Filippo Canetta, trail: Più la sfida è importante più mi stupisco di avercela fatta

Matteo SIMONE

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La bravura sta nel trovare una sfida che ti impegni a livello fisico e mentale e che ti permette di trovare gli stimoli giusti per allenarti, per impegnarti a portarla a termine prima mentalmente durante il periodo di allenamento e poi realmente il giorno o i giorni di gara.

Bear4 @Wildtee 2000x1000.jpegDi seguito Filippo racconta la sua esperienza di ultrarunner rispondendo ad alcune mie domande.

Gara di trail cosa significa per te? “Le gare Trail sono sempre un mix di molti elementi: scoperta di un pezzo di mondo poco conosciuto, competizione con se stessi e confronto con gli altri.”

Come decidi obiettivi e strategie di gara, team, famiglia, amici, figure professionali? “Ma oramai, sono talmente incasinato che cerco di unire la promozione di Wild Tee alle gare a cui partecipo.”

Ti senti ancora di valere un posto in Nazionale? “Assolutamente no, ci sono atleti molto più forti, preparati e poi largo ai giovani per fare un vero salto di qualità!”

Come mai la scelta del Quadrifoglio Ultra Trail? “Amo molto gli appennini. Non ero molto soddisfatto della mia recente The Abbots Way e volevo provare a fare una gara un po’ più all’attacco (anzi alla cazzomannaggia). Così ho scoperto un pezzo di Appennino veramente stupendo. Due piccioni con una fava!”

Con l’esperienza è cambiato il tuo modo di allenarti? “Moltissimo, oramai, diciamo che mi alleno, quasi esclusivamente, per essere sempre pronto, appena ne ho l’occasione, a scoprire un luogo nuovo correndoci in mezzo.”

In che modo curi la preparazione mentale? “Prima, mi preparavo molto di più cercando di anticipare le difficoltà della gara a cui andavo incontro. Ora, diciamo che quando riesco a correre (per il poco tempo a disposizione) sono talmente felice di poterlo fare che mi basta per superare la fatica.”

Coccole e autoprotezione hanno posto nella tua preparazione o nel post gara? “Purtroppo no! Le gare sono sempre ritagliate tra lavoro e famiglia e mi capita di arrivare ad una gara già affaticato e di dovermene andare subito dopo senza poter assaporare la soddisfazione di avercela fatta. Ma va bene così, anche se a volte vorrei poter avere un po’ più di tempo per riflettere sull’esperienza appena conclusa.” Continua a leggere

Move Week: Il pilastro della salute è la pratica costante di attività fisica

Matteo SIMONE

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Il pilastro della salute è la pratica costante di attività fisica, possibilmente varia e divertente. Move Week è l’evento di punta della campagna europea “NowWeMove – 100 milioni di cittadini europei attivi in più entro il 2020”, promossa dall’Isca. Potete registrarvi come MOVE Agent (se non lo siete già) e registrare i vostri eventi sul portale http://www.italy.moveweek.eu

18238793_1889092928013064_4328800655315787895_oDescrizione di alcuni eventi

http://www.uisp.it/nazionale/aree/polinternazionali/files/Programma%20Move%20Week%202017.pdf

  • Corri e cammina guidando persone con disabilità visiva di Achilles International, Roma, Parco degli Acquedotti, Piazza Aruleno Celio Sabino, 50. Unisciti ad Achilles, il programma che in tutto il mondo permette di correre e camminare insieme, guida e non vedente.

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Nove Colli Running, una gara di corsa a piedi della distanza di 202,4 km

Matteo SIMONE

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Se hai un sogno, se ti sei messo in testa degli obiettivi a cui tieni, fai di tutto per trasformare i sogni in realtà, ti documenti, ti impegni, segui gli amici più esperti, se non riesci all’inizio non molli ma ci riprovi più determinato, con più entusiasmo e sempre con il sorriso e la serenità.

FB_IMG_1495272361571Nel 2016 è una donna la vincitrice assoluta della Nove Colli Running, una gara di corsa a piedi della distanza di 202,4 km, si tratta di Guajardo Brenda (USA) che impiega 20h20’15” precedendo di 20′ prima Borlenghi Federico (20h 41′ 08”).

Brenda è fortissima, è una specialista, al terzo anno ce l’ha fatta ad arrivare prima, leggerissima, minuta, resistente, corre sempre ma ha anche tanta assistenza, in bici, in macchina, complimentissimi a lei.

