Il doping è diventata una piaga sociale che ogni anno fa vittime illustri

Matteo SIMONE

psicologo, psicoterapeuta

doping

Tutti gli Stati si propongono di combattere il fenomeno doping, anche se con mezzi diversi. Ultimamente si parla di passaporto biologico dell’atleta e questa potrebbe essere veramente una soluzione ottimale, perché fa una storia del tracciamento ematico dell’atleta stesso impedendogli di fatto di doparsi.

Il doping è diventata una piaga sociale che ogni anno fa vittime illustri come il ciclista Armstrong o il marciatore azzurro Schwarzer.

Gli anabolizzanti vengono usati soprattutto nel body building. Per quanto riguarda invece il ciclismo, si parla di emotrasfusione. Addirittura anche negli sport di concentrazione, come il tiro con l’arco per esempio, sono stati scoperti casi di utilizzo di beta bloccanti. Continua a leggere

Costruire un clima di squadra teso alla performance

Matteo SIMONE

Modello O.R.A. (Obiettivi, Risorse, Autoefficaica) applicato al gruppo

climadisquadraQuesto è un lavoro complesso e comporta la conduzione del gruppo da parte di uno psicoterapeuta che usi l’approccio EMDR, in modo da permettere un lavoro di definizione ed elaborazione di obiettivi e risorse occorrenti ed al contempo un lavoro di individuazione e potenziamento, rafforzamento di risorse.

Contempla interventi di gruppo ed individuali.

In gruppo avviene la definizione dell’obiettivo del gruppo mentre nelle sedute individuali viene definito l’obiettivo individuale.

Quello che potrebbe emergere, per esempio, voglio vincere campionato come obiettivo di gruppo; voglio essere capocannoniere, o miglior portiere con minor goal subiti, ecc.. come obiettivo individuale.

Oppure voglio vincere staffetta come obiettivo di squadra; voglio migliorare tempo mia frazione come obiettivo individuale.

Ogni componente del gruppo dovrebbe scrivere il suo obiettivo di squadra, il più dettagliato possibile, per esempio tempo di esecuzione, reti segnate, subite, vedersi nel raggiungimento dell’obiettivo di gruppo, sentire se è una cosa credibile ed osservare quali potrebbero essere le proprie risorse e quelle degli altri componenti per raggiungere l’obiettivo.

Quindi andrebbe scritto tutto in sedute di gruppo, i componenti riportano su un foglio tutto quello che sperimentano, obiettivi, risorse proprie o degli altri.

climadisquadra2Vengono verificati gli obiettivi che ognuno ha individuato tra i componenti del gruppo, si notano eventuali differenze di obiettivi rispetto ai tempi di raggiungimento o qualitativi.

Si stabilisce un obiettivo condiviso da tutti i componenti e si individuao le risorse occorrenti per il raggiungimento dell’obiettivo della squadra, quindi ognuno individua le proprie risorse e quelle di ogni componente.

Si discute assieme rispetto alle risorse individuate e si stabiliscono assieme le risorse, qualità, caratteristiche che ogni componente ha disposizione e che sarebbe eventualmente da potenziare per il buon esito della performance della squadra.

Per aumentare la propria autoefficacia in modo da beneficarne l’intera squadra, è importante che le risorse individuate vadano legate ad esperienze passate dove si è dimostrato di possederle, in modo da recuperarle mentalmente, e al fine di questo recupero ogni componente può individuare episodi propri o relativi adi altri componenti del gruppo.

Per esempio un atleta può ricordare una propria prestazione di successo dove ha dimostrato di utilizzare la risorsa individuata per l’obiettivo comune della squadra, esempio, l’attenzione, la determinazione, la giusta gestione dell’ansia, il divertimento, ecc..

Dopo aver stabilito per ogni componente la risorsa occorrente per il buon esito della prestazine di squadra, si può invitare ogni componente ad immaginare la prestazione di squadra nella quale ogni componente si esprime con la risorsa occorrente. Questa esperienza permette di individuare eventuali aspetti critici, permette di vedersi raggiungere l’obiettivo stabilito, di sentire le sensazioni piacevoli collegate.

climadisquadra3Questa modalità di lavorre con il gruppo permette anche un lavoro di consapevolezza della squadra rispetto alle proprie potenzialità.

A fine lavoro che può durare diverse sedute, ogni componente della squadra potrebbe avere la consapevolezza maggiore rispetto al proprio impegno nella squadra e quello degli altri, e scoprire come è percepito dagli altri componenti, potrebbe essere un’occasione di confronto e di allenamento a tavolino che aiuta a gestire le dinamiche di gruppo pre, durante e post prestazione sportiva.

