgDi seguito Giuseppe, uno dei partecipanti, racconta la sua esperienza e le sue impressioni rispondendo al alcune mie domande, ho avuto modo di conoscerlo in occasione della 50km in Abruzzo.

Gara di 100km del Passatore, cosa significa per te? “Per me il Passatore ha un significato particolare: è stata la mia prima ultramaratona a cui ne sono seguite moltissime altre. Quest’anno ho corso il mio ottavo Passatore, anche se il mio personale (8h 50min) risale al 2015. Il Passatore ha un sapore unico come percorso in linea (si parte nel primo pomeriggio nel cuore di Firenze e, dopo aver scollinato il passo della Colla a circa 1200 mt di altitudine, ci si lancia in discesa per poi, quando ormai la luce del sole ha lasciato spazio a quelle delle automobili, percorrere gli ultimi trenta km in pianura per raggiungere Faenza nel pieno della notte) e come pubblico che acclama i concorrenti ad uno ad uno lungo tutto il percorso improvvisando dei piccoli gruppi intorno ai fuochi (dove non mancano le braciole e i calici di Lambrusco offerti anche a noi corridori!!). Davvero un’atmosfera unica.”

Hai avuto particolari problemi, difficoltà, momenti critici? “Certamente, tra noi corridori circola il detto che in una 100 km così severa la crisi non è una sola ma se ne contano almeno tre/quattro. Personalmente ho sempre patito il primo tratto che porta da Firenze centro a Fiesole, sempre in costante salita e in genere sempre sotto un sole cocente. I primi anni andavo in crisi nella super salita del passo della Colla questo a causa di scarsa preparazione specifica nell’affrontare dislivelli impegnativi. Con il tempo ho maturato esperienza e quando posso in allenamento inserisco sedute con salite, cosa non del tutto agevole per uno che abita a Buccinasco dove la salita più dura è il cavalcavia che oltrepassa la Tangenziale Ovest da una parte all’altra; quante volte l’ho ripetuta.” Continua a leggere

Loris Cappanna, non vedente: Lo sport mi ha dato nuovi stimoli e opportunità

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Nel 2017 Loris ottiene a marzo il titolo italiano categoria T11 nella Mezza maratona di Oristano 21km in 1h25’34’’ e successivamente ad Aprile ottiene il titolo italiano categoria T11 nella Maratona di Roma in 3h13’’.

Di seguito approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande.

18740022_10210067915871460_1167949071545052879_n.jpgIn che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Lo sport mi ha dato nuovi stimoli ed opportunità.”

Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione? “Essendo cieco totale più che stare attento io devono stare attente le mie guide, anche se devi comunque fare sempre attenzione ai rumori che ti circondano.”

Diventa importante nello sport, soprattutto per Loris, affidarsi e fidarsi, farsi guidare da qualcun’altro, da un altro atleta guida che condivide le sensazioni dello sport, che comprendono sia benessere che performance. Lo sport ti rimette al mondo.

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “L’eccessivo caldo o percorso non adatto ad atleti disabili.”

Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Atleti guida sicuramente ed il mio preparatore atletico.”

Atleti guida diventano angeli di atleti non vedenti o ipovedenti, ti guidano, ti portano, si occupano di te, sono apprensivi, fanno attenzione, non possono distrarsi.

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ogni gara è un’emozione unica però l’emozione più forte è stato quando ho fatto il pacer alla maratona dell’Alzheimer.”

18767454_10210079846409716_8836731041927309265_nAvere la responsabilità della prestazione di un altro atleta può comportare una sensazione di ansia, di insicurezza, si tratta di far bene per l’altro, di non poter fallire, ma se c’è cuore, se c’è passione, se c’è motivazione, non ti preoccupi, ti metti scarpe e completino e dai il massimo di te per l’altro, per condurre l’altro all’arrivo nel tempo prefissato.

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “La volontà di raggiungere l’obiettivo e di non mollare mai.”

