Una storia infinita :Caracalla lo stadio resterà aperto fino al 15 gennaio

12141663_10205328046300270_4222058396555712446_nAppena ieri era stato dato l’annuncio che la pista delle Terme di Caracalla sarebbe rimasta chiusa da oggi, ma il Commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca ha disposto che venga concesso il patrocinio alla FIDAL fino al 15 gennaio 2016.

Dal sito della Fidal: Continua a leggere

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Stadio delle Terme di Caracalla da domani chiuso

 

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Un destino triste per lo stadio Nando Martellini da domani la chiusura a causa della triste e obsoleta burocrazia comunale ma anche per i pochi sforzi fatti dalla Fidal Lazio che ha semplicemente gettato fumo negli occhi senza mai dare notizie certe, documenti scritti, tutto era sempre dettato dalle parole dalla fiducia che bisognava avere nei confronti dell’istituzione che per prima dovrebbe tutelare l’atletica leggera.

Ma così non è stato l’atletica in Italia era già uno sport morto ora a Roma tenderà non solo a morire ma a essere dimenticato da tutti.

Riporto per evidenziare la notizia quanto già riportato dall’articolo di Angelo Diario : Continua a leggere

Il doping è diventata una piaga sociale che ogni anno fa vittime illustri

Matteo SIMONE

psicologo, psicoterapeuta

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Tutti gli Stati si propongono di combattere il fenomeno doping, anche se con mezzi diversi. Ultimamente si parla di passaporto biologico dell’atleta e questa potrebbe essere veramente una soluzione ottimale, perché fa una storia del tracciamento ematico dell’atleta stesso impedendogli di fatto di doparsi.

Il doping è diventata una piaga sociale che ogni anno fa vittime illustri come il ciclista Armstrong o il marciatore azzurro Schwarzer.

Gli anabolizzanti vengono usati soprattutto nel body building. Per quanto riguarda invece il ciclismo, si parla di emotrasfusione. Addirittura anche negli sport di concentrazione, come il tiro con l’arco per esempio, sono stati scoperti casi di utilizzo di beta bloccanti. Continua a leggere

Andrew Howe ancora una volta infortunato dichiara di non voler mollare

 

andrew how2Matteo SIMONE

Esperto in psicologia dello sport

Andrew Howe (Los Angeles, 12 maggio 1985) è un atleta italiano di origine statunitense, specializzato nella velocità e nel salto in lungo.

Cresciuto a Rieti, la sua prima medaglia importante, un bronzo, arriva nel salto in lungo ai Campionati Mondiali giovanili di Debrecen nel 2001 all’età di 16 anni.

È il detentore del record italiano outdoor (8,47 m) e indoor (8,30 m) del salto in lungo, in questa specialità, vince l’Oro ai Mondiali Juniores 2004 (Oro anche nei 200m -20″28, seconda prestazione italiana all-time), agli Europei 2006, agli Euroindoor 2007, e Argento ai Mondiali 2007 e Bronzo ai Mondiali Indoor 2006.

Andrew Howe, bloccato in questa stagione da un infortunio al retto femorale, ancora una volta dichiara di non voler mollare e si spera che questa sia la volta buona, un grande ritorno atteso da tanto e da tanti: “Continuerò ad allenarmi in Svezia, ma passerò certamente alcuni periodi di allenamento a Formia”.

Da gennaio si allena a Goteborg, in Svezia, sotto la guida tecnica di Yannick Tregaro. Nei giorni scorsi è incappato in un nuovo infortunio ma Andrew dalle sue dichiarazioni emerge una grande motivazione a fare bene ed appare essere molto più maturo e determinato nei suoi obiettivi, sembra aver sviluppato anche una sorta di resilienza, nonostante gli infortuni vuole dimostrare a tutti di avere ancora le carte in regola per fare bene.  Continua a leggere

Gli allenamenti di Pietro Mennea , le tabelle prima dell’olimpiade di Mosca dell’1980

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Denominato la Freccia del Sud, è l’unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive (dal 1972 al 1984). Fu insignito dell’ordine olimpico e membro della Hall of Fame della FIDAL.

Nel 1979 Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi che si disputavano sulla pista di Città del Messico. Il tempo di 19″72 con cui vinse i 200 metri piani costituì il nuovo record mondiale: esso resistette per ben 17 anni, fino ai trials statunitensi per le Olimpiadi del 1996, quando Michael Johnson fermò il cronometro sul tempo di 19″66. Deve comunque tenersi conto che il primato di Mennea, così come quello precedente di Tommie Smith, fu ottenuto in altura (si noti comunque che Mennea detenne anche il record mondiale a livello del mare dal 1980 al 1983, con 19″96, tempo stabilito nella sua città natale, Barletta).

Mennea partecipò a 5 olimpiadi consecutive (1972-1976-1980-1984-1988) cosa non molto comune per un velocista . Sicuramente la sua gara più spettacolare dopo quella fatta a Città del Messico nella quale stabilì il record del mondo è quando vinse l’oro alle olimpiadi di Mosca nel 1980.

Nel suo libro “L’ Oro di Mosca ” ( assolutemente consigliato per gli appassionati di atletica. Link per comprere il libro :CLICCA QUI )  sono presenti i suoi allenamenti da Gennaio a Giugno del 1980 .

Per capire la sua straordinaria capacità di resistenza ai carichi di lavoro in allenamento ne riporto alcuni: Continua a leggere