Periodicamente è possibile stabilire un incontro per fare il punto della situazione e comprendere cosa c’è stao di positivo e su cosa sarebbe necessario focalizzare l’attenzione per costruire un clima di squadra teso alla performance.

runnerALLENAMENTO DI GRUPPO : AAA CERCASI ATLETI PER ALLENARSI INSIEME!

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

3804337230 – 21163@tiscali.it

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

Silvano Beatrici: prediligo gare secche in cui parti ti distruggi e arrivi

Matteo SIMONE

silvanobeatrici1Silvano Beatrici, atleta del Gs Fraveggio, convocato con la Nazionale italiana al campionato del mondo della specialità 100 chilometri di atletica, a Winschoten, in Olanda, ottiene l’argento mondiale ed europeo per nazioni alle spalle della Svezia e davanti alla Francia.

La gara individuale è stata vinta dallo svedese Jonas Buud in 6h22’44’’, secondo lo spagnolo Asier Cuevas in 6h35’49’’ e terzo, primo degli italiani, il tre volte campione del mondo Giorgio Calcaterra in 6h36’49’’.

Gli altri atleti Italiani sono stati Hermann Achmuller che si è classificato quattordicesimo in 6h54’50’’, Andrea Zambelli ventitreesimo in 7h00’51’’, Silvano Beatrici ventisettesimo in 7h03’19’’, Marco Ferrari trentaquattresimo in 7h11’31’’ e Paolo Bravi trantasettesimo in 7h15’30’’.

Silvano Beatrici ha fatto segnare anche il suo primato personale sulla distanza migliorando il 7h8’38’’ ottenuto in primavera alla 100 chilometri di Seregno, dove si era classificato terzo, e che gli era valso la convocazione in nazionale.

Silvano Beatrici, già nel 2013, alla sua prima esperienza sulla 100 chilometri si era classificato 5° assoluto al Passatore che parte da Firenze e arriva a Faenza, attraversando il passo della colla, in 7h17’34’’. Continua a leggere

Pista delle Terme di Caracalla la battaglia continua!

Purtroppo ad oggi la pista delle terme di caracalla è ancora chiusa abbiamo inviato la lettera all’assessore Marinelli senza avere alcuna risposta .

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Intanto noi atleti non molliamo ci stiamo mobilitando in tanti ormai e il malcontento è generale.

E’ stata convocata una commissione sport per analizzare lo stato delle concessioni degli impianti sportivi di atletica leggera. La commissione è pubblica e la sala riunioni è molto ampia, quindi chi è interessato e non ha impegni lavorativi può partecipare: l’appuntamento è per lunedì 12 ottobre, ore 11, in via Capitan Bavastro 94 – sala riunioni al piano terra (link). Continua a leggere

Andrew Howe ancora una volta infortunato dichiara di non voler mollare

 

andrew how2Matteo SIMONE

Esperto in psicologia dello sport

Andrew Howe (Los Angeles, 12 maggio 1985) è un atleta italiano di origine statunitense, specializzato nella velocità e nel salto in lungo.

Cresciuto a Rieti, la sua prima medaglia importante, un bronzo, arriva nel salto in lungo ai Campionati Mondiali giovanili di Debrecen nel 2001 all’età di 16 anni.

È il detentore del record italiano outdoor (8,47 m) e indoor (8,30 m) del salto in lungo, in questa specialità, vince l’Oro ai Mondiali Juniores 2004 (Oro anche nei 200m -20″28, seconda prestazione italiana all-time), agli Europei 2006, agli Euroindoor 2007, e Argento ai Mondiali 2007 e Bronzo ai Mondiali Indoor 2006.

Andrew Howe, bloccato in questa stagione da un infortunio al retto femorale, ancora una volta dichiara di non voler mollare e si spera che questa sia la volta buona, un grande ritorno atteso da tanto e da tanti: “Continuerò ad allenarmi in Svezia, ma passerò certamente alcuni periodi di allenamento a Formia”.

Da gennaio si allena a Goteborg, in Svezia, sotto la guida tecnica di Yannick Tregaro. Nei giorni scorsi è incappato in un nuovo infortunio ma Andrew dalle sue dichiarazioni emerge una grande motivazione a fare bene ed appare essere molto più maturo e determinato nei suoi obiettivi, sembra aver sviluppato anche una sorta di resilienza, nonostante gli infortuni vuole dimostrare a tutti di avere ancora le carte in regola per fare bene.  Continua a leggere

No Limits Sport: integrazione delle persone non abili e con difficoltà

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Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono, Lo sport può creare speranza dove prima c’era solo disperazione. E’ più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione.

