No Limits Sport: integrazione delle persone non abili e con difficoltà

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Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono, Lo sport può creare speranza dove prima c’era solo disperazione. E’ più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione.

(Nelson MANDELA)

La manifestazione “No Limits Sport” si fonda sull’individuazione dello sport di squadra, quale strumento di inclusione sociale e di favorire l’affermazione dei valori culturali e sociali per la piena integrazione delle persone non abili e con difficoltà sociali, nello sport e nella vita, attraverso l’organizzazione in sinergia con Associazioni, Federazioni ed Enti sportivi, Istituzioni, etc, di eventi sportivi che includono squadre formate da Atleti non abili o affetti da malattie rare  e/o in compagini con  persone abili.

In data 26 settembre p.v, presso il Centro sportivo “Longarina”, via di Castel Fusano nr. 79 – Roma, sarà organizzato un Torneo di calcio A/5, con inizio alle ore 16.30, finalizzato alla raccolta fondi a favore dell’Associazione AIDEL 22 (Sindrome da microdelezione del cromosoma 22).   Continua a leggere

Mennea Day 2015…ancora una volta l’atletica romana non ha pace

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Pietro Mennea, uno dei più grandi campioni che l’atletica e lo sport italiano in generale abbiamo mai avuto, è mancato nel marzo del 2013. Al tempo, si sottolineò che Mennea fu in una qualche maniera dimenticato al termine della sua carriera sportiva e la sua esperienza non valorizzata nel modo corretto. Ora si sta facendo, se possibile, peggio.
A Pietro Mennea è stato intitolato lo stadio dei Marmi, gestito dal CONI, ed indetto il ‘Mennea Day’, il 12 Settembre, ricorrenza del suo grande record del mondo sui metri 200 a Città del Messico in 19″72; nell’occasione del Mennea Day, in vari stadi d’Italia, atleti e ragazzi che si avvicinano per la prima volta all’atletica, possono cimentarsi nella distanza dei 200, nella quale il campione barlettano vinse l’oro nel 1980 alle Olimpiadi di Mosca.
A Roma, la prima edizione del Mennea Day nel 2013, svoltasi ovviamente allo stadio ‘Pietro Mennea’, ex stadio dei Marmi, vide una entusiastica partecipazione, con moltissimi campioni che accompagnarono Pietro nella sua lunghissima carriera, come Alberto Juantorena, Tommy Smith (a cui Mennea tolse il record del mondo sui 200), Sara Simeoni e molti altri. Nel 2014, il Mennea Day di Roma fu nuovamente un successo, inserendosi a buon diritto tra le ‘classiche’ dell’atletica romana. Anche in quell’occasione, si svolse allo stadio ‘Pietro Mennea’.

 Quest’anno, lo stadio ‘Pietro Mennea’, in occasione del ‘Mennea Day’, sarà occupato da una manifestazione ippica, il ‘Longines Global Champions’, che peraltro impedisce, per lavori di sistemazione, anche in questa prima parte di Settembre di utilizzare il campo ‘Pietro Mennea’ per quello che è, ovvero uno stadio (bellissimo) di atletica. Continua a leggere

Intervista a tre ultrarunner

intervista a tre ultrarunner

Matteo SIMONE

Tra gli ultramaratoneti intervistati, in particolare tre atleti fanno parte di un gruppo facebook dal nome 365 giorni di sport che ha l’obiettivo di coinvolgere le persone a fare sport, a raccontare del proprio sport, degli attrezzi che utilizzano, dei luoghi di allenamento o di gara.

INTERPRETI E TRADUTTORI

Interessanti ho trovato le risposte di Silvio Cabras, Alessandro Torchiana e Susanna Forchino che riporto di seguito.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? Continua a leggere

Katia Figini, ultramaratoneta in un deserto a fare 250 km

katia figini

Matteo SIMONE

Psicologo dello sport, Psicoterapeuta

INTERPRETI E TRADUTTORI

Katia Figini si considera una ultramaratoneta e ci spiega come è stato il suo percorso, le sue motivazioni, la sua passione. Ti puoi definire ultramaratoneta? “Sembra un parolone ma in realtà tutto ciò che supera i 42,195 km è considerato ultramaratona… Perciò si mi considero ultramaratoneta.” Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Una persona normale che corre un po’ più a lungo di altri.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? Continua a leggere

La fatica e la paura si possono addomesticare

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Matteo SIMONE

E’ quello che emerge da interviste ad atleti che partecipano a competizioni estreme che comportano tante ore di gara e di allenamento ed in percorsi e condizioni atmosferiche impervie. La fatica esiste ma si riesce ad addomesticarla, ci si prepara ad andare oltre, ad fare allenamenti sempre più sostenuti nelle diverse condizioni estreme, il fisico e la mente si adatta un po per volta e tutto diventa gestibile e fattibile. La mente aiuta tanto facendo un lavoro di immaginazione nel momento della gara, immaginazione del percorso, della fatica che si farà, di quelo che potrebbe accadere. Continua a leggere

Sara Paganucci: l’ultramaratona ti entra dentro

Matteo SIMONE

Psicologo dello sport, Psicoterapeuta

 

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INTERPRETI E TRADUTTORITante donne amanti delle ultracorse e soprattutto delle corse in montagna, nella natura, degli ultratrai. Tra queste ho avuto modo di contattatare Sara Paganucci, disposta a raccontare di se e della sua passione: “L’ultramaratoneta per me è una persona resistente, che non teme la solitudine ma non disdegna nemmeno la compagnia, spesso si parte da soli e si arriva che si è parte di un gruppo. Ho iniziato quasi per scommessa contro me stessa, contro il mio corpo non proprio sano, ho bruciato le tappe facendo una maratona dopo pochi mesi che correvo, poi un’altra, poi una 50km e così via.” Continua a leggere

Bla bla bla walking: non vedente cerca compagnia per dimagrire!

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Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

Chi fa sport aumenta la propria forza di volontà e aumenta la propria autostima, si diventa più forti mentalmente non solo fisicamente.

INTERPRETI E TRADUTTORI

Uno studio afferma che l’influenza dei compagni può arrivare ad aumentare del 20% la probabilità di ottenere un dimagrimento significativo.

Essere circondati da persone con gli stessi obiettivi potrebbe, quindi, rendere meno pesanti gli sforzi necessari per perdere peso. Continua a leggere

La formulazione degli obiettivi e la motivazione

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Matteo SIMONE

INTERPRETI E TRADUTTORI

Due aspetti sui quali si lavora molto con un allenamento psicologico, e cioè la formulazione degli obiettivi e la motivazione.

Per quanto riguarda gli obiettivi, l’atleta dovrebbe essere in grado di formulare una pianificazione degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, obiettivi che siano difficili ma raggiungibili, sfidanti, si dovrebbero poter visualizzarli, immaginarli nel momento in cui si raggiungono gli obiettivi.

Può capitare che ci siano delle difficoltà nel raggiungere questi obiettivi e qualche volta l’atleta può considerare il non raggiungimento di un obiettivo prefissato come una sconfitta personale.

Ma nello sport si mettono in conto le sconfitte, servono a farti fermare, riflettere, fare il punto della situazione, osservare, valutare, capire cosa c’è stato di utile, di importante nella prestazione eseguita e su cosa, invece, bisogna lavorare, cosa si può migliorare. Continua a leggere