Quello che ho riscontrato nel pregara è stato un rincontrarsi di persone che condividono una passione consistente nel cimentarsi in sfide sia personali che con altri sulle proprie forze in condizioni direi estreme. Trattasi di incontri amichevoli, nostalgici, di riconoscersi in persone al di là della normalità, mentre nella vita comune questa tipologia di sportivi è considerata al di fuori dal mondo normale, masochisti, gente che si vuole male; in questi ritrovi un po’ ci si diverte sulle proprie imprese pazze, estreme, in condizioni difficili, di sofferenza, di sperimentazione del limite della sopportazione dell’organismo.

FB_IMG_1495272371598Che dire, è anche questo un mondo interessante, di persone semplici, simpatiche, provenienti da ogni parte dell’Italia e del Mondo, ognuno con la propria cultura, con i propri sguardi, posture forse segnate dai tanti chilomentri percorsi su e giù per il mondo, ed è interessante ascoltare le loro esperienze, le loro credenze, le loro preoccupazioni, i loro traguardi, i loro consigli.

In queste gare con impegno e sforzo di lunghissima durata diventa importante mantenere un sano equilibrio non farsi prendere dalla fretta di avanzare, rispettare i propri tempi, è opportuno ogni tanto anche coltivare la lentezza, soprattutto quando vengono a mancare le energie, senza preoccuparsi di rimanere indietro o di perdere tempo prezioso.

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Lo sport di endurance aiuta a sviluppare la resilienza

Matteo SIMONE

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Lo sport di endurance aiuta a sviluppare la resilienza, di seguito la testimonianza di un atleta di lunghe distanze Roberto D’Uffizi: “Ho scoperto che riesco a trasformare gli aspetti negativi in positivi, o al limite, a ragionare costruttivamente per la risoluzione di un problema. Quando hai un filo di forza e ti devi ingegnare per arrivare al traguardo, puoi tranquillamente avere la resilienza necessaria per affrontare altre problematiche quando sei in condizioni di relativo equilibrio psicologico e fisico.

x1468520_10151788664762194_1269432329_n_0_jpg_pagespeed_ic_KB6auKbFvW.jpgChi sperimenta le lunghe distanze nello sport sa che per arrivare al traguardo bisogna essere creativi, allenati e pazienti ma anche molto resilienti, saper cercare dentro se stessi le risorse necessarie per percorrere anche gli ultimi metri e arrivare al traguardo. Le esperienze di corsa di lunga distanza poi ti danno la consapevolezza che nella vita i problemi diventano più gestibili, affrontabili, risolvibili.

Sviluppare_la_Re_542fc7514745f_235x295Ciò che distingue un campione da un atleta comune è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia di far meglio, di migliorare gli aspetti in cui ha mostrato carenza. Chi è resiliente, esce rafforzato da una sconfitta, analizza i suoi errori e trova le soluzioni per essere vincente.

Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia dell’atleta.

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Intera squadra di atleti con disabilità visiva alla Staffetta Sport Against Violence

Matteo SIMONE

 

Il 20 Maggio 2017 torna a Roma Sport Against Violence Event con la staffetta 12×1/2 ora, 12 atleti che correranno ognuno mezz’ora in pista di 400 metri, tale staffetta prende il nome di Sport Against Violence, per sensibilizzare alla non violenza attraverso il veicolo dello sport.

18216637_1889092344679789_8262005875605966537_oSi tratta della 10^ Edizione con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, Regione Lazio, Roma Capitale e I Municipio di Roma, presso lo Stadio Nando Martellini, Terme di Caracalla, Largo delle Vittime del Terrorismo (Roma).

Questo è lo sport che vogliamo, di tutti e per tutti, condividendo fatica e gioia del traguardo, condividendo il lavoro di squadretta e l’obiettivo raggiunto insieme, dove insieme significa fidarsi dell’altro amico, o concorrente e affidarsi all’altro, amico o squadra.

18238793_1889092928013064_4328800655315787895_oIn tale occasione sarà allestito uno speciale villaggio dello sport per la Pace, che vede riuniti in un’unica giornata atleti, dilettanti, famiglie. Una vera e propria festa dell’inclusione, attraverso il linguaggio universale dello sport, con attività sportive e workshop tra discipline maggiori e minori (atletica, staffetta, pugilato ecc.).

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Federico Borlenghi, Tuscany Crossing: 4° posto ma si poteva fare meglio

Matteo SIMONE

 

La Tuscany Trail Crossing di 103km D+ 3.220 vede come vincitrice femminile Simona Morbelli per la terza volta con il crono di 10h49’25”. Mentre i primi in assoluto ad arrivare al traguardo sono Carlo Salvetti della Bergamo Stars Atletica in 09h09’43”, Franck Manivoz della Cimalp Hoka Mieltonia in 10h14’47”, Daniele Donna dell’Atl. Franciacorta in 10h17’00”, Federico Borlenghi del Triathlon Cremona Stradivari in 10h34’01”, Stefano Bernini dell’ATL. Fiammecremisi S.Vito in 10h49’12”.