(Nelson MANDELA)

La manifestazione “No Limits Sport” si fonda sull’individuazione dello sport di squadra, quale strumento di inclusione sociale e di favorire l’affermazione dei valori culturali e sociali per la piena integrazione delle persone non abili e con difficoltà sociali, nello sport e nella vita, attraverso l’organizzazione in sinergia con Associazioni, Federazioni ed Enti sportivi, Istituzioni, etc, di eventi sportivi che includono squadre formate da Atleti non abili o affetti da malattie rare  e/o in compagini con  persone abili.

In data 26 settembre p.v, presso il Centro sportivo “Longarina”, via di Castel Fusano nr. 79 – Roma, sarà organizzato un Torneo di calcio A/5, con inizio alle ore 16.30, finalizzato alla raccolta fondi a favore dell’Associazione AIDEL 22 (Sindrome da microdelezione del cromosoma 22).   Continua a leggere

Mennea Day 2015…ancora una volta l’atletica romana non ha pace

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Pietro Mennea, uno dei più grandi campioni che l’atletica e lo sport italiano in generale abbiamo mai avuto, è mancato nel marzo del 2013. Al tempo, si sottolineò che Mennea fu in una qualche maniera dimenticato al termine della sua carriera sportiva e la sua esperienza non valorizzata nel modo corretto. Ora si sta facendo, se possibile, peggio.
A Pietro Mennea è stato intitolato lo stadio dei Marmi, gestito dal CONI, ed indetto il ‘Mennea Day’, il 12 Settembre, ricorrenza del suo grande record del mondo sui metri 200 a Città del Messico in 19″72; nell’occasione del Mennea Day, in vari stadi d’Italia, atleti e ragazzi che si avvicinano per la prima volta all’atletica, possono cimentarsi nella distanza dei 200, nella quale il campione barlettano vinse l’oro nel 1980 alle Olimpiadi di Mosca.
A Roma, la prima edizione del Mennea Day nel 2013, svoltasi ovviamente allo stadio ‘Pietro Mennea’, ex stadio dei Marmi, vide una entusiastica partecipazione, con moltissimi campioni che accompagnarono Pietro nella sua lunghissima carriera, come Alberto Juantorena, Tommy Smith (a cui Mennea tolse il record del mondo sui 200), Sara Simeoni e molti altri. Nel 2014, il Mennea Day di Roma fu nuovamente un successo, inserendosi a buon diritto tra le ‘classiche’ dell’atletica romana. Anche in quell’occasione, si svolse allo stadio ‘Pietro Mennea’.

 Quest’anno, lo stadio ‘Pietro Mennea’, in occasione del ‘Mennea Day’, sarà occupato da una manifestazione ippica, il ‘Longines Global Champions’, che peraltro impedisce, per lavori di sistemazione, anche in questa prima parte di Settembre di utilizzare il campo ‘Pietro Mennea’ per quello che è, ovvero uno stadio (bellissimo) di atletica. Continua a leggere

Intervista a tre ultrarunner

intervista a tre ultrarunner

Matteo SIMONE

Tra gli ultramaratoneti intervistati, in particolare tre atleti fanno parte di un gruppo facebook dal nome 365 giorni di sport che ha l’obiettivo di coinvolgere le persone a fare sport, a raccontare del proprio sport, degli attrezzi che utilizzano, dei luoghi di allenamento o di gara.

INTERPRETI E TRADUTTORI

Interessanti ho trovato le risposte di Silvio Cabras, Alessandro Torchiana e Susanna Forchino che riporto di seguito.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? Continua a leggere

Katia Figini, ultramaratoneta in un deserto a fare 250 km

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Matteo SIMONE

Psicologo dello sport, Psicoterapeuta

INTERPRETI E TRADUTTORI

Katia Figini si considera una ultramaratoneta e ci spiega come è stato il suo percorso, le sue motivazioni, la sua passione. Ti puoi definire ultramaratoneta? “Sembra un parolone ma in realtà tutto ciò che supera i 42,195 km è considerato ultramaratona… Perciò si mi considero ultramaratoneta.” Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Una persona normale che corre un po’ più a lungo di altri.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? Continua a leggere