Questo è lo sport che vogliamo, prefissarsi una meta, un obiettivo e impegnarsi, allenarsi duramente, crederci e non mollare.

18893229_10210079846249712_2992742532399013601_n.jpgI tuoi famigliari ed amici cosa dicono circa il tuo sport? “Ne sono positivamente entusiasti ed alle volte anche increduli quando pensano alla quantità di km che faccio ogni settimana.”

Familiari e amici non possono che essere contenti della scoperta di un nuovo mondo dedicato allo sport performante che fa sperimentare benessere e sensazioni impagabili.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Le prime volte che correvo, ancora nessuno mi conosceva, alcuni arrivando da dietro vedevano il cordino che mi lega all’atleta guida e si affiancavano chiedendo: “… ma siete gay? …” o domande simili, il divertimento stava nel cercare sempre la risposta migliore.”

Ora sono in aumento atleti non vedenti e ipovedenti che corrono accanto a guide atleti, le persone si stupiscono sempre di meno, certo resta l’incredulità.

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Che ho forza e volontà da vendere.”

Quali sensazioni sperimenti o hai sperimentato nello sport: allenamento, pregara, gara, post gara? “L’emozione della partenza, l’adrenalina che ti sale in gara, la soddisfazione all’arrivo qualunque sia il risultato.”

IMG-20170602-WA0058L’ho visto recentemente Loris in occasione della Spring Run a Ferrara dove lui era testimonial, l’ho visto riscaldarsi con la guida, fare gli allunghi, sempre disponibile e gentile a farsi fotografare con amici che glielo chiedevano, e poi alla partenza ascoltare le indicazioni della sua guida atleta concludendo la gara di 7km a 3.50’ al km.

Quale è stata la tua gara più difficile? “La Rimini – San Marino con 3 pendenze oltre il 20% (d’altronde il primo non vedente a farla ancora mancava).”

Loris è uno tosto che ama osare un po’ per volta, per aprire nuove strade e nuovi percorsi, per tracciare la strada ad altri.

Hai rischiato di incorrere nel doping? C’è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare il doping? Assolutamente non ci ho mai pensato, il duro lavoro, il sacrificio e bei piatti di pasta asciutta sono il miglior doping del mondo.

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “Assolutamente no.”

15823070_10208812127997548_3187273857480168655_nCome hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Nel modo più semplice possibile, ritenendole come opportunità per migliorarmi.”

Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? “Si potrebbe essere utile, soprattutto nei giorni pregara dove tutti i dubbi ti assalgono.”

Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport? “Preferisco considerare tutti gli sport come un mezzo di aggregazione, contatto con il mondo esterno, acquisizione di regole e soprattutto un modo di socializzare alternativo ai social.”

Quali sono i sogni realizzati? “Aver inaspettatamente vinto i campionati italiana di mezza maratona e maratona paralimpica.”

Affidarsi e fidarsi, è quello che si può sperimentare nello sport, è quello che si sperimenta correndo e camminando con gli atleti con disabilità visiva.

 

 

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

Move Week: Il 1° Giugno a Roma corri e cammina con Achilles International

       Matteo SIMONE                

http://www.psicologiadellosport.net/

 

Continua la 6° edizione della Move Week: settimana di mobilitazione dedicata alla promozione dello sport per tutti e di stili di vita attivi, che si svolge ogni anno in tutta Europa. La campagna è promossa dall’ISCA – International Sport and Culture Association, con l’obiettivo di incrementare del 20% il numero di europei fisicamente attivi entro il 2020.

IMG_20170529_185700.jpgIn Italia la campagna è coordinata dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti e gode del patrocinio del Ministero della Salute e dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni d’Italia.

Quasi 200 gli eventi registrati in moltissime città italiane, torna a Roma il 1 giugno presso il parco degli acquedotti alle ore 18.30, l’allenamento con Achilles International per persone con disabilità visiva che vogliono correre e camminare.

