Provarci sempre, arrendersi mai

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 resilienza2L’ultramaratoneta ha scoperto che volendo, si può far tutto, che la passione è un motore potente che riesce a mobilitare le energie occorrenti per portare a termine qualsiasi impresa con qualsiasi condizione, è una sorta di adattamento graduale che ti permette gradualmente di incrementare l’autoefficacia personale e sviluppare la resilienza che ti permette di andare avanti e non fermati per imprevisti o crisi ma avere la capacità di gestire momento per momento con tutte le proprie risorse, capacità personali scoperte nel corso di precedenti competizioni e situazioni.Di seguito le risposte ricevute alla domanda: “Quale è una gara estrema che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine?”: Continua a leggere

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Diventare ultramaratoneta: un percorso casuale, la distanza mi ha chiamato

Matteo SIMONE

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A volte su invito di amici, parenti o medici ci dedichiamo ad attività per noi sconosciute o che non abbiamo mai avuto modo o occasione di praticare o di interessarci e come per magia gradualmente ci accorgiamo di diventare quasi dipendenti, ci accorgiamo che tali attività, tali interessi per qualche motivo ci procurano benessere, ci fanno sperimentare situazioni piacevoli.

Ecco le risposte ricevute alla domanda: “Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?”:

“Ho iniziato a corricchiare una mezzamaratona con un amico per scommessa a 32 anni. Da lì non mi sono più fermato.” Continua a leggere

Importante credere in quello che si fa ed avere la passione che ti sostiene

Matteo SIMONE

Gatto-Specchio

Racconti di gare estreme, dove si arriva al punto di rischiare di morire o comunque dove si sperimentano condizioni estreme di fatica fisica o atmosferica, oppure si rischia di perdersi o precipitare. Difficili sono considerate anche le gare dove si ripete un breve circuito per tantissime ore. Ma tutto ciò non basta per limitare il rischio, si arriva al punto di chiedere di essere incatenati. Alcuni atleti sono abbastanza resistenti alle gare estreme superano tutte le difficoltà e i rischi e si proiettano su nuove sfide da affrontare serenamente con sicurezza. Estreme e difficili sono considerate anche quelle dove non vi è motivazione, si corre con svogliatezza, quindi è importante credere in quello che si fa ed avere la passione che ti sostiene. Ecco cosa raccontano alcuni ultramaratoneti:

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L’esperienza del limite alla Spartathlon (246km da Atene a Sparta)

Matteo SIMONE

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Dalle risposte di questi atleti emerge la consapevolezza dell’importanza del fattore mentale per spingersi oltre, per portare il fisico a sforzi estenuanti, ma emerge anche la consapevolezza dell’ascolto del proprio corpo, della possibilità che problemi fisici possano impedire di andare oltre anzi addirittura possono portare l’atleta ad uno stop definitivo per problemi gravi, per aver sottovalutato i messaggi del proprio corpo. Continua a leggere

Intervista ad Enrico Vedilei, Coordinatore Nazionale del settore Ultratrail

Matteo SIMONE

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Sto scrivendo un libro riguardante gli ultramaratoneti e le gare estreme dal punto di vista psicologico e, per approfondire questo mondo, ho pensato di proporre un questionario agli atleti che si cimentano o si sono cimentati in passato in questo sport particolare. Questo mi ha permesso di conoscere delle persone speciali che raccontano il loro benessere psicofisico sperimentato attraverso lunghi percorsi in contatto con la natura, con se stessi e con gli altri.

Anni fa ho conosciuto Enrico Vedilei in occasione della Maratona di San Marino ed ho voluto proporgli un’intervista a lui che ha corso più di 100 gare superiori alla distanza della maratona e già da bambino voleva scoprire i suoi limiti partecipando alla sua prima gara, a 12 anni, di 21km.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La voglia di scoprire e scoprirmi.” Infatti Enrico attraverso questo sport sta scoprendo il mondo e se stesso. Continua a leggere

Meccanismi psicologici per partecipare a gare estreme

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Matteo SIMONE

 

Dalle risposte ad un questionario da parte di alcuni ultramaratoneti o ironman per la partecipazione a gare estreme, emerge l’importanza dell’autoefficacia, cioè il sapere di sapere fare, la convinzione di poter riuscire a raggiungere i propri obiettivi, ecco una risposta: “la convinzione che dopo vari risultati positivi, puoi continuare e osare di più e ti convinci che puoi finalmente partecipare alla gara dei tuoi sogni”. Continua a leggere

Sport “estremi” : stima e ammirazione, indifferenza ed opposizione per gli ultramaratoneti

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Matteo SIMONE
Per approfondire il mondo degli ultramaratoneti e delle gare estreme ho costruito un questionario ed ho raccolto alcune risposte. Questo mi permette di conoscere più da vicino le motivazioni che affascinano le persone ad avvicinarsi a questo tipo di discipline considerate estreme. Ho contattato atleti che hanno partecipato a competizioni sportive della distanza superiore alla maratona e quindi anche coloro che hanno gareggiato alle IRONMAN che prevede 3,8km di nuoto, 180k di bicicletta e la maratona di corsa a piedi. Continua a leggere