La fatica e la paura si possono addomesticare

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Matteo SIMONE

E’ quello che emerge da interviste ad atleti che partecipano a competizioni estreme che comportano tante ore di gara e di allenamento ed in percorsi e condizioni atmosferiche impervie. La fatica esiste ma si riesce ad addomesticarla, ci si prepara ad andare oltre, ad fare allenamenti sempre più sostenuti nelle diverse condizioni estreme, il fisico e la mente si adatta un po per volta e tutto diventa gestibile e fattibile. La mente aiuta tanto facendo un lavoro di immaginazione nel momento della gara, immaginazione del percorso, della fatica che si farà, di quelo che potrebbe accadere. Continua a leggere

Sara Paganucci: l’ultramaratona ti entra dentro

Matteo SIMONE

Psicologo dello sport, Psicoterapeuta

 

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INTERPRETI E TRADUTTORITante donne amanti delle ultracorse e soprattutto delle corse in montagna, nella natura, degli ultratrai. Tra queste ho avuto modo di contattatare Sara Paganucci, disposta a raccontare di se e della sua passione: “L’ultramaratoneta per me è una persona resistente, che non teme la solitudine ma non disdegna nemmeno la compagnia, spesso si parte da soli e si arriva che si è parte di un gruppo. Ho iniziato quasi per scommessa contro me stessa, contro il mio corpo non proprio sano, ho bruciato le tappe facendo una maratona dopo pochi mesi che correvo, poi un’altra, poi una 50km e così via.” Continua a leggere

Bla bla bla walking: non vedente cerca compagnia per dimagrire!

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Matteo SIMONE

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Chi fa sport aumenta la propria forza di volontà e aumenta la propria autostima, si diventa più forti mentalmente non solo fisicamente.

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Uno studio afferma che l’influenza dei compagni può arrivare ad aumentare del 20% la probabilità di ottenere un dimagrimento significativo.

Essere circondati da persone con gli stessi obiettivi potrebbe, quindi, rendere meno pesanti gli sforzi necessari per perdere peso. Continua a leggere

La formulazione degli obiettivi e la motivazione

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Matteo SIMONE

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Due aspetti sui quali si lavora molto con un allenamento psicologico, e cioè la formulazione degli obiettivi e la motivazione.

Per quanto riguarda gli obiettivi, l’atleta dovrebbe essere in grado di formulare una pianificazione degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, obiettivi che siano difficili ma raggiungibili, sfidanti, si dovrebbero poter visualizzarli, immaginarli nel momento in cui si raggiungono gli obiettivi.

Può capitare che ci siano delle difficoltà nel raggiungere questi obiettivi e qualche volta l’atleta può considerare il non raggiungimento di un obiettivo prefissato come una sconfitta personale.

Ma nello sport si mettono in conto le sconfitte, servono a farti fermare, riflettere, fare il punto della situazione, osservare, valutare, capire cosa c’è stato di utile, di importante nella prestazione eseguita e su cosa, invece, bisogna lavorare, cosa si può migliorare. Continua a leggere

Pietro Salcuni: correre è la mia passione

Pietro Salcuni

Matteo SIMONE

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Pietro Salcuni, nato a Monte S. Angelo, all’età di 61 anni si definisce piccolo ultramaratoneta, perché ha tanta strada da fare per esplorare il mondo delle ultramaratone: “Sono un piccolo ultramaratoneta, sono ancora a 35 e nel giro di un mese arriverò a 37.” Per lui essere ultramaratoneta significa amare correre per tante ore. Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Un podista che gli piace correre anche per tante ore”.

Ha iniziato piano piano ad allungare il chilometraggio in gara, appassionandosi sempre di più alla corsa. Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Ho cominciato con le gare di 10 km poi pian piano ho deciso di correre una maratona e da li sempre gare con più km”. Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La passione per la corsa”.

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Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta? “Si sempre, ad ogni gara, ma poi arrivati al traguardo si pensa subito alla prossima”. Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta? Continua a leggere

Il limite è quello che uno si impone con la mente

Matteo SIMONE

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Si smette per motivi di salute, per logorio, impossibilitati a continuare. Si smette a malincuore, si vorrebbe essere invincibili, imbattibili, supereroi, infiniti, quasi immortali.