  • Corri e cammina guidando persone con disabilità visiva di Achilles International, Roma, Parco degli Acquedotti, Piazza Aruleno Celio Sabino, 50. Unisciti ad Achilles, il programma che in tutto il mondo permette di correre e camminare insieme, guida e non vedente.

http://italy.moveweek.eu/events/2017/Roma/corri_e_cammina_guidando_persone_con_disabilita_visiva_di_achilles_international/1008298/

Continua a leggere

Giorgio Calcaterra vince la 100km del Passatore, secondo Andrea Zambelli

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Calcaterra vince per la 12^ volta consecutiva, tanti gli inseguitori, tra i quali Denis Capillo, Carlo Agostinetto, il Francese Seitz, la prima donna Nikolina Sustic, i vari gruppetti che seguivano formati da diversi atleti tra i quali Andrea Zambelli capace di una straordinaria progressione arrivando 2° a pochi minuti da Calcaterra, un po’ più dietro ci provano a stare al passo dei più forti Laura Gotti, Marco D’Innocenti, Marija Vrajic, Stefano Velatta, Dominique Herzet, Mirco Gurioli ed Alessio Bozano.

FB_IMG_1495971004504Come al solito Calcaterra corre sereno, non deve dimostrare niente a nessuno e solo a Borgo San Lorenzo (km 31,5), transitando in 2h9’25”, prende il comando della gara seguito da Seitz, Agostinetto e Zambelli.

Le donne si dimostrano molto competitive, resistenti e resilienti, infatti Nikolina Sustic arriva 5^ assoluta con il record femminile della gara, settima assoluta e seconda donna Laura Gotti, Jurisic Veronika 10^ assoluta e terza donna. Straordinario 3 donne nei primi dieci assoluti.

Bella la dedica di Marco Lombardi, 13° assoluto, riporto le sue parole sui social: “Al mio risveglio questa mattina, dopo aver faticato per 100 km, un’amara sorpresa! Il mio nome non compariva in classifica! Accertato l’errore da parte degli addetti Mysdam, le classifiche sono state ripristinate: Marco Lombardi 10° uomo e 13° assoluto in 8°12’41” in una gara che ha visto ai nastri di partenza circa 2800 persone! Il caldo quest’anno mi ha penalizzato più del solito! Dedico questo mio piazzamento nella top 10 maschile ad un carissimo amico, che purtroppo è scomparso pochi giorni fa, una persona speciale dal cuore grande, uno che ha fatto la storia dell’ultramaratona mondiale: caro Corrado Mazzetti questo Passatore lo dedico a te, ovunque tu sia.”

18740058_300447357045367_2409619074573153107_n.jpgDi seguito approfondiamo la conoscenza di Giorgio Calcaterra e Andrea Zambelli attraverso risposte a un mio questionario di un po’ di tempo fa, per approfondimenti è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Cosa significa per te essere ultramaratoneta?”Per me l’ultramaratoneta è chi ha voglia di superare la classica distanza dei 42 km, e visto che corro anche per 100km mi sento ultramaratoneta a tutti gli effetti!”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Giorgio: “Sono diventato ultramaratoneta con molta gradualità, quindi non me ne sono quasi accorto, dopo aver corso decine di maratone è stato per me normale e semplice superare la distanza.”

Andrea: “Mi sono avvicinato al podismo nel 2009 per puro caso. Allora andavo in bici e nel periodo invernale spesso correvo, quindi mi è venuta l’idea di provare una maratona. Dopo qualche mese di allenamento il mio esordio alla maratona di Reggio Emilia (2h50’). Da quel momento mi sono innamorato di questo sport. Dopo varie maratone ho provato a correre qualche 50 km fino ad arrivare al passatore.”

0IGTP00IHai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?

Giorgio: “Si, infortuni ne ho avuti, e la sicurezza di riprendere non ce l’hai mai.”