18034172_10208815019239705_8722562254525867557_nFederico ottiene un 4° posto così come il mio libro oggi è al 4° posto nella classifica Bestseller di IBS Libri – Sport – Atletica e sport da campo e da pista – Maratona e corsa campestre.

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

E se il mio libro è al 4° posto il merito è anche di tanti atleti disponibili a rispondere a mie interviste e domande, e quindi un grazie anche a Federico Borlenghi di cui parlo a pagina 106 descrivendo lui stesso in occasione della sua vittoria della 1^ edizione della 100km dei Due Mari con partenza da Curinga, giro di boa al Golfo di Squillace ed arrivo sempre a Curinga, dove giunge al traguardo in solitaria con il tempo di 08h25’09” con il vantaggio di circa un’ora sul secondo arrivato. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Federico attraverso risposte ad alcune mie domande.

Ciao Federico, se ti va ho qualche domanda per te, com’è andata? “Direi un discreto 4 posto ma si poteva fare sicuramente meglio.”

Ultramaratoneti e gare estreme 429-thickbox_defaultGare lunghissime sono sempre difficili da interpretare soprattutto se ci sono atleti validissimi, conta molto l’aspetto mentale non sai se farti intimorire o se sei tu che devi intimorire gli altri, non sai se agire di attacco epr cercare di sorprenderli e metterli un po’ di tensione o se è il caso di agire cauto e cercare in un secondo tempo di attaccare, insomma sono gare non solo di fatica fisica ma anche di strategia e tecniche per avanzare, per avanzare velocemente, per arrivare tra i primi, per arrivare a premio, per farsi notare dagli osservatori della Nazionale, dagli sponsor, da familiari e amici. Bisogna essere preparti e allenati fisicamente e mentalmente. Conoscersi bene, e anche conoscere gli altri se si vuol puntare al podio.

Soddisfatto? “Non molto è stata una giornata ni.” Continua a leggere

Danilo D’Avack, runner: Animo, animo! E’ diventato il mio mantra!

Matteo SIMONE

 

Lo sport racchiude tanti aspetti, dal gioco al gesto sportivo, dalla forma fisica alla prestanza fisica, dallo stabilire obiettivi da raggiungere, obiettivi difficili e sfidanti ma raggiungibili. Inoltre lo sport è condivisione della fatica, degli allenamenti, delle esperienze di gara dal pre gara a post gara. Lo sport è fatto di incontri, amicizie, squadre, team, eventi.

Di seguito Danilo racconta la sua esperienza di atleta runner rispondendo ad alcune mie domande.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, alla Maratona di New York 2015. Andai con un amico e prima della gara decidemmo di farla assieme fino al traguardo. Lui andò in crisi circa a metà gara e così mi disse mi andare, ma io decisi di rimanere accanto a lui così da arrivare assieme al traguardo di Central Park.”

12928246_10209574021136325_7501696470992700713_nQual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Da bambino ho praticato nuoto fino all’adolescenza. Poi passai alla pallanuoto. In età adulta ho praticato la mountain bike e ormai corro da 20 anni circa.”

Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere e performance nello sport? “Secondo me il fattore principale è lo “star bene” con se stessi.”

C’è qualcuno che contribuisce al tuo benessere e performance nello sport? “Al momento no.”

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La 100km del Passatore da Firenze a Faenza, gara obiettivo di tanti runner

Matteo Simone

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La 100km del Passatore da Firenze a Faenza diventa sempre più una gara obiettivo di tanti runner e ultrarunner. Si corre ogni anno l’ultima domenica di maggio da oltre 40 anni, sempre Italiani protagonisti, decine di anni fa i protagonisti erano i fratelli Gennari che arrivavano sempre a podio, altro protagonista Vito Melito che l’ha vinta, ultimamente protagonista è il Re della 100km, Giorgio Calcaterra che l’ha vinta possiamo dire quasi tranquillamente e con il sorriso le ultime 11 edizioni consecutive, ed è anche pluricampione al mondo di 100km .

MatteoSimone100km (3)Insomma il pensiero di fare una 100km si innesta su alcuni atleti anche se gli allenatori li scoraggiano perché dispiace vederli rallentare i ritmi di corsa, dispiace vedere atleti che fanno 33’ sui 10.000 metri, 1h13’ sulla mezza e 2h40’ sulla maratona dedicarsi a gare di 100km che diventano stancanti, e i ritmi per forza di cosa devono rallentare. Ma l’essere umano è strano cerca sfide interne con se stesso, cerca viaggi nell’immensità della fatica, vuole esplorare il mondo che lo circonda ma anche il suo mondo interno.

