Storie di crisi nelle lunghe distanze

Matteo SIMONE

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Gli atleti raccontano volentieri i momenti di crisi dove si sentivano spacciati, sfiniti, arresi, ma poi qualcosa è cambiato, si sono trasformati come se avessero indossato un costume da supereroe e sono ritornati in piedi con le energie sufficienti per portare a termine l’obiettivo prefissato, infatti è stato chiesto a diversi ultramaratoneti di raccontare un aneddoto e molti raccontano queste vicende ed esperienze rimaste impressse e che sono utili in eventuali altri momenti di crisi per ricordare che già altre volte hanno superato un momento difficile e quindi se vogliono ad ogni problema c’è almeno una soluzione. Di seguito le risposte ricevute alla doomanda: “Ti va di raccontare un aneddoto?”:

“A Brisighella (88°km) sono esausto, il ginocchio mi fa male soprattutto quando dal cammino passo alla corsa, il piede è anestetizzato, non lo sento più, sento la scarpa che stringe parecchio credo si sia gonfiato e circoli meno sangue, iniziano così i 12km più lenti della mia vita podistica. Continua a leggere

Diventare ultramaratoneta: un percorso casuale, la distanza mi ha chiamato

Matteo SIMONE

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A volte su invito di amici, parenti o medici ci dedichiamo ad attività per noi sconosciute o che non abbiamo mai avuto modo o occasione di praticare o di interessarci e come per magia gradualmente ci accorgiamo di diventare quasi dipendenti, ci accorgiamo che tali attività, tali interessi per qualche motivo ci procurano benessere, ci fanno sperimentare situazioni piacevoli.

Ecco le risposte ricevute alla domanda: “Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?”:

“Ho iniziato a corricchiare una mezzamaratona con un amico per scommessa a 32 anni. Da lì non mi sono più fermato.” Continua a leggere

Intervista ad Enrico Vedilei, Coordinatore Nazionale del settore Ultratrail

Matteo SIMONE

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Sto scrivendo un libro riguardante gli ultramaratoneti e le gare estreme dal punto di vista psicologico e, per approfondire questo mondo, ho pensato di proporre un questionario agli atleti che si cimentano o si sono cimentati in passato in questo sport particolare. Questo mi ha permesso di conoscere delle persone speciali che raccontano il loro benessere psicofisico sperimentato attraverso lunghi percorsi in contatto con la natura, con se stessi e con gli altri.

Anni fa ho conosciuto Enrico Vedilei in occasione della Maratona di San Marino ed ho voluto proporgli un’intervista a lui che ha corso più di 100 gare superiori alla distanza della maratona e già da bambino voleva scoprire i suoi limiti partecipando alla sua prima gara, a 12 anni, di 21km.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La voglia di scoprire e scoprirmi.” Infatti Enrico attraverso questo sport sta scoprendo il mondo e se stesso. Continua a leggere