Andrea: “3 anni fa, dopo tre mesi di preparazione per una maratona, a circa 20 giorni dall’evento mi sono infortunato e in un momento di sconforto avevo pensato di tornare al ciclismo. Nel giro di qualche settimana mi sono ritornati gli stimoli e la voglia di correre.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Giorgio: “Niente, è una cosa che mi va di fare e che faccio, ma non mi spinge niente se non la passione.”

Andrea: “Il piacere e la gioia che ti dà questo sport.”

Emerge una motivazione interna a continuare a fare questo sport che comporta tante ore di allenamento, di fatica, il motore sono le emozioni e la semplice passione.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

Giorgio: “Conoscevo già il mio carattere e che a volte sono un po’ testardo non l’ho scoperto facendo l’ultramaratoneta, ma sicuramente l’essere ultramaratoneta me lo ha confermato.”

Andrea: “Non avrei mai immaginato di riuscire a sopportare tanta fatica. Sono molto tenace e determinato.”

copertina-maratoneti-e-ultrarunner-sitoLa pratica dell’ultracorsa diventa un investiimento emotivo, qualcosa che sperimenti ora e ti fa star bene per sempre, anche in momenti meno felici, basta ritornare a questi momenti e riprendi a vivere o trovi le soluzioni a problemi che sembrano irrisolvibili. Quello che motiva tanti ultramaratoneti è l’aria che si respira in questo tipo di competizioni, il pregara, la gara, il postgara. Inoltre constatare di riuscire in allenamenti duri dà coraggio e sicurezza nell’affrontare gare tantissimo impegnative.

Non si finisce mai di imparare e l’esperienza diretta è la scuola migliore non bisogna trascurare nulla né in gara ma soprattutto durante la preparazione all’obiettivo ritenuto importante, è necessario non solo l’allenamento fisico ma anche un’adeguata preparazione mentale, nutrizionale e tanta autoprotezione e coccole che consistono in massaggi, sani recuperi con attenzione e presenza.

Importante nelle gare estreme da una parte avere tanta sicurezza in se stessi e quindi elevata autoefficacia, inoltre è importante conoscersi bene, sapere fin dove ci si può spingere e automonitorarsi durante la gara.

E’ di prossima uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida.

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

 

Matteo SIMONE

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

https://www.ibs.it/ultramaratoneta-analisi-interminabile-libro-vari/e/9788898615872

Matteo Colombo, ultrarunner: Obiettivo Campionato del mondo 24 ore di Belfast

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/

 

Si costruisce tutto, si costruiscono obiettivi, prestazioni, autoefficacia, resilienza, Matteo sta costruendo il suo personaggio, il suo personaggio di atleta ultrarunner, un atleta ultrarunner di strada per 24 ore di corsa fino alla fine del tempo a disposizione, per sommare chilometri da percorrere, per totalizaare il massimo chilometraggio possibile, per fare una bella prestazione.

Alla 12 ore dell’UltraFranciaCorta, Matteo Colombo totalizza 132,297 km conseguendo il titolo di Campione Italiano di 12 ore di corsa su strada.

FB_IMG_1495901124555Matteo viene dal trail, dall’ultratrail, molti atleti restano fedeli al trail, all’ultratrail, molti sposano il trail e la strada e anche la pista, altri anche il treadmeal, il cosìdetto tapis roulant, il mondo degli ultrarunner è molto vario e vizzarro, simpatico e coraggioso, divertente e sorprendente.

Matteo è uno che cavalca l’onda della performance, se sta in forma comprende come fare bei risultanti nel periodo della forma, dietro Matteo c’è tanto, ci sono preparatori, osservatori, simpatizzanti, fan, famiglia, amici, relazioi, sponsor, avversari.

Continua a leggere

Aspetto mentale in ambito sportivo: Superare limiti e raggiungere obiettivi

Matteo SIMONE

 

Costruisci una meta, obiettivo, risultato iniziando a piccoli passi, con piccoli movimenti, sperimentando e iniziando a utilizzare risorse personali, man mano sentirai crescere la passione, l’entusiasmo e svilupperai più consapevolezza corporea e dei propri mezzi, avrai più fiducia di te e delle tue possibilità e potenzialità, supererai momenti difficili fatti di demotivazione, infortuni, sconfitte ma riuscirai a essere più resiliente nello sport e nella vita, incontrerai persone, culture, mondi e condividerai gioie e fatiche.