Ecco le risposte alla domanda: “Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?”,:

Angelo Fiorini: “Non ho mai pensato di smettere ma nel momento di massino entusiasmo e di ottima forma fisica, ho dovuto fermarmi a causa di gravi problemi fisici dovuti alla gara più estrema alla quale ho partecipato, la Sparta Atene di 245 km, nell’ottobre del 2011. Dopo 172 km, sono stato costretto a fermarmi e lo sono fino a tutt’oggi!”

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Giovanni Capasso: il mio integratore è acqua limone zucchero

giovanni capassoMatteo SIMONE

Approfondire il mondo delle ultramaratone mi sta dando l’opportunità di conoscere tanta gente, tanti atleti, tanti campioni, tante persone comuni, tra le tante persone anche giovanni, trattasi di un operario che ha scoperto la corsa prolungata come autoerapia, come valvola di sfogo alla quotidianità, come momento per star bene con se stesso e sperimentare anche la prestazione sportiva.
Giovanni sa che correre da benessere anche se i famigliari ed il medico di famiglia gli sconsigliano di esagerare, ma lui fa tutto con pasione, dedizione, ci mette tutta la buona volontà e vorrebbe che i propri figli seguissero il suo esempio.
Giovanni semplicemente è soddisfatto di quello che fa, di quello che è riuscito a fare e che ancora riesce a fare, appare una persona umile, modesta, rispettosa, affettuoso. Ecco come si presenta.

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Bla Bla bla running: cercasi accompagnatore atleta non vedente periodo estivo

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Matteo SIMONE

 

Urge aiuto di persone generose e disponibili disposte a dedicare anche un solo allenamento ad atleti con problemi visivi che vorrebbero continuare ad allenarsi anche il periodo estivo dove capita che i loro accompagnatori di fiducia decidano di andare in ferie. Tali atleti per partecipare a diverse attività agonistiche ed amatoriali, necessitano di allenarsi anche d’estate e, quindi, essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone, disponibili ad indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a farli evitare buche ed ostacoli.

In particolare Ada Ammirata dell’Atletica la Sbarra cerca accompagnatore podista anche per un signolo allenamento perido dal 25 luglio al 9 agosto presso Roma.

Personalmente ho avuto modo di fare esperienza da accompagnatore sia in allenamento che in gara con Ada Ammirata. L’esperienza di corsa con Ada permette agli atleti della squadra di scoprire cosa significa correre con una disabilità come la vista ed ognuno di noi si sperimenta come accompagnatore negli allenamenti ed in gara, mettendo da parte qualsiasi forma di competizione estrema e dedicandosi all’altro con generosità.

2Ada mi ha segnalato il sito web www.disabilincorsa.com che raccoglie sportivi o chi lo vuole diventare, accompagnatori e tecnici, affinché si possa e riesca a creare un “archivio” di volontari, guide e tecnici invitando quindi, chiunque fosse interessato, a dare la propria disponibilità. Continua a leggere

Si lavora meglio pensando che la domenica sarai in giro a gareggiare

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Matteo SIMONE

 

Gli ultramaratoneti riportano di cercare di rispettare gli impegni famigliari cercando di incastrare bene gli allenamenti tra la vita famigliare e quella lavorativa, ma a volte succede che non si è compresi dai famigliari ed allora si creano difficoltà relazionali.

Nel complesso si sperimenta un benessere personale sia in famiglia che in ambito lavorativo, il lavoro diventa un’attività estrema peggio delle ultramaratone se non c’è motivazione, se non c’è un buon clima organizzativo e l’attività di ultracorsa aiuta a svagare ad occupare del tempo per se stessi, dedicati alla propria persona, per sentirsi, ascoltare le proprie piacevoli sensazioni a contatto con la natura, con le condizioni atmosferiche, attività da svolgere da soli o in compagnia per condividere momenti assieme di fatica ma anche di comprensione.

L’ultracorsa diventa una palestre di vita, di seguito le testimonianze degli ultramaratoneti disposti a rispondere alle domande del mio questionario per la stesura del libro di prossima uscita Ultramaratoneti e gare estreme.

Di seguito le risposte ricevute alla domanda: “Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa?”: Continua a leggere