A volte si diventa poco razionali, poco calcolatori e più impulsivi e istintivi, mi piacerebbe, lo vorrei fare, non mi importa, mi alleno, mi iscrivo e vado. Per tanti è un ingresso nel mondo delle ultramaratone.

Di seguito alcune testimonianze di atleti che si dedicano o si vogliono dedicare alle lunghe distanze e in particolare con l’obiettivo Passatore.

17523015_10208615439719200_8172273002827578310_nMatteo Nocera è un atleta che da poco si è affacciato nel mondo delle ultramaratone e in particolare ha partecipato a tre gare di 6 ore vincendo le prime due ed ecco cosa dice rispetto al Passatore: “Mi sto preparando per il Passatore…. finalmente ci siamo quasi! Dopo il Passatore chiuderò  la stagione l’8 giugno con la 100miglia di Policoro. Proverò  a lottare per la maglia di Campione Italiano assoluti… ci proverò. Sarò  molto regolare al Passatore non partirò  come al solito! L’ultima gara (Corato) mi ha migliorato tanto! E’ stata la mia gara più importante! Adesso posso iniziare a correre sicuramente in modo più completo. Se per assurdo avessi vinto anche questa … di sicuro sarei rimasto indietro poi! P.S. L’equilibrio e la serenità in effetti le impari dopo le tempeste! Concentrato sul Passatore! Ti saluto con affetto a presto Matteo Simone.

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Giornata di sport e aggregazione per Achilles International alla Color Race

Matteo SIMONE

 

Affidarsi e fidarsi, è quello che si sperimenta anche nello sport, ed è quello che si sperimenta correndo e camminando con gli atleti con disabilità visiva che oggi sono entrati in campo disputando una gara competitiva di 3.000 metri nell’ambito della giornata dello sport presso il Parco Fabio Montagna alla Rustica (RM).

18238810_1889095131346177_8436512843948017135_o.jpgSi è corso un cross, tre giri dentro il Parco per un totale di 3 km. Un’occasione per trascorrere una giornata di sport e divertimento all’aria aperta. Un programma fitto di eventi per tutta la giornata: animazione per bambini, la corsa dei colori, campo da beach volley in sabbia, laboratorio per aquiloni, area picnic.

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Giuseppe Mangione inossidabile grazie alla sua squadra e sua figlia Michela

Matteo SIMONE

 

Inossidabile Giuseppe perché mantiene le sue qualità invariate nel tempo, anzi con il passare degli anni riesce ad acquisire sempre più competenza, più capacità, più consapevolezza, più autoefficacia, più resilienza nell’affrontare situazioni, nell’organizzarsi, nel competere, nel risolvere situazioni.

In particolare l’ha dimostrando ideando e organizzando assieme ai suoi amici, con grandissimi meriti organizzativi, Riccardo Blasi e Gimmi Aliberti una gara straordinaria, la prima edizione della 6 ore Coratina, con partecipazione nutrita di gente che corre e cammina, con diverse distanze fino ad un massimo di 6 ore dove il primo classificato Stefano Velatta ha totalizzato 81 km, un chilometraggio che supera gli 80 chilometri è per pochi in Italia.

18268350_10213484692337499_1103465179976271722_nGiuseppe oltre a contribuire all’organizzazione di una gara di ultramaratona è stato lui stesso un concorrente arrivando, nonostante l’età superiore ai 55 anni, terzo atleta assoluto, totalizzando circa 71 km e lasciando dietro di lui in classifica tantissimi amici più giovani.

Insomma una gara riuscita sotto tantissimi aspetti, per la partecipazione di atleti, amici e famiglie, per gli sponsor che hanno contribuito al benessere dei partecipanti, per le Istituzioni che hanno messo a disposizione luoghi e strade per correre, per cambiarsi, per gli incontri. Questo è lo sport che vogliamo, Benvenuti al Sud, questo è il Sud di cui vogliamo che si parli, accoglienza, vicinanza, sorrisi, partecipazione, prestanza fisica, legami.

Di seguito Giuseppe racconta le sue impressioni dopo la gara, rispondendo ad alcune mie domande.

18222566_10213484697457627_5734706194987394202_nCiao, complimentissimi, se ti va ho qualche domanda per te, com’è andata? Soddisfatto? “Ciao Matteo ti rispondo volentieri e con entusiasmo, la gara personalmente è andata alla grande, non soddisfatto ma molto di più, ho davvero realizzato un sogno nel cassetto, un ultramaratona nel mio paese km 71, sul podio nei primi 3 assoluti e credo proprio, almeno per i tesserati IUTA, miglior chilometraggio di categoria M55 in Italia, alla mia età non potrei chieder di meglio.” Continua a leggere