12208726_10208115343549182_6695978753020487939_n.jpgGli atleti mettono in conto l’allenamento mentale soprattutto quando si tratta di raggiungere obiettivi difficili e sfidanti dove bisogna sapere osare senza strafare, bisogna andare avanti con il corpo, mente e cuore, dove bisogna fare sport sperimentando sia benessere che performance, ecco come risponde Barbara Moi alla domanda Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? Sicuramente può essere utile. Io per esempio penso di soffrire un po’ di ansia da prestazione comunque non riesco mai a fare il meglio di me. C’è spesso, non sempre, qualcosa che mi blocca o mi trattiene. Magari in questo caso potrebbe essere utile. Di fatto non so però di cosa esattamente si occupi lo psicologo dello sport.”

imageGli atleti sanno che è la mente a comandare, a decidere a volere, ecco cosa ha scoperto Valentina del suo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Che la mente umana non ha limiti . Che se mi concentro bene posso affrontare alla grande le gare più dure, non sento neanche più il caldo o il freddo. So gestire bene le energie e la resistenza mentale è sicuramente la mia migliore amica.”

Lo sport soprattutto quello di endurance aiuta a migliorare la fiducia in se stessi e la consapevolezza di sé, ecco come si esprime il fortissimo ultrarunner Italiano Ivan Cudin: “Ho semplicemente imparato a credere di più in me stesso.”

Si tratta di definire obiettivi ed essere determinati e tenaci sia nella preparazione che il giorno della competizione per non mollare e portare a termine la propria impresa, la propria sfida personale, ecco come si definisce Filippo Poponesi: “Sono uno tenace, uno che non molla. Se mi pongo un obiettivo riesco a trovare la motivazione per raggiungerlo, anche sopra le mie stesse forze. L’ultramaratona mi ha aiutato tantissimo ad accrescere l’autostima.”

18449687_1945026322490790_6022273404067334993_o.jpgL’ultramaratona accresce consapevolezza, autostima e resilienza. La base di tutto è la passione e la motivazione che diventano motori che smuovono e mettono in moto persone, lo spiega Simona Morbelli rispondendo alla domanda Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?La motivazione credo sia la componente principale. Fare qualcosa che ti piace e farlo con degli obiettivi porta ognuno di noi a migliorarsi e non mollare. Forza, determinazione, costanza, resilienza, nel momento stesso in cui sei realmente motivato il tuo corpo aiutato dalla tua mente ti può portare ovunque.”

Si definisce chiaramente l’obiettivo e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto.

Si lavora poi sull’autoefficacia personale attraverso la ricerca di passate prestazioni positive, di individuazione di modelli vincenti, di ricerca di feedback positivi.

E’ importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio. Si impara sempre dall’esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort.

15672817_10207885069060390_2589236921833945385_nPer approfondimenti è possibile consultare il libro O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Aras Edizioni, 2013.

3° nella classifica Bestseller di IBS Libri – Sport – Allenamenti sportivi – Psicologia dello sport.

https://www.ibs.it/obiettivi-risorse-autoefficacia-modello-di-libro-matteo-simone/e/9788896378991

E’ un buon lavoro quello di immaginarsi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto rispondendo alle seguenti domande: Come ti vedi? Dove? Come ti senti? Come è stato? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato? Quali le tue risorse? Come hai iniziato? Da dove sei partito? Quali difficoltà?

Qualche atleta introduce tecniche e metodi mentali come la psichiatra Laura Ravani come spiega rispondendo alla domanda Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?La capacità di andare facilmente in auto ipnosi e il meccanismo di autoefficacia. Poi il preparare una gara mentalmente durante le settimane prima, attraverso visualizzazioni. Sono talmente abituata che se non lo faccio mi trovo impreparata e faccio flop.

12112513_10209243157218512_1043439840480876992_n.jpgGli obiettivi devono essere significativi, stimolanti, chiari, difficili ma non inarrivabili, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato.

Si scopre che se sei motivato qualsiasi obiettivo può diventare raggiungibile impegnandoti e trovando risorse inaspettate e nascoste dentro di te, ecco come risponde Iolanda Cremisi alla domanda Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?La forza che ho trovato in me stessa, capire che, se si vuole, qualsiasi obiettivo può diventare raggiungibile, aver scoperto risorse interiori finora inesplorate, entrare in contatto con me stessa.”

FB_IMG_1495204957273Per molti atleti ultrarunner vi è la consapevolezza dell’importanza del corpo e della mente, e quindi non significa avere solo muscoli da allenare ma una buona gestione di sé fisica e mentale, ecco di seguito alcune testimonianze. Franco Collè: “A mio avviso essere ultramaratoneta non vuol dire essere un atleta, bensì una persona che ha imparato a gestire in modo ottimale le proprie energie fisiche e mentali.” Massimiliano Clemot: “Essere ultramaratoneta significa avere una filosofia sportiva diversa da tutte le altre discipline, devi saper armonizzare mente e corpo.” Michele Zorzi: “Per me essere ultramaratoneta è cercare sempre il proprio limite, fisico e mentale.” Nico Leonelli: “Significa essere una persona preparata fisicamente e mentalmente.” Marco Gombia: “Essere qualcuno che si è allenato tantissimo per raggiungere degli obiettivi e mette alla prova il proprio fisico e la propria mente durante gare estreme.”

Per approfondimenti sul mondo degli ultrarunner è possibile consultare il libro “Ultramaratoneti e gare estreme“, Prospettiva Editrice. Collana: Sport & Benessere, 2016. E’ di prossima uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida.

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

 

Matteo SIMONE

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

https://www.ibs.it/ultramaratoneta-analisi-interminabile-libro-vari/e/9788898615872

La 100km del Passatore, gara di corsa a piedi da Firenze a Faenza

Matteo Simone

http://www.psicologiadellosport.net

 

Senza fretta, avanza sempre con attenzione e distrazione, recupera ogni tanto soprattutto ai ristori approfitta a camminare ingurgita sempre qualcosa, gioca di anticipo nel conservare energie fino alla fine, nota e osserva respiro e sensazioni corporee dentro e fuori di te, metro per metro, chilometro per chilometro, ristoro per ristoro, avanza sempre, non pensare alla fine, vivi ora

IMG_20170527_062549La 100km del Passatore da Firenze a Faenza diventa sempre più una gara obiettivo di tanti runner e ultrarunner. Si corre ogni anno l’ultimo fine settimana di maggio da oltre 40 anni, decine di anni fa i protagonisti erano i fratelli Gennari che arrivavano sempre a podio e Vito Melito che l’ha vinta.

Ultimamente protagonista indiscusso è Giorgio Calcaterra il Re della 100km, pluricampione al mondo di 100km, vinicitore delle ultime 11 edizioni consecutive.

Il pensiero di fare una 100km si innesta in alcuni atleti come un virus anche se gli allenatori li scoraggiano perché lapreparazione è lunga, dura e faticosa e dispiace vederli rallentare i ritmi di corsa, i ritmi per forza di cosa devono rallentare. Ma l’essere umano è strano cerca sfide con se stesso, vuole esplorare il mondo che lo circonda ma anche il suo mondo interno.

Importante avere sempre una direzione, un obiettivo difficile, sfidante da poter mobilitare le energie occorrenti per trasformare sogni in realtà. Per tanti è un ingresso nel mondo delle ultramaratone. Di seguito alcune testimonianze di atleti che si dedicano o si vogliono dedicare alle lunghe distanze, in particolare con l’obiettivo Passatore.

Continua a leggere